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parsifal
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venerdì 26 maggio 2023
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ombre scure e presenze dall''altrove
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Tratto da un romanzo di Fuentes dal titolo AURA, diretto e sceneggiato da D. Damiani , con la collaborazione di U.Liberatore, è un lampante esempio di cinema gotico , in versione estremamente elegante con evidenti connotazioni introspettive. Passione, suspence e ampie digressioni sul rapporto di coppia , fanno parte dell'ossatura di questo film, poco conosciuto ai più ma meritevole di grande attenzione. Sergio ( R.Logan), il protagonista, dopo essersi delle accorto delle attenzioni insistenti che gli vengono rivolte da una misteriosa e sofisticata signora, la segue a sua volta e riesce ad introdursi nella sua magione, un palazzo nobiliare al centro della Capitale, ammantato di mistero, fascino del passato e molta decadenza.
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Tratto da un romanzo di Fuentes dal titolo AURA, diretto e sceneggiato da D. Damiani , con la collaborazione di U.Liberatore, è un lampante esempio di cinema gotico , in versione estremamente elegante con evidenti connotazioni introspettive. Passione, suspence e ampie digressioni sul rapporto di coppia , fanno parte dell'ossatura di questo film, poco conosciuto ai più ma meritevole di grande attenzione. Sergio ( R.Logan), il protagonista, dopo essersi delle accorto delle attenzioni insistenti che gli vengono rivolte da una misteriosa e sofisticata signora, la segue a sua volta e riesce ad introdursi nella sua magione, un palazzo nobiliare al centro della Capitale, ammantato di mistero, fascino del passato e molta decadenza. La Signora Consuelo( S.Ferrati) ammetterà solo parzialmente il suo coinvolgimento e proporrà a Sergio di lavorare per lei; dovrebbe riordinare la biblioteca del defunto marito, intellettuale e viaggiatore, stando ai resoconti della vedova. Sergio, inizilamente restio, si convince ad accettare l'incarico dopo la comparsa di Aura , una giovane , sensuale e conturbante Rosanna Schiaffino, ufficialmente nipote di Consuelo e apparentemente ragazza fragileed in cerca di protezione. Chiede a Sergio di proteggerla da Fabrizio, il sempre talentuoso G,M. Volontè, uomo molto provato dalla reclusione forzata nell'antico palazzo, iniziata quando egli accettò l'incarico che è stato proposto a Sergio. E' anche disperatamente ed inutilmente innamorato di Aura, che lo tratta come un'inutile appendice da rimuovere. Fabrizio fa continuamente riferimento ad una prolungata assenza da parte di Aura, che continua ad affermare di non essere mai uscita dal palazzo. Sergio inizia a comporre il mosaico , che tra diatribe, scenate e scaramucce con l'antagonista lo porteranno a scoprire una verità che non avrebbe mai immaginato....Impianto narrativo di stampo teatrale, decisamente ben orchestrato ed ottimamente interpretato, meritano una menzione il palazzo, di grande fascino decadente, situato in prossimità di via dei funari a Roma e la colonna sonora del Maestro Bacalov.
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kronos
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lunedì 9 aprile 2012
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seducente
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Anche nel genere gotico Damiano Damiani, il più eclettico regista italiano, ha lasciato un segno.
"La strega in amore" viene generalmente considerato un corpo estraneo al filone inaugurato anni prima da Freda e Bava, ma in realtà ne condivide gli stilemi di base, a partire da un erotismo insinuante che si fonde via via al soprannaturale.
In questo è fondamentale il gran lavoro del direttore della fotografia Leonida Barboni e la qualità degli interpreti, perfettamente a loro agio nei ruoli.
Il sottile gioco al massacro che Damiani orchestra soffre di alcune lungaggini, in particolar modo nella fase centrale caratterizzata dalla presenza di Volontè, ma alla lunga cresce, inquieta e seduce. Almeno quanto la sensualissima Rosanna Schiaffino.
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Anche nel genere gotico Damiano Damiani, il più eclettico regista italiano, ha lasciato un segno.
"La strega in amore" viene generalmente considerato un corpo estraneo al filone inaugurato anni prima da Freda e Bava, ma in realtà ne condivide gli stilemi di base, a partire da un erotismo insinuante che si fonde via via al soprannaturale.
In questo è fondamentale il gran lavoro del direttore della fotografia Leonida Barboni e la qualità degli interpreti, perfettamente a loro agio nei ruoli.
Il sottile gioco al massacro che Damiani orchestra soffre di alcune lungaggini, in particolar modo nella fase centrale caratterizzata dalla presenza di Volontè, ma alla lunga cresce, inquieta e seduce. Almeno quanto la sensualissima Rosanna Schiaffino.
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costanza
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sabato 15 agosto 2009
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le streghe son tornate
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Pur non essendo un'appassionata del genere ho tovato il film interessante,come un'opera teatrale, per le amosfere che evoca, la tensione emotiva, il coinvolgimento nella curiosità del protagonista , l'attrazione suscitata dalla misteriosa figura femminile, nonostante una struttura narrativa non particolarmente originale. Con pochi mezzi tecnici ,una colonna sonora essenziale, la sola magia del bianco e nero ,si possono raggiungere buoni risultati ,grazie alla presenza di bravissimi attori e di un grande regista .
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