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il marchese stucchi
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martedì 29 luglio 2025
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nulla di eccezionale
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Poco appassionante, non l'ho trovato affato un thriller avvincente. Tra le due ambientazioni proposte dal film, ho preferito quella del 1873, davvero molto bella, elefante (anche se i protagonisti non sembravano troppo freddolosi e non si vede nemmeno un po' di "vapore" uscire dalle bocche) rispetto a quello un po' apatica, annoiata della barca. Rileggere il racconto dell'omicidio in retrospettiva ? stato un artifcio della scenaggiaturao un po' inutile. Il racconto poteva tranquillamente restare nel 1873 e svolgersi l?. Suspense zero. Il caso appariva gi? chiaro dall'inizio. Il racconto spiega solo il movente, le radici della rabbia, e vuole spiegarci delle meccaniche umane, che non hanno tempo, un po' cervellotiche e pretestuose.
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Poco appassionante, non l'ho trovato affato un thriller avvincente. Tra le due ambientazioni proposte dal film, ho preferito quella del 1873, davvero molto bella, elefante (anche se i protagonisti non sembravano troppo freddolosi e non si vede nemmeno un po' di "vapore" uscire dalle bocche) rispetto a quello un po' apatica, annoiata della barca. Rileggere il racconto dell'omicidio in retrospettiva ? stato un artifcio della scenaggiaturao un po' inutile. Il racconto poteva tranquillamente restare nel 1873 e svolgersi l?. Suspense zero. Il caso appariva gi? chiaro dall'inizio. Il racconto spiega solo il movente, le radici della rabbia, e vuole spiegarci delle meccaniche umane, che non hanno tempo, un po' cervellotiche e pretestuose. Sean Pean, non so se l'ha fatto apposta nell'atteggiarsi a scrittore "distaccato" , mi ha ricordato uno di quei personaggi "con la testa tra le nuvole" intepretati da Rocco Papaleo. Sembrava una zavorra. Sicuramente sprecato e non al massimo delle sue possibilit? La vacanza perfetta viene rovinata da una tempesta improvvisa che fa ridestare tutti i personaggi dal loro torpore esistenziale e nel contempo viene svelata la storia, o meglio, la dinamica del duplice assasinio che si sovrappone a quanto sta per succedere sulla barca. Film ben realizzato dalla regista Bigelow, ma debole per sceneggiatura, non lascia traccia di s?, n? ha riscosso particolari ricoconoscimenti.
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fabri
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martedì 10 novembre 2020
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tensione continua
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In tutto il film si avverte una tensione continua, soprattutto emotiva, che abbraccia sia la parte thriller, che soprattutto i rapporti tra i protagonisti.
Bello il continuo alternarsi tra passato e presente.
Mi è piaciuto, lo consiglio.
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noia1
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martedì 30 giugno 2020
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borghesi annoiati faccia a faccia con sé stessi
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Una fotografa, accompagnata dal marito e due amici, visita un’isola desolata per far luce su un efferato omicidio avvenuto duecento anni prima.
La Bigelow fa un ennesimo film di culto, poi naturale delusione ai botteghini, e si capisce, perché se la regia è sì serrata giocandosela sul thriller quasi a volte rischiando di sfociare nell’orrore, in sostanza l’impostazione della storia è autoriale, sembra una di quelle particolarissime opere anni settanta in cui pochi intellettuali si raccolgono per discutere sulla vita. Ne esce che in fondo la condizione del borghese non è poi così tanto cambiata, una volta il timore di Dio portava ad una frustrazione ora determinata da tensioni inespresse per ricerche edonistiche di quel benessere che negando dolorosi dubbi o perplessità porta a forme di vacuità senza speranza; ne viene fuori l’odio in forme subdole, letteralmente folli; rende poi ulteriormente concreta quella tensione portata da una misteriosa insoddisfazione l’inquietante atmosfera che pervade le varie vicende, analessi pervadono i rapporti della protagonista, visioni nate dalle varie supposizioni riguardo quell’antica misteriosa vicenda su cui sta indagando all’insaputa degli altri, visioni spesso mostrate da un montaggio improvviso che in un attimo ti porta dal passato al presente e viceversa. Ecco perché non ha avuto successo, ecco perché le pellicole della Bigelow non ottengono quasi mai successo, perché ti fanno ragionare, mettono in dubbio quella tua comodissima realtà; diventano però col tempo sempre film famosi, dimostrazione di un valore dell’opera che il pubblico riconosce ma che (forse anche giustamente) fatica a digerire. Attori comunque bravissimi se si esclude quell’insulso di Josh Lucas, Sean Penn dal canto suo è immenso come al solito, il suo baffo poi è roba da storia del cinema.
Peccato per la copertina, è l’unica cosa di questo film che fa veramente pietà.
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marco.vittorio.defilippis@gmail.com
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mercoledì 20 maggio 2020
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tabù e omicidi con suspense
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Stupendo. L’antico tabù del sesso snocciolato in tutte le sue più estreme conseguenze. Anche quello non fatto. La dolcezza e la tenerezza non possono esistere (era il 1873) ma solo la legge. Il marito si scopa la moglie senza che lei partecipi, né lo desideri, né provi piacere. Ma la legge dice che occorre farlo e quindi si fa. Poi nel film, in verità, si capisce perché. Lei, adultera d’incesto col fratello, deve essere purificata da un’unione legale con un marito “procurato” e non amato. La migrazione in America, per togliersi dall’impiccio di chi sa, a casa propria.
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Stupendo. L’antico tabù del sesso snocciolato in tutte le sue più estreme conseguenze. Anche quello non fatto. La dolcezza e la tenerezza non possono esistere (era il 1873) ma solo la legge. Il marito si scopa la moglie senza che lei partecipi, né lo desideri, né provi piacere. Ma la legge dice che occorre farlo e quindi si fa. Poi nel film, in verità, si capisce perché. Lei, adultera d’incesto col fratello, deve essere purificata da un’unione legale con un marito “procurato” e non amato. La migrazione in America, per togliersi dall’impiccio di chi sa, a casa propria. Un’isola inospitale che dà lavoro incessante da mane a sera. La fatica che tiene lontani i pensieri inopportuni fa il suo dovere, ma arriva chi risveglia i pensieri e chi vede al posto dell’innocenza e della tenerezza la depravazione. Allora tutta la rabbia covata negli anni del silenzio esplode e si placa nel sangue ed il desiderio di riscatto suggerisce anche chi incolpare, colpevole di desiderare senza conoscere, l’uomo che ha cercato di averla senza conoscerla, che paga questa sua terribile superficialità con la propria vita, impiccato per omicidio. Lei poi scrive una dichiarazione che discolpa chi prima ha accusato, ma per la società è meglio un verdetto falso ma condiviso, piuttosto che una verità scomoda, che potrebbe far affiorare tutta l’ipocrisia di una teocrazia disumana: la religione diventa il fine per se stessa, sistema di omologa sociale e non più un mezzo per raggiungere Dio. Quindi la dichiarazione di innocenza del condannato viene considerata un vaneggio dovuto all’instabilità propria della donna che prima accusa e poi assolve senza motivo. Assolutamente da vedere.
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fabal
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sabato 8 dicembre 2012
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affascinante e incompleto.
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"The weight of water": il peso dell'acqua. La resa italiana del titolo è generalista e fuorviante, in una pellicola dove una dichiarata pesantezza grava su ogni scena.
Benché il film non brilli certo per il dinamismo, questo "peso" costruisce un efficace e scaltro alibi ai numerosi tempi morti. La vicenda non decolla mai, né si capisce se e quando il doppio filo rosso troverà un punto di contatto: il montaggio, che pure si danna l'anima per alternare briosamente il presente e passato, non basta per snellire uno svolgimento pachidermico. Cieli azzurri e luce solare riflessa danno lustro a un fotografia pulita, rilassante, ma quasi irritante per uno spettatore che vorrebbe un po' di azione.
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"The weight of water": il peso dell'acqua. La resa italiana del titolo è generalista e fuorviante, in una pellicola dove una dichiarata pesantezza grava su ogni scena.
Benché il film non brilli certo per il dinamismo, questo "peso" costruisce un efficace e scaltro alibi ai numerosi tempi morti. La vicenda non decolla mai, né si capisce se e quando il doppio filo rosso troverà un punto di contatto: il montaggio, che pure si danna l'anima per alternare briosamente il presente e passato, non basta per snellire uno svolgimento pachidermico. Cieli azzurri e luce solare riflessa danno lustro a un fotografia pulita, rilassante, ma quasi irritante per uno spettatore che vorrebbe un po' di azione. E se queste sono le sue aspettative, riguardo alla suspense dovrà accontentarsi del minimo sindacale.
Per oltre un'ora non si capisce dove la vicenda voglia andare a parare: i colpi di scena solo abbozzati, gli snodi tutti potenziali. E ogni tanto viene da chiedersi se questo "mistero dell'acqua" non avrebbe più senso se si risolvesse con l'emergere (letteralmente) del Nessie di turno.
La tensione vuole invece essere più raffinata, psicologica, e collocarsi tutta al di fuori della trama: un tentativo pretenzioso ma in buona parte riuscito. Protagonisti introversi accumulano emozioni latenti ma cariche di tritolo, esaltate dalle autocitazioni di Sean Penn e dagli sguardi con le due bellezze femminili: cerebrale la Mac Cormack, sensuale la Hurley. Josh Lucas è invece in ombra.
Il vero peso è dunque costituito da questi serbatoi emotivi, gradualmente dilatati dalla longevità del film: esploderanno solo nel finale con un brusco cambiamento di registro, ma in cui non è legittimo aspettarsi fuoco e fiamme. Magari una tempesta.
Certamente originale, "Il mistero dell'acqua" scarta a priori l'idea di svolgere il compitino e punta tutto sulla voglia di sentirsi atipico. Con il risutalto di riuscire benissimo nel difficile, e meno bene nel facile: resta da decidere se questo vuoto sia un pregio o un limite. Se sia affascinante ma incompleto, o affascinante perché incompleto.
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metalsoldier
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venerdì 18 novembre 2011
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la perversione
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La scenografia è apprezzabile, mentre non mi ha entusiasmato la trama. Il tema del film, ovvero la perversione sessuale, è molto interessante; sicuramente un tema che turba la mente. Gli attori sono molto bravi (la hurley è pure bona..mi ha fatto salire il testosterone..), però credo che questa bravura non sia stata esaltata a dovere da una sceneggiatura altrettanto buona e che, anzi, mi è parsa un po' banale: l'esito della storia si capisce subito e l'intreccio delle vecende presenti con quelle del passato non contribuisce affatto a creare curiosità; mi sono chiesto il nesso tra il passaggio tra l'una e l'altra storia in alcuni punti.
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La scenografia è apprezzabile, mentre non mi ha entusiasmato la trama. Il tema del film, ovvero la perversione sessuale, è molto interessante; sicuramente un tema che turba la mente. Gli attori sono molto bravi (la hurley è pure bona..mi ha fatto salire il testosterone..), però credo che questa bravura non sia stata esaltata a dovere da una sceneggiatura altrettanto buona e che, anzi, mi è parsa un po' banale: l'esito della storia si capisce subito e l'intreccio delle vecende presenti con quelle del passato non contribuisce affatto a creare curiosità; mi sono chiesto il nesso tra il passaggio tra l'una e l'altra storia in alcuni punti. Poi si fuma troppo!! Colonna sonora rilassante.
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astromelia
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martedì 23 agosto 2011
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luci e ombre
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forse non ben scandagliato questo film nella parte moderna della sceneggiatura,alcuni punti di domanda in alcune scene,la vicenda antica dell'omicidio meglio narrata,alla fine (tragica) jean ritrova sott'acqua le due donne assassinate,la regista dovrebbe spiegarne la metafora che si presta a varie conclusioni,sean penn sempre all'altezza
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nalipa
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mercoledì 15 dicembre 2010
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film contorto ma anche intenso!
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Il film racconta di una gita in barca contemporanea tra due coppie e di un efferato massacro commesso più di n secolo prima. Non ci sono affinità narrative tra le storie, a parte la complessità delle dinamiche interpersonali che sfociano in crimini, sensi di colpa e giochi del destino.
Due universi paralleli che incontrandosi non si capiscono - il mondo affettivo maschile e quello femminile.
Metafisico, forse, non facile ma notevole.
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ultimoboyscout
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martedì 2 novembre 2010
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non mi è piaciuto per niente.
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Sinceramente non mi ha proprio coinvolto. I flash back che generalmente a me piacciono e tengono sulle spine lo spettatore svelando il tutto poco a poco stavolta sono fiacchi e inutili. Niente da dire su regia (discreta, non eccezionale, la Bigelow ha fatto senz'altro di meglio) e su attori, fermo restando che la Hurley è attrice di serie B. Un thriller dovrebbe essere a mio avviso più incalzante.
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germi86
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mercoledì 30 giugno 2010
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1873:l'omicidio misterioso
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Si indaga,a distanza di molti molti anni,su un efferato omicidio avvenuto nel 1873 a Smuttynose.Pieno di flash-back,il film non riesce a coinvolgermi,anzi,mi annoia trovandolo poco interessante,nulla da dire sugli attori,bravi tutti,ma la vicenda poteva essere sviluppata in maniera diversa.. Bellissima la Hurley.
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