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giulia
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domenica 22 febbraio 2026
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esercizio di memoria
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Ottimo film, molto curato, attori favolosi. Da vedere.
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raffiraffi
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sabato 21 febbraio 2026
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ma la lingua russa dov''
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L'accento britannico di Vladimir Putin e quello americano di Vadim Baranov alterano ogni cosa. Prima di tutto la realtà. Davvero non esistono attori russi che avrebbero restituito il senso che la loro lingua può veicolare a qualsiasi pubblico? Un caso sul quale riflettere vista l'imposizione di forza della lingua inglese.
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gilda arena
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martedì 17 febbraio 2026
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ottimo film, la storia del potere
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Ottimo film. Ottimo sceneggiatura, ottimi dialoghi, un film con un ritmo marcato e ben orchestrato che non fa sentire la durata! Impossibile non rendersi conto di quanto siano eccellenti gli attori, trama intrecciata in modo perfetto, come si conviene a film di qualità tratti da libri di qualità.
Sembra una storia inventata...un romanzo di avventura...invece è cronaca .in un certo senso è storia..è anche costume e ricerca sociologica..
È trasposizione di fatti veri! Fatti complessi da riassumere nel tempo di un film, ma riusciti. L'ascesa della dittatura populista di Putin in una Russia che non sa essere libera, che rinnega Gorbaciov xchè non capisce cosa è la democrazia! Che rinnega la Cultura che senza dubbio il Comunismo aveva protetto e coltivato o alimentato, in base alle derive politiche delle varie fasi.
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Ottimo film. Ottimo sceneggiatura, ottimi dialoghi, un film con un ritmo marcato e ben orchestrato che non fa sentire la durata! Impossibile non rendersi conto di quanto siano eccellenti gli attori, trama intrecciata in modo perfetto, come si conviene a film di qualità tratti da libri di qualità.
Sembra una storia inventata...un romanzo di avventura...invece è cronaca .in un certo senso è storia..è anche costume e ricerca sociologica..
È trasposizione di fatti veri! Fatti complessi da riassumere nel tempo di un film, ma riusciti. L'ascesa della dittatura populista di Putin in una Russia che non sa essere libera, che rinnega Gorbaciov xchè non capisce cosa è la democrazia! Che rinnega la Cultura che senza dubbio il Comunismo aveva protetto e coltivato o alimentato, in base alle derive politiche delle varie fasi.
Un popolo fragile che sempre dominato non riesce ad immaginarsi libero!
Un vuoto che lascia spazio a delinquenti di ogni tipo, spregiudicati e pronti a colmare il vuoto di potere, dopo il comunismo. Il fallimento della Perestrojka.
Un oligarchia che mette il potere addirittura davanti ai soldi ( difficile da capire per un europeo) , che si nutre di ricatti e tradimenti, che non accetta nessuna opinione appena sussurrata che distolga il pensiero dall'obiettivo del capo...
La distruzione di ogni valore umanistico...
Il modello Stalin...come è presentato nell'altro ottimo film del momento, ora in sala, I due procutori, vanno visti di seguito. L'uno spiega l'altro.
Entrambi spiegano che il potere non è per le anime pure! E che il potere è il lietmotiv di tante relazioni umane, di tutte le dittature, della negazione delle individualità, fosse anche per un ideale nobile..
Nella Russia di Putin, c' è solo pancia, nessun ideale, neanche accennato, l'arte consola le anime gentili, ma non sopravvive, sovrastata dal cinismo che alimenta il potere. Il potere nero , quello che non lascia scampo.
L'eliminazione fisica mafiosa di qualunque eventuale anche debole idea non conforme!
Si esce dal cinema, gridando viva la Democrazia ( imperfettissma, ma vitale e plurale)
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alex2044
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lunedì 16 febbraio 2026
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forse la russia ? proprio cos? !
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Sono entrato al cinema un po' titubante , due ore e trentanove possono essere un 'etenità ma ho accettato il rischio , l'argomento mi attirava particolarmente .. Quando il film è finito mi sono reso conto che non mi ero per niente annoiato e quindi il giudizio non può che essere positivo .Questo risultato è frutto della regia intelligente di Assajas che ha impostato il film come se fosse un thriller , cambiando continuamente scena e registro e portando lo spettatore a voler vedere cosa succede nella scena seguente .e quindi annullando la noia della ripetitività.Il film segue abbastanza fedelmente il bel libro di Giuliano da Empoli su Putin e la sua ascesa al potere e quindi nei titoli di testa si afferma che l'opera è di fantasia e non ha rapporti col reale , naturalmente tutto questo per chi ci crede .
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Sono entrato al cinema un po' titubante , due ore e trentanove possono essere un 'etenità ma ho accettato il rischio , l'argomento mi attirava particolarmente .. Quando il film è finito mi sono reso conto che non mi ero per niente annoiato e quindi il giudizio non può che essere positivo .Questo risultato è frutto della regia intelligente di Assajas che ha impostato il film come se fosse un thriller , cambiando continuamente scena e registro e portando lo spettatore a voler vedere cosa succede nella scena seguente .e quindi annullando la noia della ripetitività.Il film segue abbastanza fedelmente il bel libro di Giuliano da Empoli su Putin e la sua ascesa al potere e quindi nei titoli di testa si afferma che l'opera è di fantasia e non ha rapporti col reale , naturalmente tutto questo per chi ci crede . Gli attori sono tutti bravi ma una citazione è d'obbligo per l'interpretazione del formidabile Paul Dano un attore talmente stupefacente che ogni volta uno si chiede se sempre lui quello del fim precedente . Ossia lui diventa il personaggio , perfino fisicamente insomma superlativo .Jude Law a prima vista sembra moscio ma è un falso perché lui interpreta perfettamente quello che era nella realtà il Putin del Kgb , un uomo moscio e neanche particolarmente intelligente , insomma un burocrate . Che Vadim Baranov un intellettuale visionario e un oligarca dell'informazione avevano scelto , in un modo che poi risulterà molto imprudente , per sostituire un Eltsin sempre più preda del suo alcolismo, per la presidenza della Federazione Russa , perché pensavano che fosse facilmente manipolabile ..
Per finire il film è da vedere perchè istruttivo e ben fatto . Aggiungo che è forse meglio di tanti sproloqui televisivi per capire almeno un po' la Russia di oggi e diffidarne un po' di più .
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nino pellino
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venerdì 13 febbraio 2026
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uno sguardo sulle mutazioni politiche della russia
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Con questo film il regista Olivier Assayas ci sintetizza, nelle linee generali, la mutazione politica e ideologica del potere russo che si è avuta nel corso di questi ultimi 30 anni di storia. Ma contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il protagonista principale della pellicola "Il mago del Cremlino" non è Vladimir Putin ma bensì il suo fidato consigliere Vadimir Baranov il quale, da giovane rivoluzionario progressista nella Russia degli anni '90 nonché amante del teatro e della musica, diventa, con il passare del tempo, un astuto stratega e braccio destro di Putin nel repentino cambiamento della Nazione, sradicandola dagli ideali democratici che si erano iniziati a manifestare nel decennio dei '90 per farla ritornare ad una politica dittatoriale e manipolatrice non solo nelle scelte governative di Stato ma addirittura nel tenere sotto controllo il potere degli oligarchici e dei ricchi benestanti.
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Con questo film il regista Olivier Assayas ci sintetizza, nelle linee generali, la mutazione politica e ideologica del potere russo che si è avuta nel corso di questi ultimi 30 anni di storia. Ma contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il protagonista principale della pellicola "Il mago del Cremlino" non è Vladimir Putin ma bensì il suo fidato consigliere Vadimir Baranov il quale, da giovane rivoluzionario progressista nella Russia degli anni '90 nonché amante del teatro e della musica, diventa, con il passare del tempo, un astuto stratega e braccio destro di Putin nel repentino cambiamento della Nazione, sradicandola dagli ideali democratici che si erano iniziati a manifestare nel decennio dei '90 per farla ritornare ad una politica dittatoriale e manipolatrice non solo nelle scelte governative di Stato ma addirittura nel tenere sotto controllo il potere degli oligarchici e dei ricchi benestanti. Tutto il film ha come filo conduttore principale una lunga intervista che Baranov concede al giornalista americano Jeffrey Wright al quale viene concessa l'ospitalità dentro la villa dell'influente spin doctor di Putin e attraverso cui ci viene sintetizzata la storia della Russia dalla conclusione dell'ex presidenza di Boris Eltsin per passare poi alla salita al potere di Putin ex capo dell'organizzazione FSB, fino ai primi accenni dell'occupazione dell'Ucraina che ha avuto inizio poco meno di venti anni fa con la soppressione delle proteste ucraine dell'Euromaidan e la successiva conquista russa della Crimea. Vadimir Baranov è senza dubbio un personaggio fittizio e resta pertanto molto simbolica la scena finale che ha inteso mostrarci il regista alla conclusione della lunga intervista e questo in attesa che il tempo ci faccia capire, con il senno di poi, cosa potrà mai accadere in futuro.
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francesco brigidi
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sabato 18 ottobre 2025
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la russia contemporanea fra ombre e potere
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Il mago del Cremlino di Olivier Assayas esplora l’ombra del potere contemporaneo, là dove la politica diventa arte e la persuasione un gioco sottile e calcolato. Vadim Baranov, spin doctor e demiurgo della comunicazione, si muove tra televisione, arte e strategia politica, incarnando una Russia complessa e inquietante, sospesa tra realtà e finzione.
Paul Dano è l’enigmatico cuore silenzioso della storia: ogni sguardo e ogni gesto sono misurati, calibrati per influenzare chi osserva. Jude Law, nei panni di Putin, è freddo e affascinante, quasi irreale nella sua calma glaciale, mentre Alicia Vikander porta un tocco di fragilità e umanità, ricordando la capacità della cultura russa di osservare con lucidità e delicatezza l’animo umano anche nei contesti più cinici.
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Il mago del Cremlino di Olivier Assayas esplora l’ombra del potere contemporaneo, là dove la politica diventa arte e la persuasione un gioco sottile e calcolato. Vadim Baranov, spin doctor e demiurgo della comunicazione, si muove tra televisione, arte e strategia politica, incarnando una Russia complessa e inquietante, sospesa tra realtà e finzione.
Paul Dano è l’enigmatico cuore silenzioso della storia: ogni sguardo e ogni gesto sono misurati, calibrati per influenzare chi osserva. Jude Law, nei panni di Putin, è freddo e affascinante, quasi irreale nella sua calma glaciale, mentre Alicia Vikander porta un tocco di fragilità e umanità, ricordando la capacità della cultura russa di osservare con lucidità e delicatezza l’animo umano anche nei contesti più cinici.
La regia di Assayas predilige la sobrietà: luci, spazi e volti raccontano più delle azioni e i dialoghi diventano lame taglienti di riflessione. Il film non corre, si prende il suo tempo, e in cambio offre una meditazione lucida sulle dinamiche del potere, sulle strategie invisibili che plasmano la realtà e sulle tensioni umane che vi si intrecciano.
Il mago del Cremlino è un racconto moderno di ambizione e inganno, freddo e lucido, che lascia nell’osservatore la stessa impressione dei grandi romanzi russi: uno sguardo attento e penetrante sull’animo umano, sulle sue fragilità e sulle intricate ombre del potere.
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