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nanobrontolo
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sabato 30 novembre 2024
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mamma che ridere!!!
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Bud Spencer & Terence Hill: patrimonio dell'umanità!
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luca g
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giovedì 19 settembre 2024
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shame on you clucher
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la cosa più bella la scrive una recensione qui sotto 'un western che rinnega il western',
fu proprio così; il 23 dicembre del 70 quando lo vidi all'Arcobaleno di Bologna rimasi entusiasta, tornai a casa in preda all'esaltazione;
Zingarelli padre e la figliuola Sandra cercarono di proporlo ai distributori come film di natale ma non lo voleva nessuno, hill e spencer erano considerati due ferrivecchi, da western antiquato, oramai gli spaghetti erano scotti, i nuovi western li programmavano in prima visione nelle seconde visioni,
fu distribuito a natale solo in E.R., io lo vidi prima a Bologna poi all'Apollo di Ferrara, dove costrinsi mio padre a portarmi il giorno di natale di santo stefano e poi altre volte sino a marzo quando finalmente fu smontato;
provavo un'emozione a sentire la musica di micalizzi 'you may think he's a sleepy tipe guy always taking his time', i colori affettati, le battutine un pò sceme 'fratelli è il cielo che vi manda''no passavamo di qui per caso' ehh ma allora vuol dire proprio fare un film cretino, .
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la cosa più bella la scrive una recensione qui sotto 'un western che rinnega il western',
fu proprio così; il 23 dicembre del 70 quando lo vidi all'Arcobaleno di Bologna rimasi entusiasta, tornai a casa in preda all'esaltazione;
Zingarelli padre e la figliuola Sandra cercarono di proporlo ai distributori come film di natale ma non lo voleva nessuno, hill e spencer erano considerati due ferrivecchi, da western antiquato, oramai gli spaghetti erano scotti, i nuovi western li programmavano in prima visione nelle seconde visioni,
fu distribuito a natale solo in E.R., io lo vidi prima a Bologna poi all'Apollo di Ferrara, dove costrinsi mio padre a portarmi il giorno di natale di santo stefano e poi altre volte sino a marzo quando finalmente fu smontato;
provavo un'emozione a sentire la musica di micalizzi 'you may think he's a sleepy tipe guy always taking his time', i colori affettati, le battutine un pò sceme 'fratelli è il cielo che vi manda''no passavamo di qui per caso' ehh ma allora vuol dire proprio fare un film cretino, ...'who told him we are brothers?' 'not meee';
nel saloon 'maggiore state alla larga dai mormoni, voi e i vostri rubagalline' 'cosa avete detto?' 'rubagalline' e alza il cane del whinchester 'ahhh';
'ho detto state alla larga se no...''se no cosa?' e giù il classico cazzottone di bud sulla testa; e così nel campo dei mormoni 'mmm questo non l'ho mai picchiato prima',
è chiaro che questa è una totale ma neanche parodia ma una vera presa ...
non si può eagerare così nello scherno, il dileggio è spinto a livelli fantascientifici, poteva far presa su un bimbo come me ma una persona un pò un pò evoluta un film come questo lo doveva ignorare;
Corbucci osservò noi prendevamo 'in giro' ma non disse così, gli americani e Barboni prese per ...Sergio Leone;
Barboni padre prima e Barboni filglio poi il cinema lo conoscevano, qui di rimandi ce ne sono ma bisognava rappresentare la storia le situazioni almeno con un pò d'intelligenza, di serietà ... ma il pubblico non l'avrebbe apprezzata, in Italia l'apprezza qualcuno la serietà se abbiamo avuto uno che a un summit con i presidenti dei maggiori paesi mondiali faceva le corna? e gl'hanno fatto i funerali di Stato;
oggi ch'è passata una vita ripenso a quegli anni, a questo film, e penso che se fossi stato mio padre quell'anno mi avrei portato a vedere un altro film, ma non ricordo più che film c'erano,
sì fu un film memorabile, clucher ebbe una bella idea i cazzottoni al posto delle sparatorie,
distrusse il western.
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luca g
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mercoledì 18 settembre 2024
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da cinema parrocchiale
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uno dei film più stupidi di tutta la storia del cinema
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steelkeeper
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giovedì 17 ottobre 2019
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critiche negative senza senso, filma stupendo!
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mi sono iscritto a mymovies solo per dare il mio contributo a questo "piccolo" orgoglio italiano datato 1970 e chiedere all'autore della recensione dal titolo "il western che rinnega il western" da dove ha abbia tirato fuori quella sua insopportabile e presuntuosa malevolenza gratuita nei confronti di questo bellissimo film.
Una recensione spietata e totalmente soggettiva incapace di riportare veri e sensati confronti in quanto non è in grado di capire su quale piano esaminare il film: la stesura di questo testo pare un fallimentare stratagemma per innalzarsi a critico cinematografico, colto ed erudito che tutto può, anche assegnare 2 stelle ad un film che in replica 18 anni anni dopo è riuscito a tenere incollati alla TV 12 milioni di telespettatori.
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mi sono iscritto a mymovies solo per dare il mio contributo a questo "piccolo" orgoglio italiano datato 1970 e chiedere all'autore della recensione dal titolo "il western che rinnega il western" da dove ha abbia tirato fuori quella sua insopportabile e presuntuosa malevolenza gratuita nei confronti di questo bellissimo film.
Una recensione spietata e totalmente soggettiva incapace di riportare veri e sensati confronti in quanto non è in grado di capire su quale piano esaminare il film: la stesura di questo testo pare un fallimentare stratagemma per innalzarsi a critico cinematografico, colto ed erudito che tutto può, anche assegnare 2 stelle ad un film che in replica 18 anni anni dopo è riuscito a tenere incollati alla TV 12 milioni di telespettatori. Vado ad aggiungermi a quel 93% che non è d'accordo.
In una sola opera che ha superato le più rosee aspettative dell'epoca, e ricordando che il progetto in quanto innovativo era un rischio per i produttori, è riuscito a creare delle icone storiche invidiate in tutto il mondo. La consacrazione di un duo divertente e mai volgare, una colonna sonora entrata ormai nel DNA e citata anche da Tarantino, scene mitiche ricordate da più di una generazione, di quelle che ti fanno sentire orgoglioso di essere italiano e con un po' di "arroganza" ti portano a dire, "però, una volta anche noi facevamo dei bei film!".
Sfrontato e irrispettoso nei confronti dei precedenti film western? Forse, anche se non credo proprio fosse quella l'intenzione... contando che il genere era già saturo e sulla via del declino, mentre con questa trovata sono riusciti a balzare in vetta alle classifiche degli incassi, pur non essendo loro stessi totalmente consapevoli di costa stavano generando...
Si potrebbe paragonare "lo chiamavano Trinità" alla musica grunge, ovvero quel genere che pose fine all'era "hair metal" anni 80... il nostalgico non può che avere una visione negativa, il vero critico e amante della musica a 360° comprende che entrambe i generi possono coesistere davanti alle sue orecchie ed essere goduti ed apprezzati assieme.
Lo stesso è per questo film: se ti ha colpito non è che automaticamente vai a tradire l'apprezzamento per "la trologia del dollaro"...
N.T.
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shingo tamai
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giovedì 17 novembre 2016
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lo chiamavano grande cinema
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Ovviamente non sono qui a commentare un magnifico Western in stile Sergio Leone,ci mancherebbe altro,ma nella mia memoria è una di quei film che non posso non rivedere quando ne ho occasione.
Il mitico Spencer ed Hill hanno fatto commedie a centinaia e scazzottate a palate in tanti altri contesti ed avventure,ma questa rimane indubbiamente nei nostri cuori.
La sceneggiatura è di una semplicità incantevole,la famigliola di "Bambino" è troppo sui generis e la colonna sonora è ancora d'attualità.
Il successo è assicurato dalla splendida performance di una delle coppie che rimarrà sempre nella nostra memoria,di una simpatia e di una genuinità incredibili e non riscontrabili ,purtroppo, nei tempi odierni.
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Ovviamente non sono qui a commentare un magnifico Western in stile Sergio Leone,ci mancherebbe altro,ma nella mia memoria è una di quei film che non posso non rivedere quando ne ho occasione.
Il mitico Spencer ed Hill hanno fatto commedie a centinaia e scazzottate a palate in tanti altri contesti ed avventure,ma questa rimane indubbiamente nei nostri cuori.
La sceneggiatura è di una semplicità incantevole,la famigliola di "Bambino" è troppo sui generis e la colonna sonora è ancora d'attualità.
Il successo è assicurato dalla splendida performance di una delle coppie che rimarrà sempre nella nostra memoria,di una simpatia e di una genuinità incredibili e non riscontrabili ,purtroppo, nei tempi odierni.
Spero veramente che anche le nuove generazioni diano uno sguardo a queste opere senza molti effetti speciali e a questi fantastici attori che ci ricordano il sapore della strada di un tempo,di una bontà ed un altruismo fuori dal comune.
Un piatto di fagioli,due pugni ai cattivoni,un tiro disarmante di pistola e poi via verso nuove e mirabolanti avventure.
Bud e Terence sempre nel cuore.
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onufrio
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venerdì 21 ottobre 2016
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un cult da vedere e rivedere
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Uno dei migliori film della coppia Spencer-Hill, che in questo western vestono i panni di due fratelli non proprio santarellini, anzi tutt'altro, Terence Hill veste i panni del temibile Trinità, la mano destra del diavolo, mentre il fratello col nomignolo "Bambino" si ritrova per puro caso sceriffo di un piccolo villaggio dove un Maggiore vuole impadronirsi delle verdi terre di una comunità pacifica di mormoni. Lo "sceriffo" Bud Spencer vorrebbe stare alla larga dai guai, e mantenere il tutto sotto controllo, ma l'arrivo del fratello innesca una serie di eventi che i due protagonisti risolveranno, come sempre, a loro modo.
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fabio57
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martedì 11 agosto 2015
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simpaticissimo
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Simpaticissimo film che lanciò la coppia comica Bud Spencer e Trence Hill.Rivisitazione in chiave comica dello spaghetti western che spopolava in quel periodo.Gli attori sono perfettamente tagliati per quei ruoli e la commistione humor scazzottate innocue, è perfetta per confezionare il capostipite di un genere fortunatissimo che accompagnerà i suoi estimatori per i successivi trent'anni.
Molto divertente
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aristoteles
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mercoledì 22 luglio 2015
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bud e terence nel vecchio west
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Il piu' bel film del duo Spencer -Hill,una delle "coppie" del cinema piu' amate di sempre per la loro incredibile simpatia.Dietro la maschera di due furfanti ,abilissimi con la pistola ,si nascondono in realta' due "bonaccioni" semplici pronti a sostenere i piu' deboli. La fotografia e le ambientazioni sono eccellenti. Le musiche si "fischiettano" ancora oggi. Un film bello e pieno di azione che non risulta affatto inferiore ai western piu' "seri". Bellissimo e da vedere. Il sequel invece delude e non poco.
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great steven
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martedì 30 dicembre 2014
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la 1° impresa sullo schermo di trinità e bambino!
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LO CHIAMAVANO TRINITà (IT, 1970) diretto da ENZO BARBONI CLUCHER. Interpretato da TERENCE HILL, BUD SPENCER, FARLEY GRANGER, STEFFEN ZACHARIAS, DAN STURKIE, REMO CAPITANI, GISELA HAHN, ELENA PEDEMONTE, ALFIO CALTABIANO, DOMINIC BARTO, RICCARDO PIZZUTI, EZIO MARANO, LUCIANO ROSSI, UGO SASSO
Siamo nel Far West: Trinità, pistolero indolente e smilzo ma abilissimo tanto coi cazzotti quanto con la rivoltella, raggiunge il fratello Bambino in un paese poco lontano da una verdeggiante vallata. In questo luogo, Bambino esercita la professione di sceriffo come copertura per il suo vero mestiere, ossia il razziatore di cavalli (anche se, come gli fa notare Trinità, non è molto in gamba): sta infatti attendendo l’arrivo dei due complici Faina e Timido per tentare un colpo sensazionale, ovvero razziare la mandria del maggiore Harriman, un ricco proprietario terriero che è in lotta con la comunità locale mormonica, in quanto vuole far sgombrare dalla valle i legittimi residenti per farvi pascolare la sua mandria.
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LO CHIAMAVANO TRINITà (IT, 1970) diretto da ENZO BARBONI CLUCHER. Interpretato da TERENCE HILL, BUD SPENCER, FARLEY GRANGER, STEFFEN ZACHARIAS, DAN STURKIE, REMO CAPITANI, GISELA HAHN, ELENA PEDEMONTE, ALFIO CALTABIANO, DOMINIC BARTO, RICCARDO PIZZUTI, EZIO MARANO, LUCIANO ROSSI, UGO SASSO
Siamo nel Far West: Trinità, pistolero indolente e smilzo ma abilissimo tanto coi cazzotti quanto con la rivoltella, raggiunge il fratello Bambino in un paese poco lontano da una verdeggiante vallata. In questo luogo, Bambino esercita la professione di sceriffo come copertura per il suo vero mestiere, ossia il razziatore di cavalli (anche se, come gli fa notare Trinità, non è molto in gamba): sta infatti attendendo l’arrivo dei due complici Faina e Timido per tentare un colpo sensazionale, ovvero razziare la mandria del maggiore Harriman, un ricco proprietario terriero che è in lotta con la comunità locale mormonica, in quanto vuole far sgombrare dalla valle i legittimi residenti per farvi pascolare la sua mandria. Bambino, pur di allontanare l’indesiderato Trinità e mantenere sulla mandria del maggiore una prospettiva di successo, accetta il fratello come aiuto sceriffo, ma da quando Trinità si innamora di due giovani ragazze della comunità dei mormoni e interviene in un dissidio, l’ira di Harriman ricade su entrambi i fratelli, i quali diventano i suoi nuovi nemici giurati. Neanche con l’assoldamento di due sicari professionisti, il signorotto riesce a sbarazzarsi dei suoi rivali, così si allea col rozzo bandito messicano Mezcal allo scopo di combattere sia i mormoni che la coppia di fratelli venuta a portare scompiglio. Bambino, burbero ma in fondo allergico ai prepotenti, deciderà infine di appoggiare Trinità nella battaglia contro Harriman, insegnando ai pacifici mormoni (capeggiati dall’anziano, pacato e saggio Tobia) come difendersi. Un’epica scazzottata in cui saranno coinvolti pii lavoratori, delinquenti in fuga, mascalzoni col sombrero e sgherri armati fino ai denti si risolverà a favore dei giusti, e i mormoni potranno continuare a risiedere nella vallata. Si tratta del primo esempio di “fagioli-western”, una sorta di spaghetti-western mescolato coi dettami della commedia all’italiana in cui le celebri pistolettate sono sostituite dalle colluttazioni spassose e divertenti che assursero a marchio di fabbrica inconfondibile per la coppia Girotti/Pedersoli, qui alla sua prima esperienza in un paio di ruoli che saranno poi ripetuti con poche e trascurabili modifiche nei capitoli successivi del loro percorso cinematografico: Terence è agile, atletico, scherzoso, burlone e ha un debole per le donne, mentre Bud è forte, testardo, manesco, irascibile e sa sbrigare le faccende alla svelta. Una lode di merito va anche ai loro eccezionali doppiatori (purtroppo entrambi scomparsi): la voce calda e profonda di Pino Locchi per Hill e la voce maschile e decisa di Glauco Onorato per Bud. Un cast molto nutrito, potentemente motivato e affiatato: F. Granger (divenuto famoso negli anni 1950 grazie a film come L’altro uomo – Delitto per delitto di Hitchcock e Senso di Visconti) è perfetto nella parte dell’antagonista di turno, amante sfegatato dei cavalli e non dotato di grande spirito, ma certamente arguto e tagliente nelle sue battute minacciose e quasi impressionanti; S. Zacharias fa il collaboratore scaltro e sarcastico dello sceriffo prendendosi in giro e sfoggiando una dose genuina di autoironia; D. Sturkie fa il capo della piccola società mormonica col piglio di un profeta tranquillo, probo e confidante nella speranza che il Signore non abbandoni mai chi lo prega e lo ama; G. Hahn ed E. Pedemonte sono due presenze carine e distinte, mentre R. Capitani è uno sguaiato, tirannico e maleducato predone del deserto, che comanda un gruppo di tagliagole ancora meno raccomandabile di lui stesso. Le ultime due interpretazioni da ricordare in questo cult del western italiano mischiato all’omonimo genere comico sono quelle di E. Marano e L. Rossi, il primo arcigno e l’altro riservato, i due compagni di razzie di Bambino, che lo seguiranno nel finale, in cui compare anche l’autentico sceriffo, spodestato e azzoppato dal fratello di Trinità. Pochi effetti speciali (quanti ne bastavano), una fotografia a colori molto apprezzabile, un montaggio veloce e coerente e soprattutto una sceneggiatura che abbraccia a gomiti larghi la regia (Clucher non si smentisce né come direttore né come operatore alla macchina, suo primo ruolo da quando approdò al cinema) creando un tutt’uno memorabile, soddisfacente e catalizzatore di emozioni sane e risate benaccette. Clucher sarà poi il regista preferito di Hill & Spencer, quello che senza ombra di dubbio ha diretto la maggior parte delle pellicole in cui l’irriducibile duo campione di incassi negli anni 1970 ha piroettato sprizzando fuochi d’artificio a base di violenza svelenita alla radice, buoni sentimenti, buffoneria speciale e avventura abilmente intrisa di comicità spiccia e carezzevole. Ottima anche la colonna sonora, la cui canzone che fa da motivo portante è divenuta in seguito famosissima e riproposta, fra l’altro, in un western moderno molto ben recensito e ben girato: il Django Unchained di Quentin Tarantino. Quando certi film citano i loro illustri predecessori, è sempre un omaggio gradito e commovente!
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g_andrini
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domenica 6 luglio 2014
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già visto, ma...
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...è bello rivedere film visti da giovane, con un occhio più attento e maturo. Non sarà un capolavoro, ma è fatto bene. Eccellente la fotografia, con splendidi paesaggi.
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