Julia Hart è la sceneggiatrice e la regista di questa noiosissima pellicola, che, tuttavia, risulta a tratti involontariamente spassosa per i dialoghi che spesso ricordano le battute paradossali e senza senso degli sketch comici di Ale e Franz, quando interpretano i due gangster che si incontrano sul palco mimando il tono ed il linguaggio tipici di certi noir degli anni ’70.
Il film indeciso se essere un dramma psicologico sulla maternità negata, che, però, trova il suo riscatto nell’adozione da parte della protagonista di un neonato abbandonato dalla madre o un action movie, basato sullo schema classico e abusato della donna in fuga dal suo passato e sulle peripezie che deve affrontare per sottrarsi ai suoi persecutori, alla fine non è né l’uno, né l’altro, bensì un polpettone che mescola generi diversi, attingendo perfino allo stereotipo dell’eroina che da bambola si trasforma, in questo caso in modo troppo repentino ed improbabile, in una novella Nikita.
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Julia Hart è la sceneggiatrice e la regista di questa noiosissima pellicola, che, tuttavia, risulta a tratti involontariamente spassosa per i dialoghi che spesso ricordano le battute paradossali e senza senso degli sketch comici di Ale e Franz, quando interpretano i due gangster che si incontrano sul palco mimando il tono ed il linguaggio tipici di certi noir degli anni ’70.
Il film indeciso se essere un dramma psicologico sulla maternità negata, che, però, trova il suo riscatto nell’adozione da parte della protagonista di un neonato abbandonato dalla madre o un action movie, basato sullo schema classico e abusato della donna in fuga dal suo passato e sulle peripezie che deve affrontare per sottrarsi ai suoi persecutori, alla fine non è né l’uno, né l’altro, bensì un polpettone che mescola generi diversi, attingendo perfino allo stereotipo dell’eroina che da bambola si trasforma, in questo caso in modo troppo repentino ed improbabile, in una novella Nikita.
A parte le molteplici incongruenze della trama ed il dilungarsi inspiegabile di alcune sequenze, che inducono allo sbadiglio per la lentezza spasmodica dell’azione che sembra girata al moviolone, si salva il cast e qualche rarissima scena in cui fa capolino un po’ di suspense, per scomparire, purtroppo immediatamente, fagocitata o dal comportamento illogico dei personaggi, al limite del ridicolo, o dalla noia dei dialoghi artificiosi e stucchevoli che sembrano scritti maldestramente da un dilettante appassionato di film noir.
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