Un giallo psicologico con un cast notevole, in cui figura niente di meno che una delle attrici preferite da Bergman, e ci si domanda come abbia fatto ad accettare il ruolo, affogato in un mare di chiacchiere banali e di silenzi imbarazzanti, con riprese che sembrano amatoriali e un sonoro da incubo che fa sembrare gli attori stiano al tavolino di un bar in mezzo al traffico assordante della metropoli ed invece sono in un appartamento al quinto piano con tutte le finestre chiuse. A dir poco noioso, con un finale che vorrebbe essere una grande sorpresa, un colpo di scena epocale che invece si rivela essere una delle due alternative possibili al cinquanta per cento.