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turkish
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mercoledì 15 aprile 2020
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il sogno di altman
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Creato direttamente da un sogno avuto di Altman, 3 women è un film aperto con temi forti ma trattati in maniera sottile. Una impressionante Shelley Duvall e un Altman che dirige alla perfezione una piccola canvas in vista dei grandi murales successivi.
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a17540
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martedì 14 giugno 2011
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per una mente aperta e curiosa
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Tre Donne è un film che richiede allo spettatore una mente aperta e un forte desiderio di volerne penetrare il mistero. Gli accadimenti, le azioni delle protagoniste, che si svolgono in sintonia col paesaggio del deserto circostante, costituiscono un cammino, un percorso iniziatico della conoscenza. I temi analizzati: la maternità, la paternità, la femminilità, i rapporti tra le protagoniste sono esplorati con un linguaggio a più voci e lasciano a chi guarda il piacere e l’onere di tentarne la comprensione o perlomeno di darne una possibile interpretazione. Come spesso nei film di Altman il movimento è corale, affronta la materia da molti punti di vista e come in Nashville i molti fili che si dipanano progressivamente vivono una vita propria che ha valore di per se.
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Tre Donne è un film che richiede allo spettatore una mente aperta e un forte desiderio di volerne penetrare il mistero. Gli accadimenti, le azioni delle protagoniste, che si svolgono in sintonia col paesaggio del deserto circostante, costituiscono un cammino, un percorso iniziatico della conoscenza. I temi analizzati: la maternità, la paternità, la femminilità, i rapporti tra le protagoniste sono esplorati con un linguaggio a più voci e lasciano a chi guarda il piacere e l’onere di tentarne la comprensione o perlomeno di darne una possibile interpretazione. Come spesso nei film di Altman il movimento è corale, affronta la materia da molti punti di vista e come in Nashville i molti fili che si dipanano progressivamente vivono una vita propria che ha valore di per se. Ai meriti della pellicola contribuiscono in maniera fondamentale Sissy Spacek e Shelley Duvall che con la loro interpretazione ci offrono momenti di cinema davvero memorabili.
di a17540
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barnaby
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giovedì 15 ottobre 2009
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3 donne (1977) - barnaby
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Un Altman inusuale, non corale (o forse sì, le tre donne?), ispirato non si capisce bene da chi o da che cosa, racconta una bizzarra storia con una conclusione non ben motivata che ha come protagoniste appunto tre donne, di diverse età e personalità: man mano ognuna assorbirà buona parte (se non addirittura tutta) della personalità delle altre due.
Un film certamente interessante dal punto di vista psicologico e sociale: come non ricordare la S. Duvall (premiata a Cannes) nella parte di quella che si crede desiderata da tutti e sempre al centro di ogni attenzione, quando invece su di lei veglia la “communis opinio” della persona tipicamente invadente e fuori luogo. S. Spacek alle prime armi si difende bene interpretando una parte di una diciottenne, mentre lei al tempo delle riprese era più vicina ai 30 che ai 20.
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Un Altman inusuale, non corale (o forse sì, le tre donne?), ispirato non si capisce bene da chi o da che cosa, racconta una bizzarra storia con una conclusione non ben motivata che ha come protagoniste appunto tre donne, di diverse età e personalità: man mano ognuna assorbirà buona parte (se non addirittura tutta) della personalità delle altre due.
Un film certamente interessante dal punto di vista psicologico e sociale: come non ricordare la S. Duvall (premiata a Cannes) nella parte di quella che si crede desiderata da tutti e sempre al centro di ogni attenzione, quando invece su di lei veglia la “communis opinio” della persona tipicamente invadente e fuori luogo. S. Spacek alle prime armi si difende bene interpretando una parte di una diciottenne, mentre lei al tempo delle riprese era più vicina ai 30 che ai 20. J. Rule aggiunge un tocco di classe esotica a tutto il contesto.
Un “topos” che ricorre per tutta la durata del film è costituito dai gonnellini della Duvall, che ogni qualvolta sale in macchina, restano sempre pizzicati in parte fuori dalla portiera dell’auto.
Voto: 6/7
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