Un film pensato, sceneggiato e diretto dalla coppia di autori Charbonier e Powell per chi ama le favole horror con sottostante morale sulla falsa riga di quelle di Esopo. Non adatto a chi soffre di claustrofobia, tutto si svolge, infatti, in una sola location, un angusto appartamento senza finestre. Il mostro mutaforma dovrebbe o potrebbe significare, per il piccolo protagonista, tante cose, se volessimo lasciarci andare a interpretazioni metaforiche. Potrebbe essere letta la trama come la storia di un ragazzino, nella fase adolescenziale che scopre a sue spese, in un rito di iniziazione di sangue e di dolore fatto di prove terribili da affrontare da solo per superare il trauma della perdita della madre, che nella vita ogni scelta comporta una perdita, che ogni piacere ha il suo prezzo di lacrime.
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Un film pensato, sceneggiato e diretto dalla coppia di autori Charbonier e Powell per chi ama le favole horror con sottostante morale sulla falsa riga di quelle di Esopo. Non adatto a chi soffre di claustrofobia, tutto si svolge, infatti, in una sola location, un angusto appartamento senza finestre. Il mostro mutaforma dovrebbe o potrebbe significare, per il piccolo protagonista, tante cose, se volessimo lasciarci andare a interpretazioni metaforiche. Potrebbe essere letta la trama come la storia di un ragazzino, nella fase adolescenziale che scopre a sue spese, in un rito di iniziazione di sangue e di dolore fatto di prove terribili da affrontare da solo per superare il trauma della perdita della madre, che nella vita ogni scelta comporta una perdita, che ogni piacere ha il suo prezzo di lacrime. Nonostante i buoni propositi e qualche soprassalto il film mi ha fatto venire sonno a metà strada.
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