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steffa
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giovedì 6 luglio 2023
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messaggio notevole
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il film contiene un notevole messaggio di amore dove la metafisica può essere non meno reale dei confini esclusivamente fisici
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elgatoloco
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mercoledì 30 dicembre 2020
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opera clou anche come film
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Dal romanzzo "DIe unendliche Geschichte"di MIchael Ende, di fine anni 1970, questo film omonimo diretto da Wolfgang Petersen, con aggiunto il titolo inglese"THe NeverEndig Story"(1984, Wolgang Petersen, anche autore della sceneggiatura insieme con Hermann Weigel)realizzato in gran parte negli USA, con interpreti americani(Noah Hathaway, bravisismo come protagonista, tra gli altri)con varie modfiiche rispetto al testo letterario di partenza(né èpoteva essere altrimenti), con decise "svolte"spettacolari, ma Petersen non era ancora avviato verso le spericolate pellicole "very heroic"di pretta matrice"gringa", che peraltro realizza con perfezione assoluta, con una capacità tecnica encomiabile.
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Dal romanzzo "DIe unendliche Geschichte"di MIchael Ende, di fine anni 1970, questo film omonimo diretto da Wolfgang Petersen, con aggiunto il titolo inglese"THe NeverEndig Story"(1984, Wolgang Petersen, anche autore della sceneggiatura insieme con Hermann Weigel)realizzato in gran parte negli USA, con interpreti americani(Noah Hathaway, bravisismo come protagonista, tra gli altri)con varie modfiiche rispetto al testo letterario di partenza(né èpoteva essere altrimenti), con decise "svolte"spettacolari, ma Petersen non era ancora avviato verso le spericolate pellicole "very heroic"di pretta matrice"gringa", che peraltro realizza con perfezione assoluta, con una capacità tecnica encomiabile. Qui, al centro, c'è il regno di "Fantàsia"(dove l'accento non deve ingannare, ovviamente)nel senso di una decisa rivalutazione di quel serbatoio dell'immaginazione, forse non più al potere("L'imagination au pouvoir", slogan parigino e non solo, nel 1968 e poco dopp), ma da riscoprire, per un ragazzino fresco di lutto per la morte della mamma, decisamente opprresos dalla scuola e dai compiti di matematica, in particoalre... Non importa(e difatti Petersen non situa la vicenda)dove ciò si svolga, non importa neppure stabilire che cosa sia a muovere il tutto(oltre a quanto già detto qui), impiorta invece riscoprire il senso dei passi che svolge, nel senso dell'autoconsapevolezza(autocoscienza sa troppo di politico e di troppo adulto, invece), dove sono gli animali fantastici di"Fantàsia"ad aiutarlo, nonché la dolce e malata"imperatrice"del regno.impero fatato a guidarlo o meglio ad aiutarlo a riscoprire sé e le proprie potenzialità, capaci di togliere questa dimensione di sogno(dalla poiesis greca a Shakespeare e Calderon de La Barca al surrealismo e non solo c'è tutta una grande tradizione culturale a supportare ciò) facendola riscoprire magari non necessariamente in opposizone, ma almneno come completamento-integrazione rispetto a ciò che chiamiamo"realtà", magari dvinizzandola stoltamente. IN opposizione a ciò che è "doveroso", "obbligatorio", "Moralmente raccomandabile", da encomiare etc. questa straordinaria opportunità veniva offerta da un film e naturalmente da una noteovle operea letterraria che davano tale indicazione anche a chi non era ancora adulto, ma anche sopratuttto(non essendo un film"per bambini")a chi , adulto, ha bruciato dietro di sé e in sé tutte quelle potenzialità offerte da infanzia e adolescenza. El Gato
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pigi.zane
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lunedì 28 marzo 2016
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rammarico -
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Premetto che ho 87 anni. Il film che ho visto ieri sera mi è piaciuto moltissimo. Sono andato a letto cullandomi in una dolce malinconia. Durante la mia vita ho letto molto, ma il contesto storico nel quale ho vissuto la mia giovinezza ha offuscato i miei entusiasmi. Di questo mi RAMMARICO. Ora vivo nel ricordo del passato e questo mi permette di scrivere ed esprimere i miei pensieri della mia gioventù. Grazie per il piacere che mi avete dato. PiGi.
Piergiorgio Zane
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aristoteles
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sabato 20 febbraio 2016
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na na na na na na na na na
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Più si trenta anni fa venne realizzato questo fantasy per bambini e fa sempre la sua discreta figura.
La colonna sonora è pura mitologia,qualcuno ancora canticchia il ritornello.
La sceneggiatura non è straordinaria ma personaggi divertenti come Atreiu ed il "fortuna drago" ,il buon Bastian e l'inquietante NULLA rimangono impressi nella memoria.
Libri magici e grande semplicità risultano una ricetta appetitosa per grandi e piccini, molto più per quest'ultimi ovviamente.
La fiducia in se stessi è il fulcro della pellicola,una sorta di "non mollare mai" odierno.
Graficamente non è nulla di straordinario ma in compenso c'è molto "cuore".
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Più si trenta anni fa venne realizzato questo fantasy per bambini e fa sempre la sua discreta figura.
La colonna sonora è pura mitologia,qualcuno ancora canticchia il ritornello.
La sceneggiatura non è straordinaria ma personaggi divertenti come Atreiu ed il "fortuna drago" ,il buon Bastian e l'inquietante NULLA rimangono impressi nella memoria.
Libri magici e grande semplicità risultano una ricetta appetitosa per grandi e piccini, molto più per quest'ultimi ovviamente.
La fiducia in se stessi è il fulcro della pellicola,una sorta di "non mollare mai" odierno.
Graficamente non è nulla di straordinario ma in compenso c'è molto "cuore".
Va più che bene così, "FANTASIA"non morirà mai.
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ashtray_bliss
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sabato 9 gennaio 2016
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capolavoro fantasy intramontabile.
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Non importa quanti anni abbiamo; sono assolutamente certa che a tutti grandi e piccini, sia capitato di vedere, almeno una volta nella vita, questo intramontabile capolavoro di Petersen. Il film ormai ha parecchi anni sulle spalle ma come un buon vino tanto più invecchia quanto più prestigioso e godibile diventa, tanto da non stancarsi mai di rivederlo! Personalmente ho tantissimi bei ricordi della mia infanzia legati a questa pellicola, motivo per cui sono di parte e certamente molto legata a questa opera cinematografica.
La storia, poi, nella sua disarmante semplicità, è comunque in grado di catturarci (proprio come accade a Bastian) e catapultarci nella Neverending Story del libro a cui fa riferimento.
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Non importa quanti anni abbiamo; sono assolutamente certa che a tutti grandi e piccini, sia capitato di vedere, almeno una volta nella vita, questo intramontabile capolavoro di Petersen. Il film ormai ha parecchi anni sulle spalle ma come un buon vino tanto più invecchia quanto più prestigioso e godibile diventa, tanto da non stancarsi mai di rivederlo! Personalmente ho tantissimi bei ricordi della mia infanzia legati a questa pellicola, motivo per cui sono di parte e certamente molto legata a questa opera cinematografica.
La storia, poi, nella sua disarmante semplicità, è comunque in grado di catturarci (proprio come accade a Bastian) e catapultarci nella Neverending Story del libro a cui fa riferimento. Il messaggio del film è indubbiamente l'importanza della fantasia nella vita delle persone e specialmente nei bambini, che li aiuta a svillupare la creatività ma anche ad allontanarli dai problemi o dispiaceri della vita reale. In questo modo il piccolo protagonista Bastian, bambino riservato e timido che perde prematuramente la mamma, si rifugia sempre più spesso nel mondo della fantasia attraverso i libri, nonostante i rimproveri del padre che lo vorrebbe costantemente coi piedi per terra. Ma quando si ritroverà in una libreria (rifugiatosi per scappare ai bulli della scuola) non riuscirà a resistere alla tentazione di leggere un libro dal titolo emblematico 'La storia Infinita'. Grazie a questa svolta, protagonista e spettatori veniamo proiettati a Fantasia, un regno immaginifico abitato da bizzare quanto simpatiche creature, che però è minacciato da una forza oscura che lo sta lentamente distruggendo. Il compito di salvare Fantasia viene affidato a Atreyu, un ragazzino coraggioso e impavido, che con l'aiuto degli abitanti di Fantasia deve tentare di porre fine alla dissoluzione che incombe.
La pellicola è sicuramente un caposaldo del genere fantasy che non risente affatto degli anni che ha. Tuttora gli effetti speciali, i costumi, la fotografia sono aprezzabilissimi e ripettabilissimi, non fanno sentire la mancanza della -troppo spesso- abusata CGI dei nostri giorni, ma semmai ne esaltano il fascino nostalgico. Inoltre è la storia in sè, e il modo in cui è stata rappresentata, che riesce ad affascinare ed emozionare lo spettatore anche a distanza di anni dalla prima visione. Ad esempio: come non commuoverci nella scena dove Atreyu perde il suo amatissimo Artax? Come non simpatizzare il dolcissimo drago Falcor? Come non lasciarsi invadere dalla angoscia che a tratti permea la pellicola?
Il film, quindi, riesce caparbiamente a risultare ben oltre un semplice prodotto di intrattenimento: un solido prodotto, memorabile e indelebile, che ha fatto sognare migliaia di generazioni e che, a modo suo, è riuscito a ricucirsi un posto tra le pietre miliari del genere fantastico. Indubbiamente uno dei lavori più riusciti di Wolfgang Petersen anche grazie al supporto di una strepitosa colonna sonora.
Da vedere e rivedere.
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supremo2000
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martedì 21 ottobre 2014
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bello
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Visto con gli amici è bello sopratutto se si commenta ogni scena ridendo e scherzando ma all'intero ha una sua morale questo film ve lo consiglio
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luke_skywalker
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lunedì 13 gennaio 2014
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il regno di fantasia...e di tutti i fantasy!
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Essendo io un accanito fan di questo film,con tanto di profilo in facebook,Auryn,libro e blu-ray,posso dire che: questo non è solo un film fantasy...questo è un capolavoro che vanta un incasso record mondiale di oltre 100 milioni di $ nel 1984 (un po ignorato solo negli USA per il fatto di essere un film straniero e che i fantasy in quegli anni non andavano molto di moda ma poi rivalutato in futuro)!!!le musiche,la fotografia,gli attori,i dialoghi,gli effetti speciali,la recitazione,ecc. tutto curato nei minimi dettagli!!!alcuni lo criticano per non essere uguale al libro ma era impossibile farlo con i mezzi e i costi dell'epoca!!!nota negativa è il litigio tra Michael Ende e Wolfgang Petersen.
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Essendo io un accanito fan di questo film,con tanto di profilo in facebook,Auryn,libro e blu-ray,posso dire che: questo non è solo un film fantasy...questo è un capolavoro che vanta un incasso record mondiale di oltre 100 milioni di $ nel 1984 (un po ignorato solo negli USA per il fatto di essere un film straniero e che i fantasy in quegli anni non andavano molto di moda ma poi rivalutato in futuro)!!!le musiche,la fotografia,gli attori,i dialoghi,gli effetti speciali,la recitazione,ecc. tutto curato nei minimi dettagli!!!alcuni lo criticano per non essere uguale al libro ma era impossibile farlo con i mezzi e i costi dell'epoca!!!nota negativa è il litigio tra Michael Ende e Wolfgang Petersen...questo film richiedeva,come altri capolavori creati con l'appoggio degli autori, una forte cooperazione legame tra lo scrittore (cmq divenuto ancor pù noto e venduto ancor di più il suo romanzo grazie proprio al film) e il regista che invece è finita in una causa persa da Ende nell '85 e questo ha fatto si che,sfruttando il successo del film,si siano creati quei vergognosi "sequels" (che di sequel non hanno nulla) + serie tv + cartone animato,che sono per fortuna finiti tutti nel dimenticatoio e che hanno a dir poco insultato questo splendito originale!!!incrociamo le dita per il remake (2014?)!!!
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evildevin87
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mercoledì 20 novembre 2013
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un pezzo d'infanzia della mia generazione
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Un film indubbiamente ben fatto per l'epoca, con una bella storia molto riadattata rispetto al romanzo di Michael Ende per essere fruibile e comprensibile da parte di un pubblico di giovanissimi e con un'indimenticabile colonna sonora. Indubbiamente un caposaldo del genere fantasy-fiabesco, che ha fatto la mia infanzia essendo poi uno dei primi lungometraggi non a cartone animato che ho visto e che mi riguardo tutt'ora volentieri. Ma c'è da dire che, senza nulla togliergli, non regge assolutamente il confronto con il libro da cui è tratto, che è un capolavoro assoluto.
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viktor von doom
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giovedì 26 settembre 2013
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un classico del fantasy.
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la storia infinità è uno dei film fantasy anni 80 più rappresentativi in assoluto.figlio di un periodo d'oro per il genere è riuscito grazie alla sua qualità a ritagliarsi un posto d'onore nel cuore dei cultori.rivedendolo oggi ci si chiede come possa avere 30anni sul groppone.in film ha colori meravigliosi,ottimi trucchi ed effetti speciali tuttora apprezzabilissimi.il tutto immerso in scenografie evocative dove si muovono personaggi indimenticabili come il mordiroccja,il fortunadrago falcor e il lupo nero gmork.l'opera gode peraltro di una trama solida e di una sceneggiatura all'altezza.và detto che petersen avrebbe potuto raccogliere anche più frutti da quell'immenso e rigoglioso albero che era il romanzo di michael ende e che il film manca del giusto mordente in quello che è il comparto avventuroso e d'azione.
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la storia infinità è uno dei film fantasy anni 80 più rappresentativi in assoluto.figlio di un periodo d'oro per il genere è riuscito grazie alla sua qualità a ritagliarsi un posto d'onore nel cuore dei cultori.rivedendolo oggi ci si chiede come possa avere 30anni sul groppone.in film ha colori meravigliosi,ottimi trucchi ed effetti speciali tuttora apprezzabilissimi.il tutto immerso in scenografie evocative dove si muovono personaggi indimenticabili come il mordiroccja,il fortunadrago falcor e il lupo nero gmork.l'opera gode peraltro di una trama solida e di una sceneggiatura all'altezza.và detto che petersen avrebbe potuto raccogliere anche più frutti da quell'immenso e rigoglioso albero che era il romanzo di michael ende e che il film manca del giusto mordente in quello che è il comparto avventuroso e d'azione.non tutti apprezzeranno il ritmo poco frizzante dovuto alla ricerca di una rappresentazione che vuole essere drammatica anche a costo di rischiare di risultare noiosa.ma è anche innegabile la qualità che c'è alla base di questo progetto che conquista grandi e piccoli.un film che,come pochi altri .risveglia,in chi ha avuto la fortuna di vederlo da piccolo(magari al cinema),emozioni che come il mondo di fantasia sono sempre pronte a rinascere sulle note di un indimenticabile colonna sonora.
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gianfranco c. (roma)
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venerdì 6 settembre 2013
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un kolossal che poteva essere un capolavoro
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Chi, come me, nel 1984, data di uscita italiana del film in questione, aveva 15 anni o giù di li, non può non ricordare e giudicare positivamente "La storia infinita". Oltretutto, si trattava di una coproduzione tedesca-americana girata nella vicina Germania a Monaco di Baviera, corredata di effetti speciali degna di una produzione hollywoodiana. Che dire poi dell'enorme successo della canzone cantata da Limhal e prodtta dal nostro Giorgio Moroder? Ebbene, dopo tre decenni debbo scindere il moto nostalgico verso i prodotti degli anni 80, dalla qualità del film. Onestamente, anche all'epoca non ero completamente convinto di questo film malgrado fossi un quindicenne amante del fantasy e del cinema stile Spielberg: allora (come oggi) non avevo apprezzato il "Fortunadrago" troppo mega peluche, così come la scelta del giovane attore che interpreta Atreyu secondo me era sbagliata, poiché trasforma la creatura dalla pelle blu del libro, in una specie di nativo americano.
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Chi, come me, nel 1984, data di uscita italiana del film in questione, aveva 15 anni o giù di li, non può non ricordare e giudicare positivamente "La storia infinita". Oltretutto, si trattava di una coproduzione tedesca-americana girata nella vicina Germania a Monaco di Baviera, corredata di effetti speciali degna di una produzione hollywoodiana. Che dire poi dell'enorme successo della canzone cantata da Limhal e prodtta dal nostro Giorgio Moroder? Ebbene, dopo tre decenni debbo scindere il moto nostalgico verso i prodotti degli anni 80, dalla qualità del film. Onestamente, anche all'epoca non ero completamente convinto di questo film malgrado fossi un quindicenne amante del fantasy e del cinema stile Spielberg: allora (come oggi) non avevo apprezzato il "Fortunadrago" troppo mega peluche, così come la scelta del giovane attore che interpreta Atreyu secondo me era sbagliata, poiché trasforma la creatura dalla pelle blu del libro, in una specie di nativo americano. Altresì, il finale è troppo frettoloso. Sotto questo ed altri aspetti, l'autore del libro aveva ragione a lamentarsi (meno a piantare una lite giudiziaria che ovviamente perse, avendo ceduto i diritti senza particolari condizioni). Sotto l'egida della nostalgia, La Storia Infinita è una pietra miliare di quegli anni; sotto il profilo puramente tecnico, poteva essere qualcosa di più di un kolossal di successo, per essere un capolavoro.
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