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chaoki21
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martedì 27 marzo 2012
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documentario sul monte rosa e sulle leggende.
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Ma è un film (Thriller) o un documentario sulla montagna, il Monte Rosa in particolare?
Una storia che non sta in piedi, (per es. un cadavere sepolto tra i ghiacci per 80 o 90 anni può veramenbte essere scambiato per una mummia di 5000 anni?), degli attori con una recitazione da soap opera e persino un "omaggio" ad un esponente politico (leghista), dei particolari che vengono messi lì all'inizio del film e poi si perdono, evidentemente insignificanti per la trama.
L'unica cosa accettabile è la fotografia e lo scenario dei 4000, insomma un documentario.
Diévol1960
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chaoki21
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martedì 27 marzo 2012
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documentario sul monte rosa e sulle leggende.
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Ma è un film (Thriller) o un documentario sulla montagna, il Monte Rosa in particolare?
Una storia che non sta in piedi, (per es. un cadavere sepolto tra i ghiacci per 80 o 90 anni può veramenbte essere scambiato per una mummia di 5000 anni?), degli attori con una recitazione da soap opera e persino un "omaggio" ad un esponente politico (leghista), dei particolari che vengono messi lì all'inizio del film e poi si perdono, evidentemente insignificanti per la trama.
L'unica cosa accettabile è la fotografia e lo scenario dei 4000, insomma un documentario.
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epidemic
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lunedì 10 ottobre 2011
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2 stelle e mezzo
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un film rurale ma che non incide più di tanto. restano simpatiche le ambientazioni, il cast e quell'aria montanara che si respira visionando la pellicola ma purtroppo tutto ciò non basta a farla decollare...Due stellette e mezzo...ma so che non si può
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caprifoglio
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lunedì 6 giugno 2011
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un film inutile
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Trama inesistente, l'arma del delitto ha il potere di essere contemporaneamente conficcata nel cadavere e dove dovrebbe essere. Anche se il cinema indipendente ha pochi soldi è poco credibile rappresentare i ticinesi con l'accento svizzero tedesco. Grossolano errore è fare recuperare uno svizzero dal 118 e non dalla Rega, dato che ci si trova proprio sulla linea di confine. Curioso che la pattuglia svizzera non salga da Saas Fee. Maggiore documentazione e maggiore conoscenza dei meccanismi del giallo prima di girare il film non avrebbero guastato. Non lo consiglio.
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nigel mansell
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domenica 5 giugno 2011
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visto a ics
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Ottima regia e fotografia ed autori superlativi; ecco forse la trama narrativa diciamo che è secondaria, insomma non è un giallo o un moderno thiller alla CSI.
Ho avuto il privilegio di vederlo a Stresa in occasione degli incontri cinematografici stresa (ICS) 2011 con la presenza in sala del regista Andrea Papini e dell'attore Peppino Mazzotta, il bravissimo ed arcinoto Fazio del Montalbano televisivo. Proprio Mazzotta è stato commovente quando ha descritto la situazione degli attori impegnati che sono come artigiani che con la massima cura creano una sedia che mai nessuno vedrà o peggio su cui mai nessuno si siederà: molti dei film che gli attori impegnati interpretano non escono neanche nelle sale.
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Ottima regia e fotografia ed autori superlativi; ecco forse la trama narrativa diciamo che è secondaria, insomma non è un giallo o un moderno thiller alla CSI.
Ho avuto il privilegio di vederlo a Stresa in occasione degli incontri cinematografici stresa (ICS) 2011 con la presenza in sala del regista Andrea Papini e dell'attore Peppino Mazzotta, il bravissimo ed arcinoto Fazio del Montalbano televisivo. Proprio Mazzotta è stato commovente quando ha descritto la situazione degli attori impegnati che sono come artigiani che con la massima cura creano una sedia che mai nessuno vedrà o peggio su cui mai nessuno si siederà: molti dei film che gli attori impegnati interpretano non escono neanche nelle sale...
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babayaga
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lunedì 23 maggio 2011
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non c'è limite al peggio
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Un film che lascia sbigottiti per la penosa approssimazione della trama, della recitazione (ridicola), nella caratterizzazione dei personaggi. Immagino che dietro a questa "cosa" ci sia un progetto di finanziamento dato grazie a non so che, solo questo può giustificare l'esistenza di uno dei film più brutti che si siano mai visti... a causa della programmazione di queste mostruosità (evidentemente degli amici degli amici) non c'è modo di vedere nei ns cinema VERI film originali e di spessore ad es. dei registi medio oriente o altro cinema "indipendente", Più che recitare gli attori farfugliano e... appoggio l'idea del Viva il cinepanettone se questa è l'alternativa.
Sig. Andrea Papini ma lei lo ha rivisto il suo "film"?
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calcuttah
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giovedì 12 maggio 2011
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la montagna, la mummia e l'ironia
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La misura del confine è un prodotto del cinema italiano indipendente, girato con pochissimi mezzi e in poco tempo a 3000 metri di altitudine.
Il risultato è più che soddisfacente. Naturalmente non si tratta di capolavoro e questo dipende da una sceneggiatura che presenta qualche lacuna.
La Montagna è il film, le sottostorie e i personaggi sono al suo servizio e quindi se una critica si può fare alla regia è quella di aver utilizzato poco un cast di attori potenzialmente eccezionali tra i quali spiccano i nomi di Thierry Toscan (il vento fa il suo giro) Peppino Mazzotta (montalbano), Luigi Iacuzio (pater Familias).
Ma nonostante tutto il film ha un fascino particolare che spiazza lo spettatore, perchè se da un lato ci si immerge nei paesaggi meravigliosi delle vette del Monte Rosa, accompagnati da una splendida colonna sonora, dall'altro si è catapultati in racconti di leggende, morti del passato, compresa quella della Mummia ritrovata su un ghiacciaio che poi rivelerà alla fine una storia d'amore e di delitti.
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La misura del confine è un prodotto del cinema italiano indipendente, girato con pochissimi mezzi e in poco tempo a 3000 metri di altitudine.
Il risultato è più che soddisfacente. Naturalmente non si tratta di capolavoro e questo dipende da una sceneggiatura che presenta qualche lacuna.
La Montagna è il film, le sottostorie e i personaggi sono al suo servizio e quindi se una critica si può fare alla regia è quella di aver utilizzato poco un cast di attori potenzialmente eccezionali tra i quali spiccano i nomi di Thierry Toscan (il vento fa il suo giro) Peppino Mazzotta (montalbano), Luigi Iacuzio (pater Familias).
Ma nonostante tutto il film ha un fascino particolare che spiazza lo spettatore, perchè se da un lato ci si immerge nei paesaggi meravigliosi delle vette del Monte Rosa, accompagnati da una splendida colonna sonora, dall'altro si è catapultati in racconti di leggende, morti del passato, compresa quella della Mummia ritrovata su un ghiacciaio che poi rivelerà alla fine una storia d'amore e di delitti.
Tutto questo è raccontato con uno stile tutto nuovo, spiazzante dove lo spettatore si aspetta sempre qualcosa che poi non è, cosi come nella vita, il tutto condito con un' ironia beffarda che a volte sfiora il demenziale.
Gli attori lavorano in maniera corale con una recitazione distaccata, d'altronde i personaggi non hanno spessore psicologico. forse solo il topografo svizzero (Mathias) e la moglie del topografo italiano (Rosa Maria) lavorano un pò troppo sopra le righe.
La misura del confine è un film da vedere e da godere. Un modo diverso di raccontare qualcosa di diverso.
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astromelia
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martedì 10 maggio 2011
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riuscito a metà
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poteva essere interessante,ma la trama risulta raffazzonata ad un racconto sbrigativo e intercalato da spezzoni che interrompono lo svolgersi degli eventi...
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sam74
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domenica 8 maggio 2011
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la misura è colma
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Se questo è il nuovo cinema italiano, viene da pensare che forse è il caso di lasciare perdere e continuare a sovvenzionare i cinepanettoni di De Sica & soci. Poi, per fortuna, ci si ricorda subito degli Amoroso, Virzì, Sorrentino, Garrone, Soldini, Ferrario, Capotondi e molti altri ancora e si torna a fare pace con il cinema italiano.
"La misura del confine" di Papini è un film più che mediocre, televisivo, una pellicola scadente come solo un pessimo gruppo avrebbe potuto realizzare e si boccia su tutta la linea: dagli attori mediocri che paiono rubati - e forse lo sono - da Centovetrine o da una compagnia di giro di provincia alla una sceneggiatura raffazzonata, per arrivare al peggio di tutto, la trama inesistente che si sviluppa in modo non banale, ma peggio, vuoto e che non dà nulla allo spettatore.
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Se questo è il nuovo cinema italiano, viene da pensare che forse è il caso di lasciare perdere e continuare a sovvenzionare i cinepanettoni di De Sica & soci. Poi, per fortuna, ci si ricorda subito degli Amoroso, Virzì, Sorrentino, Garrone, Soldini, Ferrario, Capotondi e molti altri ancora e si torna a fare pace con il cinema italiano.
"La misura del confine" di Papini è un film più che mediocre, televisivo, una pellicola scadente come solo un pessimo gruppo avrebbe potuto realizzare e si boccia su tutta la linea: dagli attori mediocri che paiono rubati - e forse lo sono - da Centovetrine o da una compagnia di giro di provincia alla una sceneggiatura raffazzonata, per arrivare al peggio di tutto, la trama inesistente che si sviluppa in modo non banale, ma peggio, vuoto e che non dà nulla allo spettatore. Tutto ci è raccontato per dati di fatto, deduzioni assurde (che ci hanno strappato ben più di una risata in sala), nessuna suspence - sempreché fosse un giallo come Nicoletta Dose qui scrive - nessuna indagine dei personaggi, nessuno scavo nel passato, storie abbozzate e perse in pochi istanti.
Un film che si basa, forse, solo ed esclusivamente su qualche immagine della montagna e una colonna sonora fusion che unisce una voce jazz a sonorità etniche o classiche.
Un film pretestuoso, che pare vantarsi della proprio bruttezza.
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eljmukka
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sabato 7 maggio 2011
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la bellezza dei luoghi
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Film bello per gli scenari e la fotografia, interpretato da bravi attori. Il giallo risolto forse in modo troppo sbrigativo. Nel complesso buon film.
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