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giovanni morandi
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venerdì 23 gennaio 2026
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wenders il tedesco vincente in america
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Paris, Texas (1984) di Wim Wenders. un “road movie” ambientato tra California e Texas, ma penso sia molto di diverso e di più di questo.
Travis crolla stremato nel deserto della Califoria, Wenders pone la macchina da presa ad altezza bambino e viaggia da Los Angeles ad Houston con questo particolare punto di vista: le insegne al neon, i tramonti rosso fuoco, le nuvole basse...
Suo fratello lo porta a casa, dove l'uomo ritrova suo figlio di otto anni. Poco a poco Travis esce dal silenzio e stabilisce un buon rapporto col bambino
É una storia famigliare complessa, con un finale che lascia un senso di amara incompletezza.
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Paris, Texas (1984) di Wim Wenders. un “road movie” ambientato tra California e Texas, ma penso sia molto di diverso e di più di questo.
Travis crolla stremato nel deserto della Califoria, Wenders pone la macchina da presa ad altezza bambino e viaggia da Los Angeles ad Houston con questo particolare punto di vista: le insegne al neon, i tramonti rosso fuoco, le nuvole basse...
Suo fratello lo porta a casa, dove l'uomo ritrova suo figlio di otto anni. Poco a poco Travis esce dal silenzio e stabilisce un buon rapporto col bambino
É una storia famigliare complessa, con un finale che lascia un senso di amara incompletezza.
Il protagonista Travis,
all’inizio del film, lo vediamo vagare nell’immenso deserto del Mojave. Non dorme, non parla, cammina e basta.
Solo andando avanti nella visione del film, fino all’iconica scena della confessione al telefono, capiamo davvero chi é, e cosa ha fatto.
Sarà un caso che si chiama anche lui Trravis, come il Travis Bickle di De Niro-qualcuno infatti ne ha ravvisato anche altre similitudini- Nastassja Kinski, che interpreta Jane non è solo lì per eredita' paterna: è una vera Star a tutto tondo.
Poi c'è il piccolo Hunter, che all’epoca delle riprese aveva sette anni ed era al suo esordio cinematografico.
Un bambino che é quasi un piccolo adulto, con la saggezza di un grande filosofo.Wenders pone la macchina da presa ad altezza bambino in questo suo road movie sraordinario anche grazie ad immagini perfette.
Un Grande film, tra i migliori del regista, forse anche più interessante di Il Cielo sopra Berlino.
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steffa
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mercoledì 20 dicembre 2023
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mattone colossale
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fotografia, ambientazioni e colonna sonora desert style salvano il savabile di una pellicola estremamente noiosa ed artefatta, lento, prolisso, ripetitivo, con un alone di sfiga che aleggia costante
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fabio 3121
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mercoledì 20 maggio 2020
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una storia priva di pathos.
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il film, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 1984, l’ho trovato lento, noioso e con dialoghi privi di pathos. Un uomo (Travis) sposato con Jane (Nastassja Kinki) e con un figlio di 4 anni (Hunter) all’improvviso scompare nel nulla e abbandona il tetto coniugale (si scoprirà essere una roulotte). Durante tutta la lunga durata della pellicola non viene assolutamente spiegato Travis cosa abbia fatto nei 4 anni di vagabondaggio. Una volta ritrovato dal fratello Walt, grazie ad una segnalazione telefonica, Travis fa ritorno a Los Angeles presso la casa dove vive Walt con la moglie Anne e dove apprende che suo figlio Hunter oramai chiama mamma e papà quelli che in realtà sono i suoi zii.
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il film, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 1984, l’ho trovato lento, noioso e con dialoghi privi di pathos. Un uomo (Travis) sposato con Jane (Nastassja Kinki) e con un figlio di 4 anni (Hunter) all’improvviso scompare nel nulla e abbandona il tetto coniugale (si scoprirà essere una roulotte). Durante tutta la lunga durata della pellicola non viene assolutamente spiegato Travis cosa abbia fatto nei 4 anni di vagabondaggio. Una volta ritrovato dal fratello Walt, grazie ad una segnalazione telefonica, Travis fa ritorno a Los Angeles presso la casa dove vive Walt con la moglie Anne e dove apprende che suo figlio Hunter oramai chiama mamma e papà quelli che in realtà sono i suoi zii. Questo perché anche Jane, anche lei senza alcun valido motivo, ha abbandonato il piccolo Hunter. Nonostante tutto, Hunter decide di affiancare il padre Travis in un viaggio in auto e si dirigono ad Houston alla ricerca della madre. Travis ritrova Jane in un night club e in una lunga telefonata all’interno di una cabina con specchio semiriflettente (lungo piano sequenza) le dice che il piccolo Hunter oramai di 8 anni la aspetta in un hotel della città. Quello che sembrerebbe un lieto fine (bella la scena dell’abbraccio tra madre e figlio) in realtà non lo è perché Travis vedendo la suddetta scena dal parcheggio dell’hotel si mette in auto e riprende il suo vagare senza una meta. In definitiva, fatta salva una ottima fotografia e una discreta performance dei 4 attori principali e del bambino, ritengo il film sopravvalutato essendo appena sufficiente anche perchè appesantito da una lunga durata.
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giulio andreetta
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giovedì 21 novembre 2019
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da vedere.
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Ottimo road movie. Wenders in questo caso crea un film che ha poco a che fare con la sua produzione precedente. L'influenza holliwoodiana si avverte in modo preponderante. Il mito della produzione indipendente, del regista-autore che crea il capolavoro al di fuori delle logiche industriali è lontano ormai per il regista. Si possono riscontrare, in effetti, tutti gli ingredienti che generalmente consentono un largo successo di pubblico: una storia sentimentale, "strappalacrime", l'avventura, l'eroe che riscopre se stesso attraverso il viaggio. E quel paesino, Paris, che sta in Texas, diventa il vero protagonista del film, perché rappresenta l'inizio, la nascita di tutta la tormentata vicenda del protagonista.
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Ottimo road movie. Wenders in questo caso crea un film che ha poco a che fare con la sua produzione precedente. L'influenza holliwoodiana si avverte in modo preponderante. Il mito della produzione indipendente, del regista-autore che crea il capolavoro al di fuori delle logiche industriali è lontano ormai per il regista. Si possono riscontrare, in effetti, tutti gli ingredienti che generalmente consentono un largo successo di pubblico: una storia sentimentale, "strappalacrime", l'avventura, l'eroe che riscopre se stesso attraverso il viaggio. E quel paesino, Paris, che sta in Texas, diventa il vero protagonista del film, perché rappresenta l'inizio, la nascita di tutta la tormentata vicenda del protagonista. Buone le idee, ottima la fotografia, strepitosa la colonna sonora di un ispirato Ry Cooder, che con il sapiente uso della chitarra crea un tema destinato a diventare celebre. Questo film è meritatamente passato alla storia come uno dei film più belli, e direi anche più "facili, di Wenders, anche per l'ottima recitazione del protagonista, un ispirato, e giustamente sobrio e misurato, Harry Dean Stanton. Ma in generale ottima la recitazione di tutti gli attori, compreso, ovviamente, il bambino. Un film che rimane impresso nella mente soprattutto per la splendida fotografia, che gioca con i colori del tramonto, e con le bellissime geometrie di Los Angeles. Da vedere.
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kujikiri
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mercoledì 13 settembre 2017
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uno dei film più belli di tutti i tempi-
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Avrò visto questo film una decina di volte ed ogni volta l'unico aggettivo che mi viene in mente è: CAPOLAVORO.
Formalmente perfetto, con una fotografia sconvolgente e che lascia a bocca aperta, con paesaggi da urlo ed una colonna sonora di inimmaginabile bellezza e suggestione, il film ti colpisce nell'animo e ti sconvolge il cuore.
Una storia bellissima, drammatica, poetica al massimo grado. Lo spettatore è letteralmente incantato davanti a questo film perfetto ed emozionante da ogni punto di vista. Un film che arriva direttamente al cuore dello spettatore.
Capolavoro assoluto.
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il befe
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domenica 8 marzo 2015
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capolavoro
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no_data
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mercoledì 25 febbraio 2015
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lentezza assoluta e noia letale
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Tutti ad applaudire. Si può denigrare un film del grande maestro Wenders? Sarebbe un capolavoro assoluto se fosse un corto della durata di 30 minuti e anche meno. Per il resto è mortalmente noioso e lentissimo. Riprese,tante, che non vogliono significare niente. L'ho visto tutto, a puntate, solo per la curiosità di sapere come andava a finire. Me ne sono pentito. Anche qui si conferma la mia teoria: "Quanto più un film e lento e pieno di scene che nella trama non servono a niente tanto più è osannato dalla critica".
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luca scial�
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lunedì 25 marzo 2013
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un uomo ritrova il suo passato
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Un uomo viene ripescato da una clinica nel Texas, malandato e muto. Viene contattato suo fratello, che lo viene a prendere. La sua storia si svela lentamente: si chiama Trevis e quattro anni fa ha abbandonato suo figlio da suo fratello sposato, iniziando a vagabondare. Ma ritrovato il piccolo, decide di ritrovargli la madre.
Secondo film americano per Wenders, scritto da Sam Shepard. La storia si cela lentamente, forse troppo, venendo alla luce dalla nebbia. Classico road movie con lieto fine, con un padre che ritrova il rapporto col proprio figlio. Ma non mancano spunti toccanti e particolari. Palma d'oro a Cannes. Esagerata?
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erostrato
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martedì 20 marzo 2012
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bello
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Esteticamente perfetto, "Paris, Texas" è un film intrigante ma più superficiale di quel che promette e pretende.
Bravissimi gli attori.
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fedeleto
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martedì 10 gennaio 2012
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wenders a paris texas
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Dopo il trionfo alla mostra di venezia con LO STATO DELLE COSE,Wim Wenders (l'amico americano,falso movimento,lampi sull'acqua) dirige il suo capolavoro:PARIS TEXAS.Nel deserto roccioso e minaccioso del Texas ,un uomo si aggira alla ricerca d'acqua,e viene soccorso da un signore che lo rimettera' in contatto con il fratello grazie ad un biglietto da visita.Il nome dell'uomo e' Travis e ha un figlio di otto anni che non vede ormai dalla meta' di questo tempo,e il suo desiderio e' rivedere Jane la sua donna e ritornare a Paris Texas,ovvero il nome di un pezzo di terra da lui acquistato in Texas.Partira' con il figlio alex(anche se gli zii non concordano poiche' se ne sono occupati loro nel periodo della sua assenza) e ritrovera' la sua donna che lavora in un Peep Show,ovvero una vetrata che separa il cliente e la donna ,dove quest'ultima non puo' ne' vederlo ne' sentirlo,e li' vi e' un telefono ove il cliente puo' chiederle cio' che vuole .
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Dopo il trionfo alla mostra di venezia con LO STATO DELLE COSE,Wim Wenders (l'amico americano,falso movimento,lampi sull'acqua) dirige il suo capolavoro:PARIS TEXAS.Nel deserto roccioso e minaccioso del Texas ,un uomo si aggira alla ricerca d'acqua,e viene soccorso da un signore che lo rimettera' in contatto con il fratello grazie ad un biglietto da visita.Il nome dell'uomo e' Travis e ha un figlio di otto anni che non vede ormai dalla meta' di questo tempo,e il suo desiderio e' rivedere Jane la sua donna e ritornare a Paris Texas,ovvero il nome di un pezzo di terra da lui acquistato in Texas.Partira' con il figlio alex(anche se gli zii non concordano poiche' se ne sono occupati loro nel periodo della sua assenza) e ritrovera' la sua donna che lavora in un Peep Show,ovvero una vetrata che separa il cliente e la donna ,dove quest'ultima non puo' ne' vederlo ne' sentirlo,e li' vi e' un telefono ove il cliente puo' chiederle cio' che vuole .Tra turbamenti e indecisioni vorrebbe andarsene da lei ,ma convinto anche dal figlio tornera' al Peep show raccontandole la loro storia e commuovendola le dira' che suo figlio la aspetta .Travis decidera' di andarsene verso una direzione ignota lasciando la madre e il bambino insieme ,chissa' che la sua destinazione sia Paris Texas? Wenders costruisce un film sul ricordo ,sulla voglia di poter continuare un percorso,un road movie senza precedenti che avvolge lo spettatore in un viaggio sul proprio passato .D a antologia la sequenza finale del Peep show dove Travis racconta la loro storia ,e' il ricordo a far commuovere Jeane,e non la voce di Travis che ella ha ormai dimenticato.Inoltre l'inizio cosi spiazzante e circondato da parecchi punti interrogativi,incolla lo spettatore che non vede l'ora di capire il perche' quest'uomo si ritrovi nel deserto e perche' non voglia dire una parola.Un film che si concentra su un passato che ritorna e sulla possibilita' di trasformarlo,in un presente buono e speranzoso.Vincitore della palma d'oro al festival di Cannes 1984,nonostante alcuni critici lo neghino e lo banalizzino,e' e sara' sempre un capolavoro ,ma aprire gli occhi per certe persone non e' facile.
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[+] forse sei tu che lo sopravvaluti
(di vapor)
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