La classe operaia va in paradiso

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Un film di Elio Petri. Con Gian Maria Volonté, Mariangela Melato, Flavio Bucci, Luigi Diberti, Salvo Randone.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 125' min. - Italia 1972. MYMONETRO La classe operaia va in paradiso * * * - - valutazione media: 3,13 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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ralphscott martedì 25 gennaio 2011
io sono brava,io me la merito la pelliccia Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Son passati quasi quarant'anni,ma questo resta un film attuale. Le rivendicazioni,i timori,l'alienazione dell'uomo nella fabbrica son sempre quelle. Mentre Mike Bongiorno torchia i concorrenti,in sottofondo,la vita degli operai nelle loro umili case va avanti,fin quando una sveglia,l'indomani,darà inizio ad altre fatiche. Accanto al "mostro" Volonté,troviamo una Melato eccentrica,commovente nel sognare una vita migliore,magari aiutata dalle parrucche e dal visone,a cui aspira. Risate amare

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gianni lucini venerdì 14 ottobre 2011
a lulù piacciono poco gli intellettuali Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Nome cognome e provenienza? «Massa Ludovico, detto Lulù, Lombardia, quasi svizzera....» Così si presenta ai due giovani meridionali cui dovrebbe insegnare il lavoro Lulù, il protagonista del viaggio cinematografico di Elio Petri nel tunnel dell’alienazione e delle lotte dei primi anni Settanta per migliorare la condizione operaia. Non è un eroe Lulù, anzi è un fragile ingranaggio di una macchina che rischia a ogni passo di stritolarlo. Nella sua camera da letto, sopra la sveglia del comodino c’è lo scudetto del Milan. Il primo giornale che legge mentre fa colazione è il “Tuttosport” e la discussione con il figlio di Lidia che apre la giornata riguarda la campagna acquisti delle squadre di calcio. [+]

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faber venerdì 14 marzo 2008
scusate la prolissità,ma certe cose si chiariscono Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

Io non voglio esaltare sproporzionatamente il film, che è un Capolavoro e se gli avessi assegnato meno di quattro stelle mi sarei sentito con la coscienza putrida, ma c'è un però. Innanzitutto, è vero che il film non sembra convincere poi tanto, giacchè tutta quela confusione, quest'atmosfera così insopportabilmente e fastidiosamente caotica, questo continuo rumore assordante che provoca una reppellenza angustiante già dai titoli di testa sembra essere stata creata volutamente, e forse anche troppo, tanto che non si capisce bene dovè che finisca l'intento artistico e dove cominci, dicamo così, la "pecca", ossia l'incompetenza, l'errore, lo si chiami come meglio aggrada. Ma non si può trascurare una cosa, che è l'elemento centrale del film, del suo periodo, del regista, molto probabilmente del protagonista: raccontare l'esperienza atroce ed asfissiante della condizione operaia (peraltro in un'annata come il '71 che si commenta da sola). [+]

[+] troppo lungo... (di milomar)
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luca scialò venerdì 5 agosto 2011
pregi e difetti dei movimenti degli anni '70 Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Lulu' Massa (GianMaria Volontè) è un operaio stacanovista, il quale, per i suoi eccellenti ritmi di lavoro e di produzione di cottimo, è malvisto dai suoi colleghi. Anche la sua vita privata non è delle migliori. Separato, deve mantenere la moglie e il figlio, mentre convinve con una parrucchiera e il suo bambino. Anch'essa (Mariangela Melato) critica verso di lui, soprattutto per la sua scarsa vena sessuale, dovuta proprio allo stress da lavoro. Ma un giorno la sua vita cambia. Perde un dito e così viene coinvolto nelle lotte sindacali e studentesche della sinistra in fermento d'inizio anni '70. Movimenti fino a quel momento snobbati. Ma ne assaggerà anche le utopie e le contraddizioni, con la paura di finire in manicomio come un altro ex operaio, anch'egli troppo zelante. [+]

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libero contumace venerdì 11 febbraio 2011
la consolazione dell'aldilà Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Il messaggio del film sta nel titolo.
L'unica consolazione che può avere la classe degli sfruttati è il "paradiso", ammesso che esista, e ammesso che non si vada a finire all'inferno.
La classe operaia non può dunque che sperare.
Infatti ogni tentativo di cambiamento radicale porta solo guai: Lulù perde il posto di lavoro, si avvicina pericolosamente alla pazzia, iniziano le crisi con la compagna.
Il regista, notoriamente di sinistra, da un lato riconosce e denuncia le pessime condizioni di lavoro degli operai negli anni settanta, ma al contempo critica i paladini della rivoluzione, studenti e (una minoranza fra gli) operai. [+]

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guido giacomo gattai domenica 21 gennaio 2007
in discesa Valutazione 4 stelle su cinque
21%
No
79%

Lulù (Volonté) è un operaio lavoratore indefesso e simpatico spaccone che viene travolto dagli eventi politici dell'inizio degli anni '60 per colpa di un incidente sul lavoro e di un rapporto familiare insoddisfacente. Nonostante un Gian Maria Volontè al pieno delle sue capacità e delle musiche ci troviamo davanti a un film in leggera discesa rispetto ai fatti del bel cinema italiano degli anni '40 - '60. Non che in Italia non si sia più fatto buon cinema da allora o che non se ne faccia oggi. Ma certo è che ai tempi di Germi le sceneggiature fluivano naturali dal brillante recitare degli attori, per lo più talenti naturali. "La classe operaia va in paradiso" è un film rumoroso, caotico, volutamente, certo, volutamente. [+]

[+] perchè? (di milomar)
[+] dissociazione tra estetica e premesse ideologiche (di giorgio)
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anonimo marxista giovedì 4 settembre 2008
"la classe operaia va in paradiso" di elio petri Valutazione 1 stelle su cinque
5%
No
95%

"La classe operaia va in paradiso" di Elio Petri è uno dei moltissimi film che avrebbero meritato la censura totale e il rogo. È uno dei film italiani più spaventosamente reazionario che sia mai stato fatto; è un film totalmente contro la classe operaia; è il manifesto della destra al cinema; osa mescolare sentimenti, metafisica e psicoanalisi da drogheria con le lotte della Grande Rivoluzione Operaia Proletaria; è una delle peggiori interpretazioni di Volontè (che è uno degli attori italiani più mediocri, incapace di recitare); vanta una sceneggiatura orribile, idiota e gravemente demagogica; per fortuna che Elio Petri e il suo orrendo cinema sono stati ampiamenti dimenticati.

[+] marxista dei miei stivali (di milomar)
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