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felicity
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giovedì 9 luglio 2026
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il dolore e la caduta come parte della vita
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The Smashing Machine ha struttura nella storia e profondità nei personaggi.
Viene dato molto spazio al rapporto complicato tra Mark Kerr e la fidanzata Dawn Staples e ci sono tutti quegli elementi che piacciono ai fratelli Safdie: l’estetica viscerale, il personaggio borderline in fuga o in rincorsa, criminali disperati, tossicodipendenti con un barlume di redenzione, sognatori autodistruttivi.
E quel tipico realismo che risalta l’imperfezione, dove lo spreco e l’ansia diventano vettori espressivi, non errori stilistici.
Soprattutto, Safdie riesce a mantenere quello che è diventato involontariamente il cuore tematico del documentario, a posteriori: una rilettura del dramma sportivo non condizionato dall’assolutismo della vittoria, ma dalla presa di coscienza che si può anche perdere, che non c’è vergogna nella sconfitta e tutto quel filone esistenziale che sta andando sempre più per la maggiore in quest’epoca segnata da un’attenzione nuova verso la salute mentale e gli isterismi-distruttivi.
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The Smashing Machine ha struttura nella storia e profondità nei personaggi.
Viene dato molto spazio al rapporto complicato tra Mark Kerr e la fidanzata Dawn Staples e ci sono tutti quegli elementi che piacciono ai fratelli Safdie: l’estetica viscerale, il personaggio borderline in fuga o in rincorsa, criminali disperati, tossicodipendenti con un barlume di redenzione, sognatori autodistruttivi.
E quel tipico realismo che risalta l’imperfezione, dove lo spreco e l’ansia diventano vettori espressivi, non errori stilistici.
Soprattutto, Safdie riesce a mantenere quello che è diventato involontariamente il cuore tematico del documentario, a posteriori: una rilettura del dramma sportivo non condizionato dall’assolutismo della vittoria, ma dalla presa di coscienza che si può anche perdere, che non c’è vergogna nella sconfitta e tutto quel filone esistenziale che sta andando sempre più per la maggiore in quest’epoca segnata da un’attenzione nuova verso la salute mentale e gli isterismi-distruttivi.
Alla fine è un film sul rassegnarsi al tempo che passa, all’amore che diventa come un frullato sbagliato, agli amici che vengono e vanno: in questa metafora scoperta sul nostro bisogno di controllo sulle cose, sugli altri e sulle nostre emozioni, che spoglia gli incontri di lotta da qualsiasi fascinazione ed epica, che sta stretta ai propri personaggi con l’immancabile macchina a spalla a distanza ravvicinata.
La verità di The Smashing Machine è che, tutta questa smania di controllo, è assai più liberatorio lasciarla scorrere via come gocce d’acqua sotto la doccia dopo un match, abbozzando una risata.
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doctor
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sabato 28 febbraio 2026
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un film dal taglio documentaristico
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Chi segue Dwayne Johnson è abituato e ben altro taglio di film come Jumanji, Red Notice, Black Adam i cui lui esprime non solo la propria potenza muscolare ma la propia carica di ironia. Qui non c'è niente di tutto questo, è un film piatto e noioso incentrato sul wrestling che è di nessun interesse per il pubblico italiano. Le critiche favorevoli certamente dovute ad interessi di marketing ben retribuiti. Da evitare.
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