|
|
kondor17
|
mercoledì 31 luglio 2013
|
surreale e divertente
|
|
|
|
Il direttore del personale di un panificio di Gerusalemme viene coinvolto dal responsabile dei turni notturni nella mancata denuncia di sparizione di una loro dipendente rumena, Julia, ancora a libro paga, nonostante fosse morta da oltre una settimana a seguito di un attentato kamikaze e giacesse da allora in obitorio in attesa di identificazione. Proprio grazie ad un cedolino dello stipendio trovatole in tasca, infatti, un solerte giornalista ne fa un caso ecclatante, che va sulle prime pagine dei giornali. Il direttore quindi inizia ad indagare per capire l'accaduto e scopre che il responsabile dei turni notturni, sposato, se ne era perdutamente innamorato, ma, scoperto dalla moglie malata, decise di licenziare Julia senza darne notizia in direzione, per farle così percepire ancora un mese di stipendio.
[+]
Il direttore del personale di un panificio di Gerusalemme viene coinvolto dal responsabile dei turni notturni nella mancata denuncia di sparizione di una loro dipendente rumena, Julia, ancora a libro paga, nonostante fosse morta da oltre una settimana a seguito di un attentato kamikaze e giacesse da allora in obitorio in attesa di identificazione. Proprio grazie ad un cedolino dello stipendio trovatole in tasca, infatti, un solerte giornalista ne fa un caso ecclatante, che va sulle prime pagine dei giornali. Il direttore quindi inizia ad indagare per capire l'accaduto e scopre che il responsabile dei turni notturni, sposato, se ne era perdutamente innamorato, ma, scoperto dalla moglie malata, decise di licenziare Julia senza darne notizia in direzione, per farle così percepire ancora un mese di stipendio. Per rimediare allo scandalo, la direttrice dello stabilimento incarica il direttore di scrivere una gentile lettera di spiegazioni al giornale, prima, e di accompagnare la salma di Julia in patria, fornendo nel contempo un congruo rimborso alla famiglia e sostenendo tutte le spese per le esequie. Fatto sta che Julia era divorziata e quindi il marito non può firmare le carte per la sepoltura. Il figlio minorenne è scappato di casa e vive per strada. Viene però rintracciato dal padre e decide quindi di unirsi alla grottesca comitiva, che li porterà ad un viaggio, alla ricerca della nonna rumena, che definire avventuroso è decisamente riduttivo.
A tratti esilarante, spesso riflessivo e introspettivo, il film scorre bene dall'inizio alla fine, con personaggi ed ambientazione decisamente all'altezza. In questo suo lavoro, Riklis dà ancora prova di un'ottima mano, accompagnandoti dolcemente in un road movie che non stufa mai, anzi diverte e fa riflettere. Ma alla fine Julia troverà pace? Buona domanda ....
Film assolutamente godibile e da vedere, da tre stelle abbondanti.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a kondor17 »
[ - ] lascia un commento a kondor17 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nigel mansell
|
venerdì 11 maggio 2012
|
una prima parte realistica e la seconda fantastica
|
|
|
|
Una prima parte molto realistica, con un uomo depresso e molto cinico senza più aspirazioni, oramai ai limiti di una normale vita di affetti e contatti sociali. Tutto per sfociare in una seconda parte fantastica, positiva e molto ottimistica con una Romania favolesca dove tutto è possibile, dove il grigiore dei paesaggi e l'ottusità della burocrazioa post-comunista fa da contrasto al calore della gente.
Molto bello, lo consiglio... forse il doppiaggio non molto azzeccato del protagonista e della sua titolare vedova, rende un pò televisivi i dialoghi iniziali.
[+] non sono d'accordo sul cinico
(di kondor17)
[ - ] non sono d'accordo sul cinico
|
|
|
[+] lascia un commento a nigel mansell »
[ - ] lascia un commento a nigel mansell »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
notedo
|
giovedì 24 novembre 2011
|
come si recupera una umanità perduta
|
|
|
|
Riproduzione abbastanza fedele di un atto del libro di Abraham Yehoshua che racconta un viaggio contro il gelo che sembra sceso sul mondo contro l'egoismo e l'aridità, per recuperare una umanità perduta. Ho assistito ad un viaggio verso un sepoltura con dei risvolti molto interessanti e più importanti che non una semplice sepoltura. Film girato molto bene.
|
|
|
[+] lascia un commento a notedo »
[ - ] lascia un commento a notedo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
lalli
|
martedì 26 luglio 2011
|
pensavo meglio
|
|
|
|
un film sicuramente interessante ma onestamente l'ho trovato abbastanza noioso
|
|
|
[+] lascia un commento a lalli »
[ - ] lascia un commento a lalli »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
astromelia
|
giovedì 2 giugno 2011
|
andata e ritorno con bara
|
|
|
|
...e in mezzo paesi ,volti, e un'umanità distante da noi ma realeproprio in queste situazioni l'uomo ha l'occasione di riflettere su se stesso e la vita,a come possiamo essere un nulla e nessuno,sprecando la quotidianità...emblematico il finale come la bara torni indietro anch'essa,come un contenitore riciclabile...
|
|
|
[+] lascia un commento a astromelia »
[ - ] lascia un commento a astromelia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
reservoir dogs
|
sabato 29 gennaio 2011
|
le risorse degli uomini
|
|
|
|
Ogni giorno l'industria più grande di Gerusalemme sforna tanto pane quanti dipendenti, per questo il responsabile delle risorse umane nella sua professione ricca di curriculum con foto e colloqui non ricorda una dipende romena.
Una donna viene uccisa da un attentato dinamitardo, l'unico documento che permette di identificarla è la sua ultima busta paga; la donna lavorava nel panificio ma in pochi avevano notato la sua assenza.
Un giornalista del posto viene a conoscenza del fatto e ne fa un caso di professionale inumanità, crocifiggendo così il panificio e il responsabile del risorse umane che scopre paradossalmente nella propria professione la mancanza di contatto umano.
[+]
Ogni giorno l'industria più grande di Gerusalemme sforna tanto pane quanti dipendenti, per questo il responsabile delle risorse umane nella sua professione ricca di curriculum con foto e colloqui non ricorda una dipende romena.
Una donna viene uccisa da un attentato dinamitardo, l'unico documento che permette di identificarla è la sua ultima busta paga; la donna lavorava nel panificio ma in pochi avevano notato la sua assenza.
Un giornalista del posto viene a conoscenza del fatto e ne fa un caso di professionale inumanità, crocifiggendo così il panificio e il responsabile del risorse umane che scopre paradossalmente nella propria professione la mancanza di contatto umano.
Come spesso accade, il viaggio in Palestina che il responsabile decide di intraprendere alla ricerca di un familiare che confermi il riconoscimento della donna (lui non ha avuto la forza di farlo) é anche un viaggio conoscitivo ed elemento di redenzione per i rapporti familiari e lavorativi che l'uomo ha.
Un "ragazzo selvaggio" orfano di madre, due strampalati consoli e un petulante giornalista sono gli altri protagonisti di questo espediente narrativo che si basa sul viaggio funebre (Little Miss Sunshine).
Attraverso una commedia che talvolta assume i toni di farsa (un tank come carro funebre), Eran Riklis ci mostra una profonda riflessione sull'illogicità della vita, la frenesia del mondo moderno legato all'indifferenza ed al conseguente senso di colpa dopo la presa di coscienza.
Un pò come nei film di Antonioni la crisi interiore è il sintomo di una crisi esterna più grande e la donna (in questo caso catalizzatrice) è l'antenna che risente prima della turbolenza di questa crisi.
[-]
[+] romania, non palestina
(di queztal)
[ - ] romania, non palestina
|
|
|
[+] lascia un commento a reservoir dogs »
[ - ] lascia un commento a reservoir dogs »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
epidemic
|
mercoledì 26 gennaio 2011
|
deludente rispetto ai precedenti
|
|
|
|
ora...chiamarlo bellissimo è esagerato. Il film pecca di una lentezza estrema. Lo stratagemma del viaggio per ritrovare idee e persone non da i frutti sperati. Un inizio promettente ma un continuo che non affonda...La magnificenza e il conflitto eterno ne "Il giardino dei limoni" è lontanta, un pò il regista se ne allontanato ma non ha giovato all'opera.Voto 6
|
|
|
[+] lascia un commento a epidemic »
[ - ] lascia un commento a epidemic »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
giuliog02
|
lunedì 24 gennaio 2011
|
momenti di umanità
|
|
|
|
Film surreale, duro, ironico, commovente, del tutto fuori del comune. Si ha bisogno di umanità e lo svolgimento della narrazione riesce in questo difficile compito. Il film inizia come un giallo. Il protagonista, padre e marito con qualche problema esistenziale e familiare, gestisce sulle prime in modo asettico e distante, da dirigente e ex-soldato di fanteria, l'incombenza cadutagli fra capo e collo. Nel prosieguo sente nascere in sé la responsabilità di farsi carico della morte della straniera e del luogo in cui seppellirla. E' la narrazione di un profondo esercizio di introspezione e di crescita interiore.
La prima parte, in cui scatta il meccanismo compulsivo di autocolpevolizzazione del protagonista, é una ricca narrazione di suoni e di luci di Gerusalemme, cui manca solo la percezione dei profumi e degli odori.
[+]
Film surreale, duro, ironico, commovente, del tutto fuori del comune. Si ha bisogno di umanità e lo svolgimento della narrazione riesce in questo difficile compito. Il film inizia come un giallo. Il protagonista, padre e marito con qualche problema esistenziale e familiare, gestisce sulle prime in modo asettico e distante, da dirigente e ex-soldato di fanteria, l'incombenza cadutagli fra capo e collo. Nel prosieguo sente nascere in sé la responsabilità di farsi carico della morte della straniera e del luogo in cui seppellirla. E' la narrazione di un profondo esercizio di introspezione e di crescita interiore.
La prima parte, in cui scatta il meccanismo compulsivo di autocolpevolizzazione del protagonista, é una ricca narrazione di suoni e di luci di Gerusalemme, cui manca solo la percezione dei profumi e degli odori. Pregevole ed incantevole nella sua capacità di introdurre lo spettatore nell'ambiente in cui nasce la vicenda. La seconda, un poco picaresca, é un racconto di non comune sottigliezza, in cui la componente delle vicende umane e della imprevedibilità delle situazioni non sfugge all'attenzione del regista.
Interessanti le scelte di non contestualizzare con precisione la meta del viaggio e di individuare i personaggi sulla base della funzione e non dei nomi.
Il viaggio in Romania, con le sue vicissitudini, l'intervento dei rappresentanti diplomatici e dei loro collaboratori, ha toni picareschi e ricorda l'ironia e la profonda conoscenza dei luoghi e della cultura locali di Radu Mihaileanu nell'eccezionale Train de vie, inclusa la rappresentazione dei villaggi e del paesaggio. Ottima la recitazione. Film affascinante, che merita d'esser visto..
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a giuliog02 »
[ - ] lascia un commento a giuliog02 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
abattilo
|
martedì 4 gennaio 2011
|
un film belissimo
|
|
|
|
Forse anche migliore del romanzo. Un viaggio infinito per fare la cosa giusta, con il peso della responsabilità simboleggiato dalla surreale immagine della bara sul portabagagli del furgone. Belle le riprese, insolite le ambientazioni (Gerusalemme e una fantastica Romania)
|
|
|
[+] lascia un commento a abattilo »
[ - ] lascia un commento a abattilo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|