La terra buona

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Un film di Emanuele Caruso. Con Lorenzo Pedrotti, Fabrizio Ferracane, Viola Sartoretto, Cristian Di Sante.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. - Italia 2018. - Obiettivo Cinema uscita giovedì 1 marzo 2018. MYMONETRO La terra buona * * * - - valutazione media: 3,12 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
no_data domenica 2 gennaio 2022
si può fare molto, ma molto di più con poco più Valutazione 1 stelle su cinque
100%
No
0%

Ho visto questo film convinta dalla buona classificazione di Mymovies: speranze ampiamente disattese.
Film scontato, con una regia elementare (basti pensare all'introduzione del monaco a cavallo con il sottofondo di musica western che nemmeno un novellino avrebbe utilizzato), recitazione a tratti grottesca con il fine sperato di far sorridere, ma senza riuscire ad ottenere l'intento (d'altronde, in un film di questo tipo una risata scontata alla Vanzina poco ci sta). Caratteri dei personaggi per nulla approfonditi, la maggior parte di loro esagerati, irreali.
Tirare dritto.

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onufrio giovedì 21 maggio 2020
il posto che non c'è Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
0%

Il regista, Emanuele Caruso, ispirandosi a tre storie vere, unisce le vicende assemblandole nella splendida e paradisiaco location fra i monti dove regna il silenzio. Una sorta di percorso spirituale che accompagna i protagonisti, e gli spettatori ad una riflessione sul senso della vita, senza però riuscire ad andare oltre, rimanendo sospesi nel silenzio delle montagne. Un film dal grosso potenziale che non riesce ad esprimersi nella sua totale interezza.

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fabal lunedì 14 maggio 2018
una riflessione sfumata Valutazione 2 stelle su cinque
60%
No
40%

Gea è una ragazza malata di cancro giunta in Val Grande dalla Capitale: accompagnata dal suo amico Martino, cerca un medico che ha sperimentato alcune cure alternative. Il dottor Mastroianni, però, vive da eremita in una specie di comunità sperduta tra i monti, riunita attorno a Padre Sergio, a circa due ore di camminata dal paese più vicino.

Estasiato dalla visione de Il vento fa il suo giro alcuni fa, la mia aspettativa era di un "realismo magico" simile a quello del film di Giorgio Diritti, perfettamente calato nel luogo del racconto di cui il regista conservava il chiaroscuro delle abitazioni in pietra, il dialetto sottotitolato degli attori non-professionisti e una dimensione sensoriale di altissimo livello. [+]

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carlafed lunedì 14 maggio 2018
tutto sommato piacevole Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Devo ammettere che un po' di delusione c'è stata, dopo le aspettative create dal trailer, la pubblicità e la storia avventurosa per la realizzazione. Il film è piacevole, leggero direi, in contrasto con l'argomento forte, e anche tragico. Il che è un vantaggio, esci un po' vuota, ma rilassata.
A causa delle ingenuità della sceneggiatura, la storia assume il tono di una favola in cui gli elementi si amalgamano in modo discontinuo e in cui non occorre ci sia niente, ma proprio niente, di credibile.  Una valle lontana dalla civiltà, ma dotata di notevole comfort (si intuisce ci sia persino l'elettricità), neppure tanto distante da una ferrovia piccola, ma efficiente, e chi ci arriva non lo fa per caso o per scelta, ma per un passa parola che sa un po' di raccomandazione. [+]

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agostinocullati giovedì 3 maggio 2018
“la terra buona”, bellezza e fragilità di cui pren Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

C’è qualcosa che rende grande una musica, un quadro, uno scritto o un film? Sì, c’è. Se il suo autore ci ha messo il cuore. Può avere difetti tecnici anche importanti, ma resterà per sempre, comunque, una piccola perla che saprà rilucere e illuminare i nostri bui. Aver qualcosa di proprio da dire, riconoscere le proprie emozioni e prendersene cura. Elaborare un pensiero, un punto di vista personale. E mettere insieme i pezzi, condividendo l’opera di assemblaggio con altri buoni compagni di viaggio. In attesa che il miracolo si compia, che l’esperienza individuale divenga universalizzabile. Sembrerebbe la cosa più elementare che c’è, ma nell’oggi in cui siamo immersi, così drammaticamente scandito dall’imperativo categorico dello “share/condividi” che ritma sincopato a colpi di “mi piace” le nostre giornate, portare all’attenzione del mondo una propria visione delle cose, una personale weltanschauung, è roba forte e coraggiosa, che merita attenzione e protezione. [+]

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maria venerdì 20 aprile 2018
film genuino, ben studiato ed emozionante Valutazione 4 stelle su cinque
0%
No
0%

Ho visto il film di Emanuele Caruso dopo mesi digiuna dal cinema.
E’ stata un’emozione unica: i paesaggi e di conseguenza la fotografia sono gli aspetti che maggiormente mi hanno impressionato. La storia è ben studiata, i personaggi hanno personalità chiare e realisticamente umane.
Avrei approfondito di più la scena in cui il ragazzo al lago vede l’amica, ma questa è probabilmente la mia vena romantica che lo avrebbe voluto.
bel film!

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pinobartali domenica 8 aprile 2018
caro ferdy, Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Caro Ferdy, 

non sono un conoscitore affermato del cinema, nè dispongo di molta esperienza. Devo però dire che,
anche se mi sento di condividere appieno le tue parole, il film mi è piaciuto davvero tanto. Sono poche le 
pellicole che ritraggono genuinamente la nostra cultura e le nostre usanze, e questo film a parere mio ci è
riuscito. Quindi, ci tengo a sottolineare in maniera marcata come, secondo me, valga davvero la pena vederlo.
Penso anche che se film di questo tipo venissero candidati a concorsi di spicco e se registi cosí ricevessero più 
denaro, un domani potrebbe essere l'Italia a produrre i film grossi. [+]

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alenca venerdì 30 marzo 2018
pone domande e suscita forti emozioni. consigliatissimo! Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Molto interessante il tema di fondo della ricerca al di là della vita materiale, nelle sue diverse connotazioni in ciascuno dei 3 caratteri principali.
Un tema che tra l'altro il cinema italiano affronta poco proprio in un'epoca in cui invece siamo tutti mossi dal trovare risposte interiori. Il film centra l'obiettivo di suscitare forti emozioni facendoci riflettere e ponendo quesiti che ci accompagnano nei giorni successivi alla visione; ci insegna a essere più buoni con noi stessi e prenderci del tempo per curare la cosa più importante: la nostra serenità interiore.
Ho trovato un bell'atto di generosità la presenza in sala del regista che ci ha raccontato il film, i retroscena e la produzione, arricchendo molto la visione e permettendoci ancora meglio di coglierne i molteplici significati. [+]

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chiara mercoledì 21 marzo 2018
risposta al signor dodix2013 Valutazione 0 stelle su cinque
60%
No
40%

Gentile Dodix2013,
nessun astio particolare se non il genuino sentimento di bruttezza che ho provato guardando il film. In particolare, mi ha irritato la gestione dell'argomento "terapie alternative" nei confronti del cancro, ed ancora di più la frase infelice del medico che dice alla paziente: le mie terapie sperimentali hanno funzionato meglio nei pazienti che non si sono sottoposti a chemioterapia. Io mi occupo di oncologia e questa frase mi ha molto preoccupato perchè fa passare un messaggio pericolo e distorto, però indorato dall'ambientazione new age e sopratutto, dalla presentazione "paracula" del regista all'inizio del film. [+]

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giurg63 domenica 11 marzo 2018
carenze nel finale Valutazione 2 stelle su cinque
23%
No
77%

A mio avviso il film, comincia a "precipitare" dalla scena dell'uccisione dell'asina, che io avrei evitato, in avanti, scivolando in un finale poco elaborato e frettoloso.
Buona l'idea del ragazzo che, costantemente diffidente e scettico nei confronti della piccola comunità creata da Padre Sergio, alla fine decide di separarsi dalla ragazza malata, che non ha mai corrisposto i suoi sentimenti, per tornare nell'isolamento di quel luogo così solitario. 
Corretto anche il lasciar "svanire nel nulla" Gea, che, con uno sguardo infinitamente maliconico saluta il suo amico accompagnatore.
Totalmente bizzarra e fuori luogo l'ape volante che il medico e il suo "braccio destro" utilizzano per raggiungere la Svizzera, dove saranno accolti da una persona di cui, fino a quel momento, non si era fatto alcun accenno. [+]

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