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La spia che venne dal freddo
Un film di Martin Ritt.
Con Claire Bloom, Peter Van Eyck, Richard Burton, Oskar Werner, Robert Hardy
Titolo originale The Spy Who Came In from the Cold.
Spionaggio,
Ratings: Kids+13,
b/n
durata 112 min.
- Gran Bretagna 1965.
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Dal romanzo (1963) di John Le Carré: Leamas, agente segreto britannico, è inviato per l'ultima volta nella Germania dell'Est per intrappolare il suo vecchio avversario Mundt, ma è lui a cadere in trappola per opera dei suoi superiori. Lanciato come l'anti-Bond per l'impianto realistico della vicenda e dei personaggi, ebbe un buon successo anche di critica, forse superiore ai suoi meriti che non superano quelli di un intelligente adattamento. Buona direzione degli attori (e non soltanto di R. Burton che ebbe una nomination all'Oscar) e un eccellente bianconero di Oswald Morris. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 9 |
David di Donatello 1 0 |
DVD | La spia che venne dal freddoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 22 novembre 2006
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Rabbrividente, d’immensa disperazione, bel film quest’ultimo di Martin Ritt, La spia che venne dal freddo, con tutte le carte in regola per reggere il confronto col romanzo omonimo (edito in Italia da Longanesi). Dove John Le Carré, lo sanno quattro milioni di lettori sparsi in tutto il mondo, rimette le cose a posto in questo uggioso affare degli agenti segreti, gonfiati oltre il lecito come eroi dell’avventura o benefattori dell’umanità. Sono, al contrario, sordidi relitti della società, nei quali l’alienazione celebra i suoi più miserabili trionfi, oggetti manovrati dalle centrali del controspionaggio con gelido razionalismo, anime sacrificate al mito della sicurezza, rottami sbattuti da un paese all’altro, costretti a recitare in maschera diffidando di tutto, a cominciare da se stessi. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Dalla sua formazione teatrale, compiuta nell’ambito del Group Theatrc durante gli anni Trenta, il regista Ritt ha conservato il gusto un po’ cecoviano delle atmosfere, dei tempi lenti, dei personaggi che si rivelano poco a poco nel corso della vita d’ogni giorno. Il film, tratto dal best seller di John Le Carré, si sforza di cogliere il tragico quotidiano nell’esistenza di una spia, le note umilianti e dolorose, la mancanza di ideali, lo sgretolarsi di fronte a incarichi sempre più sordidi. La spia che venne dal freddo è tragicamente obiettivo: sta a cavallo del muro di Berlino come il protagonista nell’ultima scena del film, a rischio di venir preso a fucilate dall’una e dall’altra parte. » |
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