La Stampa
Il Festival di Cannes è anche questo: una folla scalpitante che fa a pugni per entrare alla visione di mezzanotte dell’australiano Priscilla, la regina del deserto, il regista Stefan Elliott che affronta la platea con un piglio da discjockey annunciando la presenza applauditissima di «Miss Terence Stamp». Il motivo della presentazione al femminile è subito chiarito nelle prime immagini della pellicola perché l’attore britannico vi impersona il transessuale Bernadette che, rimasto «vedovo» di un trombettista, accetta di affiancare i travestiti Tick alias Mitzi (Hugo Weaving) e Adam alias Felicia (Guy Pearce) in una serie di spettacoli previsti ad Alice Springs nel cuore del continente.
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La Stampa
Gli spettacoli en travesti sono ben più antichi di Ayame, il travestito del Kabuki celebre all'inizio del Settecento in Giappone; o di Barbette, stella del music-hall ammirata da Jean Cocteau negli Anni Venti a Parigi; o dei Legnanesi amati dai milanesi fino a ieri. Gli spettacoli di travestiti sosia di star del cinema, della lirica o della commedia musicale, che fingono col playback di cantare le canzoni e arie più classiche, hanno raggiunto la perfezione già dagli Anni Sessanta in Europa o in California: intesi come gag, come metafora o messaggio, come recitazione di femminilità parodistica o come culto imitativo del divismo.
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di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Stephan Elliott, nuova speranza del cinema australiano, illuminato durante una sfilata carnascialesca gay a Sydney, dice che i travestiti sono l’ultima speranza del musical. Così ne prende tre molto pittoreschi, l’anziana vedova Bernadette, Mitzi, che ha un passato etero con moglie e figlio, e l’isterica e giovane Felicia, le carica su un pullman rosa Barbie intitolato Priscilla e le manda in una improbabile tourné e nei deserti australiani. Praticamente una "cage aux folles" itinerante le cui girls rimangono in panne, poi vengono insultate dai reazionari e bollate con la scritta "Aids fuckers go home", indi incontrano un ufficiale gentiluomo che alla fine si accaserà con la "zia" operata Bernadette.
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di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
L’attore parla di "Priscilla, la regina del deserto" di Stephan Elliott, presto sui nostri schermi e guarda con ironia alla sua "metamorfosi". "Volevo sembrare la Hayworth, non un vecchio cane truccato". – Fu un serial killer per William Wyler e per Fellini percorse "tre passi nel delirio": ora è una star del musical con lustrini e paillettes in viaggio nel deserto australiano.
"Sono Bernadette, il travestito che trova l’amore nel film "Priscilla, la regina del deserto". Dopo 35 anni di svariate esperienze come attore, ho pianto lacrime di rimmel quando sul set, in Australia, ho perso una delle mie unghie finte!", si presenta Terence Stamp, il marinaio "Billy Bud" del film (1962) di Peter Ustinov, uno dei primi serial killer cinematografici in "Il collezionista" di William Wyler (1966).
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