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lu pichi
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mercoledì 25 dicembre 2024
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mi aspettavo un''altro film, non mi ? piaciuto
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È un film che non mi è piaciuto, il rally è uno sport che da emozioni sia a chi lo guarda che a chi lo pratica e questo film di emozioni me ne ha trasmesse poche, avrei voluto vedere più azione, più corse, più stacchi, anche quanche salto, perché no? il rally e spettacolo è nei film dove si gareggia queste cose piacciono, i produttori di Fast e Furious con salti e corse ci hanno creato una saga, non so forse mancavano i fondi fatto sta che mi aspettavo un altro tipo di film, per dire 'Veloce come il vento' con Stefano Accorsi mi è piaciuto più di questo e poi la storia di Cesare Florio e troppo grande per racchiuderla in 100 minuti, ha vinto 10 titoli mondiali costruttori di cui 7 con la Lancia e tre con la Fiat ottenendo anche 5 titoli piloti e 3 titoli marche nel mondiale endurance.
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È un film che non mi è piaciuto, il rally è uno sport che da emozioni sia a chi lo guarda che a chi lo pratica e questo film di emozioni me ne ha trasmesse poche, avrei voluto vedere più azione, più corse, più stacchi, anche quanche salto, perché no? il rally e spettacolo è nei film dove si gareggia queste cose piacciono, i produttori di Fast e Furious con salti e corse ci hanno creato una saga, non so forse mancavano i fondi fatto sta che mi aspettavo un altro tipo di film, per dire 'Veloce come il vento' con Stefano Accorsi mi è piaciuto più di questo e poi la storia di Cesare Florio e troppo grande per racchiuderla in 100 minuti, ha vinto 10 titoli mondiali costruttori di cui 7 con la Lancia e tre con la Fiat ottenendo anche 5 titoli piloti e 3 titoli marche nel mondiale endurance. La sua storia in breve ə questa nel 1974, 1975, 1976 la Lancia Stratos vinse 3 mondiali costruttori e un rivale agguerrito era la Fiat di Agnelli che era una corazzata, il 1975 fu un'anno straordinario per l'Italia la Ferrari vinse il Mondiale F1, la Lancia il mondiale Rally e l'Alfa Romeo il mondiale prototipi, la Fiat niente, nel 1977 Agnelli si compra la Lancia e come prima cosa accantonato la Lancia Stratus proponendo come auto da Rally un'auto commerciale, la scelta cadde sulla Fiat 131 Abarth che vincerà il mondiale 1977 e 1978. Nel 1979 inserirono anche il mondiale piloti ma la Fiat non vinse ne il mondiale piloti ne quello costruttori, nel 1980 si rifece vincendo mondiale piloti e costruttori. Nel 1982 uscì fuori l' Audi quattro, il film parla del mondiale 1983 ma il bello è arrivato nel 1987 con la vittoria del mondiale piloti e costruttori, alla guida della Lancia Delta HF 4WD c'era Juha Kankkunen, poi sarà il tempo della Lancia Delta Integrale che nel 1988 e 1989 vincerà il titolo piloti e costruttori con Miki Biason alla guida. Nel 1989 Florio fu chiamato in F1 per fare il direttore sportivo di Ferrari e sfiorerà il mondiale piloti 1990 con Alan Prost. La Lancia Delta integrale continuerà a vincere, nel 1990 vincerà il mondiale costruttori, nel 1991 farà un'altra doppietta con Juha Kankkunen e nel 1992 si concluderà questa storia con il mondiale costruttori. La Fiat poi si stufò di investire sulla Lancia e ritirò la Delta da mondiale e dismise il reparto corse per concentrarsi sull'Alfa e altri sport, Niki Biason nel 1992 andò in Ford. Non so mi aspettavo un'altro film, non mi è piaciuto.
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giovanni morandi
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venerdì 25 ottobre 2024
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4 vs 2 audi vs lancia 1983
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Il film, coprodotto ed interpretato dal bravo Scamarcio, Race for Glory di Stefano Mordini, ha un cast globale: oltre a Bruhl ci sono Volker Bruch, molto apprezzabile nei panni del romantico Rohrl, l'inglese Katie Clarkson-Hill in quelli di una nutrizionista, l'americana Haley Bennet nel ruolo di una giornalista e la francese Esther Garrel nel cammeo della pilota di auto da rally Michèle Mouton. Nonostante questa impronta internazionale, che annovera anche alcuni produttori esecutivi e un coproduttore di peso come Jeremy Thomas, il film ha più l'aspetto di un western che di un racconto originale: l'attenzione sui luoghi comuni del genere, così come sono stati codificati oltreoceano, crea una narrazione in cui ogni svolta è annunciata e cronometrata, e molti sono i rimandi a ciò che abbiamo già visto sul grande schermo (da ultimo il Ferrari di Mann).
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Il film, coprodotto ed interpretato dal bravo Scamarcio, Race for Glory di Stefano Mordini, ha un cast globale: oltre a Bruhl ci sono Volker Bruch, molto apprezzabile nei panni del romantico Rohrl, l'inglese Katie Clarkson-Hill in quelli di una nutrizionista, l'americana Haley Bennet nel ruolo di una giornalista e la francese Esther Garrel nel cammeo della pilota di auto da rally Michèle Mouton. Nonostante questa impronta internazionale, che annovera anche alcuni produttori esecutivi e un coproduttore di peso come Jeremy Thomas, il film ha più l'aspetto di un western che di un racconto originale: l'attenzione sui luoghi comuni del genere, così come sono stati codificati oltreoceano, crea una narrazione in cui ogni svolta è annunciata e cronometrata, e molti sono i rimandi a ciò che abbiamo già visto sul grande schermo (da ultimo il Ferrari di Mann).
Ma, a parte tutto, Race for Glory è discreto film per "i non addetti ai lavori" , soprattutto nell"ultima parte (prove fonali del Rally3 di Sanremo) con i suoi eroi e antieroi, le sue sfide e le sue astuzie come quella (inventata) di spostare da un parcheggio all'altro le Lancia prodotte affinché sembrassero abbastaza numerose (200) da passare il vaglio della Fédération Internationale de l'Automobile: uno stratagemma di "italianità ".
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felicity
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venerdì 14 febbraio 2025
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sul significato di vittoria e di sconfitta
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Race for Glory – Audi vs. Lancia è un film dove il rally si fa metafora di un cambiamento portato avanti dalle intuizioni e dalle ossessioni di un uomo capace di vincere accettando, però, la sconfitta. Se alcune sequenze finiscono per essere un po' troppo enfatizzate (così come i dialoghi), il mix finale funziona, riuscendo ad intrattenere grazie ad un cinema artigianale e popolare.
L’alternanza di immagini documentarie e particolari dal vero, con il focus incentrato sulla sfida tra meccanici e ingegneri più che tra piloti, arriva a proporre una modalità di corsa automobilistica credibile.
Eppure tutto il dramma, l’impegno, la fatica, la sconfitta che potrebbe sbucare da dietro l’angolo, sono percepiti dal protagonista e da lui soltanto.
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Race for Glory – Audi vs. Lancia è un film dove il rally si fa metafora di un cambiamento portato avanti dalle intuizioni e dalle ossessioni di un uomo capace di vincere accettando, però, la sconfitta. Se alcune sequenze finiscono per essere un po' troppo enfatizzate (così come i dialoghi), il mix finale funziona, riuscendo ad intrattenere grazie ad un cinema artigianale e popolare.
L’alternanza di immagini documentarie e particolari dal vero, con il focus incentrato sulla sfida tra meccanici e ingegneri più che tra piloti, arriva a proporre una modalità di corsa automobilistica credibile.
Eppure tutto il dramma, l’impegno, la fatica, la sconfitta che potrebbe sbucare da dietro l’angolo, sono percepiti dal protagonista e da lui soltanto.
Nessuno mette in dubbio la pressione a cui un dirigente sportivo debba sottoporsi, soprattutto se il proprio reparto è in pericolo, ma il film di Mordini non legittima nemmeno una volta lo stato emotivo del personaggio, che non va mai riflettendosi sul coinvolgimento dello spettatore. Sarà per i troppi aforismi o per il ritornello sempre uguale e mai realmente ispirato su cosa significa vincere e perché non si debba avere il timore di perdere. Mantra che rende evidente che il film abbia un altro protagonista, ben più quadrato del Fiorio di Race for Glory.
È il pilota Walter Röhrl dell’attore Volker Bruch, il cui conflitto interiore e l’equilibrio messo a repentaglio dalle gare lo rende più sfaccettato di quanto lo sia tutta la squadra che ha attorno. È il suo non voler correre a tutti i costi – non voler vincere a tutti i costi – che lo descrive come un personaggio stimolante, soprattutto in relazione al protagonista.
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veleur
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lunedì 16 giugno 2025
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deludente
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Filmetto decisamente deludente da qualunque angolazione lo si guardi.
Se lo guardo da ex pilota lo trovo pieno di banalità, di situazioni assolutamente irrealistiche, piloti e meccanici ridotti a macchiette, soste durante una gara per assaggiare il miele, discussioni inverosimili durante un'assistenza in gara e sulla partecipazione del pilota al prossimo rally (Discussioni che nella realtà vengono affrontate in altre sedi e in altri momenti). Forse il regista e lo sceneggiatore avrebbero fatto bene ad assistere a qualche gara vera, si sarebbero schiariti le idee. A poco serve la didascalia finale in cui viene chiarito che il contenuto è stato liberamente rielaborato dalla fantasia degli autori.
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Filmetto decisamente deludente da qualunque angolazione lo si guardi.
Se lo guardo da ex pilota lo trovo pieno di banalità, di situazioni assolutamente irrealistiche, piloti e meccanici ridotti a macchiette, soste durante una gara per assaggiare il miele, discussioni inverosimili durante un'assistenza in gara e sulla partecipazione del pilota al prossimo rally (Discussioni che nella realtà vengono affrontate in altre sedi e in altri momenti). Forse il regista e lo sceneggiatore avrebbero fatto bene ad assistere a qualche gara vera, si sarebbero schiariti le idee. A poco serve la didascalia finale in cui viene chiarito che il contenuto è stato liberamente rielaborato dalla fantasia degli autori.
Se invece lo guardo come uno spettatore qualsiasi, la situazione, paradossalmente, è ancora peggiore.
Sembra che tutto giri intorno alla voglia di vincere di un uomo, assurdamente l'impegno di una squadra corse importante come quella della Lancia sembra subordinato a questa ossessione, Scamarcio che non perde occasione di dire che vuole vincere, l'unica paura della sua vita è perdere, col suo modo di recitare sempre uguale, sia che faccia il terrorista, sia che faccia il direttore di una squadra corse ai vertici mondiali.
Il personaggio Cesare Fiorio ne esce a parer mio sminuito sia umanamente che professionalmente, sarei curioso di conoscere il suo punto di vista su questo film.
Un film del genere dovrebbe trasmettere pathos allo spettatore, dovrebbe farti sentire coinvolto emotivamente, dovrebbe farti torcere sulla poltrona sperando nella vittoria del pilota della Lancia, anche se l'esito è storia già nota agli appassionati, ma niente di tutto questo, eccetto in parte la sequenza finale al Rally di San Remo.
È tristissimo vedere che ci autodescriviamo come furbetti del quartiere, quando in realtà la squadra corse Lancia era una realtà ben rodata ed oliata che ha continuato a vincere campionati mondiali anche in seguito. È vero che qualche furbata all'epoca è stata fatta, fa parte del gioco, ma in maniera che potrei definire professionale, non certo mandando i meccanici a spargere sale sulla prova speciale.
Concludendo potrei dare di questo film la stessa definizione che Fantozzi da de "La Corazzata Potemkin"
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