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vittorio
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martedì 26 aprile 2011
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originale...
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Film originale, che riesce sin dall'inizio a tenerti incollato alla sedia....
Da vedere e con un finale sorprendente!!
Peccato che tra i 5 il diavolo si capisce subito chi è.....
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brucemyhero
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giovedì 14 aprile 2011
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devil
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Se parlassimo di un b-movie diretto da un semisconosciuto, qui Shyamalan ha 'solo' prodotto e ideato il soggetto, 2 o 3 stellette potrei anche concederle per compassione. Ma trattandosi INCREDIBILMENTE del creatore di capolavori quali 'Il sesto senso' e 'Umbreakable', si resta attoniti davanti a tanta pochezza. Non che non regali qualche brivido, ma solo il buio per 5 volte e pochi secondi, scuote trama e sensi da qualcosa già visto e rivisto e che sfiora il ridicolo. Un maestro assoluto che si è totalmente perduto: possedeva doti narrative mai viste, ritmi che catapultavano dove lui voleva come rarissimamente mi è accaduto.
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Se parlassimo di un b-movie diretto da un semisconosciuto, qui Shyamalan ha 'solo' prodotto e ideato il soggetto, 2 o 3 stellette potrei anche concederle per compassione. Ma trattandosi INCREDIBILMENTE del creatore di capolavori quali 'Il sesto senso' e 'Umbreakable', si resta attoniti davanti a tanta pochezza. Non che non regali qualche brivido, ma solo il buio per 5 volte e pochi secondi, scuote trama e sensi da qualcosa già visto e rivisto e che sfiora il ridicolo. Un maestro assoluto che si è totalmente perduto: possedeva doti narrative mai viste, ritmi che catapultavano dove lui voleva come rarissimamente mi è accaduto. Lo adoravo. Mi chiedo quindi che ne è stato di tutto ciò?: ogni lavoro è peggiore del precedente. Attori fenomenali quali Joaquin Phoenix che d'un tratto sbottano, e qui un regista che lontano mille miglia dai suoi primi lavori-capolavori, continuano, nonostante sarebbe il caso di chiudere bottega. La natura umana.........
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ultimoboyscout
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venerdì 1 aprile 2011
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il diavolo è uno di loro?
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Non è un horror nel senso stretto del termine e probabilmente non spaventa: ma ha il grandissimo merito di non annoiare e di mantenere altissimi pathos e tensione. Un vortice adrenalinico, un tutti contro tutti in cui non si è sicuri di niente e di nessuno, la situazione si ribalta più volte e lo spettatore viene depistato regolarmente per essere portato ad accusare prima l'uno poi l'altro occupante dell'ascensore. Film coraggioso, merita senz'altro di essere premiato nonostante l'eccessivo buonismo dovuto a quel "io ti perdono" pronunciato dal poliziotto con estrema leggerezza, per fr chiudere il cerchio aperto cinque anni prima. Notevole il colpo di scena finale in stile "Saw - l'enigmista" il primo capitolo della saga in cui proprio quello apparentemente morto si rialza e qui succede una cosa simile.
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Non è un horror nel senso stretto del termine e probabilmente non spaventa: ma ha il grandissimo merito di non annoiare e di mantenere altissimi pathos e tensione. Un vortice adrenalinico, un tutti contro tutti in cui non si è sicuri di niente e di nessuno, la situazione si ribalta più volte e lo spettatore viene depistato regolarmente per essere portato ad accusare prima l'uno poi l'altro occupante dell'ascensore. Film coraggioso, merita senz'altro di essere premiato nonostante l'eccessivo buonismo dovuto a quel "io ti perdono" pronunciato dal poliziotto con estrema leggerezza, per fr chiudere il cerchio aperto cinque anni prima. Notevole il colpo di scena finale in stile "Saw - l'enigmista" il primo capitolo della saga in cui proprio quello apparentemente morto si rialza e qui succede una cosa simile. Paranoia allo stato purissimo.
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_melindo__
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mercoledì 30 marzo 2011
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tensione e angoscia
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Un buon film che riesce a trasmettere bene tensione e angoscia: il regista riesce a sfruttare la location limitata per trarne una storia avvincente e che tiene incollati allo schermo, con l'unica pecca nella durata (è un film molto breve). Buone le interpretazioni, soprattutto di Chris Messina e della signora anziana (!!). La rivelazione finale è veramente inaspettata! Un buon film che intrattiene e inquieta.
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pensionoman
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domenica 27 marzo 2011
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un film sulla redenzione...
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thriller ben scritto e ottimamente diretto, scorre veloce e avvincente senza un attimo di tregua, ma senza scadere nello splatter o horror fine a se stesso..
il soprannaturale e il religioso non lo appesantiscono nè invadono il racconto più del dovuto e la storia si dipana attraverso quello che è un racconto di omicidi consumati in uno spazio ristretto con i sospetti che si eliminano uno alla volta, come un moderno "dieci piccoli indiani" di agatha christie.
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thriller ben scritto e ottimamente diretto, scorre veloce e avvincente senza un attimo di tregua, ma senza scadere nello splatter o horror fine a se stesso..
il soprannaturale e il religioso non lo appesantiscono nè invadono il racconto più del dovuto e la storia si dipana attraverso quello che è un racconto di omicidi consumati in uno spazio ristretto con i sospetti che si eliminano uno alla volta, come un moderno "dieci piccoli indiani" di agatha christie..
il maestro del sesto senso non delude ma supera se stesso, forse anche merito di una regia che non è la sua ed è più veloce e tesa al thriller d'azione, con una fotografia assolutamente in tema col soggetto....
ero scettico (non amo gli horror, il sangue a fiumi o il sovrannaturale alla poltergeist o l'esorcista) ma ho da subito piacevolmente scoperto che il film gira su altri livelli e con ritmi degni delle migliori pellicole del genere ..
se a ciò si aggiunge la morale finale del diavolo che sceglie coloro che lo meritano (e dunque il riscatto è sempre possibile col perdono, la pietas e la fede nel dio che ci è superiore) allora veramente la misura è colma.. siamo noi che scegliamo il nostro destino, dannazione o redenzione, chiedendo il perdono dei peccati che ammettiamo o concedendolo al nostro nemico dopo un percorso di sofferenza, dolore e rinascita... quasi ecumenico...
un ottimo film di genere con qualkosa in più... da rivedere [-]
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pensionoman
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sabato 26 marzo 2011
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un film sulla redenzione
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thriller ben scritto e ottimamente diretto, scorre veloce e avvincente senza un attimo di tregua, ma senza scadere nello splatter o horror fine a se stesso..
il soprannaturale e il religioso non lo appesantiscono nè invadono il racconto più del dovuto e la storia si dipana attraverso quello che è un racconto di omicidi consumati in uno spazio ristretto con i sospetti che si eliminano uno alla volta, come un moderno "dieci piccoli indiani" di agatha christie..
il maestro del sesto senso non delude ma supera se stesso, forse anche merito di una regia che non è la sua ed è più veloce e tesa al thriller d'azione, con una fotografia assolutamente in tema col soggetto.
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thriller ben scritto e ottimamente diretto, scorre veloce e avvincente senza un attimo di tregua, ma senza scadere nello splatter o horror fine a se stesso..
il soprannaturale e il religioso non lo appesantiscono nè invadono il racconto più del dovuto e la storia si dipana attraverso quello che è un racconto di omicidi consumati in uno spazio ristretto con i sospetti che si eliminano uno alla volta, come un moderno "dieci piccoli indiani" di agatha christie..
il maestro del sesto senso non delude ma supera se stesso, forse anche merito di una regia che non è la sua ed è più veloce e tesa al thriller d'azione, con una fotografia assolutamente in tema col soggetto....
ero scettico (non amo gli horror, il sangue a fiumi o il sovrannaturale alla poltergeist o l'esorcista) ma ho da subito piacevolmente scoperto che il film gira su altri livelli e con ritmi degni delle migliori pellicole del genere ..
se a ciò si aggiunge la morale finale del diavolo che sceglie coloro che lo meritano (e dunque il riscatto è sempre possibile col perdono, la pietas e la fede nel dio che ci è superiore) allora veramente la misura è colma.. siamo noi che scegliamo il nostro destino, dannazione o redenzione, chiedendo il perdono dei peccati che ammettiamo o concedendolo al nostro nemico dopo un percorso di sofferenza, dolore e rinascita... quasi ecumenico...
un ottimo film di genere con qualkosa in più... da rivedere
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mario scafidi
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sabato 5 marzo 2011
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sorpresa
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Bello! Ben scritto, ottima regia, suspance e intelligenza. Non me lo aspettavo.
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enlightenment
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mercoledì 2 febbraio 2011
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il diavolo: grande amministratore, grande teologo
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Scettico e prevenuto, prima di iniziare la visione, a causa della banalità del titolo; ma, già da subito, la coinvolgente, quasi geniale, prima sequenza, e la singolare, cupa bellezza della fotografia, mi hanno ben predisposto. Il ritmo dello svolgimento è orchestrato da un regista che sa il fatto suo; la storia - non capisco il giudizio di chi l'ha qui trovata banale - è originale; la sceneggiatura è svelta; il montaggio segue la sceneggiatura senza sussulti; il finale ( che è notoriamente la parte più difficile di qualsiasi storia ) all'altezza. La morale: non bisogna sorprendersi nel trovarsi davanti ad un diavolo moralista, soprattutto se si considera che egli è stato sempre considerato un sopraffino teologo.
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Scettico e prevenuto, prima di iniziare la visione, a causa della banalità del titolo; ma, già da subito, la coinvolgente, quasi geniale, prima sequenza, e la singolare, cupa bellezza della fotografia, mi hanno ben predisposto. Il ritmo dello svolgimento è orchestrato da un regista che sa il fatto suo; la storia - non capisco il giudizio di chi l'ha qui trovata banale - è originale; la sceneggiatura è svelta; il montaggio segue la sceneggiatura senza sussulti; il finale ( che è notoriamente la parte più difficile di qualsiasi storia ) all'altezza. La morale: non bisogna sorprendersi nel trovarsi davanti ad un diavolo moralista, soprattutto se si considera che egli è stato sempre considerato un sopraffino teologo. In ogni caso, come viene correttamente lasciato intendere nelle sequanze finali, il diavolo non è altro che un amministratore ed un raccoglitore. La materia prima siamo noi, e la nostra miseria.
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hellosissi
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lunedì 10 gennaio 2011
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che noia
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Film claustrofobico,poco avvincente,niente di nuovo insomma.
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gosnurle
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mercoledì 22 dicembre 2010
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night-mare
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Non si sa se per mancanza di idee o per sommo cinismo e cattiveria, molti horror degli ultimi anni hanno utilizzato finali senza speranza, dove il male fine a se stesso vince a piene mani, gli eroi od eroine utilizzati al solo scopo di focalizzare la speranza dello spettatore inerme, salvo poi ad infrangerla irrimediabilmente con il sacrificio del protagonista, lasciandoci l'amaro in bocca, o peggio ancora l'abitudine che tutto alla fine vada a finire male..
Questo dovuto anche al fatto che e' proprio il cattivo di turno in realta' il vero eroe della storia, quello su cui reggerere gli infiniti sequel, l'icona su cui costruire prolifici merchandizing, e gli esempi sono infiniti.
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Non si sa se per mancanza di idee o per sommo cinismo e cattiveria, molti horror degli ultimi anni hanno utilizzato finali senza speranza, dove il male fine a se stesso vince a piene mani, gli eroi od eroine utilizzati al solo scopo di focalizzare la speranza dello spettatore inerme, salvo poi ad infrangerla irrimediabilmente con il sacrificio del protagonista, lasciandoci l'amaro in bocca, o peggio ancora l'abitudine che tutto alla fine vada a finire male..
Questo dovuto anche al fatto che e' proprio il cattivo di turno in realta' il vero eroe della storia, quello su cui reggerere gli infiniti sequel, l'icona su cui costruire prolifici merchandizing, e gli esempi sono infiniti.
Per cui saluto quasi entusiasta la novita' ed il coraggio (sic) di ribaltare nel finale il senso di tutto il film, dove invece fin dall'nizio rovesciato, aleggiava un' ineluttabile sensazione di tragedia imminente ed inevitabile, a cui gia' ci stavamo per rassegnare, aspettando solo di contare i sopravvissuti, e vedere sullo schermo il fatidico "continua".
Invece. Invece sembra che ci sia in fondo un filino di speranza per noi poveri peccatori, sembra che in fondo bene e male in perenne lotta per la nostra anima, ci lascino alla fine la possibilita' di scegliere da che parte stare, anche all'ultimo minuto, e salvare la pellaccia eterea.
E quindi tiro un sospirone di sollievo, finalmente, ed esco quasi ottimista dal cinema. E questo non e' poco.
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