|
ralphscott
|
martedì 25 gennaio 2011
|
io sono brava,io me la merito la pelliccia
|
|
|
|
Son passati quasi quarant'anni,ma questo resta un film attuale. Le rivendicazioni,i timori,l'alienazione dell'uomo nella fabbrica son sempre quelle. Mentre Mike Bongiorno torchia i concorrenti,in sottofondo,la vita degli operai nelle loro umili case va avanti,fin quando una sveglia,l'indomani,darà inizio ad altre fatiche. Accanto al "mostro" Volonté,troviamo una Melato eccentrica,commovente nel sognare una vita migliore,magari aiutata dalle parrucche e dal visone,a cui aspira. Risate amare
|
|
|
[+] lascia un commento a ralphscott »
[ - ] lascia un commento a ralphscott »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gianni lucini
|
venerdì 14 ottobre 2011
|
a lulù piacciono poco gli intellettuali
|
|
|
|
Nome cognome e provenienza? «Massa Ludovico, detto Lulù, Lombardia, quasi svizzera....» Così si presenta ai due giovani meridionali cui dovrebbe insegnare il lavoro Lulù, il protagonista del viaggio cinematografico di Elio Petri nel tunnel dell’alienazione e delle lotte dei primi anni Settanta per migliorare la condizione operaia. Non è un eroe Lulù, anzi è un fragile ingranaggio di una macchina che rischia a ogni passo di stritolarlo. Nella sua camera da letto, sopra la sveglia del comodino c’è lo scudetto del Milan. Il primo giornale che legge mentre fa colazione è il “Tuttosport” e la discussione con il figlio di Lidia che apre la giornata riguarda la campagna acquisti delle squadre di calcio.
[+]
Nome cognome e provenienza? «Massa Ludovico, detto Lulù, Lombardia, quasi svizzera....» Così si presenta ai due giovani meridionali cui dovrebbe insegnare il lavoro Lulù, il protagonista del viaggio cinematografico di Elio Petri nel tunnel dell’alienazione e delle lotte dei primi anni Settanta per migliorare la condizione operaia. Non è un eroe Lulù, anzi è un fragile ingranaggio di una macchina che rischia a ogni passo di stritolarlo. Nella sua camera da letto, sopra la sveglia del comodino c’è lo scudetto del Milan. Il primo giornale che legge mentre fa colazione è il “Tuttosport” e la discussione con il figlio di Lidia che apre la giornata riguarda la campagna acquisti delle squadre di calcio. Non ha certezze su niente e quando comincia a cercarne (un po’ perchè capisce che la realtà è da cambiare e un po’ perché si sente obbligato ad averne) si mette nei guai. Le sue contraddizioni non lo abbandonano mai. Quando la storia sembra farsi epica con l’esplodere del conflitto in fabbrica lui da un lato è un trascinatore degli operai e dall’altro si comporta da superficiale egoista nel fugace rapporto sessuale con la giovane operaia Adalgisa. Per questa ragione nell’Italia fortemente politicizzata del 1971 una parte della critica e un nutrito gruppo di intellettuali storcono il naso di fronte al film ritenendo il personaggio interpretato da Volonté troppo ambiguo per rappresentare davvero le punte avanzate della conflittualità operaia. Non la pensa così il pubblico, che affolla le sale e decreta il successo del film dimostrando che forse chi la vita di fabbrica la vive davvero tende a identificarsi più nella fragilità di Lulù che nella sicurezza degli studenti o degli attivisti sindacali. Anche la sua progressiva presa di coscienza non procede per astrazioni ma si nutre di fatti e osservazioni della realtà. Parte dalla perdita di un dito, viaggia attraverso la consapevolezza che la sua condizione è uno specchio della società in cui vive («sembrate piccoli operai» dice al figlio quando lo vede uscire dalla scuola) e si conclude con una impietosa analisi del consumismo che lui concretizza dando un valore in ore di lavoro a ogni oggetto della sua casa.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gianni lucini »
[ - ] lascia un commento a gianni lucini »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
faber
|
venerdì 14 marzo 2008
|
scusate la prolissità,ma certe cose si chiariscono
|
|
|
|
Io non voglio esaltare sproporzionatamente il film, che è un Capolavoro e se gli avessi assegnato meno di quattro stelle mi sarei sentito con la coscienza putrida, ma c'è un però. Innanzitutto, è vero che il film non sembra convincere poi tanto, giacchè tutta quela confusione, quest'atmosfera così insopportabilmente e fastidiosamente caotica, questo continuo rumore assordante che provoca una reppellenza angustiante già dai titoli di testa sembra essere stata creata volutamente, e forse anche troppo, tanto che non si capisce bene dovè che finisca l'intento artistico e dove cominci, dicamo così, la "pecca", ossia l'incompetenza, l'errore, lo si chiami come meglio aggrada. Ma non si può trascurare una cosa, che è l'elemento centrale del film, del suo periodo, del regista, molto probabilmente del protagonista: raccontare l'esperienza atroce ed asfissiante della condizione operaia (peraltro in un'annata come il '71 che si commenta da sola).
[+]
Io non voglio esaltare sproporzionatamente il film, che è un Capolavoro e se gli avessi assegnato meno di quattro stelle mi sarei sentito con la coscienza putrida, ma c'è un però. Innanzitutto, è vero che il film non sembra convincere poi tanto, giacchè tutta quela confusione, quest'atmosfera così insopportabilmente e fastidiosamente caotica, questo continuo rumore assordante che provoca una reppellenza angustiante già dai titoli di testa sembra essere stata creata volutamente, e forse anche troppo, tanto che non si capisce bene dovè che finisca l'intento artistico e dove cominci, dicamo così, la "pecca", ossia l'incompetenza, l'errore, lo si chiami come meglio aggrada. Ma non si può trascurare una cosa, che è l'elemento centrale del film, del suo periodo, del regista, molto probabilmente del protagonista: raccontare l'esperienza atroce ed asfissiante della condizione operaia (peraltro in un'annata come il '71 che si commenta da sola). Questo film, diciamocelo, non ha un bel niente di artistico! e non può averlo, perchè si contradirebbe da solo! Ma come? Il film non fa altro che "Smerdare" tutti quegli studentellini che hanno come unico obiettivo rivoluzionario e morale quello della dedizione artistica, filosofica, contemplativa,insomma tutto quanto possa esserci di più inutile socialmente parlando, e poi lo staesso film che muove una denuncia simile dovrebbe ridursi ai soliti fronzoli intellettuali e alla solita e nauseante logorrea retorica sui "compagni operai", che, oggi siamo pronti a riconoscerlo, avevano ben altri problemi e ben altre possibilità di eventuali soluzioni, rispetto a quelle che proponevano gli "intellettuali"? Per concludere: mille particolari palesano lapalissianamente il vero intento di questo film: dalle musiche di Morricone, alla recitazione schizzofrenica ed ultra-dialettale di Volontè, ai movimenti di macchina, alla disillusione spietata che permea l'intera pellicola! Sostengo vivamente che Petri sia stato non solo sincero in questo film, e non abbia quindi maschareato la carenza artistica del suo prodotto (peraltro, palesamente politico) di una tensione sociale, falsamente perseguita con tanta caparbietà, ma di più, che Petri sia stato onestamente e profondamente ispirato da una ragione serissima, che molti sbandieravano in quegli anni (si pensi a Pasolini): le vere condizioni della classe operaia ed il burrone incolmabile che era (ed è!!!) frapposto fra gli studenti (almeno quelli borghesi, cioè la maggioranza, e qui si può leggere una leggerea presa di distanza dall'estremismo pasoliniano, perchè è, infatti, rappresentato uno studente-operaio. ma siamo nel nord, e Pasolini disperava più che altro per il proletariato meridionale) e i lavoratori. Oggi, sappiamo benissimo che la fusione, l'amalgama tra la volontà studentesca e quella operaia non si è mai verificata, e chi i due movimenti non si sono ami confusi! E questo è una delle mille riflessioni a cui ci sollecita il finale del film, quando il povero Lulù, dopo aver rasentato la pazzia, per la disperazione, viene riassunto in fabbrica, con migliori condizioni di lavoro, e gli studenti ancora fuori dal cancello della fabbrica, come all'inizio del film (a loro non è cambiato nulla, e non potrà mai cambiare nulla!) ancora lo esortano a non entrare, perchè venderebbe la sua vita. A testimonianza della sincerità del film, io ho sempre pensato che solo se sinceramnete ispirati, si può essere profetici. E Petri, in questo film,è più lungimirante di un vate.
[-]
[+] troppo lungo...
(di milomar)
[ - ] troppo lungo...
|
|
|
[+] lascia un commento a faber »
[ - ] lascia un commento a faber »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
luca scialò
|
venerdì 5 agosto 2011
|
pregi e difetti dei movimenti degli anni '70
|
|
|
|
Lulu' Massa (GianMaria Volontè) è un operaio stacanovista, il quale, per i suoi eccellenti ritmi di lavoro e di produzione di cottimo, è malvisto dai suoi colleghi. Anche la sua vita privata non è delle migliori. Separato, deve mantenere la moglie e il figlio, mentre convinve con una parrucchiera e il suo bambino. Anch'essa (Mariangela Melato) critica verso di lui, soprattutto per la sua scarsa vena sessuale, dovuta proprio allo stress da lavoro. Ma un giorno la sua vita cambia. Perde un dito e così viene coinvolto nelle lotte sindacali e studentesche della sinistra in fermento d'inizio anni '70. Movimenti fino a quel momento snobbati. Ma ne assaggerà anche le utopie e le contraddizioni, con la paura di finire in manicomio come un altro ex operaio, anch'egli troppo zelante.
[+]
Lulu' Massa (GianMaria Volontè) è un operaio stacanovista, il quale, per i suoi eccellenti ritmi di lavoro e di produzione di cottimo, è malvisto dai suoi colleghi. Anche la sua vita privata non è delle migliori. Separato, deve mantenere la moglie e il figlio, mentre convinve con una parrucchiera e il suo bambino. Anch'essa (Mariangela Melato) critica verso di lui, soprattutto per la sua scarsa vena sessuale, dovuta proprio allo stress da lavoro. Ma un giorno la sua vita cambia. Perde un dito e così viene coinvolto nelle lotte sindacali e studentesche della sinistra in fermento d'inizio anni '70. Movimenti fino a quel momento snobbati. Ma ne assaggerà anche le utopie e le contraddizioni, con la paura di finire in manicomio come un altro ex operaio, anch'egli troppo zelante.
Elio Petri continua nel suo impegno cinematografico verso il sociale e la politica, "servendosi" ancora una volta di un superbo Volontè nei panni del confuso operaio Lulu'. Il film non è un semplice inno alla classe operaia o una marchetta alla sinistra. Bensì ne sottolinea le rispettive contraddizioni, le lacerazioni interne, le utopie, le confusioni; ma anche la caparbietà nella lotta e i successi. La conclusione di fatti non è netta e chiara. Non si intuisce in modo definito se gli operai hanno vinto o perso. In fondo, gli stessi movimenti, operaio e studentesco, non sapevano come sarebbe andata a finire la loro rivoluzione.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a luca scialò »
[ - ] lascia un commento a luca scialò »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
libero contumace
|
venerdì 11 febbraio 2011
|
la consolazione dell'aldilà
|
|
|
|
Il messaggio del film sta nel titolo.
L'unica consolazione che può avere la classe degli sfruttati è il "paradiso", ammesso che esista, e ammesso che non si vada a finire all'inferno.
La classe operaia non può dunque che sperare.
Infatti ogni tentativo di cambiamento radicale porta solo guai: Lulù perde il posto di lavoro, si avvicina pericolosamente alla pazzia, iniziano le crisi con la compagna.
Il regista, notoriamente di sinistra, da un lato riconosce e denuncia le pessime condizioni di lavoro degli operai negli anni settanta, ma al contempo critica i paladini della rivoluzione, studenti e (una minoranza fra gli) operai.
[+]
Il messaggio del film sta nel titolo.
L'unica consolazione che può avere la classe degli sfruttati è il "paradiso", ammesso che esista, e ammesso che non si vada a finire all'inferno.
La classe operaia non può dunque che sperare.
Infatti ogni tentativo di cambiamento radicale porta solo guai: Lulù perde il posto di lavoro, si avvicina pericolosamente alla pazzia, iniziano le crisi con la compagna.
Il regista, notoriamente di sinistra, da un lato riconosce e denuncia le pessime condizioni di lavoro degli operai negli anni settanta, ma al contempo critica i paladini della rivoluzione, studenti e (una minoranza fra gli) operai.
Alla fine del film si torna al punto di partenza, nulla è cambiato, ma Lulù impara, amaramente, che non c'è scampo dalla sua triste condizione, o meglio l'unica possibilità è un lento cambiamento, l'accettazione dei compromessi, i cui frutti magari saranno raccolti da altre generazioni.
Gian Maria Volontè è eccellente, più bravo che in "A ciascuno il suo" e "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto".
La seconda parte del film è lenta e pesante, ma nonostante ciò merita di essere visto.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a libero contumace »
[ - ] lascia un commento a libero contumace »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
guido giacomo gattai
|
domenica 21 gennaio 2007
|
in discesa
|
|
|
|
Lulù (Volonté) è un operaio lavoratore indefesso e simpatico spaccone che viene travolto dagli eventi politici dell'inizio degli anni '60 per colpa di un incidente sul lavoro e di un rapporto familiare insoddisfacente. Nonostante un Gian Maria Volontè al pieno delle sue capacità e delle musiche ci troviamo davanti a un film in leggera discesa rispetto ai fatti del bel cinema italiano degli anni '40 - '60. Non che in Italia non si sia più fatto buon cinema da allora o che non se ne faccia oggi. Ma certo è che ai tempi di Germi le sceneggiature fluivano naturali dal brillante recitare degli attori, per lo più talenti naturali. "La classe operaia va in paradiso" è un film rumoroso, caotico, volutamente, certo, volutamente.
[+]
Lulù (Volonté) è un operaio lavoratore indefesso e simpatico spaccone che viene travolto dagli eventi politici dell'inizio degli anni '60 per colpa di un incidente sul lavoro e di un rapporto familiare insoddisfacente. Nonostante un Gian Maria Volontè al pieno delle sue capacità e delle musiche ci troviamo davanti a un film in leggera discesa rispetto ai fatti del bel cinema italiano degli anni '40 - '60. Non che in Italia non si sia più fatto buon cinema da allora o che non se ne faccia oggi. Ma certo è che ai tempi di Germi le sceneggiature fluivano naturali dal brillante recitare degli attori, per lo più talenti naturali. "La classe operaia va in paradiso" è un film rumoroso, caotico, volutamente, certo, volutamente. Un po' troppo volutamente. Eccessivo e maniacale, non riesce davvero a convincermi fino in fondo. Non si tratta di una maniacalità che vien fuori da un maniaco, ma da un'equipe che si prefigge di analizzare il comportamento di coloro che si trovano a dover vivere fuori dalla società. Ma sembra che non sappiano davvero bene dove andare a parare. Petri non è un pazzo, Lulù si. E non si riescono a capire.
Mi dispiace. Lo so che a colossi come Petri non si dovrebbe far altro che portare offerte sacrificali. Ma la mia opinione è questa. Scusate.
[-]
[+] perchè?
(di milomar)
[ - ] perchè?
[+] dissociazione tra estetica e premesse ideologiche
(di giorgio)
[ - ] dissociazione tra estetica e premesse ideologiche
|
|
|
[+] lascia un commento a guido giacomo gattai »
[ - ] lascia un commento a guido giacomo gattai »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
anonimo marxista
|
giovedì 4 settembre 2008
|
"la classe operaia va in paradiso" di elio petri
|
|
|
|
"La classe operaia va in paradiso" di Elio Petri è uno dei moltissimi film che avrebbero meritato la censura totale e il rogo. È uno dei film italiani più spaventosamente reazionario che sia mai stato fatto; è un film totalmente contro la classe operaia; è il manifesto della destra al cinema; osa mescolare sentimenti, metafisica e psicoanalisi da drogheria con le lotte della Grande Rivoluzione Operaia Proletaria; è una delle peggiori interpretazioni di Volontè (che è uno degli attori italiani più mediocri, incapace di recitare); vanta una sceneggiatura orribile, idiota e gravemente demagogica; per fortuna che Elio Petri e il suo orrendo cinema sono stati ampiamenti dimenticati.
[+] marxista dei miei stivali
(di milomar)
[ - ] marxista dei miei stivali
[+] tutto e subito
(di pol68)
[ - ] tutto e subito
[+] anonimo falsista
(di fanfei)
[ - ] anonimo falsista
[+] anonino falsista!
(di fanfei)
[ - ] anonino falsista!
[+] pessimo
(di ginevramagiar)
[ - ] pessimo
|
|
|
[+] lascia un commento a anonimo marxista »
[ - ] lascia un commento a anonimo marxista »
|
|
d'accordo? |
|
|
|