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venerdì 10 settembre 2021
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aurea mediocritas
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Talmente narcisista nel cercare ossessivamente frasi a effetto che cancella grammatica e sintassi. L'importante non è stupire. Ed è proprio questa inutile ossessione che porta "sull'onda della mediocrità". Commento deludente e mediocre.
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carloalberto
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giovedì 7 gennaio 2021
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un''opera con una sua autonomia
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La trasformazione di Christian Bale in Trevor Reznik è impressionante, un’interpretazione da Oscar, che da sola giustificherebbe la visione di questo film.
Brad Anderson aggiunge una storia, non necessaria, data la straordinarietà del personaggio, la cui fisicità dolorosa, nell’estrema magrezza, che mette in evidenza lo scheletro appena ricoperto da un sottile strato di pelle, cattura l’attenzione dello spettatore, coinvolgendolo, da subito, nel dramma esistenziale dell’uomo, qualsiasi esso sia.
Nonostante la trama sia debole e sappia di già visto, Anderson riesce a dotare le immagini di significato proiettando le tenebre di un’anima sconvolta, destinata alla solitudine, nei cieli plumbei, opprimenti, che incombono minacciosi sopra grossi grigi edifici spogli in spazi vuoti, i pensieri fobico-ossessivi persi nei meandri della mente perennemente al bivio di una scelta per cui si prova rimorso, nei tunnel delle fogne e della casa dell’orrore al lunapark che si diramano tra via del demonio e via della salvezza, tra oscurità e luce.
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La trasformazione di Christian Bale in Trevor Reznik è impressionante, un’interpretazione da Oscar, che da sola giustificherebbe la visione di questo film.
Brad Anderson aggiunge una storia, non necessaria, data la straordinarietà del personaggio, la cui fisicità dolorosa, nell’estrema magrezza, che mette in evidenza lo scheletro appena ricoperto da un sottile strato di pelle, cattura l’attenzione dello spettatore, coinvolgendolo, da subito, nel dramma esistenziale dell’uomo, qualsiasi esso sia.
Nonostante la trama sia debole e sappia di già visto, Anderson riesce a dotare le immagini di significato proiettando le tenebre di un’anima sconvolta, destinata alla solitudine, nei cieli plumbei, opprimenti, che incombono minacciosi sopra grossi grigi edifici spogli in spazi vuoti, i pensieri fobico-ossessivi persi nei meandri della mente perennemente al bivio di una scelta per cui si prova rimorso, nei tunnel delle fogne e della casa dell’orrore al lunapark che si diramano tra via del demonio e via della salvezza, tra oscurità e luce.
Il rovello genera fantasmi che si muovono autonomamente nella quotidianità assente dell’uomo senza sonno, L’identità, frutto delle relazioni amicali, parentali o amorose, per Trevor Reznik è persa, smarrita, nell’evitamento del dolore, negata fino allo sdoppiamento schizofrenico. L’insopportabile peso della coscienza del protagonista porta alla progressiva perdita, per compensazione, del peso corporeo. Lo scopo è annullare l’esistente, perché emerga dal nulla una nuova realtà, che riproduca i sogni del passato, trasfigurato in un presente immaginato, così che le foto combacino, finalmente restituendo ciò che per sempre è sottratto.
La macchina, cui è incatenato il macchinista, tritura meccanicamente l’anima di Trevor incorporandone i movimenti fino a svuotare di significato il corpo, simbolicamente sacrificato nel braccio tranciato dell’operaio ben inserito nel sistema, interpretato dal condannato da sempre al ruolo del cattivo, Michael Ironside, che scambia felicemente parte di sé per il denaro ottenuto come risarcimento.
E’ un film complesso travisato da thriller psicologico o classico dramma del caso di coscienza, un’opera che, al di là delle intenzioni degli autori, si presta ad interpretazioni non convenzionali, sfuggendo al proprio destino commerciale. Per chi vuol cogliere, oltre il plot banale e la performance eccezionale di Christian Bale, suggestioni che nascono dalle stesse immagini, rivendicando l’opera filmica un diritto alla propria autonomia, si aprono metafore come voragini. La pellicola, diventando di pubblico dominio, è fruita meccanicamente o emotivamente, incompresa in ogni caso, e se non eletta ad opera d’arte, è archiviata nelle teche, etichettata thriller, il che vuol dire gettata nelle discariche della celluloide, traboccanti di film prodotti ogni anno per il puro intrattenimento delle masse dormienti. L’uomo senza sonno meriterebbe un destino diverso.
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fabio 3121
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martedì 5 gennaio 2021
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i sensi di colpa del macchinista
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il film spagnolo "El maquinista" girato nei sobborghi di Barcellona racconta la storia cupa ed a tratti inquietante di un macchinista di una fabbrica Trevor Reznik interpretato da un irriconoscibile Christian Bale che per immedesimarsi nel personaggio ha perso 25 chili di peso. Infatti Trevor appare scheletrico e dal viso pallido, stralunato e introverso con i colleghi della fabbrica e, soprattutto, è colpito da una forma grave di insonnia che non lo fà dormire da un anno. Trova sollievo solo a fine turno andando all'aeroporto per prendere un caffè e una fetta di dolce nonchè frequentando una bella e dolce prostituta. Trevor, a causa di una distrazione - dovuta all'allucinazazione e visione di un uomo pelato di nome Ivan - è responsabile dell'infortunio di un collega di lavoro che perde il braccio sinistro.
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il film spagnolo "El maquinista" girato nei sobborghi di Barcellona racconta la storia cupa ed a tratti inquietante di un macchinista di una fabbrica Trevor Reznik interpretato da un irriconoscibile Christian Bale che per immedesimarsi nel personaggio ha perso 25 chili di peso. Infatti Trevor appare scheletrico e dal viso pallido, stralunato e introverso con i colleghi della fabbrica e, soprattutto, è colpito da una forma grave di insonnia che non lo fà dormire da un anno. Trova sollievo solo a fine turno andando all'aeroporto per prendere un caffè e una fetta di dolce nonchè frequentando una bella e dolce prostituta. Trevor, a causa di una distrazione - dovuta all'allucinazazione e visione di un uomo pelato di nome Ivan - è responsabile dell'infortunio di un collega di lavoro che perde il braccio sinistro. Da questo tragico evento ne susseguiranno altri - reali o frutto della sola immaginazione di Trevor - apparenemente inspiegabili e controversi. Soltanto il finale, con tanto di flasback, consentirà allo spettaore di capire che tutta la drammatica storia è il risultato dei sensi di colpa del macchinista per un evento accadutogli in passato che la sua mente ha tentato di rimuovere ma che la coscienza "sporca" ha riportato tristemente a galla. La pellicola, a basso budget, ruota tutta intorno alla buona perfomace di Christian Bale. Un ritmo un pò lento con una musica appropriata rendono comunque interessante il film per gli appassionati del genere.
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mercoledì 17 giugno 2020
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ma che film ha visto?
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Non ho mai letto una recensione così fuori fuoco. Consiglio al recensorr, se è il suo mestiere, di cercarne un altro.
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no_data
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lunedì 15 gennaio 2018
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nessuno è perfetto
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Hai capito perfettamente e ne sono pienamente d'accordo.Alla fine mi sono sentito anche io angosciato,il regista mi ha trasmesso esattamente e con sapienza la sua idea.il suo genio.Un film che sarebbe piaciuto molto a Sigmund Freud.
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elibook
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domenica 14 gennaio 2018
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l'uomo senza sonno.
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Ottimo film , magistralmente interpretato da Christian Bale. Un viaggio allucinante che portera' lo spettatore ad entrare in simbiosi col protagonista assolutamente meritevole dell'Oscar, ma che passato inosservato non ricevette neppure la nomination. Ma... si sa, non tutto va come dovrebbe se a spingere dietro manca una grande majour. Titolo originale "The machinist" e' la storia di Trevor operaio presso una fabbrica. Trevor appare fin dall'inizio magrissimo, ma non e' malato. Qualcosa gli impedisce di addormentarsi, e l'unica persona che gli vuole bene e' una prostituta interpretata da una grande Jennifer Jason Leigh. Un incidente sul lavoro lo vedra' coinvolto, il collega perdera' un braccio ma non ne fara' mai una colpa a Trevor.
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Ottimo film , magistralmente interpretato da Christian Bale. Un viaggio allucinante che portera' lo spettatore ad entrare in simbiosi col protagonista assolutamente meritevole dell'Oscar, ma che passato inosservato non ricevette neppure la nomination. Ma... si sa, non tutto va come dovrebbe se a spingere dietro manca una grande majour. Titolo originale "The machinist" e' la storia di Trevor operaio presso una fabbrica. Trevor appare fin dall'inizio magrissimo, ma non e' malato. Qualcosa gli impedisce di addormentarsi, e l'unica persona che gli vuole bene e' una prostituta interpretata da una grande Jennifer Jason Leigh. Un incidente sul lavoro lo vedra' coinvolto, il collega perdera' un braccio ma non ne fara' mai una colpa a Trevor. Il caporeparto non e' della stessa idea, ma Trevor non c'entra niente. Le cose si metteranno male quando un giorno al posto del saldatore che conosce ormai da tempo, vede un uomo sconosciuto. Andra' infatti a chiedere in ufficio se il collega e' ammalato tra lo stupore di tutti. Stupore causato dal fatto che l'uomo che Trevor vede continua a non essere il solito saldatore, ma uno sconosciuto. Le cose precipiteranno al punto che perdera' il posto. Chi e' l'uomo che continua a perseguitarlo ..?. E quali sillabe mancano dal piccolo promemoria magnetico posto sul frigo?. Da vedere assolutamente ...
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fedezena
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domenica 14 gennaio 2018
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no, frustante fino al finale e troppo incasinato
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Questo film è troppo incasinato,. Posso capire lasciare sempre il punto interrogativo su cosa stia davvero accadendo, ma quá ci sono troppi punti interrogativi, risoluti nel finale,. che peró non bastano a dare senso al film.
È tutto cupo e confusionale fino agli ultimi minuti.
Questo film lascia solo un profondo senso d'angoscia per tutta la durata,. Peccato, perchè il potenziale c'era, protagonista, regia, sono fatti bene,. Ma la trama rovina tutto.
Io lo sconsiglio.
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shagrath
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sabato 9 settembre 2017
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la coscienza non ha sonno
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Trevor è un operaio angosciato, apatico, che conduce una vita grigia; ma non è sempre stato così: lo sanno i compagni della fabbrica, se ne accorge la prostituta che frequenta. Da oltre un anno Trevor non dorme, qualcosa di inspiegabile lo consuma dentro e fuori portandolo all'anoressia ed ai limiti della paranoia. Non può andare avanti così e si sforza di frequentare nuove persone, portatrici tuttavia di avvenimenti inquietanti dai risvolti solo apparentemente casuali e inspiegabili, che infine lo porteranno a risolvere il grande mistero della sua stessa vita fino a trovare finalmente il sonno.
Personalmente ho apprezzato la sorprendente interpretazione di Christian Bale che è stato capace di rendere il protagonista credibile nel labile contesto "onirico" in cui si svolge la vicenda.
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Trevor è un operaio angosciato, apatico, che conduce una vita grigia; ma non è sempre stato così: lo sanno i compagni della fabbrica, se ne accorge la prostituta che frequenta. Da oltre un anno Trevor non dorme, qualcosa di inspiegabile lo consuma dentro e fuori portandolo all'anoressia ed ai limiti della paranoia. Non può andare avanti così e si sforza di frequentare nuove persone, portatrici tuttavia di avvenimenti inquietanti dai risvolti solo apparentemente casuali e inspiegabili, che infine lo porteranno a risolvere il grande mistero della sua stessa vita fino a trovare finalmente il sonno.
Personalmente ho apprezzato la sorprendente interpretazione di Christian Bale che è stato capace di rendere il protagonista credibile nel labile contesto "onirico" in cui si svolge la vicenda. L'uomo senza sonno ci porta ad esplorare gli angoli più borderline della propria mente, perennemente intrappolata in un limbo compreso tra sogno e realtà al quale non può sfuggire. Le situazioni paradossali che vive, apparentemente non sense, hanno un preciso significato inconscio reso interessante e mai superficiale dalla perfetta costruzione narrativa.
Chi si aspetta un film dai misteri interpretabili liberamente (vedasi Lynch) potrà rimanere deluso; al contrario, proprio come in un giallo ben concepito, tutto ci viene svelato nel finale divenendo facilmente comprensibile. Non la trovo affatto una meccanica banale come sostenuto da alcuni, al contrario rende apprezzabile il lavoro degli sceneggiatori e del regista, capaci di imbastire un'opera dove nulla è lasciato al caso e dove tutto, anche quello che in prima battuta appare come una "trovata" per ammaliare lo spettatore, acquista infine un senso e un perché.
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emanuele r.
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mercoledì 27 luglio 2016
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film carino, ma troppo lento e incomprensibile
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Questo film non si può definire brutto o noioso, ma sicuramente ha dei ritmi eccessivamente lenti, che dopo un po' di tempo stancano il telespettatore. Il titolo e la storia invogliano a vedere il film, che si presenta come thriller psicologico, ma alla fine si rivelerà troppo complesso è quasi incomprensibile, infatti ciò lo fa diventare un film mediocre. Un uomo che non dorme da un anno, dopo aver causato un incidente ad un collega, comincia a diventare paranoico e scorbutico, accorgendosi della presenza di un'altra persona. La fine è un colpo di scena assoluto. La storia sicuramente è intrigante, ma forse sarebbe il caso di tornare indietro nel tempo e rifare quasi tutto, per rendere il film più comprensibile e più veloce.
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Questo film non si può definire brutto o noioso, ma sicuramente ha dei ritmi eccessivamente lenti, che dopo un po' di tempo stancano il telespettatore. Il titolo e la storia invogliano a vedere il film, che si presenta come thriller psicologico, ma alla fine si rivelerà troppo complesso è quasi incomprensibile, infatti ciò lo fa diventare un film mediocre. Un uomo che non dorme da un anno, dopo aver causato un incidente ad un collega, comincia a diventare paranoico e scorbutico, accorgendosi della presenza di un'altra persona. La fine è un colpo di scena assoluto. La storia sicuramente è intrigante, ma forse sarebbe il caso di tornare indietro nel tempo e rifare quasi tutto, per rendere il film più comprensibile e più veloce. Insomma, si può dire che questo film è un thriller eccessivamente psicologico, che anche per gli amanti del genere si rivelerà deludente, quindi lo sconsiglierei a tutti coloro che lo vorrebbero vedere, dal momento che si aspetterebbero qualcosa di totalmente diverso da ciò che il film proporrà.
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anna93
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lunedì 20 luglio 2015
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il corpo è lo specchio dell'anima
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Trevor Reznik (Christin Bale) è un uomo triste, strano, solo e di una magrezza "infinita"; lavora in fabbrica e da quasi un anno non dorme più, ma i problemi iniziano quando incontra Ivan (John Sharian), un nuovo collega di lavoro, che apparentemente lo perseguita, riuscendo a sottrare tutto ciò che il protagonista possiede, spingendolo sempre più verso uno stato maniacale e paranoico.
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Trevor Reznik (Christin Bale) è un uomo triste, strano, solo e di una magrezza "infinita"; lavora in fabbrica e da quasi un anno non dorme più, ma i problemi iniziano quando incontra Ivan (John Sharian), un nuovo collega di lavoro, che apparentemente lo perseguita, riuscendo a sottrare tutto ciò che il protagonista possiede, spingendolo sempre più verso uno stato maniacale e paranoico. Solo verso ila conclusione del film, Trevor scopre che Ivan non è altro che la proiezione della sua coscienza e che, dalle proprie responsabilità, non si può sfuggire illesi.
Il dramma, nella grecia antica, era quel genere di rappresentazione teatrale attraverso il quale gli attori riuscivano a coinvolgere emotivamente gli spettatori a tal punto che questi ultimi si immedesimavano nei personaggi della storia, provando gli stessi desideri, gli stessi dolori e le stesse emozioni. Nel "L'uomo senza sonno" il livello drammaturgico è alto, noi spettatori ci impersoniamo nel protagonista; Trevor rifiuta la realtà, come difesa psicologia ha deciso di dimenticare tutto ciò che è accaduto, ma inconsciamente, il senso di colpa non lo abbandona mai, non gli permette di riposarsi e lo tormenta fino al punto di crearsi un alter ego, una proiezione della sua coscienza: Ivan. Ed è proprio grazie a quest'ultimo che il protagonista subisce una catarsi, si purifica, e una volta giunto in carcere, ormai libero dei suoi peccati può addormentarsi, perché per Trevor il vero castigo non è la pena legale, ma la desolazione emotiva e le peripezie che precedono la confessione, la perdita di credibilità e di umanità. Trevor vive una situazione Kafkiana, continue situazioni paradossali. Risulta essere paranoico, a causa della stanchezza ha una memoria molto corta e tende a dimenticare tutto, ha bisogno di scrivere tutto su post-it, cerca invano credibilità nei colleghi di lavoro, trascorre le notti pulendo le piastrelle del pavimento , come una sorta di azione liberatoria, come se volesse pulire la sua anima, ormai sporca.
L'interpretazione di Christin Bale, capace di perdere 2/3 del suo peso, il ritmo incalzante delle musiche affidate a Roque Baños e la fotografia, che in ogni scena del film appare grigia, cupa, angosciante, specchio dello stato d'animo del protagonista, fa si che questo film rispetti a pieno il suo genere.
Infine, chiari sono i riferimenti a livello della trama a due opere di Dostoevskij quali: "Delitto e castigo" e "Il sosia"; a testimonianza di ciò, nonostante la storia sia ambientata negli USA, reputo che sia tutt'altro che casuale la scelta del nome Ivan e del cognome di Trevor, appartenenti entrambi ad origini russe.
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