Sforzandosi non poco, potrebbe essere considerato lo svolgimento del tema: il papà (Benedict Cumberbatch), architetto che per un grave incidente di percorso perde il lavoro, si rassegna a fare il mammo; mentre la mamma (Olivia Colman), inizialmente una cuoca modesta riesce ad essere a capo di un impero culinario, a fare il padre, a tenere saldo il timone finanziario della famiglia, ad avere quel successo che sta tanto a cuore agli americani e che, raggiunto un livello mitologico, viene considerato alla portata di chiunque si dia da fare. Non tenendo conto che la stragrande quantità della ricchezza individuale è quella ereditata, non quella procurata dai talenti e dal duro lavoro.
[+]
Sforzandosi non poco, potrebbe essere considerato lo svolgimento del tema: il papà (Benedict Cumberbatch), architetto che per un grave incidente di percorso perde il lavoro, si rassegna a fare il mammo; mentre la mamma (Olivia Colman), inizialmente una cuoca modesta riesce ad essere a capo di un impero culinario, a fare il padre, a tenere saldo il timone finanziario della famiglia, ad avere quel successo che sta tanto a cuore agli americani e che, raggiunto un livello mitologico, viene considerato alla portata di chiunque si dia da fare. Non tenendo conto che la stragrande quantità della ricchezza individuale è quella ereditata, non quella procurata dai talenti e dal duro lavoro. Da questa situazione si originerebbero gli attriti nella coppia. Nel viene fuori un film umiliante, pieno di volgarità, di luoghi comuni, incapace di far fare la minima risata, nell’opulenza senza pensiero di minoranze, che risulta offensivo per tutti coloro, e sono tanti, che la mattina si rimboccano le maniche per un piatto di lenticchie. La grande attrice Olivia Colman dalle stelle cade nella polvere, e impegna le sue grandi qualità in un film privo anche di un briciolo di umanità. Tutti gli altri attori, a cominciare dal belloccio Cumberbatch, non sono altro che degli spaventapasseri, al servizio di Jay Roach. Forse si salva PC Williams (costumi) che fa indossare alla Colman una serie di vestiti molto belli, che testimoniano, almeno in questo ambito, la creatività dell’essere umano. Di questa cosa non si può assolutamente dire di Warren Adler (soggetto e sceneggiatura) che dimostra una mancanza di idee e una povertà culturale, che mi ha fatto venire a mente Christy Hall in Una notte a New York. Invece di risultare dei geniali interpreti della realtà, sembrano accontentarsi di un ruolo subalterno, in ossequio a quello che il potere vuole dare in pasto al pubblico.
[-]
|
|