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steffa
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mercoledì 23 settembre 2026
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vedibile
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film leggermente forzato e poco spontaneo , a tratti film tv , ma con un messaggio trascendentale di speranza , nel complesso non esaltante ma sopra la media
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lavil78
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venerdì 10 dicembre 2021
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scienza vita morte religione
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Film teoricamente molto interessante con un'idea affascinante. Leggendo un numero minimo di righe di trama per non svelare troppo film e ispirandomi dal titolo, approccio con molto interesse il film. Durante la visione sono in attesa che il film decolli o da un punto di vista emotivo (amore vero perduto e forse ritrovato?) o da un punto di vista dialettico per contrapposizione (scienza religione o karma?)... eppure ciò, dal mio punto di vista non accade, se non forse nella scena finale (per l'aspetto emotivo), ma è troppo tardi. Un peccato! Finisco il film, comunque contento di averlo visto, perchè in ogni caso lascia degli spunti di riflessione; nello sviluppo, però, risulta troppo lento, che di per se non sarebbe neanche un problema se non che risulti mancante anche di una chiara parte emotiva e dialettica dei pochi personaggi protagonisti del film.
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Film teoricamente molto interessante con un'idea affascinante. Leggendo un numero minimo di righe di trama per non svelare troppo film e ispirandomi dal titolo, approccio con molto interesse il film. Durante la visione sono in attesa che il film decolli o da un punto di vista emotivo (amore vero perduto e forse ritrovato?) o da un punto di vista dialettico per contrapposizione (scienza religione o karma?)... eppure ciò, dal mio punto di vista non accade, se non forse nella scena finale (per l'aspetto emotivo), ma è troppo tardi. Un peccato! Finisco il film, comunque contento di averlo visto, perchè in ogni caso lascia degli spunti di riflessione; nello sviluppo, però, risulta troppo lento, che di per se non sarebbe neanche un problema se non che risulti mancante anche di una chiara parte emotiva e dialettica dei pochi personaggi protagonisti del film.
Un occasione in parte persa
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wazzy
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domenica 12 marzo 2017
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film stupendo
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bianca.
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mercoledì 30 settembre 2015
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geniale
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il film propone un dialogo tra due mondi comunemente ritenuti inconciliabili, quello scientifico e quello spirituale. Il primo incarnato da un giovane biologo ( Michael Pitt), il secondo dalla ragazzina Sofi (Astrid Berger-Frisbey): i due si trovano "per caso" e si innamorano follemente l'uno dell'altro, di un amore vero spontaneo carnale potente bramoso e chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che per quanto possa risultare banale questo innamoramento in realtà non lo è neanche lontanamente poiché è uno di quegli amori "passionali" tra due persone che non hanno niente in comune tra loro, anzi sono l'antitesi l'uno dell'altro.
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il film propone un dialogo tra due mondi comunemente ritenuti inconciliabili, quello scientifico e quello spirituale. Il primo incarnato da un giovane biologo ( Michael Pitt), il secondo dalla ragazzina Sofi (Astrid Berger-Frisbey): i due si trovano "per caso" e si innamorano follemente l'uno dell'altro, di un amore vero spontaneo carnale potente bramoso e chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che per quanto possa risultare banale questo innamoramento in realtà non lo è neanche lontanamente poiché è uno di quegli amori "passionali" tra due persone che non hanno niente in comune tra loro, anzi sono l'antitesi l'uno dell'altro. Lo spettatore sa già che per quanto intenso possa essere il loro rapporto, non è destinato a durare. E anche il protagonista lo sa. Tuttavia il film non vuole raccontare una semplice storia d'amore, l'innamoramento tra i due è solo una piccola parte del film, piccola ma necessaria per smuovere il biologo ad andare anvanti nella sua ricerca rivoluzionaria e ad affrontare argomenti che fino a prima di incontrare Sofi considerava assurdi. Successivamente alla loro storia d'amore infatti il film muove verso la fantascienza e verso la spiritualità. Il dialogo tra scienza e fede non è riuscito completamente, ma il regista ci ha provato e l'ha fatto attraverso una prospettiva innovativa e sorprendente.
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bianca.
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mercoledì 30 settembre 2015
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geniale
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il film propone un dialogo tra due mondi comunemente ritenuti inconciliabili, quello scientifico e quello spirituale. Il primo incarnato da un giovane biologo ( Michael Pitt), il secondo dalla ragazzina Sofi (Astrid Berger-Frisbey): i due si trovano "per caso" e si innamorano follemente l'uno dell'altro, di un amore vero spontaneo carnale potente bramoso e chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che per quanto possa risultare banale questo innamoramento in realtà non lo è neanche lontanamente poiché è uno di quegli amori "passionali" tra due persone che non hanno niente in comune tra loro, anzi sono l'antitesi l'uno dell'altro.
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il film propone un dialogo tra due mondi comunemente ritenuti inconciliabili, quello scientifico e quello spirituale. Il primo incarnato da un giovane biologo ( Michael Pitt), il secondo dalla ragazzina Sofi (Astrid Berger-Frisbey): i due si trovano "per caso" e si innamorano follemente l'uno dell'altro, di un amore vero spontaneo carnale potente bramoso e chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che per quanto possa risultare banale questo innamoramento in realtà non lo è neanche lontanamente poiché è uno di quegli amori "passionali" tra due persone che non hanno niente in comune tra loro, anzi sono l'antitesi l'uno dell'altro. Lo spettatore sa già che per quanto intenso possa essere il loro rapporto, non è destinato a durare. E anche il protagonista lo sa. Tuttavia il film non vuole raccontare una semplice storia d'amore, l'innamoramento tra i due è solo una piccola parte del film, piccola ma necessaria per smuovere il biologo ad andare anvanti nella sua ricerca rivoluzionaria e ad affrontare argomenti che fino a prima di incontrare Sofi considerava assurdi. Successivamente alla loro storia d'amore infatti il film muove verso la fantascienza e verso la spiritualità. Il dialogo tra scienza e fede non è riuscito completamente, ma il regista ci ha provato e l'ha fatto attraverso una prospettiva innovativa e sorprendente.
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tyler durden 76
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mercoledì 9 settembre 2015
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nel suo genere un capolavoro
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Bellissimo film. Non servono molte parole basta dire che merita di essere visto dall'inizio alla fine senza tralasciare ogni dettaglio.
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fabio57
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venerdì 4 settembre 2015
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originale
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Originale film di fantascienza con forti richiami filosofici-esistenziali.Il tema della reincarnazione è stato affrontato spesso al cinema,ma non in questa declinazione veramente sorprendente.Forti interrogativi sull'origine dell'uomo,tra fede e scienza.Convincenti interpretazioni per una trama molto intrigante.
Da vedere
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kondor17
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sabato 22 agosto 2015
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un occhio particolare
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Ian è un giovane scienziato, che lavora come ricercatore in un laboratorio di iridologia. Il suo sogno è quello di trovare un particolare gene che gli permetta di trovare l'origine zero nella catena evolutiva dell'occhio, da lui visto non come strumento, bensì più come sede dell'anima. Il collega lo esorta ad uscire, a vedere gente, e così Ian esce e conoscerà una persona che influirà molto sul suo destino. La mattina dopo avrà un'altra sorpresa, quando si troverà in ufficio una nuova stagista del primo anno, Karen, che avrà anch'essa un ruolo fondamentale nella sua crescita scientifica umana e spirituale.
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Ian è un giovane scienziato, che lavora come ricercatore in un laboratorio di iridologia. Il suo sogno è quello di trovare un particolare gene che gli permetta di trovare l'origine zero nella catena evolutiva dell'occhio, da lui visto non come strumento, bensì più come sede dell'anima. Il collega lo esorta ad uscire, a vedere gente, e così Ian esce e conoscerà una persona che influirà molto sul suo destino. La mattina dopo avrà un'altra sorpresa, quando si troverà in ufficio una nuova stagista del primo anno, Karen, che avrà anch'essa un ruolo fondamentale nella sua crescita scientifica umana e spirituale.
Mike Cahill disegna un film intrigante sull'eterno dilemma dell'origine del mondo e dell'essere umano. Già in minority report vedemmo in funzione la scansione oculare, ma qui il regista le conferisce una sorta di potere metafisico, ponendo la scienza di fronte (o addirittura avanti) alla fede. Dicendo in pratica che visto che due occhi non possono essere uguali, se due occhi in due persone diverse vissute in periodi diversi sono uguali allora è la stessa persona ad essersi reincarnata. Teoria alquanto bizzarra ma che trasforma la sete di conoscenza e di conferme di Ian in una sorta di ricerca interiore, alla ricerca di quelle risposte che mai un occhio o un oggetto può dare, ma solo l'anima pulsante che dietro quell'occhio vede sente e percepisce.
Comunque ottimo film, interpretato benissimo. Voto 8
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william
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domenica 19 luglio 2015
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il massimo
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Sto esagerando, in effetti non è un capolavoro, ma lascio il punteggio così com'è.
Non mi va di commentare, quello preferisco farlo al bar, bevendo una birra con amici e avendo una conversazione più fluida.
A chi legge le recensioni per farsi un'idea, dico di guardarlo, secondo me è un bel film.
Buona visione.
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movieater
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sabato 14 febbraio 2015
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non esistono risposte certe, solo domande certe
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Le minime imperfezioni della regia e i passaggi temporali forse troppo veloci vengono annullati da una sceneggiatura lineare e coerente e dalla capacità interpretativa degli attori in ruoli tutt'altro che facili e tra loro dicotomici. Tutta la storia è incentrata sulla casualità e l interpretazione che viene data a ciò che normalmente chiamiamo coincidenza o sorte. Non è un film che dà risposte né convince alla conversione alla scienza o alla spiritualità; al contrario dimostra come in ogni circostanza, di fronte a cose che non riusciamo a spiegarci l'importante non è avere le risposte ma la fede nel fatto che le risposte, da qualche parte, esistono e che ciò che di meglio possiamo fare è porsi le domande giuste.
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Le minime imperfezioni della regia e i passaggi temporali forse troppo veloci vengono annullati da una sceneggiatura lineare e coerente e dalla capacità interpretativa degli attori in ruoli tutt'altro che facili e tra loro dicotomici. Tutta la storia è incentrata sulla casualità e l interpretazione che viene data a ciò che normalmente chiamiamo coincidenza o sorte. Non è un film che dà risposte né convince alla conversione alla scienza o alla spiritualità; al contrario dimostra come in ogni circostanza, di fronte a cose che non riusciamo a spiegarci l'importante non è avere le risposte ma la fede nel fatto che le risposte, da qualche parte, esistono e che ciò che di meglio possiamo fare è porsi le domande giuste.
È una storia di forza di volontà, fede e speranza, ricca di emozioni forti e di disappunto per eventi che non finiremo mai di chiederci perché non sono potuti essere stati evitati.
Cito un altro film che tuttavia calza a pennello: ''Ogni evento è inevitabile, altrimenti non accadrebbe''.
Consigliatissimo a tutti coloro che credono in qualcosa: perché anche credere che nulla esista, è qualcosa.
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