La grande abbuffata

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Un film di Marco Ferreri. Con Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Andréa Ferréol.
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Titolo originale La grande bouffe. Commedia, durata 125 min. - Italia, Francia 1973. MYMONETRO La grande abbuffata * * * 1/2 - valutazione media: 3,58 su 48 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
parsifal mercoledì 2 maggio 2018
lucullo, eros et thanathos Valutazione 4 stelle su cinque
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LA GRANDE ABBUFFATA
IL genio visionario di Marco Ferreri , coadiuvato da Azcona E F. Blanche,  diede vita un’opera unica e molto originale, che alla sua uscita, nel 1973, creò un enorme scalpore e fu fonte di analisi ,censura e lodi sperticate da parte dei più spregiudicati, come ad esempio P. P .Pasolini che schierò nettamente a favore di Ferreri, decantando le lodi del suo film. Nel quartiere Auteil di Parigi, all’interno della magione che fu dello scrittore Boileau,  quattro distinti signori , esponenti della Borghesia francese, amici da sempre, si riuniscono con in mente un insano scopo; raggiungere la Morte tramite il cibo, dando vita a banchetti luculliani, inframezzati da lunghe digressioni filosofiche, boutade di vario genere ed altre amenità. [+]

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fabio57 lunedì 8 febbraio 2016
autodistruttivo Valutazione 3 stelle su cinque
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Non amo il cinema di Ferreri,autore a mio modesto parere sopravvalutato.Questo film grottesco e col gusto dell'orrido è perfettamente in sintonia con il taglio del regista,Assolutamente paradossale e necrofilo,spinge il pedale sull'introspezione psicologica,in chiave farsesca.Andrea Ferreol come musa dell'erotismo culinario è perfetta per le sue morbide forme e la sua conturbante sensualità.
Gli altri attori sono bravissimi e danno il valore aggiunto al film

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luca scial� domenica 3 gennaio 2016
morire tra cibo e sesso Valutazione 3 stelle su cinque
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Marco Ferreri rappresenta una pagina particolare di quel grande libro che è il Cinema italiano. Una pagina che si distingue per pellicole mai banali, anticonvenzionali, anticonformiste. Una filmografia che difficilmente può essere collocata in un genere. Quale genere prevale? Drammatico? Fantascientifico? Commedia? La presente pellicola rappresenta la sua più rappresentativa. Forse non perchè sia la sua più riuscita, ma soprattutto per la squadra di attori di rilievo che mette in scena. I quali raffigurano quattro amici annoiati dalla vita, che decidono di farla finita concedendosi fino all'estremo ai piaceri della carne: il cibo e il sesso. Un modo brunelliano di punire la borghesia? Un tentativo di estremizzare il cinema di Antonioni? Un omaggio al cinema di Pasolini? O un semplice sp [+]

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jacopo b98 venerdì 26 luglio 2013
capolavoro assoluto del cinema mondiale! Valutazione 5 stelle su cinque
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 Quattro amici dell’alta borghesia, un pilota d’aerei (Mastrianni), un regista televisivo (Piccoli), un cuoco (Tognazzi) e un giudice (Noiret) si rinchiudono in una villa per effettuare un suicidio collettivo a base di cibo e sesso. Li accompagnano delle prostitute e una maestra (Ferréol), che alla fine, angelo della morte, li seppellirà. Capolavoro assoluto della cinematografia italiana e mondiale, il miglior film di Ferreri è un’autentica pietra miliare. Fu un grande successo, specie di scandalo, fischiato a Cannes (dove tuttavia vinse il Premio FIPRESCI). Scritto dal regista con Rafael Azcona, è un’opera sulla fusione tra vita e morte, cibo ed escrementi (memorabili i “petti” di Piccoli e il gabinetto che esplode in un tripudio di feci), cibo, sesso e denaro. [+]

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onufrio venerdì 31 maggio 2013
fino all'ultimo boccone Valutazione 4 stelle su cinque
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Si mangia per vivere,non si vive per mangiare; ma in questo film la frase da usare è diversa: si mangia per morire. Quattro amici decidono di farla finita e passare all'altro mondo,quale modo migliore se non quello di riunirsi in uno splendido villino ed ingozzarsi senza sosta dei cibi più prelibati, in compagnia di donne piacenti? un mix che porterà alla morte tutti e quattro i protagonisti, un cast sontuoso.

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filippo catani venerdì 10 maggio 2013
mangiare fino alla morte Valutazione 4 stelle su cinque
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Quattro amici decidono di ritirarsi nella villa di uno di loro per un weekend. Non sarà però un fine settimana come tutti gli altri; infatti i quattro hanno in mente di mangiare fino a darsi la morte in quanto annoiati o delusi dalle proprie esistenze.
Philippe è un noto giudice che vive ancora con la balia che lo ha accudito fin dall'infanzia e che ora gli concede anche qualche piacere sessuale. Marcello è un pilota dell'Alitalia dedito ad avere una donna a notte ma che non riesce ad accettare il fatto di essere divenuto impotente. Ugo è uno stimato chef che è partito dalla più bassa gavetta ma che è profondamente insoddisfatto dal rapporto con sua moglie. [+]

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venarte sabato 13 ottobre 2012
se non mangi non puoi morire Valutazione 4 stelle su cinque
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 Una trama quanto mai grottesca che, in un’escalation di pietanze e leccornie, si presenta come una parabola discendente verso l’autodistruzione. Il cibo diventa, così, sia l’arma utilizzata per togliersi la vita, sia il mezzo per godere dei piaceri del palato e della gola. I quattro amici non rinunciano però neanche ai piaceri della carne: invitano, infatti, delle prostitute che li allieteranno in questo bizzarro commiato dalla vita.
Forte è, quindi, la componente erotica, esaltata da una musica suadente e sensuale che avvolge ogni scena e segue ogni morso e ogni forchettata dei protagonisti
Con un cast eccezionale composto dagli italiani Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni, e dai francesi Michel Piccoli e Philippe Noiret, il film del regista Marco Ferreri porta all’esasperazione il bisogno primario del cibo, culminando con la lapidaria asserzione: “se non mangi non puoi morire”. [+]

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esegeta lunedì 23 luglio 2012
il senso più alto del materialismo Valutazione 4 stelle su cinque
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Geniale. Perché pur trattando della triade materialistica cibo-sesso-morte, questo film è un inno alla vita. Nella critica ironica di una società che ci vuole unicamente vivi per il consumo forsennato, nevrotico e privo di tempo libero, c'è uno spazio negato alla spiritualità, Qui lo spirito si raggiunge attraverso il materialismo; Ferreri da buon intellettuale ci mostra come solo affondando i dettagli nella carne delle cose attraverso la critica marxista si possa comprendere la realtà, e trovarci per ciò stesso dentro un senso reale e più alto, al di là dei vuoti e frenetici rituali a cui siamo costretti. I protagonisti intravedono come uno spiraglio, dall'altro lato della medaglia, il vero senso delle cose, tanto più la loro abbuffata li avvicina alla morte. [+]

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frenky 90 martedì 17 aprile 2012
i principi del grottesco Valutazione 4 stelle su cinque
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In principio era il grottesco. Si potrebbe sintetizzare così “La grande abbuffata” di Marco Ferreri, indubbio capolavoro di genere. Impossibile non essere colpiti come una palla di cannone dalle immagini di questo film caotico, compulsivo, ovviamente orgiastico, sorprendentemente “calmo”. Ferreri decide di non ergersi a protagonista con i movimenti di macchina ma con ciò che l'apparecchio cattura, dato che la potenza delle scene è impattante al punto tale che renderebbe dannoso calcare la mano. L'opera è aiutata non poco anche dalle “succulente” interpretazioni degli attori, Piccoli e Andrea Ferreol su tutti. Anche Noiret, Tognazzi e Mastroianni risultano strepitosamente “normali” nel regno della perdizione muovendosi con rassegnazione. [+]

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paolo 67 sabato 29 ottobre 2011
liturgia del disfacimento Valutazione 5 stelle su cinque
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Apologo grottesco paradossale e sarcastico intriso di humor nero sui riti della società del benessere avviata all'autodistruzione, favola moralistica e messinscena allegorica e apocalittica sul destino umano avviato alla putrefazione nel trionfo della pura natura, il film, che è anche una celebrazione tenera dell'amicizia e malinconica sul tempo che passa, riflette sul ruolo naturale della donna (unica sopravvissuta all'orgia mortuaria), che la filmografia successiva di Ferreri conferma nella visione di superiorità. Questa donna, materna e assolutamente non prostituta, accompagna i protagonisti, interpretati con divertito impegno da quattro attori eccezionali, in un "cupio dissolvi" senza ragioni di grande forza provocatoria che colpisce nei punti più dolorosi della nostra cultura. [+]

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