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paolp78
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sabato 28 gennaio 2023
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giuste atmosfere, poche emozioni
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Pellicola tratta dall’autobiografia dello scrittore e giornalista J. R. Moehringer; si tratta di una classica storia di formazione, con insegnamenti vari su come affrontare la vita e gli ostacoli di vario genere che questa presenta.
La regia di George Clooney è molto attenta a ricostruire fedelmente i sobborghi della Log Island di metà anni ’80, dove è ambientata la storia. Efficace e ben riuscita anche la riproduzione dell’ambiente familiare dove il protagonista trascorre fanciullezza e adolescenza, in un contesto affettivo e relazionale irregolare, di cui viene rimarcata l’assenza della figura paterna e la sua sostituzione con quella dello zio materno.
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Pellicola tratta dall’autobiografia dello scrittore e giornalista J. R. Moehringer; si tratta di una classica storia di formazione, con insegnamenti vari su come affrontare la vita e gli ostacoli di vario genere che questa presenta.
La regia di George Clooney è molto attenta a ricostruire fedelmente i sobborghi della Log Island di metà anni ’80, dove è ambientata la storia. Efficace e ben riuscita anche la riproduzione dell’ambiente familiare dove il protagonista trascorre fanciullezza e adolescenza, in un contesto affettivo e relazionale irregolare, di cui viene rimarcata l’assenza della figura paterna e la sua sostituzione con quella dello zio materno.
Clooney ha il merito di fare immergere lo spettatore nelle atmosfere proprie di quella realtà tipicamente americana, che descrive in modo molto caratteristico, ma altrettanto azzeccato; in questa operazione aiutano non poco le riproduzioni curatissime degli abbigliamenti, ambienti, acconciature e arredamenti del tempo. Una delle cifre stilistiche dell’opera è sicuramente la ricerca di una narrazione leggera che vuole risvegliare ricordi teneri, come suggerito dal titolo originale del film, “The tender bar”; aspetto viene perso nella traduzione italiana.
Se sotto questi aspetti formali la pellicola funziona perfettamente, delude invece sul piano emozionale; la storia non riesce a restituire emozioni autentiche allo spettatore, sebbene proponga elementi che dovrebbero essere molto potenti proprio sul questo piano, quali il rapporto tra padre e figlio.
Nel cast si impone Ben Affleck nella parte dello zio che sostituisce il padre del protagonista; quest’ultimo è invece interpretato da Tye Sheridan e dal piccolo Daniel Ranieri quando è ancora bambino. Tra gli altri interpreti si ricorda la brava Lily Rabe, nella parte della madre, e Max Martini in quella del pessimo padre; infine è degna di nota la partecipazione di Christopher Lloyd a cui è affidato il ruolo un po’ troppo marginale del nonno, che il bravo attore americano riesce comunque a valorizzare al meglio.
La sceneggiatura è poco incisiva ed i dialoghi spesso vacui e scontati, fastidiosamente iper attenti al politicamente corretto dei tempi d’oggi.
Tra gli altri messaggi che l’opera vuole lasciare, c’è sicuramente quello della rivincita degli umili e della cultura popolare.
Il titolo originale della pellicola e del libro da cui è tratta, è migliore di quello italiano ed in particolare la parola “tender” che significa tenero, è importa
Simpatica la scena finale, proposta mentre scorrono i titoli di coda.
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jonnylogan
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domenica 30 gennaio 2022
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orizzonti di gloria
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Nel 1973 JR è un bambino di appena nove anni quando costretto dalle ristrettezze economiche nelle quali versa sua madre Dorothy, torna a vivere a casa di suo nonno. Qui JR troverà in suo zio Charlie, fratello della madre e gestore del Dickens Bar, quella figura paterna che lo spronerà a continuare la sua passione per la letteratura, fino a frequentare Yale, diventare giornalista del New York Times e infine uno scrittore.
George Clooney riscrive la vitadi J.R. Moehringer, scrittore e giornalista del Times di New York, premio pulitzer del 2000, autore di un’autobiografia, perché sono quelle verso le quali si sta muovendo l’editoria, come da indicazioni di vari protagonisti, che nel 2005 venne accolta con grande entusiasmo da pubblico e critica letteraria.
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Nel 1973 JR è un bambino di appena nove anni quando costretto dalle ristrettezze economiche nelle quali versa sua madre Dorothy, torna a vivere a casa di suo nonno. Qui JR troverà in suo zio Charlie, fratello della madre e gestore del Dickens Bar, quella figura paterna che lo spronerà a continuare la sua passione per la letteratura, fino a frequentare Yale, diventare giornalista del New York Times e infine uno scrittore.
George Clooney riscrive la vitadi J.R. Moehringer, scrittore e giornalista del Times di New York, premio pulitzer del 2000, autore di un’autobiografia, perché sono quelle verso le quali si sta muovendo l’editoria, come da indicazioni di vari protagonisti, che nel 2005 venne accolta con grande entusiasmo da pubblico e critica letteraria. E poco importa se rispetto al testo di Moehringer il film trascura parte delle descrizioni di luoghi e personaggi, fra cui la storia d’amore mai veramente consumatasi fra il ventenne JR e una giovane e borghese studentessa di Yale. La pellicola si sofferma infatti e molto abilmente sulla storia del bambino, diventato prima adolescente e poi uomo, nella Long Island dei primi anni ’70 fra la macilenta dimora del nonno materno, un Christoper Lloyd misogino quanto basta per farsi odiare, e il bar Dickens di proprietà dello zio Charlie, un Ben Affleck perfettamente a suo agio nel ruolo di una figura paterna, e non paternalistica, appassionato di lettura, fumatore incallito e giocatore - allenatore di una squadra di softball delle leghe minori. Perennemente in compagnia dei soliti amici, reduci dal Vietnam e appassionati come lui di amicizia, storie da bar e ovviamente l’immancabile birra. Il venticinquenne Tye Sheridan aggiunge la sua personale rilettura alla figura più adulta di JR, ovvero un ragazzo riflessivo, difficile a integrarsi, potenzialmente emarginabile, perché cresciuto in condizioni di disagio, senza un padre scomparso quando era molto piccolo e che mai ha voluto riavvicinarsi. Un ragazzo che nonostante abbia poche possibilità dalla propria parte, ha saputo valicare tutti quegli ostacoli che parevano inizialmente insormontabili fino a coronare quel sogno che non è solo professionale ma che rappresenta la consapevolezza di aver trovato una propria collocazione nel mondo. Quindi se vi piacciono le storie famigliari senza morali particolari, ma piene di desiderio di riscatto, raggiunto semplicemente inseguendo i propri sogni, difficile che non rimaniate avvolti dagli effluvi del Dickens e dalle storie di zio Charlie.
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fabio silvestre
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venerdì 14 gennaio 2022
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i consigli di zio charlie per il giovane j.r.
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il film è basato sulle memorie e sull'autobiografia di J.R. Moehringer (qui nelle vesti di produttore esecutivo) ed interpretato dal giovane attore Tye Sheridan (viso pallido e monoespressivo). La storia è quella di un ragazzo che vive con la madre nella casa dei nonni perché il padre è andato via dopo la sua nascita ma ora è un uomo fallito che fa il dj in una radio. L'ambientazione è a Long Island negli anni 70 e il fulcro della formazione di J.R. (cui tutti chiedono per che cosa stanno le 2 iniziali) è il The Dickens Bar gestito dallo Zio Charlie interpretato con bravura da Ben Affleck. Il ragazzo riuscirà ad esaudire il desiderio della madre di entrare nella facoltà di YEL nonché il suo di diventare uno scrittore.
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il film è basato sulle memorie e sull'autobiografia di J.R. Moehringer (qui nelle vesti di produttore esecutivo) ed interpretato dal giovane attore Tye Sheridan (viso pallido e monoespressivo). La storia è quella di un ragazzo che vive con la madre nella casa dei nonni perché il padre è andato via dopo la sua nascita ma ora è un uomo fallito che fa il dj in una radio. L'ambientazione è a Long Island negli anni 70 e il fulcro della formazione di J.R. (cui tutti chiedono per che cosa stanno le 2 iniziali) è il The Dickens Bar gestito dallo Zio Charlie interpretato con bravura da Ben Affleck. Il ragazzo riuscirà ad esaudire il desiderio della madre di entrare nella facoltà di YEL nonché il suo di diventare uno scrittore. La sceneggiatura è valida e viene ben raccontata dal regista George Clooney che con toni pacati ma diretti elabora il percorso formativo di un ragazzo che senza la guida paterna si affida ai consigli dello zio. Molte bene la ricostruzione del periodo per quanto concerne la scenografia ed i costumi. Ottima la fotografia così come la colonna sonora. Voto: 7/10.
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