Il seme del fico sacro

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Un film di Mohammad Rasoulof. Con Soheila Golestani, Missagh Zareh, Mahsa Rostami, Setareh Malek.
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Drammatico, durata 168 min. - Iran 2024. - Bim Distribuzione uscita giovedì 20 febbraio 2025. MYMONETRO Il seme del fico sacro * * * * - valutazione media: 4,11 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
felicity sabato 4 ottobre 2025
una sfida epica tra visioni di mondo Valutazione 4 stelle su cinque
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Il seme del fico sacro è un capolavoro di ritmo, sceneggiatura e recitazione.
Il film adopera le formule del cinema classico, come appunto il MacGuffin hitchcockiano della pistola sparita, o il confronto da western nel villaggio abbandonato, che diventa un labirinto kubrickiano, ma evoca esplicitamente anche le strutture ancestrali della fiaba.
E tutti questi sono motivi di forza, non una debolezza. Come è una forza disattendere le attese dello spettatore che si crede più smaliziato, perché a volte le cose sono esattamente come sembrano.
Il seme del fico sacro non nasconde l’aspetto traslato, allegorico del dispositivo, fin dal titolo e dalla citazione, che ricordano come i semi del fico sacro germoglino e crescano sui rami di una pianta morente, sostituendosi in sostanza ad essa. [+]

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eugenio giovedì 26 giugno 2025
un padre, due figlie, un regime Valutazione 4 stelle su cinque
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Una famiglia alle prese con il regime iraniano, antitetica: il padre dopo tanti anni riceve una promozione da inquirente a giudice istruttore; le due figlie vicine alle idee della rivoluzione giovanile, contro la dittatura patriarcale dei mullah, appaiono critiche nei confronti della posizione del genitore, misteriosa quanto vaga. Una madre in mezzo, fedele al marito, bilancia sofferta il destino dei mullah. Rasoulof, già condannato in carcere, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino per “Il male non esiste”, nel “Seme del fico sacro” racconta nulla più che un dramma familiare, teso, di quasi tre ore ma capace di alternare con sapienza asciutta, il contesto politico iraniano alla marginalità scoscesa di un ambiente che pare girato da Bergman. [+]

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marcus mercoledì 25 giugno 2025
se il nemico ce l''hai in casa Valutazione 5 stelle su cinque
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Mi è venuto in mente “A letto con il nemico” della serie “quando il nemico ce l’hai in casa”. Oppure “se non ti fidi dei tuoi genitori di chi ti puoi fidare?” E se sono proprio i tuoi genitori a bloccarti lo sviluppo etico e morale e sociale? E pensiamo forse che sia roba che riguardi soltanto l’Iran? Nelle cosiddette democrazie “liberali” di stampo capitalistico occidentale non si stanno insinuando lentamente modi di agire e pensare tipici di certe teocrazie medio orientali? E se persino in Italia i giornalisti invisi a certo governo vengono spiati? Che dobbiamo pensare? Film bello e terribile.
Mi sono immedesimato molto nelle componenti femminili di questa famiglia. [+]

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anna rosa mercoledì 23 aprile 2025
il vostro odio vi seppellir Valutazione 5 stelle su cinque
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Film di grande spessore nell'impegno politico, nella rappresentazione delle dinamiche interpersonali, nello scavo psicologico, "Il seme del fico sacro" racconta in un crescendo di tensione lo sprofondare di una famiglia inizialmente felice nel vortice del sospetto, fino al tragico esito finale. Ed estremamente ricco di motivi, coerentemente collegati fra loro: il ruolo della moglie, il rapporto tra il padre e le figlie, l'importanza della fede, tuttavia vissuta come obbligo da imporre a tutti, il sentimento di accerchiamento dei difensori del potere in carica, l'insofferenza di tanti, soprattutto dei giovani, per una cultura sentita come castratrice.
Teniamoci stratta la nostra Costituzione!

[+] un mondo in frantumi (di maurizio marchesi)
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gabriella lunedì 3 marzo 2025
una denuncia al megafono Valutazione 4 stelle su cinque
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 Dopo " Il male non esiste", il regista, sceneggiatore iraniano Mohammad Rasoulof più volte condannato in patria, imprigionato a causa dei suoi film ora esiliato in Germania,, riesce a veicolare un altro potente e significativo lavoro mostrandoci un paese dove la vita stessa è una prigione. Quando non si possono fare film che denunciano la mancanza di libertà, quando si vive nella paura di fare o dire cose sbagliate, quando ogni gesto quotidiano viene interpretato, condannato , represso, umiliato, credo sia questo il meccanismo che si innesca in chi ha voglia di raccontare la verità, quasi tutto il cast che ha recitato nel film è riuscito a lasciare il paese, alcuni clandestinamente, con l'accusa di propaganda contro il regime e di corruzione e attentati alla sicurezza pubblica. [+]

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marco sabato 1 marzo 2025
inizia bene,per finire in un pippone femminista Valutazione 0 stelle su cinque
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Ormai non se ne esce,in occidente i film,per essere considerati dalla critica devono parlare di:
Femminismo 
Ambientalismo
Tematiche LGBT 
Immigrazione
Anche questo non fa specie,parte bene,condannando una teocrazia feroce e il liberare,come in tutto l'islam,ma guai a parlare di islam,meglio parlare di patriarcatoh... è più di moda
Sono quei film lenti che potrebbero durare metà e avrebbero detto uguale

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ofelia giovedì 27 febbraio 2025
la giustizia Valutazione 4 stelle su cinque
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 Ancora una volta Mohammad Rasoulof non lascia domande ma rappresenta la realtà  iraniana in tutto il suo 'splendore'! Fortemente claustrofobico e narrato con una precisione di dialogo che fotografa ogni personaggio in toto. Dalla metafora della pianta del fico che ingloba l'albero ospite, allo stesso modo, questa volta la condanna è destinata alla più alta rappresentazione della "giustizia" attraverso per l'appunto: un giudice. Inediti doc forse troppo offuscati ma significativi della sceneggiatura. Non a caso infatti la testimonianza di Mahsa Amini e un chiaro TG con il nome Giorgia Meloni. Fortemente claustrofobico e inizialmente di una repressione indigesta, senza sconti. [+]

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athos martedì 25 febbraio 2025
un piccolo borghese Valutazione 4 stelle su cinque
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Ottimo film di denuncia, freddo come il ghiaccio. Un uomo piccolo borghese che fa carriera come giudice approfittando della dittatura religiosa. Il regista, che fortunatamente è riuscito a riparare all'estero, ha descritto la società iraniana uguale a quella occidentale, con tanto di casa con tutti i confort, cellulari, e in generale un auspicabile benessere. La religione non si vede e non si sente, è solo la dittatura che trapela dalle immagini e infetta l'uomo a piegarsi davanti ai suoi doveri. Piaciuto.

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cardclau venerdì 21 febbraio 2025
i maschi contro le femmine Valutazione 5 stelle su cinque
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Il film Il seme del fico sacro (The Seed of the Sacred Fig) di Mohammad Rasoulof è sponsorizzato da Arte France e Arte Deutschland, altrimenti quello che succede in quel paese sarebbe invisibile e coperto dalle bugie del regime. Ho visto numerosi film iraniani che denunciano un sistema assolutamente liberticida, una dittatura a fondo religioso, dove viene suggerito che tutto appartiene a Dio, e che Dio vuole quello che vuole e che mette il naso su ogni cosa. Dio che ci ha creato (secondo loro) solo per essere di lui schiavi. Mentre è il primo a volerne la libertà: altrimenti quale sarebbe il senso di una adorazione, ottenuta sotto costrizione? In questo film viene approfondito quell’aspetto particolarmente inquietante di un sistema che per sopravvivere deve mettere i maschi contro le femmine, i padri contro le famiglie, favorendone l’ambiguità e l’incomunicabilità, specie quando ai maschi viene assegnato del potere e qualche soldo in più. [+]

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francesca meneghetti giovedì 20 febbraio 2025
una dittatura teocratica infestante come il fico sacro (ma che lento!)
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Non bastano le scene finali che riprendono le manifestazioni di Donne, vita e libert?, e il gesto di vittoria di una ragazza in moto per sollevare lo spettatore, trascinato per quasi tre ore in un vortice di rabbia e frustrazione. Sollecitare la prima emozione tra le due era sicuramente nelle intenzioni del regista iraniano, Mohammed Rasoulof, pi? volte perseguitato, riuscito a fuggire e a riparare in Germania: aver sperimentato direttamente la violenza e la pervasivit? di una teocrazia che, al pari della pianta infestante del fico sacro, attecchisce ovunque e prospera in modo parassitario, gli d? di certo una forte carica polemica ai fini di una pubblica denuncia. Le sue intenzioni, e ci? che ha realizzato, servono a fare de Il seme del fico sacro, una bandiera, espressione dell?opposizione al regime governato dall?Ayatollah Ali Khamenei (e per questo il film ? sostenuto dalla critica cinematografica e dalle ?lites che governano i premi). [+]

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