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Totò a colori |
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Un film di Steno.
Con Totò, Luigi Pavese, Virgilio Riento, Galeazzo Benti, Isa Barzizza.
continua»
Comico,
durata 96' min.
- Italia 1952.
MYMONETRO
Totò a colori
valutazione media:
3,95
su
14
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un musicista cerca invano, per anni, di far accettare una sua opera ad una casa editrice. Il pezzo avrà successo alla sua morte, e i concittadini gli ...
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1° film italiano a colori (Ferraniacolor). È un'antologia dei più famosi sketch di rivista del grande comico e soprattutto delle sue esibizioni marionettistiche più geniali: il Pinocchio folle e metafisico, il gran finale del direttore d'orchestra. Fotografia di Tonino Delli Colli. "... non era il caso di stare a fare della regia. Fu come se avessi dato la macchina da presa in mano a Totò. I tempi di Totò erano perfetti, perché lui li aveva sperimentati anni e anni con il pubblico" (Steno). Nel 1953 escono 15 italiani a colori che salgono a 51 nel 1954 (in vari sistemi).
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cinema sette
MEA MAXIMA CULPA - SILENZIO NELLA CASA DI DIO
Regia di Alex Gibney
Un film che indaga i casi di pedofilia clericale verificatisi in America e in Europa. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema uno
LA STORIA DI AGNES BROWNE
Regia di Anjelica Huston
Angelica Huston nella doppia veste di interprete e regista. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema uno
PUSHER III
Regia di Nicolas Winding Refn
Una festa da organizzare e una gang da eliminare. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema uno
C.R.A.Z.Y.
Regia di Jean-Marc Vallée
Epopea familiare di formazione cadenzata sui ritmi musicali delle diverse epoche. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
Un irresistibile totò in versione colorata
domenica 11 luglio 2010
di Luca Scialò
Antonio Scannagati è un bislacco maestro di musica, irriso da tutti e criticato aspramente dal cognato. Tra tante disavventure e alterne fortune, riuscirà però a diventare famoso. Il film rappresenta il primo film italiano a colori, ma anche il film in cui Totò sforna una serie interminabile e irresistibile di mimiche entrate nella storia (la più famosa, quando fa finta di essere un burattino per scampare alla rabbia del cognato munito di coltello). Molto famosa continua » |
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| Totò e Mario Castellani, ovvero il povero onorevole Cosimo Trombetta | |
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E basta perbacco, ha capito, stia a posto con le mani! Ogni limite ha una pazienza, lo sa lei o non lo sa? Cosa? Si informi se non lo sa. Oh ma sentite, ma ha una faccia tosta terribile! Io ho?…Io ho? Parli come badi sa! Non offenda, oh…. |
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| Totò | |
| Le spie, a volte, per non fare scoprire i loro segreti, mangiano le carte: sono cartivore. | |
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| Totò e l'onorevole (Mario Castellani) | |
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Mi presento, sono l' onorevole Cosimo Trombetta. Trombetta? Oh perbacco! Questo nome non mi giunge nuovo! Beh, modestamente io sono molto conosciuto.... Eccome! Io ho conosciuto anche suo padre, sa? E chi non lo conosce quel trombone di suo padre! Scusate, c'è un errore... avete detto trombone... Se io faccio Trombetta di cognome, è evidente e logico che anche mio padre faccia Trombetta.... Ohibò, non si sa mai. A volte c'è la magagna... lasci che glielo dica io... sono uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo.... Ma che magagna e magagna! Trombetta è padre, Trombetta è figlio... Viceversa mia sorella.... Fa trombone.... Come trombone! Mia sorella fa Trombetta, come me! Anzi, meglio dire faceva Trombetta, da signorina. Adesso è sposata con un Bocca e fa Trombetta in Bocca.... Per forza, la trombetta si mette in bocca! Ma che trombetta in bocca! Mia sorella non si mette la trombetta in bocca.... Se la mette! Non se la mette.... Se la mette, se lo faccia dire da me, io sono uomo di mondo. Lei esce da casa e sua sorella si mette la trombetta in bocca.... |
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Altre frasi celebri del film Totò a colori
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DVD | Totò a coloriUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 13 ottobre 2004
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di Alberto Anile
Fino al '51 gli esperimenti più consistenti di produzioni italiane a colori erano costituiti da un cartone animato in Agfacolor, La Rosa di Bagdad (1949) di Anton Giulio Domeneghini, Mater Dei (1950) di Emilio Cordero, una vita della Madonna filmata in 16 millimetri col sistema Anscocolor e distribuita solo nel circuito parrocchiale, e il documentario Una lettera dall'Africa (1951) di Leonardo Bonzi in Ferraniacolor. Nessuno era ancora riuscito a girare un lungometraggio per le sale; ci aveva provato la Universalia di Salvo D'Angelo, che nel '50 preparava un Marchese del Grillo! per la regia di Luchino Visconti e l'interpretazione di Aldo Fabrizi; ancora Visconti, nel '51, era arrivato a un passo dal girare in Technicolor La carrozza d'oro con Anna Magnani, ma si era poi ritirato per contrasti con la produzione e aveva lasciato il film nelle mani di Jean Renoir. » |
di Alberto Moravia
Gli attori comici si possono dividere in due grandi categorie: gli interpreti e i clown. I primi, per far ridere, hanno bisogno di un personaggio nel quale, si noti bene, si incarna di solito qualche vistosa e riconoscibile debolezza umana o stortura sociale. L’interprete, cioè, ride di qualcuno o di qualche cosa e riesce a far ridere insieme con lui gli spettatori. La comunicazione, dunque, è tutto per l’interprete; più comunica e più avrà successo. Donde, pure, la necessità di condividere col pubblico la stessa scala di valori: se si ride insieme, questo vuol dire che si hanno le stesse idee su ciò che è bene e ciò che è male, su ciò che è brutto e ciò che è bello. » |
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di Walter Veltroni
«Fuochisti, macchinisti, uomini di fatica». Così il geniale Totò, che si autodefinisce «Un viaggiatore in borghese », fa il suo ingresso nell’episodio comico forse più clamoroso della storia del cinema italiano. Sto parlando dello straordinario sketch del wagon-lit che è il centro di Totò a colori. In quei minuti di battute nello spazio angusto di un vagone letto Totò è la fine del mondo. Geniale, surreale, irriverente, il principe De Curtis trasforma persino uno starnuto in un capolavoro di comicità. » |
di Matilde Amorosi
Totò interpreta Antonio Scannagatti. Antonio Scannagatti, un compositore incompreso di Caianello, un paesino del Napoletano, sogna che una sua opera sia rappresentata alla Scala di Milano. Nessuno crede al suo talento, tantomeno il maestro Tiburzi, direttore della banda del paese, il quale, quando viene annunciato l'arrivo a Caianello di Joe Pellecchia, un compaesano arricchitosi in America, gli prepara un'accoglienza a suon di musica. Colpito da paralisi, però, è costretto a cedere il passo ad Antonio, che lo sostituisce con successo. » |
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