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eugen
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lunedì 21 luglio 2025
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un verdeadero manifiesto
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Verdadero Manifiesto de la epoca hippie e del asi'dicho pensamiento hippie, "Easy RIder"merita de ser analizado, criticado y monstrado criticamente a las personas que sean capzes de ver la pelicula sin hacerse contagiar del entusiasmo para la droga, pero al contrario que sepan criticar la tendencia que en la pelicula hay a favor del uso de la "substancias.": En un estaod erico la pelicula seria prohibida simplemente, en un Estado libre pero capaz de reprimir las tendencias peligrosas, se dee esperar que el publico sepa diferenciar entre lo que es"bueno"y la valable(la tension para la libertad)y lo que es "malo", destructor y antisocial. No se dee olvidar la necesidad de una contexualizacion histroica de la pelicula, el anlysis de las ideas de la epoca de los anos Sesenta del singlo 20 y todo esta constellacio¿n d pensaimentos.
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Verdadero Manifiesto de la epoca hippie e del asi'dicho pensamiento hippie, "Easy RIder"merita de ser analizado, criticado y monstrado criticamente a las personas que sean capzes de ver la pelicula sin hacerse contagiar del entusiasmo para la droga, pero al contrario que sepan criticar la tendencia que en la pelicula hay a favor del uso de la "substancias.": En un estaod erico la pelicula seria prohibida simplemente, en un Estado libre pero capaz de reprimir las tendencias peligrosas, se dee esperar que el publico sepa diferenciar entre lo que es"bueno"y la valable(la tension para la libertad)y lo que es "malo", destructor y antisocial. No se dee olvidar la necesidad de una contexualizacion histroica de la pelicula, el anlysis de las ideas de la epoca de los anos Sesenta del singlo 20 y todo esta constellacio¿n d pensaimentos. Dennis Hoopper, Peter Fonda, Jack Nicholson y otros(Southern , por eemplo, coautor del escenario y de la historia, pero en particular una epoca pasada. pero no muerta, Eugen
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eugen
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giovedì 12 ottobre 2023
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grande ma sopratuttto come documento
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Dato che di "Easy Rider"avevo scritto e non poco gia' 4 anni e mezzo(circa)fa come"El gato loco", i astengo da commenti rleativi al film inteso come opera d'arte, cercando invece di chiarire alcuuni punti sul valore"specifico"del film come documento dell'era hippie: A)Assieme a"The assassins", roman-fleuve di Elia Kzan, certo piu'noto come regista teatrlae e cinematografico, ma e'da dire che il romanzo kaziano e'¿del 1972, dunque decisamente posteriore al film, che 'del 1969 e alle opere di Timothy Leary, che pero'sono teoriche e definisvconp gli hippies"lavvali"(definxzipnne che condivido, ma non dal punto di vista di Leary), e'il miglior documento sugli hiippies, ma e'superiore a Leary e a Kazan in quanto e'creato e realizzato dall'interno("quasi hippies", comunque culturalmente e esistenzialmente contiguismo allo"hippismo" erano i compianti Dennis Hopper, Peter Fonda ma anche , all'epoca, Jack Nicholson.
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Dato che di "Easy Rider"avevo scritto e non poco gia' 4 anni e mezzo(circa)fa come"El gato loco", i astengo da commenti rleativi al film inteso come opera d'arte, cercando invece di chiarire alcuuni punti sul valore"specifico"del film come documento dell'era hippie: A)Assieme a"The assassins", roman-fleuve di Elia Kzan, certo piu'noto come regista teatrlae e cinematografico, ma e'da dire che il romanzo kaziano e'¿del 1972, dunque decisamente posteriore al film, che 'del 1969 e alle opere di Timothy Leary, che pero'sono teoriche e definisvconp gli hippies"lavvali"(definxzipnne che condivido, ma non dal punto di vista di Leary), e'il miglior documento sugli hiippies, ma e'superiore a Leary e a Kazan in quanto e'creato e realizzato dall'interno("quasi hippies", comunque culturalmente e esistenzialmente contiguismo allo"hippismo" erano i compianti Dennis Hopper, Peter Fonda ma anche , all'epoca, Jack Nicholson....); B )Il trip, l'orgia etc,, tutti i rituali descritti nel film ci danno un0'idea del"movimento hippie", sempre che si possa identificare un movimento con caratteristiche in qualche modo"unitarie". Naturalmente anche gli aspetti negativi del movimento(droga, ma anche estremo individualismo egotisttico e rifiuto della "socialita"si possno evincere dal film, come anche gli aspetti postivirifiuto del militarsmo, della msccificazione etc)., Un film che, conviene ripeterlo, vale almeno cento saggi sociologici o antropologico.culturlai sullo stesso ttema. Eugen
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fabio 3121
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mercoledì 6 maggio 2020
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un road movie che ha fatto il suo tempo!
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Spinto dalle tante recensioni positive ho visto questo film che - a differenza di tanti altri girati nel secolo scorso - non lo considero per niente un capolavoro ma semplicemente un "road movie datato"! Ebbene si, forse alla fine degli anni '60 la pellicola in questione avrà fatto pure scalpore e scandalo per i temi così esplicitamente trattati, uno per tutti l'uso personale di ogni tipo di droga, ma oggi non la ritengo capace di trasmettere alcun tipo di messaggio e/o emozione. Infatti, dopo un inizio simpatico, poi il film scorre lento, con pochi dialoghi per di più banali, rendendosi noioso, per la assoluta pochezza della sceneggiatura. Prima della scena finale - drammatica e inverosimile - si assiste ad un mix di immagini psicadeliche davvero pessime.
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Spinto dalle tante recensioni positive ho visto questo film che - a differenza di tanti altri girati nel secolo scorso - non lo considero per niente un capolavoro ma semplicemente un "road movie datato"! Ebbene si, forse alla fine degli anni '60 la pellicola in questione avrà fatto pure scalpore e scandalo per i temi così esplicitamente trattati, uno per tutti l'uso personale di ogni tipo di droga, ma oggi non la ritengo capace di trasmettere alcun tipo di messaggio e/o emozione. Infatti, dopo un inizio simpatico, poi il film scorre lento, con pochi dialoghi per di più banali, rendendosi noioso, per la assoluta pochezza della sceneggiatura. Prima della scena finale - drammatica e inverosimile - si assiste ad un mix di immagini psicadeliche davvero pessime. In sostanza, tranne la vista di qualche bel paesaggio americano lungo il quale scorazzano le 2 moto chopper, il tutto accompagnato da orecchiabili canzoni rock degli anni '60, siamo di fronte ad un film davvero inconsistente e mediocre.
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ennio
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sabato 21 settembre 2019
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un film (fortunatamente) fuori tempo massimo
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Ho rivisto "easy rider" dopo una vita, lo vidi da ragazzo e non mi piacque per cui non l'ho più rivisto fino ad oggi. Mi piacevano molto di più film come "punto zero", in cui alla bellezza scenica e al mito del coast-to-coast si affiancava la ribellione individualistica, e non quella improntata agli ideali sociali.
Oggi, da cinquantenne pantofolaio, la visione del film si è rivelata piacevole come molte altre serate passate davanti alla tv. Si apprezzano del film soprattutto la bellezza del paesaggio selvaggio e i costumi, e, in parte, anche le musiche.
I contenuti del film di per sè sono risibili: due spacciatori di droghe pesanti, quindi due delinquenti patentati distributori di morte e degrado morale, se la spassano grazie ai proventi dei loro traffici sulle loro bellissime moto in giro per l'America, dove incontrano nuove comunità di persone "alternative", dedite solamente alla coltivazione di frutti della terra e all'amore libero, che vivono in pace nell'aria pulita e che nonostante la loro evidenti difficoltà materiali sono tutti gran fighi e hanno fisici da pin-up o culturisti.
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Ho rivisto "easy rider" dopo una vita, lo vidi da ragazzo e non mi piacque per cui non l'ho più rivisto fino ad oggi. Mi piacevano molto di più film come "punto zero", in cui alla bellezza scenica e al mito del coast-to-coast si affiancava la ribellione individualistica, e non quella improntata agli ideali sociali.
Oggi, da cinquantenne pantofolaio, la visione del film si è rivelata piacevole come molte altre serate passate davanti alla tv. Si apprezzano del film soprattutto la bellezza del paesaggio selvaggio e i costumi, e, in parte, anche le musiche.
I contenuti del film di per sè sono risibili: due spacciatori di droghe pesanti, quindi due delinquenti patentati distributori di morte e degrado morale, se la spassano grazie ai proventi dei loro traffici sulle loro bellissime moto in giro per l'America, dove incontrano nuove comunità di persone "alternative", dedite solamente alla coltivazione di frutti della terra e all'amore libero, che vivono in pace nell'aria pulita e che nonostante la loro evidenti difficoltà materiali sono tutti gran fighi e hanno fisici da pin-up o culturisti. Che bello, wow!
Oppure i nostri eroi incontrano la "vecchia" America, dove più o meno tutti sono bifolchi, violenti, razzisti stupidi e misogini.
Fortunatamente, la nuova società immaginata da questo film di culto non si è mai concretizzata, anche se nella cultura odierna si è portata dietro (purtroppo) il falso mito della droga come ribellione e liberazione, e anche i tanti variegati fanatismi "ecologisti".
L'America e la società occidentale hanno saputo reagire a quel momento di sbandamento collettivo, lasciandoci comunque in dote una produzione artistica "psichedelica", che nel cinema e nella musica rimane di grande spessore.
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venerdì 13 settembre 2019
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sarei più problematico
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È abbastanza facile oggi, cinquant'anni dopo, con tutto quello che è successo nel mondo e nel cinema, essere un po' scettici sulla grandezza del film. In realtà visto oggi, nella versione originale appena restaurata, con sottotitoli in italiano, il film non dimostra per niente la sua età. E questo per due motivi: sul piano politico l'America non è molto cambiata, anzi; sul piano più propriamente artistico la fotografia e la scenografia, con i mezzi tecnici del tempo, hanno ancora molto da dire. Il film è proprio la rappresentazione dell'aria che si respirava in quegli anni, e, se ha un limite, è quello di essere troppo pessimista. Allora c'era in giro molta speranza di riuscire a cambiare le cose.
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lbavassano
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martedì 10 settembre 2019
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50 anni, e non dimostrarli
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Cinquant'anni, e non dimostrarli. Però sul grande schermo, in versione restaurata.
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elgatoloco
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martedì 14 maggio 2019
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easy rider the best
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Quando un film diventa un classico, in genere(con qualche eccezione)merita di esserlo. Così per"Easy Rider"(1969)di Dennis Hopper e Peter Fonda, dove entrambi sono coautori di soggetto e sceneggiatura, ma certo il punto di vista "sovraelevato"è di Hopper quale regista. Magnifica fotografia(Laszlo Kovacs), ma magnifiche sequenze, merito tutte di Hopper, per un viaggio nè all'inferno né in paradiso (o, semmai, entrambe le cose), ma nel ventre(molle e non)degli USA nel 1969; straordinario spaccato di un'epoca dominata dal"pensiero"(ma potremmo togliere le virgolette, pur con qualche riserva)hippie di quel periodo, "Easy Rider"è un film eccelso anche per le musiche, rigorosamente scelte dagli autori.
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Quando un film diventa un classico, in genere(con qualche eccezione)merita di esserlo. Così per"Easy Rider"(1969)di Dennis Hopper e Peter Fonda, dove entrambi sono coautori di soggetto e sceneggiatura, ma certo il punto di vista "sovraelevato"è di Hopper quale regista. Magnifica fotografia(Laszlo Kovacs), ma magnifiche sequenze, merito tutte di Hopper, per un viaggio nè all'inferno né in paradiso (o, semmai, entrambe le cose), ma nel ventre(molle e non)degli USA nel 1969; straordinario spaccato di un'epoca dominata dal"pensiero"(ma potremmo togliere le virgolette, pur con qualche riserva)hippie di quel periodo, "Easy Rider"è un film eccelso anche per le musiche, rigorosamente scelte dagli autori.:Dylan, Hendrikx, Steppenwolf, The Byrds, altri ancora, The Band.... Poi Nicholson, che dieci anni dopo realizzerà con Kbrick lo straordinario"The Shining", la sua più grande interpretazione. Su ogni sequenza(non certo solo sulla parte del Carnevale di New Orleans)potremmo scrivere un saggio o anche vari saggi, in quanto il film è una catena inesautibile di suggestioni, di spunti di riflessione, che anche oggi(mezzo secolo dopo, stento a crederci....)sono attualissimi. Chi riduca il film a un banale pro o contra la droga(certo non ne è un'apologia, per fortuna....!)non ha capito lo spirito del film, realizzato da Hopper, che ha confessato varie volte di essere stato schiavo della cocaina.... El Gato
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loceri79
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martedì 19 giugno 2018
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1968
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Stefano il film è un viaggio, un viaggio nel 1968 ed è di una realtà cruda, vera, assurda, scomoda e che ci sembra così lontana ed allo stesso tempo così vicina!un inno alla libertà ed alla tolleranza, un capolavoro oggi più che mai.
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loceri79
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martedì 19 giugno 2018
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venti di cambiamento
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Fine anni 60.Gli anni più difficili, crudi, controversi e sovversivi per l'America.Anni che oggi sembrano solo uno sbiadito ricordo: guerra fredda, diritti civili, amore libero, droghe, rock 'n roll, Vietnam, razzismo e tanto altro. Easy Rider riesce in 90 minuti a farci rivivere quegli anni, a trasmetterci la paura e l'angoscia dei razzisti del Sud, la voglia di fuggire ed essere liberi, la ricerca delle droghe di amore libero e fughe dalla realtà; tutto senza una storia romanzata o un lieto fine, solo un viaggio che racconta meglio di un libro di storia Gli anni 60.
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elgatoloco
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martedì 24 ottobre 2017
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easy rider is easy rider
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Si potrà dire ciò che si vuole, di"Easy Rider":che è un film ad effetto(non a effettacci, però), che esprime la poetica e l'estetica hippie, ma in realtà non esiste un film che esprima un'epoca come questo, di Dennis Hopper e Peter Fonda(apporti di Terry Southern(e forse anche, pur se non figura come co-sceneggiatore, di Jack Nicholson?Per non dire delle grandi musiche che fanno il sound track, dove tra Dylan e Hendrix, Steppenwolf e The Byrds tutto non fa solo"atmosfera"ma crea-concrea il film più che mai, come non era mai successo prima né sarebbe mai successo in seguito, almeno in quella misura). Sequenze fotorgrate multicolori, sequenze sghembe, sovrapposte-la maniera onirica di narrare il"trip"o meglio "the trips", al plurale, con tanto di salti temporali(dove, appunto, l'"esperienza"mette in "stand by" il tempo, inteso come"tempo dell'orologio", ancor inteso come linea temporale progressiva), con salti anche spaziali)Einstein non era ignoto a Hopper e Fonda).
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Si potrà dire ciò che si vuole, di"Easy Rider":che è un film ad effetto(non a effettacci, però), che esprime la poetica e l'estetica hippie, ma in realtà non esiste un film che esprima un'epoca come questo, di Dennis Hopper e Peter Fonda(apporti di Terry Southern(e forse anche, pur se non figura come co-sceneggiatore, di Jack Nicholson?Per non dire delle grandi musiche che fanno il sound track, dove tra Dylan e Hendrix, Steppenwolf e The Byrds tutto non fa solo"atmosfera"ma crea-concrea il film più che mai, come non era mai successo prima né sarebbe mai successo in seguito, almeno in quella misura). Sequenze fotorgrate multicolori, sequenze sghembe, sovrapposte-la maniera onirica di narrare il"trip"o meglio "the trips", al plurale, con tanto di salti temporali(dove, appunto, l'"esperienza"mette in "stand by" il tempo, inteso come"tempo dell'orologio", ancor inteso come linea temporale progressiva), con salti anche spaziali)Einstein non era ignoto a Hopper e Fonda). La contrappostizione tra la cultura hippie e quella "borghese"nell'accezione peggiore, da"deep AMerica"fondamentalista, è assolutamente marcata, quasi in forma manichea, a marcare compiutamente una dicotomia, una contrapposizione insanabile. Certo, non è un film"politico"(espressione comunque controversa...), come non lo era/è politica la cultura hippie in toto, come non lo è neppure il suo superamento(penso agli scritti teorici di Timothy Leary), ma è un film"culturale", dove viene descritta, appunto, una"cultura", con le sue modalità di vivere, i suoi"patterns", i suoi valori, le sue norme(la tolleranza, al limite l'ignorare l'altro per non averne reazioni violente, una tolleranza che, come si vede, gli"altri"non accettano). Molto più profondamente di"Zabriskie Point"di Antonioni che rimane oopera valida ma freddamente intellettuale, "Easy Rider"è un manifesto affisso sullo schermo, nella e con la sua estetica"flou", quasi"imprendibile"(non"Impalpabile", però, in quanto il coinvolgimento dei sensi è fortissimo e sempre multisensoriale), un'opera quasi"gridata sottovoce"che interroga chie la guarda. Per alcuni(leggo qualche commento)sarà pure nichilista(ma allora, però, è "il nulla", semmai, non nulla...)ma personalmente ritengo che sia un'opera importante, a tratti autoreferenziale ma di grande efficacia, che comunque suscita discussioni, cosa che pochi film sanno effettivamente fare.... Hopper e Fonda erano perfetti, come il"montante"Nicholson, ancora lontano dai grandi successi, Poi Karen Black etc... Bellissime anche le sequenze nel bar-saloon dove le ragazze osservano i tre"antieroi", vagabondi del"dharma"o del karma?Di nessuno dei due, diremmo... El Gato
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