No - I giorni dell'arcobaleno

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Un film di Pablo Larraín. Con Gael García Bernal, Alfredo Castro, Antonia Zegers, Luis Gnecco.
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Titolo originale No. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 110 min. - Cile 2012. - Bolero Film uscita giovedì 9 maggio 2013. MYMONETRO No - I giorni dell'arcobaleno * * * - - valutazione media: 3,42 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
atalante lunedì 3 giugno 2013
da guardare dopo "argo" Valutazione 0 stelle su cinque
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Dopo "Argo", "No" è l'altra sceneggiatura dell'anno a leggere la realtà politica attraverso i segni della rappresentazione mediatica. Fotografia di Sergio Armstrong e regia di Pablo Larraín vi aderiscono al punto tale da confondersi coi molti documenti originali al servizio di un testo equilibrato nell'illustrare le motivazioni di tutte le parti in campo, ma senza sacrificare troppo il ritmo. E poi, si sa, per noi italiani, certe campagne elettorali coi sorrisi stampati e la retorica dei demagoghi sciorinata per bene sono più inquietanti che mai.

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pensierocivile venerdì 24 maggio 2013
spot di vita quotidiana sotto dittatura Valutazione 4 stelle su cinque
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Il primo confronto insospettisce, ma presto si è costretti a cedere. Insospettisce lo stile retrò, la fotografia calibratissima, la regia stilisticamente perfetta nel disegno della scena da ricondurre nel tempo; un sospetto di predominanaza estetica che cede alla storia, al racconto, ma una scelta che si rivela azzecatissima nell'utilizzo degli spot originali colmi di forza "storica" che, nel mix di reltà e finzione creato da Larrain, legano il cinema al reale senza far schiacciare la finzione dal sentimento. La vittoria del No al referendum che coinvolse Pinochet si salda indissolubilmente alla comunicazione e dunque all'estetica, il percorso di liberazione dalla dittatura viene seguito accompagnando la campagna pubblicitaria del No, le intuizioni del suo creatore, la comunicazione rivoluzionaria. [+]

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fabiofeli giovedì 23 maggio 2013
la libertà dalla dittatura è un allegro no Valutazione 3 stelle su cinque
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No - I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larrain

Nel 1988 Pinochet, dittatore del Cile da 15 anni, autore del golpe contro Allende, è screditato presso i fautori USA, che avevano dato il via libera e favorito il colpo di stato. Per continuare a restare al vertice di un Cile antiquato e arrancante in economia il truce golpista del 1973 è costretto ad indire un referendum la posta in gioco del quale è la permanenza del generale al comando del paese per altri otto anni. Organizzatore della campagna elettorale per il Sì a Pinochet è Lucho Guzmàn (Alfredo Castro); questi contatta René Saavedra (Gael Garcia-Bernal), pubblicitario e regista di telenovelas, cercando di reclutarlo nella campagna favorevole al generale. [+]

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gabriele marolda martedì 21 maggio 2013
la tv nella vita di un paese Valutazione 4 stelle su cinque
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Dopo 15 anni di feroce dittatura sul popolo cileno nel 1988 Augusto Pinochet, nel tentativo di guadagnare consenso al proprio regime, accetta di sottoporre a referendum popolare la conferma del proprio incarico di Presidente, titolo che si era attribuito a seguito del golpe ai danni di Salvator Allende e del suo governo democratico.
Il film di Pablo Larrain ricostruisce con l'uso di documenti d'archivio che fonde in modo mirabile con la finzione cinematografica i giorni difficili della campagna del no, che l'opposizione è autorizzata a condurre utilizzando uno spazio di quindici minuti giornalieri a tarda sera. [+]

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filippo catani martedì 21 maggio 2013
l'allegria malinconica che sconfisse il regime Valutazione 4 stelle su cinque
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Cile 1988. Dopo 15 anni di dittatura sanguinaria, il generale Pinochet è costretto ad indire un plebiscito sulla sua persona e sulla nuova costituzione a seguito delle fortissime pressioni della comunità internazionale. La campagna del no decide di affidarsi ad un giovane ed esuberante pubblicitario.
Quindici minuti al giorno era il tempo destinato al regime per la campagna del no e perdipiù a notte fonda. Effettivamente anche il sì aveva a disposizione quindici minuti ma ovviamente nella fascia di maggiore ascolto e all'interno di un palinsesto ovviamente asservito al regime. Come era possibile trionfare in un referendum indetto da Pinochet allo scopo di vincere in carrozza? E' forse questo uno dei momenti più toccanti di questo splendido film di Larrain. [+]

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renato volpone domenica 19 maggio 2013
la potenza mediatica Valutazione 4 stelle su cinque
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Sono passati 25 anni dal referendum che ha decretato in Cile l'abbandono del potere da parte di Pinochet ed ecco un film che racconta le dinamiche di quella campagna elettorale sia dalla parte del NO, che dalla parte del SI. Il film, girato con immagini leggermente sfuocate per dare la sensazione di un tempo all'imperfetto, è un interessante documento sulle dinamiche della comunicazione e della manipolazione delle masse attraverso media e pubblicità.  Manifesto di una rivoluzione pacifista, non calcando mai la mano sulla violenza, offre interessanti spunti di meditazione sull'evoluzione del modo di fare politica, sulla difficoltà dei partiti politici di conciliare le vecchie idee con le nuove modalità  del comunicare. [+]

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enzo70 domenica 19 maggio 2013
film originale per un no alle dittature Valutazione 4 stelle su cinque
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Nel 1988 Pinochet fu costretto ad indire un referendum per ottenere il sostegno al suo Governo. Il Cile, quindi, fu chiamato ad esprimersi per un si, a favore del dittatore, o per un no, il che significava un nuovo corso politico. Al fronte del no furono concessi quindici minuti di comunicazione in tv, in una par condicio di natura sudamericana; e si, perché lo stesso tempo era, sulla carta, concesso alla comunicazione politica del dittatore. Ed il film diretto dall’ottimo Pablo Larrain racconta i giorni che condussero al termine della dittatura del generale cileno dal lato di un giovane creativo pubblicitario interpretato alla grande da Gael Garcia Benal, il Che nello splendido "i diari della motocicletta". [+]

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diomede917 venerdì 17 maggio 2013
la forza dell'allegria Valutazione 4 stelle su cinque
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Nonostante la pigrizia (o furbizia) di alcuni distributori “La festa del cinema” ci ha liberato dai magazzini un piccolo gioiello premiato nella sezione Quinzane des realisateurs di Cannes 2012 e candidato all’Oscar come miglor film straniero.
Con No-I giorni dell’arcobaleno il regista Pablo Larrain conclude la sua triologia sulla dittatura di Pinochet vista dal basso portandola dai chiaroscuri di Tony Manero e di Post Mortem al multicolore che ha segnato la fine di un periodo molto doloroso non solo della storia cilena ma anche della Storia Contemporanea Mondiale.
Il film mette al centro la pagina finale del periodo di Augusto Pinochet che , di fronte alle pressioni internazionali, indisse un referendum nel 1988 sulla sua presidenza. [+]

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dodix2013 lunedì 13 maggio 2013
bel film Valutazione 3 stelle su cinque
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Non mi sentirei di definirlo un capolavoro, forse non rimarrà negli annali della storia del cinema, tuttavia é decisamente un bel film che fa piacere vedere. Bella la fotografia retrò, bravi gli attori in particolare il protagonista, forse un po' lento in alcuni passaggi; tuttavia ha il pregio di rappresentare, dall'interno, la situazione della società cilena dell'epoca sulla quale la storia non ha forse ancora detto tutto. Aiuta anche a fare una riflessione sul potere persuasivo della televisione. Noi in Italia, con 5 canali in mano a berlusconi (notare la "b" minuscola) abbiamo esperienza in merito. Certo, al "cavaliere" non possiamo imputare assassinii e desaparecidos ma non possiamo negare che da 20 anni stia cercando di assassinare la cultura, la scuola, la verità e la democrazia in Italia. [+]

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jaylee lunedì 13 maggio 2013
la pragmatica della comunicazione Valutazione 4 stelle su cinque
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1988, il Cile si appresta attraverso un referendum a confermare o meno il regime del dittatore Augusto Pinochet dopo quindici anni di torture, uccisioni, desaparecidos, bugie, censura. il SI confermerebbe il regime, il NO indirebbe nuove elezioni. Sembra comunque un'impresa, perchè all'opposizione è concessa solo una finestra per fare propaganda: 15 minuti ogni giorno per 27 giorni prima del fatidico 5 ottobre... Il regime ha le rimanenti 23 ore e 45 minuti. Renè Saavedra (G. Garcia Bernal) è figlio di un esiliato, ed è un pubblicitario di successo nello studio di Lucho Guzman (A. Castro), che svolge consulenza per lo stesso ufficio di propaganda del regime... I giorni di Renè passano tra una campagna pubblicitaria per una bevanda ed una telenovela, e con suo figlio, avuto con un'attivista politica di sinistra, che si rifiuta di andare a vivere da lui. [+]

[+] quasi d'accordo... (di writer58)
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