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paolp78
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sabato 7 febbraio 2026
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un gioco di metafore che non incide
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Pellicola diretta dall’esperto Paul Schrader che gioca sulle metafore ricavate dal mondo del giardinaggio; l’originalità dell’opera risiede in questa peculiarità che effettivamente la distingue, ma che non è facile da apprezzare e che a parere del sottoscritto non è una scelta fortunata.
La narrazione è lenta, anche a causa del continuo rimando al giardinaggio, in un gioco che se può risultare elegante e raffinato stilisticamente, alla lunga appesantisce la pellicola e le impedisce di essere incisiva.
La storia di redenzione che sta al centro del film, è qualcosa di già visto decine di volte e non pare che Schrader riesca ad aggiungere qualcosa di fondamentale, nonostante gli sforzi.
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Pellicola diretta dall’esperto Paul Schrader che gioca sulle metafore ricavate dal mondo del giardinaggio; l’originalità dell’opera risiede in questa peculiarità che effettivamente la distingue, ma che non è facile da apprezzare e che a parere del sottoscritto non è una scelta fortunata.
La narrazione è lenta, anche a causa del continuo rimando al giardinaggio, in un gioco che se può risultare elegante e raffinato stilisticamente, alla lunga appesantisce la pellicola e le impedisce di essere incisiva.
La storia di redenzione che sta al centro del film, è qualcosa di già visto decine di volte e non pare che Schrader riesca ad aggiungere qualcosa di fondamentale, nonostante gli sforzi.
I personaggi sono tutti poco accattivanti, a cominciare dal protagonista che ricalca un cliché già visto in numerosi precedenti, quello dell’antieroe solitario e profondamente pentito del proprio passato (di cui conserva i segni e le tracce nella forma di un corpo totalmente tatuato), da cui vuole riscattarsi. La parte è affidata all’australiano Joel Edgerton che ha una importante presenza scenica, potendo esibire un fisico certamente invidiabile, ma che non aggiunge espressività al personaggio, lasciandolo alquanto amorfo e poco intrigante.
Gli altri due personaggi di maggiore rilievo sono entrambi femminili: uno, quello interpretato dall’ormai anziana Sigourney Weaver, resta enigmatico, a causa di una sceneggiatura che ne chiarisce adeguatamente i contorni; l’altro affidato alla giovane Quintessa Swindell, è di fatto quello della co-protagonista, che però presenta gli stessi difetti di quello di Edgerton, oltre che le stesse carenze interpretative.
Non ci sono cattivi di rilievo (anzi tutt’altro), mentre invece in pellicole come queste avrebbero sicuramente potuto accrescere la forza della pellicola.
Le scene di azione mancano quasi completamente; se ne ricorda solo una, mal confezionata e posta sul finire del film.
Anche la storia sentimentale tra i due protagonisti è poco delineata e comunque non è capace di coinvolgere o appassionare lo spettatore che viceversa resta alquanto indifferente.
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figliounico
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sabato 15 marzo 2025
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non delude non esalta
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Un film ben scritto ma lento. Schrader, sceneggiatore di Taxi Driver, non delude nei contenuti, ma la sua regia lascia a desiderare, sia per i tempi morti di durata biblica tra le rare peraltro scene di azione sia per le lunghe pause di silenzio tra gli smorti dialoghi. Giunonica, oramai appesantita dagli anni, Sigourney Weaver, resta immensa con la nostalgia che suscita e la voglia di rivederla giovane in Alien quando anche noi lo eravamo. Compassato Joel Edgerton, il giardiniere dal passato oscuro diviso tra amore e riconoscenza, tra il desiderio carnale per la giovane nipote della sua salvatrice, Quintessa Swindell, e il rispetto ossequioso per la donna che gli ha consentito il riscatto sociale e morale.
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Un film ben scritto ma lento. Schrader, sceneggiatore di Taxi Driver, non delude nei contenuti, ma la sua regia lascia a desiderare, sia per i tempi morti di durata biblica tra le rare peraltro scene di azione sia per le lunghe pause di silenzio tra gli smorti dialoghi. Giunonica, oramai appesantita dagli anni, Sigourney Weaver, resta immensa con la nostalgia che suscita e la voglia di rivederla giovane in Alien quando anche noi lo eravamo. Compassato Joel Edgerton, il giardiniere dal passato oscuro diviso tra amore e riconoscenza, tra il desiderio carnale per la giovane nipote della sua salvatrice, Quintessa Swindell, e il rispetto ossequioso per la donna che gli ha consentito il riscatto sociale e morale. Il finale aspro e tagliente, niente affatto convenzionale, riscatta in parte la noia del film.
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martedì 4 marzo 2025
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il buon cinema tesiste
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Non posso che essere d'accordo, film bellissimo visto per caso. Da non perdere
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martedì 4 marzo 2025
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il buon cinema resiste
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Non si pu? aggiungere altro Film bellissimo visto per caso di cui non avevo sentito parlare Da non perdere
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maria
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domenica 26 gennaio 2025
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ho fatto fatica a a guardarlo
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Occasione persa per fare un film sul potere curativo del giardinaggio. La trama è sciatta, la redenzione e l'amore tra i due ex tossicodipendenti è tanto improbabile quanto banale. Il doppiaggio poi è terrificante. Il giardino invece è meraviglioso.
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vivaelleon
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mercoledì 22 gennaio 2025
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mah
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non capisco quale film abbiano visto i cinquestellisti - ma anche i quattro-. Non ci siamo proprio, sotto il profilo strettamente cinematografico. Montaggio stereotipato, flashback buttati a casaccio, moltissime ombre motivazionali, vere e proprie voragini di sceneggiatura... va bene che non tutto si può spiegare a parole, ma il personaggio principale sembra disegnato da un bambino delle elementari, del tutto bidimensionale. per non parlare delle improvvise accelerazioni emotive - i personaggi sembrano tutti bipolari o schizofrenici, scagliati senza tregua da una parte e dall'altra dello spettro interiore senza alcun criterio. come faccia un nazi a convertirsi in un monaco zen nel breve spazio di un film è inspiegabile.
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non capisco quale film abbiano visto i cinquestellisti - ma anche i quattro-. Non ci siamo proprio, sotto il profilo strettamente cinematografico. Montaggio stereotipato, flashback buttati a casaccio, moltissime ombre motivazionali, vere e proprie voragini di sceneggiatura... va bene che non tutto si può spiegare a parole, ma il personaggio principale sembra disegnato da un bambino delle elementari, del tutto bidimensionale. per non parlare delle improvvise accelerazioni emotive - i personaggi sembrano tutti bipolari o schizofrenici, scagliati senza tregua da una parte e dall'altra dello spettro interiore senza alcun criterio. come faccia un nazi a convertirsi in un monaco zen nel breve spazio di un film è inspiegabile. come è inspiegabile che da monaco zen torni a essere un figaccione matto per la bernarda giovane. e la moglie? e la figlia? no. evidentemente l'arte della scrittura è stata completamente dimenticata.
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felicity
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giovedì 18 luglio 2024
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il giardinaggio è una fede nel futuro
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Il maestro giardiniere di Paul Schrader è la potente storia di un uomo tormentato dal proprio passato di sicario e suprematista bianco, che riflette le tensioni razziali dell’America contemporanea.
Il maestro giardiniere segna il culmine di un trittico di film iniziato nel 2017 con First Reformed – La creazione a rischio, e continuato nel 2021 con Il collezionista di carte. Ogni capitolo della trilogia si concentra su un uomo nel pieno di una crisi esistenziale – una figura solitaria che attende un cambiamento – mentre combatte con il passato, nascondendosi dietro il lavoro.
Il finale di Il maestro giardiniere è in qualche modo inedito nella filmografia di Schrader, per la grazia che accorda al suo protagonista: quella di una redenzione che non si consuma nel sangue né richiede ulteriori sacrifici, ma schiude un’autentica possibilità di rinascita.
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Il maestro giardiniere di Paul Schrader è la potente storia di un uomo tormentato dal proprio passato di sicario e suprematista bianco, che riflette le tensioni razziali dell’America contemporanea.
Il maestro giardiniere segna il culmine di un trittico di film iniziato nel 2017 con First Reformed – La creazione a rischio, e continuato nel 2021 con Il collezionista di carte. Ogni capitolo della trilogia si concentra su un uomo nel pieno di una crisi esistenziale – una figura solitaria che attende un cambiamento – mentre combatte con il passato, nascondendosi dietro il lavoro.
Il finale di Il maestro giardiniere è in qualche modo inedito nella filmografia di Schrader, per la grazia che accorda al suo protagonista: quella di una redenzione che non si consuma nel sangue né richiede ulteriori sacrifici, ma schiude un’autentica possibilità di rinascita. Un orizzonte di solito precluso agli eroi schraderiani, a cui Narvel invece accede grazie al perdono e all’amore corrisposto di Maya. Non senza prima aver dovuto fronteggiare l’ennesima discesa agli inferi, in un tortuoso percorso di reciproca cura e guarigione. «Il giardinaggio è una fede nel futuro», osserva Narvel nelle battute iniziali del film.
Una nota di speranza infine avverata, con la quale Schrader, pur senza abbandonare l’abituale disincanto, si concede un epilogo che illumina e rinnova la sua opera.
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gsilecchia
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lunedì 29 aprile 2024
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coltivare la redenzione
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Nell'ultima opera cinematografica di Paul Schrader, "Il Maestro Giardiniere", lo spettatore è invitato nel mondo lussureggiante e intricato di Gracewood Gardens, dove l'arte della coltivazione si estende ben oltre i confini dell'orticoltura. Al centro di questo racconto cupo c'è Narvel Roth, interpretato con intensità contenuta da Joel Edgerton, il cui passato da neo-nazista collide con il suo presente da capo giardiniere per l'enigmatica Mrs. Norma Haverhill, interpretata in modo maestoso da Sigourney Weaver.Schrader, noto per le sue esplorazioni di protagonisti maschili tormentati, offre uno studio dei personaggi che è sia inquietante che stimolante.
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Nell'ultima opera cinematografica di Paul Schrader, "Il Maestro Giardiniere", lo spettatore è invitato nel mondo lussureggiante e intricato di Gracewood Gardens, dove l'arte della coltivazione si estende ben oltre i confini dell'orticoltura. Al centro di questo racconto cupo c'è Narvel Roth, interpretato con intensità contenuta da Joel Edgerton, il cui passato da neo-nazista collide con il suo presente da capo giardiniere per l'enigmatica Mrs. Norma Haverhill, interpretata in modo maestoso da Sigourney Weaver.Schrader, noto per le sue esplorazioni di protagonisti maschili tormentati, offre uno studio dei personaggi che è sia inquietante che stimolante. Attraverso il viaggio di redenzione di Narvel, Schrader affronta temi di identità, perdono e l'indelebile eredità dell'odio. Mentre Narvel si destreggia tra le complessità dei suoi rapporti con la signora Haverhill e sua turbolenta nipote, Maya, interpretata con profondità da Quintessa Swindell, il film esplora le complessità del legame umano e il potere trasformativo dell'empatia. Al centro della narrazione c'è la metafora del giardinaggio come simbolo di crescita personale e rinnovamento. Mentre Narvel si occupa dei giardini accuratamente curati di Gracewood, trova sollievo nell'atto di nutrire la vita dalla terra - un forte contrasto con la violenza e l'odio che un tempo lo consumavano. Tuttavia, mentre il suo passato riemerge e minaccia di rovesciare la fragile pace che ha trovato, Narvel è costretto a confrontarsi con i demoni che ancora si annidano dentro di lui.Sebbene "Il Maestro Giardiniere" potrebbe non raggiungere le vette delle opere precedenti di Schrader, come "First Reformed" e "The Card Counter", offre comunque una meditazione avvincente sulla condizione umana. La performance controllata di Edgerton ancorata il film, trasmettendo una profondità emotiva che parla a volumi nel suo silenzio. Allo stesso modo, l'interpretazione di Weaver della signora Haverhill emana un'aura di autorità e vulnerabilità, aggiungendo strati di complessità alla narrazione.Tuttavia, il film non è privo di difetti. Alcuni critici hanno indicato il suo ritmo lento e i personaggi di supporto poco sviluppati come detrattori dall'esperienza complessiva. Inoltre, l'esplorazione tematica di redenzione e perdono potrebbe sembrare pesante a volte, mancando della sottigliezza e della nuance delle migliori opere di Schrader."Il Maestro Giardiniere" è un film che premia gli spettatori pazienti con momenti di bellezza e introspezione. Ci invita a riflettere sulla nostra stessa capacità di crescita e trasformazione, anche di fronte ai nostri impulsi più oscuri. Pur non essendo un capolavoro, è un'aggiunta degna all'opera di Schrader - una testimonianza del potere duraturo del cinema nel provocare pensieri e ispirare cambiamenti.
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luciano sibio
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sabato 30 marzo 2024
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film veramente povero di contenuti
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Vabbè ! scavare nel passato aggiunge mistero e profondità ai personaggi perchè non sai mai cosa possa emergere da oguno di loro.Peccato che poi è sempre il presente a farla da padrone e a disegnare gli aspetti salienti della storia e in questi casi la storia che emerge in questo film è veramente povera di contenuti: è infatti la consumazione dell'ennesima vendetta all'ombra dell'ennesimo supereroe, ovvero Edgerton seppur sotto mentite spoglie e cioè quelle di un giardiniere. In aggiunta la storia prevede una povera signora anziana (la Weaver) rifiutata data la tarda età a favore di una sua pronipotina molto più giovane e da un passato turbolento per droga e sesso.
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Vabbè ! scavare nel passato aggiunge mistero e profondità ai personaggi perchè non sai mai cosa possa emergere da oguno di loro.Peccato che poi è sempre il presente a farla da padrone e a disegnare gli aspetti salienti della storia e in questi casi la storia che emerge in questo film è veramente povera di contenuti: è infatti la consumazione dell'ennesima vendetta all'ombra dell'ennesimo supereroe, ovvero Edgerton seppur sotto mentite spoglie e cioè quelle di un giardiniere. In aggiunta la storia prevede una povera signora anziana (la Weaver) rifiutata data la tarda età a favore di una sua pronipotina molto più giovane e da un passato turbolento per droga e sesso.Insomma guardatelo pure il film ma senza entusiasmi di sorta e chissà se non vi sia utile per imparare qualcosa sul giardinaggio anche se pesa in questo caso un mancato riconoscimento del giardino all'italiana.
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pirosan
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domenica 10 marzo 2024
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inutile
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Poche idee già viste. Banale anche nei dialoghi.
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