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rob8
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martedì 10 luglio 2018
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l’immagine di tokio, le immagini di ozu
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Un documentario sulle tracce del grande regista giapponese Yasujiro Ozu, tramite la nostalgica memoria dei suoi collaboratori, in una Tokio ormai totalmente cambiata: dove la sterminata distesa di edifici, visti dall’alto della Tokio Tower, ospita la frenesia delle sale giochi, l’incongruenza degli stadi per il golf, la plastica imitazione di realtà dei cibi di cera in esposizione nelle vetrine dei ristoranti.
Così la sensazione che rimane è quella di un vuoto (MU) affollato e senza senso apparente: dove i treni continuano ad andare, come nei film di Ozu, trasportando però un’umanità del tutto diversa.
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Un documentario sulle tracce del grande regista giapponese Yasujiro Ozu, tramite la nostalgica memoria dei suoi collaboratori, in una Tokio ormai totalmente cambiata: dove la sterminata distesa di edifici, visti dall’alto della Tokio Tower, ospita la frenesia delle sale giochi, l’incongruenza degli stadi per il golf, la plastica imitazione di realtà dei cibi di cera in esposizione nelle vetrine dei ristoranti.
Così la sensazione che rimane è quella di un vuoto (MU) affollato e senza senso apparente: dove i treni continuano ad andare, come nei film di Ozu, trasportando però un’umanità del tutto diversa.
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stefano capasso
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domenica 31 marzo 2019
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diario di viaggio e della memoria
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Durante le riprese di Paris Texas Wim Wenders a Tokio si mette sulle tracce del grande regista Ozu, scomparso da 20 anni. L’omaggio a Ozu passa attraverso le testimonianze di due tra i più fidati suoi collaboratori, l’attore Ryu e il suo direttore della fotografia Atsuta che diventano un importante contributo sui modi di fare cinema. Allo stesso tempo Wenders si interroga su Tokio, che aveva conosciuto proprio attraverso i film di Ozu, cercando di ritrovare quello che lo aveva colpito nei suoi film dentro un cambiamento molto evidente, caratterizzato dall’americanizzazione dei costumi. Il discorso sull’immagine si arricchisce dall’incontro casuale con un altro grande regista, Werner Herzog incontrato casualmente nel suo girovagare.
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Durante le riprese di Paris Texas Wim Wenders a Tokio si mette sulle tracce del grande regista Ozu, scomparso da 20 anni. L’omaggio a Ozu passa attraverso le testimonianze di due tra i più fidati suoi collaboratori, l’attore Ryu e il suo direttore della fotografia Atsuta che diventano un importante contributo sui modi di fare cinema. Allo stesso tempo Wenders si interroga su Tokio, che aveva conosciuto proprio attraverso i film di Ozu, cercando di ritrovare quello che lo aveva colpito nei suoi film dentro un cambiamento molto evidente, caratterizzato dall’americanizzazione dei costumi. Il discorso sull’immagine si arricchisce dall’incontro casuale con un altro grande regista, Werner Herzog incontrato casualmente nel suo girovagare. C’è anche una breve e rarissima apparizione di un altro importante autore di documentari, Chris Marker che concede un breve inquadratura del suo volto. Un diario di viaggio, quello di Wim Wenders, che riflette intimamente sulla memoria, sul cinema e sulla sua persona visione di questo.
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reservoir dogs
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mercoledì 29 dicembre 2010
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nani - nulla
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L'immagine di Tokyo (Tokyo Ga) è l'immagine che il regista Wim Wenders vuole mostrare come breve"prosecutore"dell'analisi del cinema di Yasujiro Ozu.
Un cinema quello di Ozu, che per anni si è dedicato al mutamento del Giappone, soprattutto alla famiglia come fondamentale nucleo sociale.
Wenders filma questo "diario" come testimonianza di un Giappone che è completamente cambiato, che ha subito un "americanismo" divagante, che si è industrializzato, dove il verde ha lasciato il posto ai grattacieli e alle insegne luminose.
Ed è proprio quel verde che Werner Herzog rimpiange discutendo con Wenders in un fortuito incontro, una natura scomparsa, da ricercare.
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L'immagine di Tokyo (Tokyo Ga) è l'immagine che il regista Wim Wenders vuole mostrare come breve"prosecutore"dell'analisi del cinema di Yasujiro Ozu.
Un cinema quello di Ozu, che per anni si è dedicato al mutamento del Giappone, soprattutto alla famiglia come fondamentale nucleo sociale.
Wenders filma questo "diario" come testimonianza di un Giappone che è completamente cambiato, che ha subito un "americanismo" divagante, che si è industrializzato, dove il verde ha lasciato il posto ai grattacieli e alle insegne luminose.
Ed è proprio quel verde che Werner Herzog rimpiange discutendo con Wenders in un fortuito incontro, una natura scomparsa, da ricercare.
Un Giappone che si basa sui suoi simulacri; dalla preparazione del cibo finto (da esposizione) all'alternativa del golf (senza la buca, solo lancio).
Sulla tomba di Ozu una sola parola; profetica: Nulla, quello che è rimasto nell'odierna città della Tokyo che il regista conosceva.
Wenders non critica il mutamento, si limita a documentarlo.
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