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dandy
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martedì 31 dicembre 2024
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falchi e cani.
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Terzo film del figlio di Nino D'Angelo(che cura le belle musiche e appare nel ruolo di un tassista).A dispetto degli ovvi modelli di riferimento("Gomorra" in primis,dove Cerlino interpreta Don Savastano) atmosfere e dinamiche vengono da Johnnie To e John Woo con un pizzico di Abel Ferrara,di cui D'Angelo è stato assistente alla regia.Poliziesco nostrano spiccio e disulliso,molto ben girato e fotografato e con un ottimo duo di protagonisti.Efficaci dialoghi ridotti al minimo e la visione intimista della Napoli periferica misera e senza i classici schiamazzi e folklore locale(sia pure criminale).Peccato per la Sandrelli puramente accessoria nel ruolo di Donna Arianna.In un paio di scene si sentono i dialoghi di "Milano Calibro 9".
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hulk1
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lunedì 14 settembre 2020
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ma esisto ancora i falchi
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Ecco i nostri eroi poliziotti in borghese, che solcano le vie della citta in moto senza casco naturalmente.
Ecco l'arcadia napoletana, i gomorroidi, anche e se la camorra è assente.
Come l'arcadia romana, abbiamo attori mediocri, dialoghi ridotti a grugniti o ragli da somaro
Lasciamo perdere Milano Calibro 9, quel glorioso cinema è ormai morto e sepolto che riposi in pace.
Falchi?????????' , ma esistono ancora?
Ci sarebbero anche quelli della calibro 38, ma questi falchi,le uniche imprese che ricordo, parlo della mia infanzia, anni 70, era combinare casini, sparare a persone innocenti, non azzeccarne mai una, venivano scambiati per malavitosi, il cittadino innocente,quando questi ceffi intimavano l'alt , si spaventava e scappava, questi lo crivellavano di colpi.
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Ecco i nostri eroi poliziotti in borghese, che solcano le vie della citta in moto senza casco naturalmente.
Ecco l'arcadia napoletana, i gomorroidi, anche e se la camorra è assente.
Come l'arcadia romana, abbiamo attori mediocri, dialoghi ridotti a grugniti o ragli da somaro
Lasciamo perdere Milano Calibro 9, quel glorioso cinema è ormai morto e sepolto che riposi in pace.
Falchi?????????' , ma esistono ancora?
Ci sarebbero anche quelli della calibro 38, ma questi falchi,le uniche imprese che ricordo, parlo della mia infanzia, anni 70, era combinare casini, sparare a persone innocenti, non azzeccarne mai una, venivano scambiati per malavitosi, il cittadino innocente,quando questi ceffi intimavano l'alt , si spaventava e scappava, questi lo crivellavano di colpi.
Il film non è un noir, casomai un polar, lasciamo perdere l'oriente, ci si aspetta sempre la pistola impugnata alla tarantino.
Tra un grugnito ed un raglio, si vorrebbe rappresentare la dura vita dello sbirro mal pagato, male attrezzato, ma se siete proletari in divisa , quando la indossate perche non spaccate la testa ai politici corrotti.
Meglio una puntata di distretto di polizia, o il maresciallo Rocca, lì almeno non si lamenta nessuno, alle pareti non vengono appese svastiche, sono tutti con le loro belle divise ben stiratee trombano come ricci naturalmente
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ennio
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giovedì 25 luglio 2019
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insipido
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Candidature a nastri d'argento, prodotto culturale supportato... mah l'ennesima dimostrazione che il "foraggiamento" pubblico del cinema tramite comitati e giurie produce sempre più un livellamento verso il basso.
"Falchi" è un film che mi ha fatto letteralmente addormentare già a metà film. Prove mediocri dei protagonisti, che però non sono la parte peggiore. E' il resto che è il vuoto: storia ritrita di poliziotti "duri e vissuti" impegnati continuamente in sparatorie alla Charles Bronson, poliziotti talmente duri che per dimostrare di esserlo si accendono una sigaretta dietro l'altra...poliziotti maledetti e drogati con i soliti scheletri nell'armadio e rimorsi incancellabili.
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Candidature a nastri d'argento, prodotto culturale supportato... mah l'ennesima dimostrazione che il "foraggiamento" pubblico del cinema tramite comitati e giurie produce sempre più un livellamento verso il basso.
"Falchi" è un film che mi ha fatto letteralmente addormentare già a metà film. Prove mediocri dei protagonisti, che però non sono la parte peggiore. E' il resto che è il vuoto: storia ritrita di poliziotti "duri e vissuti" impegnati continuamente in sparatorie alla Charles Bronson, poliziotti talmente duri che per dimostrare di esserlo si accendono una sigaretta dietro l'altra...poliziotti maledetti e drogati con i soliti scheletri nell'armadio e rimorsi incancellabili... e il solito cane che, ovviamente. è migliore di molti uomini... e poi la solita ragazza bella e impossibile (cinese, al passo coi nostri tempi di immigrazione) impegnata a redimere definitivamente il poliziotto bello e dannato, con cui finisce inevitabilmente a letto seppur nel centro massaggi... altro? no per fortuna
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conyr
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martedì 4 giugno 2019
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falchi di toni d’angelo: umanità di un capolavoro
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Sullo sfondo, una città dalla realtà dura, spregiudicata e spietata di un quotidiano tinto di cronaca nera arriva a noi – attraverso lo schermo - come un diamante che nonostante tutto splende ancora tra cielo e terra. Magia che dall’alto ci immerge nella città di Napoli come un luogo – no luogo, che da un Set a cielo aperto e un saper far buon cinema ci restituisce nella poesia della fotografia sin dalle prime sequenze.
E’ tra cielo e terra che dalle strade di una città difficile la storia di due amici, due poliziotti – due Falchi, Agenti della sezione speciali della Squadra mobile di Napoli efficientissimi e dediti a 360° alla loro missione - sfreccia come in un inseguimento per farsi largo nell’azione degli stati d’animo di un vita privata imperfetta, dolorosa quanto un crimine: la vita dei due protagonisti principali – Peppe (Fortunato Cierlino) e Francesco (Michele Riondino) - emerge alla cronaca del loro quotidiano come un caso difficile da risolvere nella palude di se stessi, nei sobborghi più loschi della mente e dell’animo umano.
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Sullo sfondo, una città dalla realtà dura, spregiudicata e spietata di un quotidiano tinto di cronaca nera arriva a noi – attraverso lo schermo - come un diamante che nonostante tutto splende ancora tra cielo e terra. Magia che dall’alto ci immerge nella città di Napoli come un luogo – no luogo, che da un Set a cielo aperto e un saper far buon cinema ci restituisce nella poesia della fotografia sin dalle prime sequenze.
E’ tra cielo e terra che dalle strade di una città difficile la storia di due amici, due poliziotti – due Falchi, Agenti della sezione speciali della Squadra mobile di Napoli efficientissimi e dediti a 360° alla loro missione - sfreccia come in un inseguimento per farsi largo nell’azione degli stati d’animo di un vita privata imperfetta, dolorosa quanto un crimine: la vita dei due protagonisti principali – Peppe (Fortunato Cierlino) e Francesco (Michele Riondino) - emerge alla cronaca del loro quotidiano come un caso difficile da risolvere nella palude di se stessi, nei sobborghi più loschi della mente e dell’animo umano.
Ma gli eventi frutto di azioni fuorilegge determinano nel destino dei due poliziotti la possibilità di una chance in più, a costo di attraversare il fuoco incrociato dell’esistenza, anche la più solitaria, per provare a intravedere - fosse per un solo istante - la luce del riscatto.
Non provare una volta ancora è come morire di panico prima ancora di avvertire uno sparo nel buio, come mancare per vigliaccheria, per umana debolezza, un’occasione buona e non solo per se stessi.
Falchi, il nuovo film di Toni D’Angelo, pone degli interrogativi esistenziali e molteplici momenti di riflessione sull’umano che va ben oltre – a mio modesto avviso - circa l’amicizia, i tradimenti e l’amore. E’ balistica che nella traiettoria ha per obiettivo quello di provare ad indagare sull’io profondo.
Entrare in empatia con i personaggi principali del film nel loro scavare interiore è un rischio che vale la pena correre a tutta velocità: è quel cadere a terra, rialzarsi e lottare per giungere ad una disperata vitalità.
Nella visione del film ho provato per un attimo a sentirmi come fossi un senso di colpa, una parola non detta, un gesto mancato, un tradimento, un amore impossibile, una donna per amica.
E come a volte capita nella vita, fino a non saper vedere oltre come un cane senza più padrone, come il non accaduto per assenza di lucidità e coraggio, muovere passi incerti sulla spiaggia dell’esistenza.
Falchi è un gioiello. E’ così nell’interpretazione degli attori Cierlino e Riondino. Gemme incastonate – nei ruoli interpretati - Pippo del Bono (Il dottor Marino Capo della Squadra Mobile) e l’attrice Stefania Sandrelli (Donna Arianna) storia in carne ed ossa del cinema italiano. Come, e non da ultimo, nell’interpretazione, l’attrice Wang Xiaoyan.
Le musiche composte da Nino D’Angelo ci accompagnano nella visione del melodramma in una sinfonia perfetta come il battito di un cuore per la vita che giunge così intenso nel brano Puortame con te.
Toni D’Angelo in Falchi, con passione e coraggio come nei suoi lavori precedenti - da Una Notte a L’innocenza di Clara, passando per POETI fino a FILMSTUDIO, Mon Amour – ispirandosi al cinema di Hong Kong degli anni ’90, ossia a melò polizieschi e noir, ha creato un genere unico nel panorama cinematografico italiano degli ultimi anni, che ha già dimostrato di poter valicare i confini delle sale cinematografiche italiane e giungere a Berlino come a Los Angeles.
ConyR
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vepra81
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martedì 6 febbraio 2018
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noioso
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Film che ho visto e trovato noioso. Trama difficile da capire. Pochi dialoghi gestiti male. Film in lingua meridionale che spesso non si capisce. Non tutti vivono a Napoli. Audio con voci basse difficili da sentire. Uso spassionato del drone a volte senza un significato narrativo.
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martedì 6 febbraio 2018
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noioso
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Film noioso con una trama non chiara che non si capisce. Un audio poco chiaro. Lingua meridionale non chiara in tutti i suoi passaggi. Un abuso delle riprese da drone spesso non giustificate. Non mi è piaciuto. Poteva essere meglio.
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fra
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lunedì 5 febbraio 2018
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decisamente scarso
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Abbastanza deluso dalle aspettative che mi ero fatto, comincia con inseguimenti in perfetto stile poliziesco per poi perdersi in combattimenti tra cani...da non rivedere mai piu'
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utenten61
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giovedì 3 agosto 2017
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cani napoletani e mode smodate
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L'acclarato fatto che Napoli -nonostante le indubbie contraddizioni che la deturpano, peraltro più o meno comuni a tutte le metropoli- sia città di alto livello culturale e che la storia partenopea sia costellata anche di insigni personaggi tra intellettuali, artisti e musicisti, matematici e scienziati, poeti e scrittori, legislatori e umanisti, persino mistici e santi... agli autori come D'Angelo e affini (dei quali comunque rispetto la fatica del loro lavoro, se in buona fede...) evidentemente poco importa. Meglio mostrare - per l'ennesima volta ma senza il genuino pathos drammatico e quasi documentaristico di una serie come Gomorra- la scontata e deforme maschera della gratuita volgarità, dello squallore e di una violenza -nel caso specifico- così irrazionale da naufragare nel ridicolo! Ma si sà è di moda e fa più effetto perchè conforme alla grossolana superficialità imperante e -questa sì- criminale.
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L'acclarato fatto che Napoli -nonostante le indubbie contraddizioni che la deturpano, peraltro più o meno comuni a tutte le metropoli- sia città di alto livello culturale e che la storia partenopea sia costellata anche di insigni personaggi tra intellettuali, artisti e musicisti, matematici e scienziati, poeti e scrittori, legislatori e umanisti, persino mistici e santi... agli autori come D'Angelo e affini (dei quali comunque rispetto la fatica del loro lavoro, se in buona fede...) evidentemente poco importa. Meglio mostrare - per l'ennesima volta ma senza il genuino pathos drammatico e quasi documentaristico di una serie come Gomorra- la scontata e deforme maschera della gratuita volgarità, dello squallore e di una violenza -nel caso specifico- così irrazionale da naufragare nel ridicolo! Ma si sà è di moda e fa più effetto perchè conforme alla grossolana superficialità imperante e -questa sì- criminale... Persino gli attori, che stimo sinceramente, travolti dall'inverosimile, grottesco canovaccio, ammutoliscono le loro potenzialità fino a raggiungere vertici di risibile e implacabile inespressività quasi disumana... Complimenti invece, devo riconoscerlo, all'interpretazione del cane! O città/mondo che prendi origine dalla ninfa Partenope, quando la smetteranno di imbellettarti laidamente e vestirti di vecchi e frusti stracci...?
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lunedì 31 luglio 2017
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film pessimo inguardabile
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Ci tengo a precisare che questo lo metto nella lista dei film piu' brutti che io abbia mai visto Un film senza senso lentissimo , cose messe a caso cosi' , nulla a che fare con i falchi mai una scena in caserma una retata un operazione in qualche rione Pensavo che avesse qualcosa di Gomorrah almeno la prima serie soltanto scene lente brutte , tutto orientato intorno alla droga piu' che falchi poi mi sembravano tossicodipendenti e psicopatici nel film si fuma per almeno tre quarti del film e' qualcosa di scandaloso davvero consiglio al regista veramente di fare altro sapevo che i film d autore erano noiosi ma questo non ha una logica non ha un senso cinesi messi li' a caso , cani anche , come tra l altro se tutta Napoli si muovesse attorno alle scommesse clandestine dei cani , 2 ore della mia vita perse , e mi meraviglio anche degli attori si vede che sono alla frutta cioe' come fanno a recitare leggendo un copione cosi .
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Ci tengo a precisare che questo lo metto nella lista dei film piu' brutti che io abbia mai visto Un film senza senso lentissimo , cose messe a caso cosi' , nulla a che fare con i falchi mai una scena in caserma una retata un operazione in qualche rione Pensavo che avesse qualcosa di Gomorrah almeno la prima serie soltanto scene lente brutte , tutto orientato intorno alla droga piu' che falchi poi mi sembravano tossicodipendenti e psicopatici nel film si fuma per almeno tre quarti del film e' qualcosa di scandaloso davvero consiglio al regista veramente di fare altro sapevo che i film d autore erano noiosi ma questo non ha una logica non ha un senso cinesi messi li' a caso , cani anche , come tra l altro se tutta Napoli si muovesse attorno alle scommesse clandestine dei cani , 2 ore della mia vita perse , e mi meraviglio anche degli attori si vede che sono alla frutta cioe' come fanno a recitare leggendo un copione cosi . Ma sopratutto dov e' il nesso con i falchi , ci fu un bel documentario di LA7 girato anni fa sui falchi di Napoli consiglio di guardarlo e' 1000 volte piu' bello del film
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mercoledì 19 aprile 2017
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dvd
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Quando uscirà in dvd più o meno il film?
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