Al di lÓ delle montagne

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Un film di Jia Zhangke. Con Zhao Tao, Zhang Yi, Jing Dong Liang, Zijian Dong, Sylvia Chang.
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Titolo originale Shan He Gu Ren. Drammatico, durata 131 min. - Cina, Francia, Giappone 2015. - Cinema uscita giovedý 5 maggio 2016. MYMONETRO Al di lÓ delle montagne * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
cinefoglio sabato 9 novembre 2019
polaroid of mountains may depart Valutazione 4 stelle su cinque
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Before «Ash Is Purest White».
 
The Chinese director sets the plot in his home city of Fenyang describing a common triangle of love starring Tao, a shopkeeper, Liang, a poor miner and Jingsheng, rich and successful owner of a gas station. 
 
The entire film is chaptered in Three Acts were the first homages the 90’s Chinese cinema. The long-introduction is emphasised filmed with an aspect ratio of 4:3 as an old cathodic-TV and lo-fi aesthetic of the image.  Also, the progress of the story-line is marked through a change of the portion of the screen. [+]

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sellerone lunedý 23 luglio 2018
due ore!!! Valutazione 3 stelle su cinque
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E sono d'accordo con tutti quelli che tessono le lodi di questo splendido film, ma credo che forse, senza dare eccessivi tagli narrativi si poteva fare pure con meno tempo. Storia bella e struggente, delicata e ricca di momenti evocativi. A parte il Narration Time, tutto bene, soprattutto la backbone musicale che ripercorre tutta la storia

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g_andrini martedý 11 ottobre 2016
bel film Valutazione 3 stelle su cinque
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Non vuole essere profondo, nonostante qualche sottigliezza espositiva. Bello il cambio di formato immagine a seconda del periodo storico.

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giuliog02 venerdý 7 ottobre 2016
opera da apprendista Valutazione 1 stelle su cinque
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Un film che richiama il neorealismo italiano e francese degli anni '50, trasportato in una cultura ed in una societÓ diverse in tempi diversi. Una narrazione, particolarmente all'inizio, lenta e pesantemente didascalica, che sembra rifarsi al realismo sovietico. Un'opera ambiziosa che mette troppa carne al fuoco e che genera una sensazione di stanchezza, quasi opprimente. Gli stacchi sono micidiali e francamente disturbanti. Dove sparisce Lianzi, una delle poche figure positive, dimenticato dalla regia? Il film Ŕ ricco di metafore, i ravioli, infondo, sono una specie di DNA dell'identitÓ cinese, che Ŕ preservata dai due personaggi femminili, Tao e Mia, nella loro totale umanitÓ. Bella questa metafora, antropologica, della conservazione nel genere femminile dell'identitÓ etnica. [+]

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angelo umana mercoledý 7 settembre 2016
i guai dello sviluppo Valutazione 2 stelle su cinque
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Film che non brilla per semplicitÓ o linearitÓ, si fa pesante, ricco di scene madri e frasi da ricordare. Abbraccia la vita di tre persone ľ una donna desiderata da due uomini, uno dei quali, il pi¨ ôbuonoö, rinuncia alla contesa ľ lungo 26 anni, dal 1999 fino al 2014 e poi al 2025. Forse negli ultimi 11 anni il regista immagina o mostra cosa la Cina diventa o cosa Ŕ giÓ diventata, cosa diventano gli uomini col progresso: in effetti il film Ŕ anche un viaggio tra usi strade e genti, fiumi immensi e panorami, dalla Cina rurale a quella moderna con ponti e grandi opere. Naturalmente la protagonista divorzierÓ da colui che sposa, manifestamente cattivo incolto e arrogante dalle prime scene ma destinato a far soldi (il futuro di cinesi rampanti che imitano le orme di occidentali loro simili), tanto da chiamare Dollar il figlio che nasce dai due e che sarÓ affidato al padre trasferitosi in Australia. [+]

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raffele lunedý 1 agosto 2016
radici ... Valutazione 3 stelle su cinque
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efficace come una lama dal taglio lento, che si compiace nell'indurre una sofferenza oscura, disperante. In tanti di noi il boom economico e lo spostamento in cittÓ dei nostri genitori caus˛ perdita di valori schietti, un benessere che era meno sano della lotta per la sopravvivenza dei nostri nonni nelle campagne, un annacquamento di altri valori e scopi, e confusione, incertezza, in ci˛ che vogliamo o respingiamo. Ma d'estate si tornava dai nonni, si respirava quel piccolo mondo antico di sapori veraci. La Cina cosiddetta emergente ha prodotto probabilmente fratture pi¨ traumatiche: nasci da un'altra parte del mondo, tuo padre ha i tratti come i tuoi ma parlate lingue diverse, sei uno di loro, dei tuoi amici, parli la loro lingua ma . [+]

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batiram mercoledý 29 giugno 2016
coinvolgente, lascia segni e fa riflettere Valutazione 4 stelle su cinque
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La scelta di narrare, attraversando il tempo, è particolarmente avvincente. Conosco la cultura cinese attraverso le parole dei miei alunni e dei loro genitori, quindi sono ignorante, ma Jia Zhang-Ke mi ha trasmesso una "malinconica certezza"; tutto il mondo è paese. I sentimenti e le emozioni che coinvolgono i protagonisti sono quelli dell'umanità; violenza, il potere sopra ogni cosa, tenerezza, paura, il  ricordare e cercare la propria strada. La Cina che Zhang-Ke ha raccontato è da conservare come un ricordo e da conoscere sempre di più.

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enrico danelli sabato 4 giugno 2016
omogeneizzato culturale Valutazione 4 stelle su cinque
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Ottimo film non tanto per la fattura (recitazioni quasi teatrali, dialoghi un po' scontati, qualche scollatura temporale), ma per il significato: come "La canzone perduta" di Mintas, il tema è esclusivamente la perdita di identità che tutto il mondo sta vivendo di fronte all'omogeneizzazione culturale imposta dall'occidente (leggasi nordamerica) a suon di miliardi. I tre personaggi e il figlio Dollar riassumono in diverse gradazioni questo processo: chi consapevolmente lo abbraccia entusiasticamente, chi lo rifiuta, chi lo subisce senza neppure averlo consapevolmente scelto (il figlio Dollar): Tutti ne escono perdenti. L'unica è Thao che sembra in grado di conciliare le tradizioni cinesi con il nuovo che avanza. [+]

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vanessa zarastro lunedý 23 maggio 2016
l'america Ŕ vicina? Valutazione 4 stelle su cinque
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“Al di là delle montagne” è un film impegnativo e ambizioso che vuole fare riflettere sui cambiamenti sociali in Cina (ma non solo) nel presente millennio e sulla sua progressiva occidentalizzazione. Il film abbraccia un quarto di secolo in tre scenari sottolineati anche da un formato diverso - dal quasi quadrato al cinemascope – e che vanno dal 1999, passano per il 2014 e arrivano al 2025. Siamo nel meno noto nord della Cina e Fenyang è una piccola città di provincia nelloShanxi – che letteralmente vuole dire “a ovest delle montagne”.
La prima parte narra la storia di tre amici: Tao, giovane carina e vitale, Lianzi un operaio gentile e sensibile e Zhang di origini borghesi molto attaccato ai soldi. [+]

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jack beauregard martedý 17 maggio 2016
i conti non tornano Valutazione 0 stelle su cinque
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Non mi torna. Il padre di lei muore nel 2014, dopo che è apparso il titolo del film ed è cambiato il formato. In teoria il ragazzo dovrebbe avere 14-15 anni, ma poi quando lo si vede scendere dall'aereo si vede che è molto più piccolo. Poi arriva la conferma, nel 2025, che quando ha incontrato la madre aveva 7 anni, quindi è nato nel 2007, e nel 2025 ha 18 anni. E' vero che non ci sono date precise nè del matrimonio di Tao e Zhang, nè del momento della nascita di Dollar. Però il matrimonio (a cui non assistiamo) sembra databile nel 2000, perchè lei porta l'invito a Lianzi (che è disoccupato e decide di partire per cercare lavoro). [+]

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