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samanta
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lunedì 26 gennaio 2026
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una madre sfortunata
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Il film del 1945, appartiene al genere noir ma è anche un giallo/thriller, fortemente drammatico. La regia è di Michael Curtiz, veterano di Hollywood, direttore versatile e capace di origine ungherese, arrivò ad Hollywood proseguendo la carriera che dopo 34 anni terminò nel 1962, al suo attivo numerosi film alcuni dei quali passati alla storia del cinema: La leggenda di Robin Hood, Casablanca, Bianco Natale.
All'inizio si vede un uomo elegante in smoking in una villa sul mare che vienene ucciso a rivoltellate ma non è ripreso l'assasino, poi è ripresa una donna (Mildred interpetata da Joan Crawford che prese l'Oscar) che cerca di suicidarsi gettandosi nell'acqua, ma viene dissuasa da un poliziotto, per strada incontra un vecchio amico Wally Fay (Jack Carson) e lo invita nella casa dell'omicidio, Wally sperando in un incontro galante la segue, ma Mildred con una scusa va in bagno e fugge.
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Il film del 1945, appartiene al genere noir ma è anche un giallo/thriller, fortemente drammatico. La regia è di Michael Curtiz, veterano di Hollywood, direttore versatile e capace di origine ungherese, arrivò ad Hollywood proseguendo la carriera che dopo 34 anni terminò nel 1962, al suo attivo numerosi film alcuni dei quali passati alla storia del cinema: La leggenda di Robin Hood, Casablanca, Bianco Natale.
All'inizio si vede un uomo elegante in smoking in una villa sul mare che vienene ucciso a rivoltellate ma non è ripreso l'assasino, poi è ripresa una donna (Mildred interpetata da Joan Crawford che prese l'Oscar) che cerca di suicidarsi gettandosi nell'acqua, ma viene dissuasa da un poliziotto, per strada incontra un vecchio amico Wally Fay (Jack Carson) e lo invita nella casa dell'omicidio, Wally sperando in un incontro galante la segue, ma Mildred con una scusa va in bagno e fugge. Wally scopre il cadavere, riesce a uscire dalla casa dopo avere chiamato la polizia. Mildred viene fermata dagli agenti in quanto il morto è Monty Beragon suo marito (Zachary Scott), la donna vede sfilare vari testimoni, poi viene interrogata dall'ispettore Peterson (Moroni Ollsen) che la congeda perché il caso è chiuso, in quanto il suo primo marito Albert (Bruce Bennet) ha confessato l'omicidio, Mildred lo ritiene innocente e in un lungo flashback racconta la sua storia.
Mildred è una casalinga con 2 figlie Veda (Ann Blith di 16 anni) e Kay (8 anni), il marito Albert uomo debole la rimprovera perché vizia Veda, ma perde il lavoro e Mildred per fare entrare qualche soldo lavora di notte per cucinare torte e venderle, il marito che ha un'amante la pianta e va a vivere con l'amante. Mildred trova un lavoro di cameriera in un ristorante (Veda si vergogna di lei e la prende in giro), in pochi mesi per la sua bravura diventa aiutante della padrona Ida (Eve Arden), diventate amiche decidono di aprire un nuovo grande ristorante che ha successo, Mildred si rivela brava imprenditrice e apre 5 ristoranti. Se va bene l'attività commerciale la vita privata va male: Kay muore per una polmonite presa in gita quando era con il padre e la sua compagna; Veda cresciuta viziata, prepotente e bugiarda, si vergogna della madre che non è all'altezza della società "in"; Mildred sposa uno spasimante Beragon di famiglia aristocratica, che ha un enome patrimonio immobiliare gravato però da ipoteche e debiti con il fisco che ha dovuto vendere riducendosi in bolletta. Mildred ha fatto spese folli per accontentare Veda ha comprato un palazzo lussuoso, spende per la figlia che amoreggia con un ragazzo di una famiglia importante , ma la madre del giovane si oppone non ritenendola all'altezza del figlio, Veda per ricattarla mente affermando di essere incinta, la madre la liquida dandole una somma enorme. Quando Mildred scopre la vicenda inorridita la caccia di casa, ma interviene Beragon e la madre perdona Veda che ritorna a casa, con il patrigno frequenta la società, ma un giorno Mildred scopre la figlia in intimità con il marito, Veda afferma di amarlo e che lui chiederà il divorzio per sposarla, Mildred scappa via. Berangon però le dice che non vuole divorziare e che ricucirà il rapporto con Mildred, Vega prende una pistola e lo uccide. Mildred ritorna e scopre l'omicidio cercando di coprirla la figlia. Il film termina così con Veda arrestata e i genitori che decidono di non proteggere più Veda.
E' un film fortemente drammatico, di notevole qualità non solo artistica ma anche tecnica, Curtiz per le modalità dell'utilizzo del contrasto tra bianco e nero, sembra avere subito l'influenza di Lang che proprio in quegli anni aveva raggiunto il successo ad Hollywood, la fotografia mette in risalto il nero che poi si amalgama nel bianco, utilizzando al meglio ombra e luce, non per nulla ebbe la nomination all'Oscar (oltre che per la scenggiatura e per Eve Arden e Ann Blith come migliori attrici n.p.). La sceneggiatura è sciolta e avvincente, i dialoghi sono vivaci, intelligenti e penetranti, la suspense riguardante il vero autore del delitto dura fino all'ultimo, il ritmo non è affatto lento come affermato da alcuni critici, la vicenda scorre scioltamente senza particolari pause.Curtiz ha saputo abilmente fondere il drammatico con il giallo noir, realizzando un ottimo racconto coinvolgente che si avvale, tra l'altro, della bella colonna sonora di Max Steiner.
Il cast è ottimo, emerge prepotentemente la personalità di Joan Crawford che riempe la scena, interpretando a tutto tondo una donna dalle molte sfaccettature: sentimentale, diventa accorta e forte, dopo la delusione matrimoniale da casalinga si afferma abile imprenditrice, ma non è uno "squalo" la sua onestà la tradisce così come l'amore per le figlie. Tra i vari attori tutti bravi emergono un caratterista come Jack Carson (Viale Flamingo) e soprattutto Ann Blith che interpreta magnificamente una figlia ingrata, viziata e viziosa, affetta da un narcisimo violento e manipolatrice subdola.
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il befe
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giovedì 5 febbraio 2015
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capolavoro
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iuriv
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domenica 26 ottobre 2014
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viva la veda
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Atmosfere noir per questo lavoro, che vede dipanarsi la torbida vicenda di Mildred Pierce nel corso degli ultimi quattro anni, fino al delitto del secondo marito Monte Beragon, rampollo di una famiglia nobile decaduta.
Lo scopo principale della storia pare quello di risolvere il giallo che sta alla base della scena di apertura, utilizzando l'interrogatorio della protagonista alla stazione di polizia per costruire tutta la narrazione. Idea che funziona, anche se proprio l'intreccio noir mi ha convinto poco a causa di alcune incongruenze che non ho potuto fare a meno di notare, ma anche per colpa di una soluzione che risulta piuttosto ovvia prima della metà del film.
Poco importa, comunque, perché il vero motore della vicenda è rappresentato dal rapporto che intercorre tra i vari personaggi.
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Atmosfere noir per questo lavoro, che vede dipanarsi la torbida vicenda di Mildred Pierce nel corso degli ultimi quattro anni, fino al delitto del secondo marito Monte Beragon, rampollo di una famiglia nobile decaduta.
Lo scopo principale della storia pare quello di risolvere il giallo che sta alla base della scena di apertura, utilizzando l'interrogatorio della protagonista alla stazione di polizia per costruire tutta la narrazione. Idea che funziona, anche se proprio l'intreccio noir mi ha convinto poco a causa di alcune incongruenze che non ho potuto fare a meno di notare, ma anche per colpa di una soluzione che risulta piuttosto ovvia prima della metà del film.
Poco importa, comunque, perché il vero motore della vicenda è rappresentato dal rapporto che intercorre tra i vari personaggi. In particolare l'amore succube che Mildred prova per Veda, figlia primogenita anaffettiva e avida, sempre alla ricerca di vizi che la madre non se la sente di farle mancare. Trasmettere questo tipo di intreccio in modo così diretto è una scelta che raramente ho visto fare e che si dimostra vincente, donando spessore e tridimensionalità a tutta la storia e consentendo di sorvolare sui tempi della narrazione, a volte troppo rapidi, ma che comunque non vanno mai a intaccare il nocciolo della questione.
Si perché l'aspetto noir, esaltato più dalla messa in scena che dalla sceneggiatura, forse grazie al posizionamento delle luci che consentono alle ombre di arrivare sempre prima degli attori, sembra più che altro un pretesto per girare un dramma famigliare intenso e ricco di personaggi sopraffini.
Ogni carattere presente in scena è premiato da una scrittura eccelsa e da una recitazione sempre di altissimo livello e queste doti permettono al film di mantere sempre alta l'attenzione dello spettatore e attirandolo a se come le calamite col ferro.
Ogni personaggio sembra avere due lati ben distinti del proprio carattere. Tutti tranne Mildred, che, ossessionata dalla figlia, sembra che faccia girare la propria vita su di lei.
L'aspetto a volte cupo della messa in scena dona parecchio a questa storia in cui ogni conquista sociale ed economica chiede un costo in termini di felicità non indifferente e in cui ognuno dei protagonisti si lega a Mildred cercando in lei qualcosa che non è in grado di restituirgli, perché ha occhi solo per Veda. Il risultato è un racconto crudele con tutti coloro che ne fanno parte, senza nessuna pietà o redenzione.
Un film bellissimo, guastato appena da una colonna sonora orchestrale che non sempre sottolinea a dovere i passaggi più intensi della vicenda. Ma questo è un problema di età, in quanto, al giorno d'oggi, abbiamo probabilmente perso l'abitudine a sentire questo modo di fare musica all'interno delle pellicole. Del resto questo è un lavoro che dimostra i suoi anni in tante cose.
Ciò non toglie che il succo dell'opera sia assolutamente attuale e che sia una visione consigliatissima.
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ralphscott
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mercoledì 15 maggio 2013
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joan mai così vittima
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Occasione per godersi la diva Crawford (doppiata dalla inconfondibile T.Lattanzi) in una recitazione di spessore,per vederla in un ruolo da lei poco frequentato:una donna americana come tante,alle prese con problemi di cuore,certo,ma anche coi conti che non tornano,la casa,i figli,il/i marito/i. Ella non perde in magnetismo,bella,nel pieno della sua maturità (prossima ai quaranta),anche se vestita secondo i dettami di una certa moda anni '40,appesantita da terribili abiti e giacche dalle spalline enormi che nemmeno un giocatore di rugby... E lei,di polpaccio grosso,un po' paga dazio. Da segnalare il personaggio della figlia più grande,figura di rara sgradevolezza,cinica,anaffettiva,arrivista.
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Occasione per godersi la diva Crawford (doppiata dalla inconfondibile T.Lattanzi) in una recitazione di spessore,per vederla in un ruolo da lei poco frequentato:una donna americana come tante,alle prese con problemi di cuore,certo,ma anche coi conti che non tornano,la casa,i figli,il/i marito/i. Ella non perde in magnetismo,bella,nel pieno della sua maturità (prossima ai quaranta),anche se vestita secondo i dettami di una certa moda anni '40,appesantita da terribili abiti e giacche dalle spalline enormi che nemmeno un giocatore di rugby... E lei,di polpaccio grosso,un po' paga dazio. Da segnalare il personaggio della figlia più grande,figura di rara sgradevolezza,cinica,anaffettiva,arrivista. Talmente negativo che ci si stupisce come la madre la sopporti così a lungo. A dire il vero é un film che offre ruoli molto calcati:anche l'eterno spasimante non corrisposto appare ottimista ed insistente oltre misura,per non parlare del secondo marito,un concentrato di ambiguità. Nonostante qualche forzatura,la sceneggiatura é godibile e le atmosfere calzano bene con le esigenze del genere,un tipico noir. Raffinata metafora la scena finale:Mildred,terminata la confessione,esce dalla deposizione allontanandosi con il primo marito (nel rispetto della giusta morale torna al suo dovere di donna,lasciandosi gli errori,per quanto gravi, alle spalle),mentre due figure femminili sono chine a lavare il pavimento.
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giowi
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martedì 21 febbraio 2012
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una vera diva....
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Nel vedere questa donna manager e le sue difficoltà nella vita post recessione viene proprio in mente il personaggio Joan Crawford .... Non avrebbero potuto scegliere meglio... Il film è un misto tra noir e melodramma ed è sapientemente coordinato da un'ottima regia e una discreta sceneggiatura.... Forse non sarà un capolavoro, ad eccezione della recitazione di Joan Crawford, ma merita di essere annoverato tra i must-see. Consigliatissimo.
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davide
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sabato 4 febbraio 2006
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vida
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quante vida ci sono ancora oggi? Forse più di allora. Crawford splendida.
[+] joan crawford
(di marco)
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kim
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sabato 22 novembre 2003
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..... cult .....
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un classico film anni '40, drammatico, a tinte un po' troppo fosche che solo la perfezione degli attori (la consueta magia hollywoodiana dell'epoca) riesce a far perdonare. La Crawford faceva veramente parte della "stirpe reale " di Hollywood!
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