Il protagonista, Igby, è un problematico dicisettenne al quale non ne va una giusta, prova un odio indicibile verso i propri famigliari e non accetta le convenzioni sociali, come ad esempio la scuola.
Il film è estremamente godibile, non cala mai di tono, i dialoghi sono ben fatti e permettono, tramite le battutte di un umorismo spesso nero, di affronatre senza troppi riguardi tematiche come la morte e la schizzofrenia. Il personaggio ricorda da vicino Holden Caufield de "Il giovane Holden" e addirittura lo cita in un episodio. Un bel film, profondo, malinconico, divertente ed in parte anche triste.