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nest
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mercoledì 15 aprile 2026
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far finta di non credere
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Non c'è più credente di chi si dice agnostico. O meglio si potrebbe dire che "agnostico è un credente che si vergogna di esserlo". Oppure per restare in tema di zucchero "l'agnostico sta alla fede come chi è a dieta sta a un vassoio di succulenti dolci di ricotta". In altre parole, l’«agnostico»vuol dare l'impressione di oggetività e distacco, ma poi lo scopri a non pensare ad altro che ai dolci e di nascosto si ingozza di gustosissime cassate siciliane. Così vedo il vezzo di chi non prende una posizione e fa finta di non volersi schierare, ma sotto sotto è più estremista del Papa in persona e in chiesa ci andrebbe volentieri tutte le domeniche e pure di più se gli altri non se ne accorgessero.
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Non c'è più credente di chi si dice agnostico. O meglio si potrebbe dire che "agnostico è un credente che si vergogna di esserlo". Oppure per restare in tema di zucchero "l'agnostico sta alla fede come chi è a dieta sta a un vassoio di succulenti dolci di ricotta". In altre parole, l’«agnostico»vuol dare l'impressione di oggetività e distacco, ma poi lo scopri a non pensare ad altro che ai dolci e di nascosto si ingozza di gustosissime cassate siciliane. Così vedo il vezzo di chi non prende una posizione e fa finta di non volersi schierare, ma sotto sotto è più estremista del Papa in persona e in chiesa ci andrebbe volentieri tutte le domeniche e pure di più se gli altri non se ne accorgessero. Soltanto così si spiega certa timidezza nel trattare i temi, seppure delicati, della religione e della fede. Questo bisogno di non scontentare nessuno spacciato per rispetto per l'altro credente lo trovo nauseante come la sensazione sgradevole che ti prende dopo aver fatto un'indigestione di appetitosi cannoli siciliani. Dire che molti cosiddetti credenti sono degli ipocriti opportunisti è una roba risaputa. La verità è che in fatto di fede o sei un fanatico o sei un ipocrita. Questa favola del "cattolico democratico" o del credente liberale o progressista, questa sì è la vera ipocrisia. La smetta il PIF di voler fare il piacione a tutti i costi e allora "Reagisci PIF...Di'una cosa di sinistra...Di' una cosa anche non di sinistra'...ma di civiltà...Di' una cosa...Di' qualcosa…ma reagisci...". PIFFFFFFFFFFFFFF esci dall'oratorio una volta per tutte.
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(di giancarlo.rizzo)
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eugenio
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domenica 5 aprile 2026
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religione glicemica
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Una commedia tratta da un libro, interpretato scritta e diretto dal one man show Pif satirico ma sia mai scorretto sul tema assai delicato della fede e sui risvolti a tratti grotteschi sulla necessità di seguire i dettami del Vangelo. Esplicito omaggio a Papa Bergoglio, Che dio perdona a tutti, racconta delle vicissitudini di Arturo, agente immobiliare di Palermo, appassionato di dolci ma per converso privo di quell’affettività necessaria alla vita umana. La vita cambia con l’imprevisto amoroso di Flora (Giusy Buscemi) erede di una tradizione familiare del settore dolciario (ma tu guarda!) di cui Arturo si innamora perdutamente. Peccato che la giovane sia una cattolica credente e praticante e così, per non deluderla, Arturo, sinceramente agnostico, si traveste spiritualmente a osservante amante della natura divina.
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Una commedia tratta da un libro, interpretato scritta e diretto dal one man show Pif satirico ma sia mai scorretto sul tema assai delicato della fede e sui risvolti a tratti grotteschi sulla necessità di seguire i dettami del Vangelo. Esplicito omaggio a Papa Bergoglio, Che dio perdona a tutti, racconta delle vicissitudini di Arturo, agente immobiliare di Palermo, appassionato di dolci ma per converso privo di quell’affettività necessaria alla vita umana. La vita cambia con l’imprevisto amoroso di Flora (Giusy Buscemi) erede di una tradizione familiare del settore dolciario (ma tu guarda!) di cui Arturo si innamora perdutamente. Peccato che la giovane sia una cattolica credente e praticante e così, per non deluderla, Arturo, sinceramente agnostico, si traveste spiritualmente a osservante amante della natura divina. I nodi vengono al pettine in breve e ovviamente ad Arturo non resta che, per riconquistare la donna amata, mettere in pratica i precetti e i comandamenti evangelici, provocatoriamente mutandosi in un fondamentalista fin troppo rigido alle regole, che sorprende e sconcerta la stessa Flora. Così si sviluppa la nuova commedia di Pif tra grottesche trovate, paradossali ingressi glicemici, sontuosi video di preparazione all’arte del affrontando la generale quanto provocatoria crisi della religiosità odierna. Con leggerezza, il tema della coerenza e le difficoltà di applicazione del vangelo ai nostri giorni, fa il paio con il gusto del palato dove tra cassate e vie crucis, cannoli, iris e passioni di Cristo barocche (la scena è da antologia comica), la curva glicemica sfonda la quarta parete e ci chiede: ma voi come vi comportereste?
Indicato per Pasqua, nei tempi di resurrezione umana e soprattutto spirituale.
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tozkino
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mercoledì 15 aprile 2026
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papa francesco: consigli d''amore
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Ma che bel film ho visto durante la settimana di Pasqua:… Che Dio perdona a tutti, tratto dall’omonimo romanzo di Pif, pseudonimo del notissimo conduttore televisivo, regista e attore Pierfrancesco Diliberto. Pif riesce a confezionare una bellissima commedia, garbata e frizzante, su un tema abbastanza raro nel mondo cinematografico, una bella riflessione su argomenti che corrono tra la religiosità, la spiritualità e la coerenza cristiana. A un anno dalla morte e dall’uscita di scena di Papa Francesco, esce un film che ha la forza e la profezia di ripresentare l’opera di un Papa che ha inciso profondamente sulla vita e sulla storia contemporanea della gente: un papa forte, forse anche divisivo con uno stile assolutamente personale, particolare davvero unico.
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Ma che bel film ho visto durante la settimana di Pasqua:… Che Dio perdona a tutti, tratto dall’omonimo romanzo di Pif, pseudonimo del notissimo conduttore televisivo, regista e attore Pierfrancesco Diliberto. Pif riesce a confezionare una bellissima commedia, garbata e frizzante, su un tema abbastanza raro nel mondo cinematografico, una bella riflessione su argomenti che corrono tra la religiosità, la spiritualità e la coerenza cristiana. A un anno dalla morte e dall’uscita di scena di Papa Francesco, esce un film che ha la forza e la profezia di ripresentare l’opera di un Papa che ha inciso profondamente sulla vita e sulla storia contemporanea della gente: un papa forte, forse anche divisivo con uno stile assolutamente personale, particolare davvero unico. Un Papa che la gente ha sentito vicino in modo empatico, profondo e radicale. Possiamo dire che il personaggio principale del film sia esattamente papa Bergoglio: la sequenza finale del film non è ricostruita dalla fiction, ma si tratta di immagini reali che restituiscono un fatto di cronaca: Diliberto (PIF) ebbe l’occasione di presentare al Papa il suo libro, durante un’udienza privata che Francesco concesse all’autore del romanzo, dal quale è tratto questo film. Durante tutto il film poi si vedono numerosi siparietti, scenette e dialoghi, nella forma di una lunga e, a tratti, simpatica confessione, che è una delle sequenze più belle, profonde e simpatiche del film. Un dialogo leggero e intenso, ma anche coinvolgente e puntuale nel quale passano tanti argomenti esistenziali, che toccano la vita e l’esperienza di molte persone. Mi pare che il perno della storia sia, dunque, Papa Francesco!
Mi ha emozionato questo bel film, mi ha divertito, mi ha fatto pensare, mi ha messo anche in crisi e anche un po' disturbato, nel superficiale modo di mettermi a giudicare l’impatto emotivo delle realtà che tutti viviamo. È stato bravo il regista siciliano, a offrire alla riflessione un argomento non semplicissimo la fede, con le sue esigenze e le sue implicanze, ma più ancora l’impatto della fede sul vissuto quotidiano di molti di noi. Pare che quando Diliberto ha iniziato a scrivere il romanzo …che Dio perdona a tutti lo abbia subito concepito come una storia da cui trarre un possibile film. Non solo, ha pure detto che la storia, e su questo possiamo togliere il dubbio, visto che a dichiararlo è lo stesso autore, gli è stata ispirata proprio da Papa Francesco (Santità, lo sto facendo per colpa sua!), che è poi diventato uno dei personaggi chiave della storia: il consulente che aiuta due mondi a incontrarsi, ad attrarsi e a realizzare uno dei bisogni più grandi che l’essere umano sperimenta: l’amore. Dal romanzo dunque è venuto fuori questo interessante e profondo racconto leggero, divertente, emozionante, che aiuta e stimola la riflessione; scaturito dalla creatività di un agnostico, ma originata dalla massima autorità dei cattolici: un Papa. Chi ha sbagliato strada? La pecorella smarrita o le altre novantanove? : è la domanda che apre il film ed è una delle sue chiavi di lettura più importanti di tutta la storia. Bella domanda, stimolante e graffiante. Una storia solo a prima vista semplice: in realtà PIF è geniale nell'ammettere che l'amore vero non può conoscere sotterfugi.. da vedere assolutamente! toz
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