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mari
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domenica 17 agosto 2008
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un film semplice e profondo
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Il lutto non è sbandierato ma vissuto.
Splendido!! Grande Oliveira che ci fa sentire la vita e la morte vicine; sorelle..anche la morte dell'anima, esaltata da un paio di scape nuove ma ancor di più seppellita in cose e atti senza ragione ( film inglese)...ma in vita...magica ed effimera ( ladro di scarpe...rinuncia alla parte...ma in dolore). Bravo Piccolì..in questo piccolo grande film.
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strangelove
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mercoledì 12 settembre 2001
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grazie
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Sento il dovere di ringraziare mariu.
CIAO
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mariu
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venerdì 31 agosto 2001
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ottima recensione
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volevo complimentarmi con chi ha scritto la recensione. Sono in perfetto accordo con quello che ho letto. Bravo
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strangelove
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lunedì 23 luglio 2001
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la leggerezza di un maestro
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"Io me ne torno a casa.Vado a riposarmi"..
Con questa frase inizia la parte conclusiva dell' eccellente "Ritorno a casa" di Manoel de Oliveira.
Un film lieve che parla di solitudine,vecchiaia,teatro...vita...
Un opera che sembra quasi sussurrata dal suo autore,mai forzata,sempre leggera (nonostante il tema dell' elaborazione del lutto).
Una vicenda drammatica che tocca corde umoristiche.
E' stupefacente vedere come de Oliveira (che ormai gira un film all' anno) migliora col passar del tempo.
A 93 anni riesce ancora a deliziare.
Le invenzioni registiche sono notevoli: quando Piccoli si trova nel bar la macchina da presa è posizionata fuori,quando invece esce e si trova davanti ad un negozio a firmare autografi la telecamera è posizionata questa volta proprio dentro al negozio.
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"Io me ne torno a casa.Vado a riposarmi"..
Con questa frase inizia la parte conclusiva dell' eccellente "Ritorno a casa" di Manoel de Oliveira.
Un film lieve che parla di solitudine,vecchiaia,teatro...vita...
Un opera che sembra quasi sussurrata dal suo autore,mai forzata,sempre leggera (nonostante il tema dell' elaborazione del lutto).
Una vicenda drammatica che tocca corde umoristiche.
E' stupefacente vedere come de Oliveira (che ormai gira un film all' anno) migliora col passar del tempo.
A 93 anni riesce ancora a deliziare.
Le invenzioni registiche sono notevoli: quando Piccoli si trova nel bar la macchina da presa è posizionata fuori,quando invece esce e si trova davanti ad un negozio a firmare autografi la telecamera è posizionata questa volta proprio dentro al negozio.Sembra quasi che il regista non vuole disturbare l' attore protagonista...poi è impossibile dimenticare Piccoli che acquista un paio di belle scarpe nuove che rimira compiaciuto durante il dialogo con un amico mentre la macchina da presa resta fissa proprio sulle scarpe ,che subito dopo gli rubano.
La gag del bar è bellissima,cosi' come il tenero rapporto col nipotino e il finale ( sembra dirci che per un attore il cinema è più stressante e "noioso" rispetto al teatro).
John Malkovich,pur apparendo per poco tempo,riesce ad essere memorabile.
Ma ancora più grande è Michel Piccoli...è talmente bravo da far commuovere; e mi chiedo:chi è l' imbecille che gli ha negato la palma d' oro come miglior attore?
Con tutto il cuore lo consiglio: andate a vedere questo film.
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