Il diavolo veste Prada |
||||||||||||||
|
Un film di David Frankel.
Con Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci, Simon Baker, Emily Blunt.
continua»
Titolo originale The Devil Wears Prada.
Commedia,
Ratings: Kids+13,
durata 109 min.
- USA 2006.
uscita venerdì 13 ottobre 2006.
MYMONETRO
Il diavolo veste Prada
valutazione media:
2,44
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
|
||||||||||||||
|
||||||||||||||
|
|
||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Quando si vedono già le cuciture della sceneggiatura
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| domenica 27 settembre 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Ci sono film che invecchiano non tanto per ciò che raccontano, quanto per quanto diventa riconoscibile il loro meccanismo. Il diavolo veste Prada resta molto divertente, ma dopo anni di cinema l''architettura della sceneggiatura si vede: la protagonista entra in un mondo che disprezza, comincia ad adattarsi, scopre che il successo ha un prezzo e vede la propria vita privata risentirne. Il film non gestisce male tutto questo; al contrario, lo fa con tale efficacia che quasi tutto diventa prevedibile. A elevarlo è l''esecuzione. David Frankel trasforma una storia piuttosto classica di trasformazione personale in una commedia elegante, agile e molto ritmata. Il mondo della moda funziona come un ecosistema chiuso, con gerarchie perfettamente definite. Il film capisce che quell''universo può essere ridicolo e affascinante allo stesso tempo. Meryl Streep è la ragione principale per cui il film funziona ancora così bene. Miranda Priestly avrebbe potuto essere una caricatura della capa tirannica, ma Streep fa l''opposto: riduce, raffredda, contiene. Non ha bisogno di alzare la voce per dominare una stanza. Uno sguardo, una pausa o una frase quasi sussurrata bastano a cambiare l''atteggiamento di tutti. Questa misura rende il personaggio molto più interessante di una cattiva convenzionale. Anne Hathaway regge molto bene l''altro lato. Andy comincia guardando la moda con una certa superiorità, come se fosse un mondo totalmente superficiale e lontano da qualsiasi forma di intelligenza reale. Il film fa bene a mettere in discussione anche questo. Una delle sue idee migliori è ricordare che dietro ciò che appare frivolo ci sono lavoro, conoscenza, affari, cultura e una catena di decisioni che finisce per influenzare perfino chi pensa di esserne estraneo. Emily Blunt comprende perfettamente il tono e rende divertente un personaggio competitivo, nevrotico e crudele senza trasformarlo in una semplice caricatura. Stanley Tucci porta umanità ed esperienza: sembra conoscere le regole del gioco e anche il costo di sopravvivere al suo interno. Adrian Grenier rappresenta la vita fuori da quell''universo, anche se oggi alcune tensioni attorno ad Andy risultano più discutibili di quanto forse apparissero nel 2006. Qui emerge qualcosa di particolarmente interessante riguardandolo oggi: la morale del film non è invecchiata bene quanto il suo stile. È evidente che il lavoro possa divorare la vita privata, ma la sceneggiatura a volte sembra troppo determinata a suggerire che crescere professionalmente e allontanarsi da una vecchia versione di sé equivalga necessariamente a perdere autenticità. Oggi è anche più facile notare che alcuni personaggi che criticano i cambiamenti di Andy non sembrano molto disposti a capire cosa significhi per lei quell''opportunità. Il conflitto tra ambizione e vita privata funziona, ma è costruito su uno schema molto riconoscibile. Più film si vedono, più si riconosce l''impronta degli sceneggiatori: la coppia che si allontana, la tentazione di una vita più brillante, la scoperta che il successo richiede sacrifici, la crisi d''identità e il bisogno di ridefinire le priorità. Sono elementi che tornano continuamente. Qui sono ben disposti, ma smettono di sorprendere perché conosciamo troppo bene il disegno complessivo. Per questo la cosa migliore non è indovinare dove andrà la storia, ma osservare come ci arriva. I costumi, i montaggi, gli uffici, il ritmo del lavoro, i cambiamenti di atteggiamento e il modo in cui Andy comincia a occupare lo spazio diversamente costruiscono una trasformazione visibile prima ancora di essere verbalizzata. Il film fa avanzare il personaggio attraverso dettagli apparentemente superficiali. È interessante anche che critichi quel mondo mentre si diverte chiaramente a mostrarlo. Ci sono classismo, crudeltà, competitività e rapporti lavorativi abusivi, ma anche glamour, creatività, bellezza e accesso privilegiato. Questa contraddizione è essenziale perché permette di capire l''attrazione esercitata da quell''ambiente. Se tutto fosse miserabile fin dall''inizio, il dilemma di Andy non avrebbe alcun peso. Miranda è proprio ciò che impedisce al film di ridursi a una morale troppo semplice. Senza giustificarne il comportamento, la sceneggiatura suggerisce che anche il potere richiede sacrifici e che chi domina una struttura può esserne allo stesso tempo prigioniero. Quella piccola crepa basta a dare profondità al personaggio e permette a Streep di mostrare qualcosa in più della sola autorità glaciale. Il diavolo veste Prada non mi sorprende molto come storia, ed è lì che noto quanto certe strutture si ripetano quando si sono visti molti film. Ma resta una commedia molto ben realizzata, con ritmo, stile e un cast eccellente. Streep la porta a un altro livello, Hathaway funziona bene come asse della trasformazione, e Blunt e Tucci arricchiscono il mondo intorno. Prevedibile nello scheletro, ma molto efficace nell''esecuzione.
[+] lascia un commento a decatur555 »
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi commenti e recensioni di decatur555:
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
Pubblico (per gradimento)
1° | leonardo96 2° | m.cristina lucchetta 3° | robi 4° | dj 5° | miranda priestly 6° | riccardo 7° | iltrequartista 8° | helly 9° | principessa 10° | ultimoboyscout 11° | devil_angel 12° | lollomoso 13° | fabio57 14° | fufa78 15° | decatur555 16° | greatsteven 17° | matilde perriera 18° | antonello villani 19° | tatiana micaela truffa 20° | sixy89 21° | from 22° | odissea 2001 23° | paolp78 24° | paolp78 25° | regi1991 26° | purplerain 27° | sara |
SAG Awards (1) Premio Oscar (1) Golden Globes (4) Critics Choice Award (2) AFI Awards (1) Articoli & News |
|
Il riesame e il controllo editoriale dei contenuti del presente sito sono affidati al team di MYmovies e al direttore responsabile.
Per contatti, scrivere al seguente indirizzo email: live@mymovies.it