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killer
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giovedì 12 giugno 2025
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uno dei miei film prefferiti.
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Ridley Scott a fatto questo bell?simo film in 1979 spendendo soltanto 10 millioni di dollari, ma a potuto vincere un oscar per i migliori effetti speciali; questo film a mantenuto la tensione di una maniera incredibile, mostrandoci a un terrificante mostro alieno, il xenomorfo, il quale dare la caccia a i membri della nostromo. Un opera preziosa dal sci-fi e il horror, senza dubbio li do 5 stelle. attenti spoiler> questo film cia una incredibile svolta inaspettata.
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steffa
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venerdì 10 novembre 2023
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il gatto nella missione spaziale
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certo portare il gatto nella missione spaziale, e poi tutti fumando come turchi, ci mancava che facessero un falò direttamente sul pavimento
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paoletta087
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lunedì 29 maggio 2023
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non capisco
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Non sentivo il bisogno, mi spiace.
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martedì 2 maggio 2023
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errore
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...NON E' "LABIRINTI DELLA COLONIA" ...MA LA "DELLA NAVE SPAZIALE"
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ciby8
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martedì 14 marzo 2023
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visto per la prima volta nel 2023 mi ha annoiato
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Da appqssionato del genere mi aspettavo molta più action movie da un cult del genere. Inquadrature inutili che indugiano più del dovuto. Non metto in dubbio che forse c'erano tempi diversi nei film di quegli anni ma mi ha annoiato terribilmente.
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elgatoloco
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lunedì 24 settembre 2018
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a fine anni 70 una vera luce
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Non ci fosse stato"Alien"di Ridley Scott(1979), il decennio dei"Seventies"si sarebbe avviato verso una "decadence"filmica: dopo i film on the road, dopo la contestazione, dopo la ricerca esistenziale espressa in mille modi, dopo la grande"SF"di"2001.A Space Odyssey", sembrava che tutto volgesse a una "fatale"débacle nel senso sia stilistico sia tematico, menttre con questo"Alien"di Scott, inteso come Ridley, si torna a un grande film dove la SF è metafora della condizione umana, dal meticciamento cyver(almeno potenziale), della minaccia oscura che può realizzarsi nello spazio come sulla terra. Il film(prescindo dai sequel, che conosco male, oltre a tutto, ma che ritengo quasi tutti"necessitati"da esigenze di produzione).
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Non ci fosse stato"Alien"di Ridley Scott(1979), il decennio dei"Seventies"si sarebbe avviato verso una "decadence"filmica: dopo i film on the road, dopo la contestazione, dopo la ricerca esistenziale espressa in mille modi, dopo la grande"SF"di"2001.A Space Odyssey", sembrava che tutto volgesse a una "fatale"débacle nel senso sia stilistico sia tematico, menttre con questo"Alien"di Scott, inteso come Ridley, si torna a un grande film dove la SF è metafora della condizione umana, dal meticciamento cyver(almeno potenziale), della minaccia oscura che può realizzarsi nello spazio come sulla terra. Il film(prescindo dai sequel, che conosco male, oltre a tutto, ma che ritengo quasi tutti"necessitati"da esigenze di produzione). Se la prima parte del film sembra"lenta", in realtà tutto il film è un terrificante climax, un crescendo nell'horror e nel thriller(qui veramente sintetizzati, ma in maniera, diremmo, endiadica)che altrimenti si è raramente realizzato in seguito, se si prescinde da un film successivo di solamente un anno, "Shining"di Stanley Kubrik. Il"corredo"musicale è niente di meno che Mozart con la sua"Eine kleine Nachtmusik", contrastando con il ben più fosco"Dies irae, dies illa"del citato "Shining"kinghiano ma soprattutto kubrikiano... Sigourney Weawer è protagonista più che meritevole, , Harry Dean Stanton(scomparso meno di una settimana fa)rimane una"colonna"del cinema non solo USA, Japhet Kotto e John Hurt sono altri due interpreti che anche in seguito si sono affermati meritatamente, a conferma del fatto che il cinema è fatto anche(pur se certo non solo)di interpreti, non solo di autori-registi o, volendo, registi-atuori... El Gato
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rob8
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giovedì 2 agosto 2018
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film stellare, nel vero senso del termine
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Al suo secondo lungometraggio, Scott lascia le suggestioni conradiane de I duellanti di due anni prima e si immerge in un nuovo viaggio. E il risultato è stellare, nel vero senso del termine.
L’astronave commerciale che, solcando le galassie, imbarca inconsapevolmente una creatura aliena ed ostile, diviene antro sepolcrale e tunnel psichico delle paure umane. E quando Alien si incarna in un membro dell’equipaggio, prima di avviarne la distruzione, si fa chiara la derivazione da quella Invasione degli ultracorpi (1956) che con trasparente metafora tratteggiava in epoca maccartista i pericoli del comunismo.
In questo film la significazione politica è meno esplicita; piuttosto emergono tracce del rigore formale dell’Odissea di Kubrik o dell’angoscia esistenziale di Solaris di Tarkovskij, qui aggiornati e distillati in una tensione narrativa e in uno spettacolo visivo di alta qualità.
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Al suo secondo lungometraggio, Scott lascia le suggestioni conradiane de I duellanti di due anni prima e si immerge in un nuovo viaggio. E il risultato è stellare, nel vero senso del termine.
L’astronave commerciale che, solcando le galassie, imbarca inconsapevolmente una creatura aliena ed ostile, diviene antro sepolcrale e tunnel psichico delle paure umane. E quando Alien si incarna in un membro dell’equipaggio, prima di avviarne la distruzione, si fa chiara la derivazione da quella Invasione degli ultracorpi (1956) che con trasparente metafora tratteggiava in epoca maccartista i pericoli del comunismo.
In questo film la significazione politica è meno esplicita; piuttosto emergono tracce del rigore formale dell’Odissea di Kubrik o dell’angoscia esistenziale di Solaris di Tarkovskij, qui aggiornati e distillati in una tensione narrativa e in uno spettacolo visivo di alta qualità.
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laurence316
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venerdì 23 giugno 2017
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perché... nello spazio nessuno può sentirti urlare
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Una delle colonne portanti della fantascienza cinematografica, sicuramente uno dei film di genere più celebri, Alien è un film teso, angoscioso, cupo e claustrofobico che è in grado di catture appieno l'attenzione dello spettatore, nonostante l'ambientazione relativamente limitata. E il merito è di una scenografia perfetta e suggestiva (di Michael Seymour), "dove dietro la sofisticazione degli apparecchi si respira l'atmosfera funebre di un futuro già in disfacimento" (Mereghetti), e di una figura, quella del mostro (disegnata dal pittore H.R. Giger, con un certo carico di allusioni sessuali) che "riesce con la sua indeterminatezza a diventare metafora delle nostre paure più inconsce" (idem), prima fra tutte la paura dell'ignoto.
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Una delle colonne portanti della fantascienza cinematografica, sicuramente uno dei film di genere più celebri, Alien è un film teso, angoscioso, cupo e claustrofobico che è in grado di catture appieno l'attenzione dello spettatore, nonostante l'ambientazione relativamente limitata. E il merito è di una scenografia perfetta e suggestiva (di Michael Seymour), "dove dietro la sofisticazione degli apparecchi si respira l'atmosfera funebre di un futuro già in disfacimento" (Mereghetti), e di una figura, quella del mostro (disegnata dal pittore H.R. Giger, con un certo carico di allusioni sessuali) che "riesce con la sua indeterminatezza a diventare metafora delle nostre paure più inconsce" (idem), prima fra tutte la paura dell'ignoto.
Il film è un perfetto marchingegno narrativo, dal ritmo infallibile, che con il suo crescendo di tensione e suspense tiene letteralmente incollato allo schermo lo spettatore, impressionandolo e sconcertandolo in più d'un occasione (entrata nella storia del cinema e nell'immaginario (orrorifico) collettivo la scena della "nascita" del piccolo "alien").
Un capolavoro di genere che ha, tra l'altro, il merito di rompere uno dei tanti schemi della fantascienza tradizionale secondo il quale sempre si trovava un uomo nel ruolo dell'eroe, affidandolo invece in questo caso ad una donna (un'ottima Weaver, che con questo film divenne una star). Un thriller fantascientifico dalle tinte horror ancora insuperato ed ormai diventato un cult.
Dato il grande successo di pubblico, dà l’avvio ad un franchise (che rimane tra i più celebri della storia del cinema) composto da 3 seguiti (Aliens – Scontro finale, Alien³ e Alien – La clonazione), 2 prequel (Prometheus e Alien: Covenant) e 2 film “crossover” (Alien vs. Predator e Alien vs. Predator 2). Nel 2003 viene redistribuito nelle sale negli Stati Uniti in una versione director’s cut, della durata di circa 116’, con audio e video restaurati in digitale, che integra una scena di circa 4’, esclusa dal montaggio originale, che vede Ripley scoprire i “bozzoli” dell’alieno. Ciononostante, questa versione risulta complessivamente più corta di quasi un minuto, per via dell’accorciamento di diverse inquadrature, voluto da Scott per aumentare ancor di più la suspense. Oscar a Giger, Carlo Rambaldi, Brian Johnson, Nick Allder e Denys Ayling per gli effetti speciali.
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gustibus
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giovedì 20 aprile 2017
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classe superiore
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In attesa di alien covenant..mi sono rivisto Alien director cut..in HD..una visione eccellente di un film che ha fatto amare e sognare la fantascienza.All'epoca(1979)era vietato ai 14anni..scene forti ma il tutto in un atmosfera tesa e incessante che ti tiene incollato alla visione di ogni scena.. Gli attori tutti bravi passano in secondo piano..prima vengono le immagini..il susseguirsi di come si deve fermare "l'essere superiore" come lo chiama l'androide..finche'esce Ripley che fa parte dell'equipaggio e diventera'l'eroina femminile del film una brava S.weaver..il re e'il regista R.Scott..che poi fara'un altro capolavoro.."Blade runner"il film e'percorso da una musica bellissima e un ottima sceneggiatura.
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In attesa di alien covenant..mi sono rivisto Alien director cut..in HD..una visione eccellente di un film che ha fatto amare e sognare la fantascienza.All'epoca(1979)era vietato ai 14anni..scene forti ma il tutto in un atmosfera tesa e incessante che ti tiene incollato alla visione di ogni scena.. Gli attori tutti bravi passano in secondo piano..prima vengono le immagini..il susseguirsi di come si deve fermare "l'essere superiore" come lo chiama l'androide..finche'esce Ripley che fa parte dell'equipaggio e diventera'l'eroina femminile del film una brava S.weaver..il re e'il regista R.Scott..che poi fara'un altro capolavoro.."Blade runner"il film e'percorso da una musica bellissima e un ottima sceneggiatura..l'attore primario poi diventa l'alieno..che rivedremo in altri 3 film..tutti belli meno il 4!...comunque un film che e' impossibile non vedere! Qui non si tratta di un genere che puo'piacere o meno qui siamo in un opera cinematografica di enorme impatto visivo...coraggio si deve vedere e rivedere..come me che saro'alla 18avisione e non mi stanca..Alien vi entrera'nelle vene!
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