|
|
laurence316
|
domenica 19 marzo 2017
|
la resurrezione del cinema di fantascienza
|
|
|
|
Caposaldo e pietra miliare del genere (esattamente al pari del contemporaneo Guerre stellari), l’unico film del regista di cui sia responsabile sia del soggetto che della sceneggiatura, Incontri ravvicinati del terzo tipo lo è soprattutto per la sua rivoluzionaria rappresentazione degli alieni non più come mostri guerrafondai e assettati di sangue bensì come esseri pacifici alla ricerca di una forma di cooperazione con la razza umana: una visione del tutto innovativa e per nulla scontata nel panorama cinematografico del tempo. Ma lo è anche per diversi altri motivi, in particolar modo per la sua geniale intuizione visiva e narrativa di mostrare il tentativo di comunicazione con gli alieni per mezzo non di un linguaggio verbale, ma bensì musicale.
[+]
Caposaldo e pietra miliare del genere (esattamente al pari del contemporaneo Guerre stellari), l’unico film del regista di cui sia responsabile sia del soggetto che della sceneggiatura, Incontri ravvicinati del terzo tipo lo è soprattutto per la sua rivoluzionaria rappresentazione degli alieni non più come mostri guerrafondai e assettati di sangue bensì come esseri pacifici alla ricerca di una forma di cooperazione con la razza umana: una visione del tutto innovativa e per nulla scontata nel panorama cinematografico del tempo. Ma lo è anche per diversi altri motivi, in particolar modo per la sua geniale intuizione visiva e narrativa di mostrare il tentativo di comunicazione con gli alieni per mezzo non di un linguaggio verbale, ma bensì musicale. E’ poi un film emblematico della poetica dello Spielberg favolista (che poi proseguirà innanzitutto con E.T. l’extra-terrestre) di esaltazione del mondo dell’infanzia che in questo film coincide con la “conseguente ‘infantilizzazione’ dei personaggi eletti a entrare in contatto con gli alieni – Dreyfuss ama Disney e gioca con il purè” (Mereghetti).
Al di là delle componenti ideologiche, è comunque innegabile che il fattore di maggior impatto e fascinazione del film sia dato dalla sua straordinaria forza visiva, merito tanto degli effetti speciali di Douglas Trumbull quanto dell’eccezionale fotografia di Vilmos Zsigmond (giustamente premiata con l’Oscar). Incontri ravvicinati del terzo tipo è infatti prima di tutto una grandiosa esperienza visiva ed uditiva con pochi precedenti nella fantascienza cinematografica (ed è in questo avvicinabile a 2001: Odissea nello spazio di Kubrick).
E’ un film coinvolgente e appassionante, adatto tanto ai bambini quanto agli adulti, un’opera di un “sognatore per sognatori” (Morandini).
Girato nel più grande set mai usato (l’interno di una vecchia, smisurata aviorimessa per dirigibili), costato 20 milioni di dollari, è un grandissimo successo di pubblico, secondo solo a Guerre stellari. Ne esistono tre versioni differenti: oltre a quella originale distribuita nelle sale, quella ritoccata per una criticata (e criticabile) “Edizione Speciale” ed, infine, una terza, leggermente diversa, la Director’s Cut. Tra la prima e la seconda, la differenza più sostanziale consiste nell’inserimento di scene (del tutto superflue) girate all’interno dell’astronave, che risulta comunque complessivamente più corta di 3’ per il taglio e il ritocco di diverse altre scene. La terza ed ultima, la Director’s Cut, che si è vista solo per il mercato dell’home-video, è invece una sorta di fusione delle prime due, con però il grande pregio di ripristinare il finale originario, eliminando pertanto le scene all’interno dell’astronave. Volendo stilare una classifica, si può tranquillamente affermare che sia quest’ultima quella più riuscita e degna di nota.
Piccola curiosità: com'è probabilmente noto, il titolo si riferisce ad una teoria, che ha poi contribuito a popolarizzare, dell’astrofisico e “ricercatore ufologico” J. Allen Hynek, che suddivide in tre grandi tipi i possibili incontri con un’ipotetica razza aliena: l’incontro ravvicinato del primo tipo, che corrisponde all’avvistamento di un UFO; l’incontro ravvicinato di secondo tipo, che consiste nella prova materiale dell’esistenza dello stesso; ed infine l’incontro ravvicinato di terzo tipo, ovvero il contatto vero e proprio.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a laurence316 »
[ - ] lascia un commento a laurence316 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marvelman
|
sabato 10 luglio 2010
|
eccolo il grande spielberg
|
|
|
|
Secondo importante lavoro di successo per il grande Steven Spielberg che dà inizio alla sua parabola di successo dallo Squalo fino ad arrivare a Jurassic Park e passando per tutti i suoi, quali di più quali di meno, film. Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo è un immortale capolvoro con soprattutto una fotografia eccelsa con una composizione di cielo stellato ed elementi "terrestri" da fare accaponare la pelle a qualsiasi direttore della fotografia, le musiche dell'inarrivabile john williams sono il contorno perfetto per un ottimo film di fantascienza che raggiunge il suo culmine con la regia di Spielberg, grande regista, grande uomo e grande artista. Nelle sue opere non mi delude mai e ha sempre il suo stile perfetto e toccante da grande maestro del cinema.
[+]
Secondo importante lavoro di successo per il grande Steven Spielberg che dà inizio alla sua parabola di successo dallo Squalo fino ad arrivare a Jurassic Park e passando per tutti i suoi, quali di più quali di meno, film. Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo è un immortale capolvoro con soprattutto una fotografia eccelsa con una composizione di cielo stellato ed elementi "terrestri" da fare accaponare la pelle a qualsiasi direttore della fotografia, le musiche dell'inarrivabile john williams sono il contorno perfetto per un ottimo film di fantascienza che raggiunge il suo culmine con la regia di Spielberg, grande regista, grande uomo e grande artista. Nelle sue opere non mi delude mai e ha sempre il suo stile perfetto e toccante da grande maestro del cinema.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a marvelman »
[ - ] lascia un commento a marvelman »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
roy
|
venerdì 29 dicembre 2006
|
uno dei pochissimi veri capolavori cinematografici
|
|
|
|
Quando Spielberg si occupa direttamente della sceneggiatura dei suoi film (o almeno quando se ne occupava), i risultati saltano subito all'occhio. Un film pensato e realizzato (titanicamente) nel 1977 che ancora oggi resiste senza un granello di polvere addosso. Decisamente un buon anno per la fantascienza: nello stesso periodo uscì anche un certo "Guerre Stellari" di un tal George Lucas, forse qualcuno se ne ricorderà. Da amante di questo film (lo ritengo senza alcun dubbio uno dei migliori lavori di Spielberg, anche migliore di alcuni titoli più blasonati e acclamati) posseggo l'edizione speciale in DVD, con alcuni minuti di film in più, scene tagliate ridoppiate e inserite nel film, le interviste a Spielberg, Dreyfuss, Balaban, Rambaldi, filmati di repertorio sulla realizzazione, materiale scartato, ecc.
[+]
Quando Spielberg si occupa direttamente della sceneggiatura dei suoi film (o almeno quando se ne occupava), i risultati saltano subito all'occhio. Un film pensato e realizzato (titanicamente) nel 1977 che ancora oggi resiste senza un granello di polvere addosso. Decisamente un buon anno per la fantascienza: nello stesso periodo uscì anche un certo "Guerre Stellari" di un tal George Lucas, forse qualcuno se ne ricorderà. Da amante di questo film (lo ritengo senza alcun dubbio uno dei migliori lavori di Spielberg, anche migliore di alcuni titoli più blasonati e acclamati) posseggo l'edizione speciale in DVD, con alcuni minuti di film in più, scene tagliate ridoppiate e inserite nel film, le interviste a Spielberg, Dreyfuss, Balaban, Rambaldi, filmati di repertorio sulla realizzazione, materiale scartato, ecc... Ebbene, consiglio spassionatamente a tutti gli amanti di tale capolavoro la visione del DVD. La qualità restaurata è perfetta, e le scene inedite inserite direttamente nel film rendono alcuni passaggi più chiari e comprensibili. Unico neo, purtroppo le voci sono state ridoppiate.
Concludo consigliando a tutti di vedere questo capolavoro, girato in un periodo in cui tutti i film in America erano cupi e pessimisti, perchè risentivano della particolare situazione politica-economica che attanagliava l'America (e non solo).
Guerre Stellari, e sopratutto il messaggio di pace e speranza racchiuso nelle cinque note di benvenuto di I.R.D.T.T., hanno tirato fuori l'America dal tunnel di soffocante pessimismo in cui il cinema rischiava di avvitarsi. Un buon motivo per ripetere l'esperienza oggi, dato che le cose non sembrano essere cambiate poi molto, anzi sono ben peggiori di allora.
PS: E' possibile vedere R2-D2 di "Star Wars" sottosopra in parte della grande astronave che vola sopra la Devil's Mountain. Questo è visibile quando Jillian vede la nave-madre dal suo nascondiglio fra le rocce. :)
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a roy »
[ - ] lascia un commento a roy »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
renato corriero
|
mercoledì 11 marzo 2009
|
fantascienza con la "f" maiuscola!
|
|
|
|
Negli anni '50 il cinema di fantascienza mostrava gli extraterrestri come invasori, scientificamente più eruditi, che volevano conquistare e poi dominare il nostro pianeta. In queto film gli extraterrestri sono più che mai pacifici e vengono in segno di amicizia! Buoni e simpatici "rapiscono" il bambino per farlo divertire facendolo volare e poi lo restituiscono alla madre. Le autorità invece, temendo di diffondere un panico da "guerra dei mondi" tengono tutto nascosto! Solo persone extrasensoriali come Dreyfuss e la madre del bambino capiscono che c'è qualche cosa; e Dreyfuss lo capisce in modo tale che quel "qualche cosa" diventa la cosa più importante della sua vita! Per il suo desiderio di conoscenza è disposto anche a perdere moglie (la bella protagonista di Frankenstein Junior!) ed i figli! Da quanto si vede al cinema si nota che la mentalità americana raramente mette la famiglia al primo posto ma la subordina alla realizzazione di se stessi e dei propri ideali.
[+]
Negli anni '50 il cinema di fantascienza mostrava gli extraterrestri come invasori, scientificamente più eruditi, che volevano conquistare e poi dominare il nostro pianeta. In queto film gli extraterrestri sono più che mai pacifici e vengono in segno di amicizia! Buoni e simpatici "rapiscono" il bambino per farlo divertire facendolo volare e poi lo restituiscono alla madre. Le autorità invece, temendo di diffondere un panico da "guerra dei mondi" tengono tutto nascosto! Solo persone extrasensoriali come Dreyfuss e la madre del bambino capiscono che c'è qualche cosa; e Dreyfuss lo capisce in modo tale che quel "qualche cosa" diventa la cosa più importante della sua vita! Per il suo desiderio di conoscenza è disposto anche a perdere moglie (la bella protagonista di Frankenstein Junior!) ed i figli! Da quanto si vede al cinema si nota che la mentalità americana raramente mette la famiglia al primo posto ma la subordina alla realizzazione di se stessi e dei propri ideali. L'abbraccio ed il bacio di Dreyfuss con la madre del bambino dimostra chiaramente che anche gli affetti vanno nella direzione di interessi comuni! Mentalità un po' diversa da quella di noi latini!
Il finale del film dismostra chiaramente anche che Dreyfuss in questa storia fa uscire il "bambino" che c'è in lui! Molto più chiaro nella versione del 1980 in cui si vede che entra nell'astronave col volto di chi ha raggiunto la felicità assoluta mentre in sottofondo si ascoltano le note del Pinocchio di Walt Disney!
Un film che va più sul sentimento che sulla fantascienza e che Spielberg realizzarà al 100% in "E.T." Ottima l'idea di mettere in circolazione il DVD con le tre versioni!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a renato corriero »
[ - ] lascia un commento a renato corriero »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ivan il matto
|
domenica 8 marzo 2026
|
persone ordinarie in circostanze straordinarie
|
|
|
|
Qualcuno ricorda Rosa Parks? Una sarta di colore dell’Alabama che, nel 1955, rifiutandosi di cedere il suo posto sull’autobus ad un bianco, ha innescato il movimento per i diritti civili negli USA! Ebbene, tutto il cinema di Steven Spielberg si muove lungo la direttrice delle ‘persone ordinarie in circostanze straordinarie’. Nel caso di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (1977, ma di recente tornato nelle sale restaurato), il quinto lungometraggio del regista di Cincinnati, l’irrazionale si fa strada diventando, per le persone di cui sopra e per l’intero film, una vera e propria visione del mondo. Cos’è che spinge, infatti, l’oscuro elettricista Roy Neary, la casalinga Jillian Guiler ed il piccolo Barry, suo figlio, a sconvolgere le proprie esistenze, spinti da una forza più grande di loro? Essi devono cercare una strana altura in una località dello Wyoming (la “Torre del diavolo”), dopo che misteriose e velocissime luci notturne nel cielo dell’Indiana erano entrate, in qualche modo, in contatto con i nostri protagonisti.
[+]
Qualcuno ricorda Rosa Parks? Una sarta di colore dell’Alabama che, nel 1955, rifiutandosi di cedere il suo posto sull’autobus ad un bianco, ha innescato il movimento per i diritti civili negli USA! Ebbene, tutto il cinema di Steven Spielberg si muove lungo la direttrice delle ‘persone ordinarie in circostanze straordinarie’. Nel caso di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (1977, ma di recente tornato nelle sale restaurato), il quinto lungometraggio del regista di Cincinnati, l’irrazionale si fa strada diventando, per le persone di cui sopra e per l’intero film, una vera e propria visione del mondo. Cos’è che spinge, infatti, l’oscuro elettricista Roy Neary, la casalinga Jillian Guiler ed il piccolo Barry, suo figlio, a sconvolgere le proprie esistenze, spinti da una forza più grande di loro? Essi devono cercare una strana altura in una località dello Wyoming (la “Torre del diavolo”), dopo che misteriose e velocissime luci notturne nel cielo dell’Indiana erano entrate, in qualche modo, in contatto con i nostri protagonisti. Ancora, che senso ha il ritrovamento nel deserto di Sonora (Messico) di cinque aerosiluranti “Avengers” intatti ma privi di pilota, scomparsi più di 30 anni prima nel triangolo delle Bermuda? Unico film di Spielberg che lo vede regista, soggettista e sceneggiatore, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, inaugura una sorta di fantascienza ecumenica, con ulteriori tappe nella sua carriera, dove gli extraterrestri vengono presentati come esseri pacifici che vogliono cooperare con gli umani attraverso linguaggi non verbali ma musicali. Niente più catastrofismo alla “Invasione degli ultracorpi” (1956 Don Siegel) o “Ultimatum alla terra” (1951 Robert Wise) ma decisa sottolineatura dell’innocenza infantile e conseguente infantilizzazione dei personaggi adulti destinati al contatto con gli alieni. Sarà per questo motivo che il ruolo del regista Francois Truffaut (qui attore protagonista) assume una centralità importante nella pellicola, essendo stato colui che ha ridefinito il genere dello sguardo sull’infanzia, considerandolo come un periodo di ribellione e profonda solitudine nella vita di ciascuno. Non a caso il protagonista principale Roy si ritrova ribelle alle convenzioni sociali ed abbandonato dalla sua stessa famiglia, schiavo di meravigliose e sinistre ossessioni che rischiano di renderlo un fuorilegge. Fantascienza alla Walt Disney allora? (fondamentale nella formazione del giovane cineasta dell’Ohio) che mescola anti-intellettualismo a un’esperienza visiva sofisticata, esaltata nella versione restaurata in 4K, operata dalla lodevole iniziativa della Cineteca di Bologna, leader mondiale nel settore del recupero dei classici capolavori del cinema di sempre.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a ivan il matto »
[ - ] lascia un commento a ivan il matto »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
catullo
|
sabato 29 gennaio 2011
|
i lampadari volanti di spielberg
|
|
|
|
Spielberg rivoluziona il concetto dei film di fantascienza inaugurato nel 1953 da Byron Haskin col suo capolavoro "La guerra dei mondi" secondo il quale dallo spazio non può che derivarne il male...concetto ripreso da John Carpenter col suo "La Cosa" riedizione de "La cosa da un'altro mondo" di Hawks del 51...per non parlare di Ridley Scott col suo "Alien" anche se il film si svolge nello spazio. Spielberg invece nel suo "Incontri" vede gli extraterrestri come esseri pacifici che nella loro superiorità tecnica e forse culturale ci vogliono dare una mano...concetto poi ripreso col suo "E.T" successivo. Il film ci mostra spettacolari effetti visivi praticamente inediti per l'anno in cui fu girato cioè il 77.
[+]
Spielberg rivoluziona il concetto dei film di fantascienza inaugurato nel 1953 da Byron Haskin col suo capolavoro "La guerra dei mondi" secondo il quale dallo spazio non può che derivarne il male...concetto ripreso da John Carpenter col suo "La Cosa" riedizione de "La cosa da un'altro mondo" di Hawks del 51...per non parlare di Ridley Scott col suo "Alien" anche se il film si svolge nello spazio. Spielberg invece nel suo "Incontri" vede gli extraterrestri come esseri pacifici che nella loro superiorità tecnica e forse culturale ci vogliono dare una mano...concetto poi ripreso col suo "E.T" successivo. Il film ci mostra spettacolari effetti visivi praticamente inediti per l'anno in cui fu girato cioè il 77...periodo fra l'altro che coincise un pò in giro per il mondo con molte notizie di ondate di apparizioni di U.F.O. Il clima ricordo era quello e il film aderì in pieno nella suggestione dettatta da queste notizie....rimane da chiederci in che modo questi alieni disegnati dal nostro Rambaldi così esili e tremolanti fossero in grado di costruire astronavi così mastodontiche! Il film è certamente un capolavoro nel suo genere!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a catullo »
[ - ] lascia un commento a catullo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
andrea levorato
|
domenica 2 ottobre 2011
|
una corsa onirica verso dio, incarnato nel diverso
|
|
|
|
Incontri ravvicinati del terzo tipo ****1/2
Produzione: USA 1977
Genere: Fantascienza
Attori principali: Richard Dreyfuss, Francois Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon
Regia: Steven Spielberg
Trama:
Le vite di persone si intrecciano nell’attesa dell’atterraggio di un UFO.
Mini recensione:
“Close encounters of the third kind” è il film più ambizioso di Spielberg, forse lo è anche troppo. È un sogno onirico e corale, una corsa che simboleggia la vita, una metafora sul diverso e un film sulla famiglia e Dio. Ma a diferenza di “E.
[+]
Incontri ravvicinati del terzo tipo ****1/2
Produzione: USA 1977
Genere: Fantascienza
Attori principali: Richard Dreyfuss, Francois Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon
Regia: Steven Spielberg
Trama:
Le vite di persone si intrecciano nell’attesa dell’atterraggio di un UFO.
Mini recensione:
“Close encounters of the third kind” è il film più ambizioso di Spielberg, forse lo è anche troppo. È un sogno onirico e corale, una corsa che simboleggia la vita, una metafora sul diverso e un film sulla famiglia e Dio. Ma a diferenza di “E.T.” non è un film per famiglie. È molto complesso e a tratti risulta anche fin troppo farraginoso con pochi (pochissimi) dialoghi e scene lunghissime, ma memorabili e imprescindibili per la trama.
È molto (forse troppo) ambizioso, ma è sbagliato sottovalutarlo, perché ha reso la fantascienza un genere per tutti.
Richard Dreyfuss *****
Francois Truffaut ***
Teri Garr ***
Melinda Dillon ***
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a andrea levorato »
[ - ] lascia un commento a andrea levorato »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
monica rosati
|
giovedì 18 aprile 2013
|
la favola degli alieni secondo spielberg
|
|
|
|
Era l'anno 1977 quando il grande Steven Spielberg, produttore e sceneggiatore, portò sul grande schermo il film "Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo". Stiamo parlando di tantissimi anni fa...ma di sicuro ne avrete sentito parlare spesso! Mi è capitato di vederlo per la prima volta proprio in questi giorni grazie al suggerimento di mio papà, che lo definisce "un grande capolavoro".
Si tratta di un film di fantascienza dove viene mostrato un possibile primo incontro fra gli umani e una razza aliena. Il film è stato anche vincitore di due premi oscar.
Tutto inizia quando nel deserto, lo scienziato francese Claude Lacombe e il suo interprete americano David Laughlin, insieme ad altri ricercatori, ritrovano alcuni aerei persi durante la Seconda Guerra Mondiale, rimasti intatti ma senza traccia dei piloti.
[+]
Era l'anno 1977 quando il grande Steven Spielberg, produttore e sceneggiatore, portò sul grande schermo il film "Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo". Stiamo parlando di tantissimi anni fa...ma di sicuro ne avrete sentito parlare spesso! Mi è capitato di vederlo per la prima volta proprio in questi giorni grazie al suggerimento di mio papà, che lo definisce "un grande capolavoro".
Si tratta di un film di fantascienza dove viene mostrato un possibile primo incontro fra gli umani e una razza aliena. Il film è stato anche vincitore di due premi oscar.
Tutto inizia quando nel deserto, lo scienziato francese Claude Lacombe e il suo interprete americano David Laughlin, insieme ad altri ricercatori, ritrovano alcuni aerei persi durante la Seconda Guerra Mondiale, rimasti intatti ma senza traccia dei piloti. Altra scena iniziale, vede come protagonista un bambino che si sveglia improvvisamente nella notte quando i suoi giocattoli iniziano a muoversi da soli (scena personalmente parecchio terrificante). Inizia così a correre fuori casa, costringendo la madre, Jillian, ad inseguirlo. Nello stesso momento un uomo di nome Roy Neary, durante un intervento di manutenzione, assiste all'inseguimento della polizia di quattro ufo, vivendo così a bordo della sua auto un "incontro ravvicinato".
Tutti coloro che hanno assistito a questo "incrontro ravvicinato" si ritrovano la pelle del corpo scottata, ma soprattutto rimangono sconvolti e iniziano ad avere delle visioni. Tutti infatti sono perseguitati da immagini mentali raffiguranti una montagna e sembrano diventare pazzi.
Mentre il bambino Barry viene rapito dagli alieni, il professor Lacombe viene a conoscenza che durante gli incontri i testimoni raccontano di una particolare sequenza musicale emessa dagli Ufo. Le indagini proseguono e alcuni studiosi riescono a tradurre queste sequenze in coordinate che, secondo il professore possono portare al luogo in cui gli alieni vogliono incontrarsi con l'umanità.
Il famoso luogo è la Torre del Diavolo. Le autorità governative decidono quindi di isolare la zona, diffondendo la falsa notizia di una fuoriuscita di gas tossico da un treno in passaggio, in modo tale da tenere nascosto l'incontro.
Durante il telegiornale che riporta tale notizia, Roy Neary scopre che la Torre del Diavolo ha la stessa struttura dell'immagine che lo ossessiona e intuisce di dover assolutamente recarsi in tale luogo. Recandosi sul luogo, incontra anche Jillian, che ha avuto la sua stessa sensazione. Così insieme riescono a sfuggire alle autorità e a raggiungere la Torre del Diavolo.
Durante la notte improvvisamente appaiono decine di Ufo. Gli scienziati provano a comunicare attraverso luci colorate e suoni, ai quali gli alieni sembrano rispondere allo stesso modo. Questa scena è molto intensa e lascia nel cuore la speranza che in un futuro si possa davvero collaborare con entità extraterrestri.
Poco dopo, dalla gigantesca astronave vengono liberate le persone rapite nel corso degli anni, che appaiono felici e non invecchiate. Come per esempio i piloti degli aerei ritrovati all'inizio del film. Tra queste persone c'è anche il piccolo Barry che riabbraccia la propria madre Jillian.
Finalmente, dopo ore di attesa, dalla navicella escono anche diversi alieni che incuriositi si fermano davanti al gruppo di umani presenti sul luogo.
La fine del film è quasi toccante, perchè nonostante il Governo abbia selezionato un gruppo di persone per farle interagire con gli extraterrestri, questi ultimi scelgono solamente Roy, che non ne faceva parte. La navicella così si chiude e sparisce nel cielo.
Questo film può risultare per molti aspetti, un film molto semplice. Ma è lo stesso Spielberg che spiega: «Volevo che Incontri ravvicinati del terzo tipo fosse una storia molto semplice, vissuta da una persona qualunque, che doveva essere testimone di un evento straordinario, un'esperienza sconvolgente e ossessionante, di quelle che cambiano completamente la vita».
Inoltre è uno dei pochi film in cui gli alieni non sono venuti sulla Terra per conquistarla o distruggerla, ma semplicemente per conoscere l'umanità. Caratteristico è infatti proprio il lieto fine di questa storia.
Beh, se lasciate da parte gli effetti speciali che ormai fanno spuntare un sorriso sui nostri volti, vi consiglio di guardarlo. E' proprio un bel film. E chissà...magari gli alieni sono davvero così socievoli!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a monica rosati »
[ - ] lascia un commento a monica rosati »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
great steven
|
martedì 26 luglio 2016
|
il primo mirabolante giocattolone sf di spielberg.
|
|
|
|
INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO (USA, 1977) diretto da STEVEN SPIELBERG. Interpretato da RICHARD DREYFUSS, MELINDA DILLON, FRANCOIS TRUFFAUT, TERI GARR, BOB BALABAN, CARY GUFFEY, SHAWN BISHOP, WARREN J. KEMMERLING, ROBERTS BLOSSOM, PHILIP DODDS, LANCE HENRIKSEN
Eventi bizzarri turbano la vita di una cittadina del Wyoming, soprattutto black-out improvvisi e terremoti spaventosi. Grazie all'impiego di sofisticati sistemi tecnologici, le stazioni scientifiche di osservazione e ricerca ipotizzano un atterraggio di UFO nei paragi. Nessuno degli abitanti sembra però dar corda a questa supposizione, esclusi un eccentrico giornalista e padre di famiglia, una premurosa donna il cui bambinn viene rapito da un'entità misteriosa e un estroverso scienziato francese.
[+]
INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO (USA, 1977) diretto da STEVEN SPIELBERG. Interpretato da RICHARD DREYFUSS, MELINDA DILLON, FRANCOIS TRUFFAUT, TERI GARR, BOB BALABAN, CARY GUFFEY, SHAWN BISHOP, WARREN J. KEMMERLING, ROBERTS BLOSSOM, PHILIP DODDS, LANCE HENRIKSEN
Eventi bizzarri turbano la vita di una cittadina del Wyoming, soprattutto black-out improvvisi e terremoti spaventosi. Grazie all'impiego di sofisticati sistemi tecnologici, le stazioni scientifiche di osservazione e ricerca ipotizzano un atterraggio di UFO nei paragi. Nessuno degli abitanti sembra però dar corda a questa supposizione, esclusi un eccentrico giornalista e padre di famiglia, una premurosa donna il cui bambinn viene rapito da un'entità misteriosa e un estroverso scienziato francese. Si ritrovano tutti e tre presso una pista di atterraio aerospaziale, e attendono. L'astronave degli esseri intelligenti provenienti dallo spazio arriva. Il giornalista andrà con loro. Di straordinario pregio figurativo, detiene anche innegabili meriti dal punto di vista della preparazione tecnica: una fotografia (Vilmos Zsigmond, premiato con l'Oscar) abilissima sia nel ritrarre i paesaggi notturni del Wyoming che nel descrivere con meraviglioso fascino decorativo i luoghi centrali (i deserti, le case comuni, la foresta, le strade) in cui si verificano i contatti tentati fra gli alieni e gli umani; un superbo montaggio (Michael Kahn) che segue senza perdere un colpo l'evoluzione di una storia eccezionalmente originale anche per come viene consegnata a livello grafico agli spettatori; effetti visivi di un realismo impressionante, alla cui esecuzione provvide Douglas Trumbull, premio Oscar per lo stesso lavoro nel kubrickiano 2001: Odissea nello spazio, abbinati agli irripetibili (o quasi, considerando anche E.T.) pupazzi elettronici di Carlo Rambaldi, entrambi egualmente funzinali nel fornire al film un carisma plastico che stupisce per la varietà dei colori, l'intensità dei suoni e la bizzarria a briglia sciolta delle forme. Interpretazioni tutte di prima qualità, fra cui fanno macchia il capofaniglia squinternato ma deciso di Dreyfuss, l'affettuosa e coragiosa mamma di M. Dillon, il testardo uomo di scienza francofono di Truffaut (finalmente valorizzato anche come attore, e ciò non lede alla sua dignità di cineasta), la moglie irascibile e incredula di T. Garr (uno dei suoi ruoli più felici) e l'attrezzista interprete di B. Balaban. Sceneggiatura ridotta all'osso e tesa ad imprimere il segno sui dialoghi ad effetto, ma è comprensibile: per il primo capolavoro di fantascienza del regista di Cincinnati, qualche sacrificio si doveva pur fare, e le cose da non sacrificare hanno invece ricevuto, com'era opportuno, l'attenzione doviziosa e maniacale che meritavano. Anche soggettista e scenegiatore del suo secondo strepitoso successo di pubblico (dopo Lo squalo, 1975), Spielberg dimostrò una volta di più di dipendere eccessivamente dal sistema cinematografico dei generi, eppure questa sua inclinazione è perdonabile considerando che realizza prodotti ai quali si può giustamente rimproverare solo una tendenza global atta a compiacere la più ampia fetta di pubblico possibile. Il che non va assolutamente a scapito della qualità della pellicola: Close Encounters, osannato già all'uscita nelle sale e incluso molti anni dopo dall'American Film Institute al 64° posto nella lista dei migliori 100 film USA, sa farsi apprezzare per il sapiente miscuglio di suspense, pathos, autoironia e resilienza come per il professionale abbinamento fra contributi artistici e competenze tecniche, affermando la sua preponderanza nell'ambito di quei "blockbluster ante litteram" che, proprio in quel periodo e grazie soprattutto a Spielberg e a colleghi quali Pollack, Polanski, Coppola e il mai invecchiato Kubrick, determinarono incassi inimmaginabili al box office e fecero compiere un dietrofront ai critici di tutto il mondo. Musiche (John Williams), di soffice delicatezza alternativamente scambiata ad un incredibile ardore, che fanno sognare. Da lodare anche la geniale costruzione narrativa di un certo gusto poetico, perché basata sulla doppia metafora del motivo musicale e della montagna di terriccio. è anche un racconto di formazione imperniato sul rapporto che si attua rispettivamente fra coniugi, bambini e colleghi, oltre che una porta aperta verso il desiderio di mettersi alla prova e la sperimentazione verso l'ignoto, lo sconosciuto. Esiste anche in una versione di 152 minuti, oltre a quella canonica, diffusa in DVD e VHS, di 135.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a great steven »
[ - ] lascia un commento a great steven »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
makejrs
|
venerdì 8 agosto 2014
|
uno dei più grandi film di fantascienza
|
|
|
|
Basterebbe dire che ha rivoluzionato il genere di fantascienza cambiando le regole della relazione uomo-alieno, ma Incontri ravvicinati del terzo tipo è molto di più. E' innovativo sotto l'aspetto tecnico: costato 20 milioni mantiene la sua efficacia e il suo fascino di fronte a molti colossal odierni. E' un opera che gestisce la tensione in maniera superba, alimentandola nel proseguo della storia e mantenendola alta per l'intera sequenza del contatto tra le due razze. Soprattutto, è un film umano. Per 1 ora e mezza di alieno vediamo soltanto qualche U.F.O. con giochi di luce e oggetti che si spostano controllati telepaticamente, perchè l'attenzione si concentra sulla reazione dell'uomo di fronte alla scoperta.
[+]
Basterebbe dire che ha rivoluzionato il genere di fantascienza cambiando le regole della relazione uomo-alieno, ma Incontri ravvicinati del terzo tipo è molto di più. E' innovativo sotto l'aspetto tecnico: costato 20 milioni mantiene la sua efficacia e il suo fascino di fronte a molti colossal odierni. E' un opera che gestisce la tensione in maniera superba, alimentandola nel proseguo della storia e mantenendola alta per l'intera sequenza del contatto tra le due razze. Soprattutto, è un film umano. Per 1 ora e mezza di alieno vediamo soltanto qualche U.F.O. con giochi di luce e oggetti che si spostano controllati telepaticamente, perchè l'attenzione si concentra sulla reazione dell'uomo di fronte alla scoperta. C'è chi nutre la speranza e il desiderio di incontrare gli alieni; chi è scettico e rifiuta ogni ipotesi; chi, come il governo, nega ogni prova per mantenere l'ordine generale. La trama segue il classico padre di famiglia americano, che di fronte al mistero è disposto ad abbandonare ogni cosa, anche i suoi cari, per cercare una risposta. Spielberg è abilissimo nel mostrare il conflitto familiare tra il padre, proiettato verso l'ignoto, e la madre, ancorata alle sue convinzioni, e i figli, che impotenti assistono al distacco dei genitori. Ma ciò per cui questo film è un diamante raro è la sequenza finale. Dura la bellezza di 30 minuti, ma coinvolge come poche altre nel cinema. Straordinariamente realistica (Spielberg si è anche avvalso dell'ausilio di un ufologo), accompagnata quasi per intero dalla sola musica, che qui diventa il linguaggio universale della natura, lascia spazio alle emozioni e ai sentimenti, celati negli sguardi di incredulità e meraviglia.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a makejrs »
[ - ] lascia un commento a makejrs »
|
|
d'accordo? |
|
|
|