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luigi chierico
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giovedì 22 settembre 2016
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tutto da godere
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C’è la sera che si preferisce andare ad assistere ad una tragedia e si va ad ascoltare l’Amleto, c’è il momento in cui si vuol conoscere la verità con un giallo e si va a vedere “Le verità nascoste”, i film bellissimi di Ingmar Bergman nei cinema d’essai ecc., ma ci sono momenti in cui si vuol gustare un film leggero, uno scacciapensieri. Chi si trova a vivere un tal momento non deve perdersi “Lezioni di felicità”. Sono stato fortunato ad averlo visto al momento giusto.
Uno spettacolo che è una esplosione di colori, di momenti fantastici, di gran bella musica, di tantissime belle canzoni, una vera poesia, una storia vista come una favola, già perché chi ama la vita è in grado di ballare e cantare, vedi il favoloso film ”Cantando sotto la pioggia”, può sollevarsi da terra perché l’anima si libera dal corpo e si lascia trasportare dal vento.
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C’è la sera che si preferisce andare ad assistere ad una tragedia e si va ad ascoltare l’Amleto, c’è il momento in cui si vuol conoscere la verità con un giallo e si va a vedere “Le verità nascoste”, i film bellissimi di Ingmar Bergman nei cinema d’essai ecc., ma ci sono momenti in cui si vuol gustare un film leggero, uno scacciapensieri. Chi si trova a vivere un tal momento non deve perdersi “Lezioni di felicità”. Sono stato fortunato ad averlo visto al momento giusto.
Uno spettacolo che è una esplosione di colori, di momenti fantastici, di gran bella musica, di tantissime belle canzoni, una vera poesia, una storia vista come una favola, già perché chi ama la vita è in grado di ballare e cantare, vedi il favoloso film ”Cantando sotto la pioggia”, può sollevarsi da terra perché l’anima si libera dal corpo e si lascia trasportare dal vento. Odette Toulrmonde non ha motivo di essere felice, è rimasta vedova a 30 anni, è appena quarantenne. Vive con due figli già maggiorenni, un maschio orientato verso un rapporto omosessuale, una figlia ribelle con uno strano compagno invadente, un lavoro che non la soddisfa; confessa “Sono nera dentro”. La vediamo magistralmente interpretata da Chaterine Frot che è entrata benissimo nel personaggio e sotto la guida del regista Eric-Emmanuel Schmitt è così esuberante che riusciamo a comprendere perché e come mai Odette sia in grado di dare lezioni di felicità non solo a Balthazar Balsan, perfettamente interpretato da Albert Duponte, ma a tutti gli spettatori.
La sua spensieratezza e gioia di vivere le viene dalla lettura dei libri di a Balthazar Balsan, val la pena citare altri 2 film in cui la lettura dei libri è protagonista : Storia di una ladra di libri e 84,Charing Cross Road. Il libro trasmette sensazioni ed impressioni al lettore consegnando ai suoi amanti tanta poesia,tanta incantevole suggestione, è il compagno fedele di tutte le sue ore, quelle belle, quelle tristi, quelle terribili.
Ecco l’origine della capacità di Odette di dare “Lezioni di felicità”. Lei canta le canzoni della Venera Nera, la grande ed inconfondibile Josephine Baker,mentre lavora, sogna mentre legge, balla in cucina e altrove, sorride alla vita anche quando deve dire: “Io non sono innamorata, io amo” a colui di cui deve respingere una proposta di matrimonio. Va in estasi per strada quando è accanto al suo idolo, l’autore dei libri che tiene accanto a sé nella camera da letto e la fanno evadere e vivere in un mondo fantastico,quando si legge un buon romanzo se ne respira l’aria. La protagonista ci insegna che la felicità dobbiamo trovarla dentro di noi, non viene dall’esterno, è impalpabile ma grande, non è originata da grandi eventi ma da piccoli episodi, da brevi eventi quali : Guardare un passero imbeccare i suoi piccoli, sorridere ed un bambino che ti sorride, leggere un libro seduto in giardino, seguire una farfalla in volo posarsi su una rosa, baciare dolcemente le labbra di chi ami, incontrare un amico che non vedi da tempo, sedersi a tavola con la famiglia, mettere al mondo un figlio e prenderlo tra le braccia, scaldarsi in silenzio dinanzi ad un vecchio camino. In “Le notti bianche” di Visconti il protagonista conclude “Dio mio! Un intero minuto di felicità! E’ forse poco, sia pure in tutta la vita di un uomo….?. Questo ho raccolto vedendo un film pieno di colori, con delle bellissime ed originali riprese, sembra che cali il sipario in un momento della vita di Odette e Balthazar.chibar22@libero.it
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paola d. g. 81
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venerdì 14 agosto 2015
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poetico
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Solo chi ha amato tanto uno scrittore e ha avuto la fortuna di incontrarlo può capire fino in fondo la bellezza di questo film.
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francesco2
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mercoledì 15 settembre 2010
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un mondo fabuloso, ma non favoloso
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Volendo essere buonisti con un film accusato
-Stavolta a ragione- di "Buonismo", si potrebbe dire che Schmitt è stato sfortunato a girarlo qualche anno dopo "Il favoloso mondo di Amélie". Spunti come gli oggetti che danzano mentre la protagonista canta rischiano di fare la fine della comicità demenziale a fine anni'80, quando certe situazioni innovative apparivano ormai superate. Ciò detto, come non spessissimo avviene, stavolta non sono d'accordo con chi parla di "Levità francese" per quest'opera, e da questo punto di vista può aiutare proprio un paragone col film di Jeunet.
"Amélie", infatti, è la storia di una ragazza che fonde realtà e immaginazione, ma lo fa in maniera costruttiva quando decide di mettersi al servizio degli altri, e non fa sì che la FANTASIa e FANTASTICITA'(?) del suo "Mondo" diventino un pretesto per una dimensione di isolamento.
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Volendo essere buonisti con un film accusato
-Stavolta a ragione- di "Buonismo", si potrebbe dire che Schmitt è stato sfortunato a girarlo qualche anno dopo "Il favoloso mondo di Amélie". Spunti come gli oggetti che danzano mentre la protagonista canta rischiano di fare la fine della comicità demenziale a fine anni'80, quando certe situazioni innovative apparivano ormai superate. Ciò detto, come non spessissimo avviene, stavolta non sono d'accordo con chi parla di "Levità francese" per quest'opera, e da questo punto di vista può aiutare proprio un paragone col film di Jeunet.
"Amélie", infatti, è la storia di una ragazza che fonde realtà e immaginazione, ma lo fa in maniera costruttiva quando decide di mettersi al servizio degli altri, e non fa sì che la FANTASIa e FANTASTICITA'(?) del suo "Mondo" diventino un pretesto per una dimensione di isolamento. Odette, invece, non è affatto una donna che vive un travaglio interiore: è solo un esempio di "Basso" che si scontra - Troppo poco, forse- con l'"Alto" dello scrittore. Infatti rappresenta l'ignoranza, un piccolo paese(Il Belgio), forse anche un piccolo centro (Charleroi); ove l'uomo personifica la cultura, un grande paese(La Francia), una grande città (Parigi). Se è ingiusto accusare il regista di sessismo (Non è la donna ignorante che impara dall'uomo colto, ma il contrario), è comunque legittimo dire che tratteggia i personaggi con mano superficiale, e che alla fine ci regala(Sic!) quella che gli spagnoli definerebbero una "Moraleja"( La semplicità ha da insegnare alla cultura, messaggio peraltro non senza ambiguità, e che viene "spiattellato" quando ad Odette viene detto: "Tu dai lezioni di felicità").
Lo sfondo nel quale si muovono questi due personaggi(Soprattutto lei, perché di lui pochino sappiamo, tranne che è reduce da un matrimonio infelice e ha un figlio), è una cittadina priva di vivacità, che fa rimpiangere persino la sceneggiatura di "Amélie", secondo chi scrive punto debole del grande film di Jeunet. Se ci soffermiamo sul contesto interno di Odette, poi, purtroppo convincono poco gli elogi presenti nella bella recensione di Mary-Luu: non è che Schmitt metta in scena i contrasti della società di oggi(La donna mascolinizzata e l'uomo femminilizzato). Più semplicemente, purtroppo, credo che come Ozpetek(Appunto!) ricorra all'espediente del figlio gay come paradossale moda del momento. Purtroppo, cito il compianto Buccheri, quando si vuole apparire alla moda si finisce per essere superati. La figlia "Mascolina", poi, è un personaggio tratteggiato senza nessuno spessore, che conferma solo come la caratterizzazione dei personaggi sia inferiore a quella di un qualsiasi "Appartamento spagnolo".
Dopo una rocambolesca vicenda in cui l'intellettuale si è rifugiato a casa sua, e ciò ha -prevedibilmente- attirato su di lei invidie e gelosie delle colleghe, Odette rischia di regalare un finale ancor più inverosimile quando vuole rinunciare all'uomo, che così sarebbe libero di cercare di rimettere in piedi la sua famiglia e la sua vita. Ma le cose non funzionano, la coppia si è ormai formata, nonostante un infarto che l'aveva colta all'improvviso (rozzo espediente per non far cadere l'attenzione, penso). Non conosciamo le reazioni dei figli, ma la luna (In tutti sensi!) di miele è assicurata, con tanti saluti al vario "Artigianato" che il cinema d'oltralpe ci ha regalato in questi anni, da "Cambio d'indirizo" a "Mademoiselle, a "Place Vendome"( E potrei continuare).
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denise
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domenica 11 gennaio 2009
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film anidepressivo
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A Natale di quest’anno ho ricevuto regalo questo film. Odette è un’ assidua lettrice di un noto scrittore di letture “soft”. Un giorno, si prende un pomeriggio di permesso per andare fino a Bruxelles per conoscere il suo idolo ma, proprio nel momento di farsi autografare l’ultimo libro, è preda dell’emozione e non riesce a proferire una parola. Tuttavia Odette è così felice per aver incontrato lo scrittore che, mentre torna a casa, comincia “ad alzarsi da terra” per la contentezza. Prima di aprire la porta di casa saluta un tipo strano, un po’ alternativo, che si chiama Gesù, il quale contraccambia fumando probabilmente uno spinello…. Odette vive con i suoi due figli, il maschio palesemente omosessuale e la femmina, molto ribelle che convive con il fidanzato, un tipo assurdo, nella stessa casa della madre.
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A Natale di quest’anno ho ricevuto regalo questo film. Odette è un’ assidua lettrice di un noto scrittore di letture “soft”. Un giorno, si prende un pomeriggio di permesso per andare fino a Bruxelles per conoscere il suo idolo ma, proprio nel momento di farsi autografare l’ultimo libro, è preda dell’emozione e non riesce a proferire una parola. Tuttavia Odette è così felice per aver incontrato lo scrittore che, mentre torna a casa, comincia “ad alzarsi da terra” per la contentezza. Prima di aprire la porta di casa saluta un tipo strano, un po’ alternativo, che si chiama Gesù, il quale contraccambia fumando probabilmente uno spinello…. Odette vive con i suoi due figli, il maschio palesemente omosessuale e la femmina, molto ribelle che convive con il fidanzato, un tipo assurdo, nella stessa casa della madre. Odette accetta senza riserve tutta la situazione e non dimostra avere alcun pregiudizio. La vita di Odette è molto modesta, senza una persona accanto che la ami, ma combatte la solitudine con i romanzi di questo scrittore e con il suo ottimismo. Questo autore è così importante per lei che arriva al punto di scrivergli una lettera, che è una dichiarazione di amore e di stima ed approfitta di un secondo incontro pubblico in cui lui sta autografando i suoi libri, per consegnargliela. Intanto lo scrittore, che all’apparenza ha tutto (fama, successo, soldi, una bella famiglia) in realtà sta vivendo un brutto periodo, la moglie lo tradisce con il critico letterario che lo denigra in tv, il figlio si vergogna di portare il cognome del padre ed usa quello della madre. Decide di tentare il suicidio. Salvato per miracolo, uscito dall’ ospedale trova in una tasca della giacca la lettera di Odette. Si presenta alla sua porta con una domanda diretta e sono spassosi i dialoghi “Lei, almeno lei, mi ama?” Risposta di Odette “certamente”. “Posso trasferirmi da lei per un po’?” “Sicuro! Però ora entri perché sto montando le chiare d’uovo e se le lascio mi si sciupa il dolce” E così ha inizio la loro convivenza, con i figli, il fidanzato della figlia, lo scrittore e lei. Odette, quasi in punta di piedi, inizia a “dare lezioni di felicità”. Mantiene i piedi a terra, anche se ogni tanto nel film il regista la fa “lievitare da terra” quando è molto felice. Armata di ottimismo, ma anche di senso pratico (sa che lo scrittore è di passaggio e quindi rifiuta le sue avance, anzi sacrifica il suo amore per lui per cercare di rimettere insieme la famiglia di lui). E mentre fa questo, incontra ancora il vicino di casa Gesù, lo saluta mentre lui sta lavando i piedi ai passanti e lo incontrerà ancora sul cammino. Mi piace da matti la capacità di Odette di non giudicare il prossimo, di rialzarsi dopo ogni caduta con un sorriso. Ho trovato ben realizzate le scene in cui Odette “si solleva da terra” ma anche quelle in cui lo scrittore “precipita”. La figura di questo Cristo poi, camuffato nel presente è originale. E’ un film che ti mette di buonumore meglio di Marry Poppins (a chi piace il genere)!!!
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mary
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venerdì 1 agosto 2008
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la figura di "gesù"..
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è il simbolo del dare agli altri senza essere riconosciuti come Odette e lo scrittore.Si vede "Gesu" che lava i piedi, porta la croce e sta spirando(Odette va in ospedale) ma poi come "Gesù risorge" anche Odette rinasce...Vuol dire anche nella morale del film-favola che "Gesù" è tra gli umani e gli umili ma ricchi dentro (Odette).
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robidotto
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lunedì 28 luglio 2008
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una ventata di frescheza
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Sono riuscito a ritrovare la freschezza che ultimamente il cinema non saperva più darmi. A parte l'aspetto religioso che, mi sembra, reciti una parte a sè nel film e che c'entri poco con il resto della storia, la protagonista, sognatrice, ma allo stesso tempo, con le idee ben chiare sui ruoli che fa vivere l'amore, ha saputo deliziarmi con la sua sensibilità e la sua femminilità e malizia. Brava
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lucy
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martedì 22 aprile 2008
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di chi sono le canzoni cantate da odette???
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BE', NON PRENDETEMI PER CRETINA, MA IL FILM MI HA COMMOSSO... LA FELICITA' STA SEMPRE DIERTO LE COSE "PICCOLE"...
[+] belle le canzoni!!!
(di leilaiv)
[ - ] belle le canzoni!!!
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elena
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martedì 8 aprile 2008
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bello
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Film leggero e bello. Si esce dalla sala con il sorriso stampato sulla faccia e un po' di felicità in piu'.
Solo una cosa non mi è ben chiara... la figura di Gesu...
Qualcuno me la spiega ?
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maryluu
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sabato 5 aprile 2008
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la felicità umana
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Chi di noi non si è mai chiesto, almeno una volta nella vita, che cos'è la felicità? Sono felice? Credo che questo film ne dia una spiegazione. Una tra le tante possibili. Ma una valida. Simile a quella che darei io.
E' un film leggero, divertente, musicale, francese. E' un film che libera l'animo da brutti pensieri e per 100 minuti ti fa sentire leggera come le chiare montate a neve di Odette. La storia è semplice. Un amore impossibile che alla fine s concretizza. Non prima di innumerevoli situazioni che rasentano il paradossale. Ad esempio: ogni giorno Odette saluta Gesù intento in qualcosa di diverso. O camminare sul mare, o portare la croce. Un modo diverso e alternativo di inserire nel film la religiosità che comunque non c'entra nulla col resto del film.
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Chi di noi non si è mai chiesto, almeno una volta nella vita, che cos'è la felicità? Sono felice? Credo che questo film ne dia una spiegazione. Una tra le tante possibili. Ma una valida. Simile a quella che darei io.
E' un film leggero, divertente, musicale, francese. E' un film che libera l'animo da brutti pensieri e per 100 minuti ti fa sentire leggera come le chiare montate a neve di Odette. La storia è semplice. Un amore impossibile che alla fine s concretizza. Non prima di innumerevoli situazioni che rasentano il paradossale. Ad esempio: ogni giorno Odette saluta Gesù intento in qualcosa di diverso. O camminare sul mare, o portare la croce. Un modo diverso e alternativo di inserire nel film la religiosità che comunque non c'entra nulla col resto del film. E' proprio un elemento a se stante. Inoltre la storia ci dimostra che la felicità va cercata nelle piccole cose e che in fondo è uno stato d'animo. Odette non si da mai per vinta. E' sempre allegra e vede "il bicchiere sempre mezzo pieno". E' l'emblema della felicità tanto che chi le sta accanto se ne nutre senza poterne fare a meno. Ogni tanto si concede qualche volo interiore ed "esteriore" ed è questo che la rende speciale. I personaggi inoltre sono portati davvero all'eccesso. I figli di Odette sono il tipico maschio omosessuale e la tipica femmina mascolina. Questo per me dimostra il senso della società attuale, dove spesso i ruoli s'invertiscono inesorabilmente.
Odette è la perfetta mediatrice degli eccessi. Balthazar Balsan, scrittore infelice, s'imbatterà in lei e non riuscirà più ad andare via, nonostante l'enormi differenze tra loro. In primis la cultura. Lo stato sociale. Questo a dimostrazione che l'amor non ha un prezzo ma è universalmnente valido sia nelle "stalle" che nelle "stelle", e si può incrociare in maniera morbosa. Gli attori non sono molto famosi, anche se devo apprezzare la professionalità di Catherine Frot. Il film è leggero ma il personaggio di Odette è particolare e di difficile intrpretazione. Il regista,Eric-Emmanuel Schmitt,è stato eccelso nel intrecciare realtà e fantasia. Situazioni concrete e particolari in un miscuglio che non stona anzi. Non posso fare a meno di notarne il cognome. Uguale a quello del noto filosofo Carl Schmitt. Per lo più giurista ma anche noto per alcune tesi sulla crisi delle società moderne. Anche questo film cerca di risollevare gli animi umani lesi da questa società che avanza senza farci respirare. Credo che il regista non abbia nulla a che vedere con questo mio paragone ma mi è venuto in mente e non me ne vogliate se ho deciso di inserirlo. Insomma per me questo film merita attenzione, soprattutto per ritrovare il sorriso spesso spento dalla realtà che ci opprime e ci rende schiavi di un sistema da cui ogni tanto è bene risollevarsi.
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