filippo catani
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sabato 30 marzo 2013
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mi sembrava che ne mancasse uno
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El Indo è il capo di una spietata banda di criminali e sulla sua testa pende una ingente taglia. Un bounty killer con problemi ad una mano si mette sulle sue tracce così come un ex colonnello dell'esercito. I due si troveranno a stringere una alleanza per raggiungere il comune obbiettivo. Secondo film della cosiddetta trilogia del dollaro.
Un ottimo film targato Segio Leone che si giova delle tre grandi interpretazioni dei suoi protagonisti uno mpiù bravo dell'altro. Eastwood è perfetto nei panni del killer gelido, di poche parole ma di molto sarcasmo (specialmente negli ultimi minuti delle pellicola). Van Cleef è ottimo nei panni del colonnello in cerca di vendetta e dalla spaventosa velocità nell'impugnare la pistola e fare fuoco.
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El Indo è il capo di una spietata banda di criminali e sulla sua testa pende una ingente taglia. Un bounty killer con problemi ad una mano si mette sulle sue tracce così come un ex colonnello dell'esercito. I due si troveranno a stringere una alleanza per raggiungere il comune obbiettivo. Secondo film della cosiddetta trilogia del dollaro.
Un ottimo film targato Segio Leone che si giova delle tre grandi interpretazioni dei suoi protagonisti uno mpiù bravo dell'altro. Eastwood è perfetto nei panni del killer gelido, di poche parole ma di molto sarcasmo (specialmente negli ultimi minuti delle pellicola). Van Cleef è ottimo nei panni del colonnello in cerca di vendetta e dalla spaventosa velocità nell'impugnare la pistola e fare fuoco. E poi c'è Volontè perfetto nella parte del bandito anche se come sappiamo sono stati ben altri i ruoli che ne hanno sugellato la carriera. Colonna sonora impeccabile di Morricone, primi piani sugli occhi insomma tutto quello che serve per un film di Leone. Forse la parte centrale è un tantino troppo lenta ma non stiamo a guardare il pelo nell'uovo. Nel film c'è molta vena ironica e davvero divertente è l'intera sequenza di quando Eastwood arriva per registrarsi in una camera. Da vedere senza ombra di dubbio.
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great steven
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martedì 6 novembre 2012
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il monco e l'ex ufficiale contro il feroce bandito
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PER QUALCHE DOLLARO IN PIù (IT, 1965)
Diretto da SERGIO LEONE. Interpretato da CLINT EASTWOOD – LEE VAN CLEEF – GIAN MARIA VOLONTé – KLAUS KINSKI – MARIO BREGA.
Colonna sonora di ENNIO MORRICONE.
Il colonnello sudista Douglas Mortimer (Van Cleef) parte alla ricerca di Guy l'Indio (Volonté), pericolosissimo bandito su cui pende una taglia di 20.000 dollari, che gli ha violentato la sorella per poi ucciderla insieme al cognato. Lo affianca il Monco (Eastwood), focoso e determinato cacciatore di taglie che spara sempre con la mano destra, le cui intenzioni stanno nell'intascare integralmente le taglie che pendono sul malvivente e su tutti i suoi scagnozzi.
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PER QUALCHE DOLLARO IN PIù (IT, 1965)
Diretto da SERGIO LEONE. Interpretato da CLINT EASTWOOD – LEE VAN CLEEF – GIAN MARIA VOLONTé – KLAUS KINSKI – MARIO BREGA.
Colonna sonora di ENNIO MORRICONE.
Il colonnello sudista Douglas Mortimer (Van Cleef) parte alla ricerca di Guy l'Indio (Volonté), pericolosissimo bandito su cui pende una taglia di 20.000 dollari, che gli ha violentato la sorella per poi ucciderla insieme al cognato. Lo affianca il Monco (Eastwood), focoso e determinato cacciatore di taglie che spara sempre con la mano destra, le cui intenzioni stanno nell'intascare integralmente le taglie che pendono sul malvivente e su tutti i suoi scagnozzi. L'Indio progetta di rapinare la ricca banca di El Paso; il Monco tenta di neutralizzare i suoi piani infiltrandosi nella sua banda, mentre il colonnello ne rimane fuori per osservarne le mosse a distanza. Sfortunatamente, per un imprevisto, la rapina riesce, il bottino racchiuso in una casa viene portato in uno squallido paese messicano e i due cacciatori vengono smascherati: non resta loro che affrontare a carte scoperte l'Indio e i suoi uomini.
Nonostante le scene rimangano tutte bloccate su una certa crudità e rozzezza che Leone adopera per dipingere di violenza la storia, il regista romano ha fatto dei progressi dal film precedente (Per un pugno di dollari, 1964): 1.) firma la regia col suo vero nome e senza uno pseudonimo americaneggiante, a riprova che il nuovo western italiano ha la stoffa per affermarsi; 2.) toglie dalla vicenda i personaggi superflui per poter approfondire sul piano narrativo e psicologico una coppia di protagonisti, un antagonista ben pensato e pochi aiutanti dell'antagonista; 3.) inserisce come movente del viaggio la vendetta familiare (che appare solo nei flashback) che si trasforma in risoluzione violenta dei torti e delle crudeltà. A proposito, nella sequenza finale, arbitrando il duello decisivo, il personaggio del Monco offre la salvezza a quello del flemmatico colonnello, salvezza che l'uomo otterrà eliminando per sempre la causa dei suoi travagli, che vive in un altro uomo, aggressivo, cleptomane e sleale perfino nei riguardi dei suoi complici. Al Monco interessa solo la pecunia, tant'è vero che andrà tutto in tasca a lui, quando ad ogni morto caricato sul carro attribuirà la somma di denaro da incassare. Sempre funzionale e appassionante la musica del maestro Ennio Morricone. Leone sta già facendo strada, mostrandosi un autore fuori da ogni corrente che rivoluziona non solo un genere, ma proprio un modo di fare cinema. Tra gli attori secondari, spiccano Kinski e Brega. Buona scenografia. Voci italiane: Enrico Maria Salerno (Eastwood), Emilio Cigoli (Van Cleef), Nando Gazzolo (Volonté).
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flatout
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sabato 26 maggio 2012
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il più bel film di sergio leone
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Per qualche dollaro in più è uno di quei film chè li guardi mille volte e non ti stanchi mai.
questo fil ha cambiato il cinema western!
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marco petrini
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martedì 15 maggio 2012
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cult sezione "spaghetti western"
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Non è il seguito di "Per un pugno di dollari", ma segue un filo conduttore analogo. Personalmente lo ritengo migliore del precedente (parere strettamente personale). Più ampio negli interpreti (Van Cleef, Kinski), ha una colonna sonora a livelli eccelsi. E' ancora vedibile dopo 47 anni.
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brando fioravanti
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lunedì 2 aprile 2012
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il meno bello di leone
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Coinvolgente ed entusiasmante western. Personaggi ben costruiti e belle scene d'azioni, ma la storia è un pò forzata, e il protagonista è ormai scontato nei suoi comportamenti. Lo stile di leone è sempre buono e ricercato, ma non basta a compensare una sceneggiatura davvero fiacca. Bello da vedere, ma sensa troppe pretese.
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gianni lucini
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venerdì 16 settembre 2011
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il rifiuto di lee marvin
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Inizialmente Sergio Leone non pensa a Lee Van Cleef per interpretare il ruolo del Colonnello Mortimer ma a Lee Marvin. Ottiene dal produttore l’assenso e il denaro sufficiente a scritturarlo e lo contatta. L’attore però rifiuta perchè è già impegnato sul set del film Cat Ballou di Elliott Silverstein. Sceglie allora di affidarlo a Lee Van Cleef che l’aveva colpito in due classici del western hollywoodiano come Mezzogiorno di fuoco e L’uomo che uccise Liberty Valance.
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gianni lucini
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venerdì 16 settembre 2011
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el paso tribune, una forzatura storica
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Il Colonnello Mortimer scopre che il Monco fa il suo stesso mestiere leggendo un articolo illustrato sulla prima pagina del giornale “El Paso Tribune” che si intitola “The Morton Brothers killed by bounty Killer” (I fratelli Morton uccisi da un Bounty Killer). Osservando attentamente la copia consultata dal personaggio interpretato da Lee Van Cleef si scopre che è datata “Monday June 23, 1872” (lunedì 23 giugno 1872). Si tratta di un’evidente forzatura storica della sceneggiatura per almeno tre ragioni. La prima è che il 23 giugno 1872 era una domenica e non un lunedì. La seconda che l’El Paso Tribune, esistito davvero, viene fondato il 6 febbraio 1892, cioè vent’anni dopo la data sulla copia letta da Mortimer.
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Il Colonnello Mortimer scopre che il Monco fa il suo stesso mestiere leggendo un articolo illustrato sulla prima pagina del giornale “El Paso Tribune” che si intitola “The Morton Brothers killed by bounty Killer” (I fratelli Morton uccisi da un Bounty Killer). Osservando attentamente la copia consultata dal personaggio interpretato da Lee Van Cleef si scopre che è datata “Monday June 23, 1872” (lunedì 23 giugno 1872). Si tratta di un’evidente forzatura storica della sceneggiatura per almeno tre ragioni. La prima è che il 23 giugno 1872 era una domenica e non un lunedì. La seconda che l’El Paso Tribune, esistito davvero, viene fondato il 6 febbraio 1892, cioè vent’anni dopo la data sulla copia letta da Mortimer. La terza ragione è che nel 1872 la cittadina di El Paso non aveva questo nome. All’epoca, infatti veniva ancora chiamata Franklin, denominazione che conserverà fino al 1888.
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gianni lucini
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venerdì 16 settembre 2011
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nove giorni per la sceneggiatura
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La leggenda vuole che il titolo di Per qualche dollaro in più nasca il giorno stesso della rottura con la Jolly Film, la casa di produzione di Giorgio Papi e Arrigo Colombo per la quale aveva girato Per un pugno di dollari. È lo stesso Leone ad avvalorare questa tesi sostenendo di esserselo inventato un po’ per ripicca proprio nel momento in cui dava loro l’addio senza avere la minima idea di quale sarebbe stato il soggetto. Il regista trova poi un nuovo produttore nell’avvocato Alberto Grimaldi che gli fa un’offerta di tutto rispetto: un compenso, la copertura delle spese e il 50% dei profitti. Con questa garanzia si mette al lavoro iniziando a tratteggiare il soggetto di massima con Duccio Tessari e Fernando Di Leo.
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La leggenda vuole che il titolo di Per qualche dollaro in più nasca il giorno stesso della rottura con la Jolly Film, la casa di produzione di Giorgio Papi e Arrigo Colombo per la quale aveva girato Per un pugno di dollari. È lo stesso Leone ad avvalorare questa tesi sostenendo di esserselo inventato un po’ per ripicca proprio nel momento in cui dava loro l’addio senza avere la minima idea di quale sarebbe stato il soggetto. Il regista trova poi un nuovo produttore nell’avvocato Alberto Grimaldi che gli fa un’offerta di tutto rispetto: un compenso, la copertura delle spese e il 50% dei profitti. Con questa garanzia si mette al lavoro iniziando a tratteggiare il soggetto di massima con Duccio Tessari e Fernando Di Leo. Al momento della prima scrittura Tessari esce dall’impresa mentre Di Leo continua insieme a Enzo Dell'Aquila. Alla fine è lo stesso Sergio Leone, coadiuvato dal cognato Fulvio Morsella, a trasformare la bozza in un soggetto più dettagliato. Ai due si unisce poi lo sceneggiatore Luciano Vincenzoni, che in nove giorni scrive la sceneggiatura. Il film viene proiettato per la prima volta il 18 dicembre 1965 al Supercinema di Roma. Le reazioni entusiastiche del pubblico impressionano gli emissari della United Artists invitati da Luciano Vincenzoni ad assistere alla proiezione e convincono Ilya Ropert, il vicepresidente della società statunitense a comprare a scatola chiusa i diritti di distribuzione sul successivo film di Leone.
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gianni lucini
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venerdì 16 settembre 2011
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si uccide per soldi
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Per il suo secondo western all’italiana Sergio Leone decide di puntare su una figura dalla quale il western classico di Hollywood si è sempre tenuto un po’ distante: il bounty killer. «Gli Americani hanno sempre dipinto il West in termini romantici, con cavalli che corrono al fischio del padrone. Non hanno mai trattato il West seriamente, come noi non abbiamo mai trattato l'antica Roma seriamente. Forse il più serio dibattito sull'argomento è stato fatto da Kubrick in Spartacus: gli altri film sono sempre stati favole di cartone. È stata questa superficialità che mi ha colpito e interessato». Per questa ragione quando si tratta di rimettere in sella il suo “uomo senza nome” dopo il successo di Per un pugno di dollari sceglie di farne un cacciatore di taglie.
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Per il suo secondo western all’italiana Sergio Leone decide di puntare su una figura dalla quale il western classico di Hollywood si è sempre tenuto un po’ distante: il bounty killer. «Gli Americani hanno sempre dipinto il West in termini romantici, con cavalli che corrono al fischio del padrone. Non hanno mai trattato il West seriamente, come noi non abbiamo mai trattato l'antica Roma seriamente. Forse il più serio dibattito sull'argomento è stato fatto da Kubrick in Spartacus: gli altri film sono sempre stati favole di cartone. È stata questa superficialità che mi ha colpito e interessato». Per questa ragione quando si tratta di rimettere in sella il suo “uomo senza nome” dopo il successo di Per un pugno di dollari sceglie di farne un cacciatore di taglie. Con lo stesso cappello, lo stesso poncho e lo stesso, identico sigaro del film precedente Clint Eastwood diventa il Monco, un professionista dell’assassinio pagato dalla legge che fa tutto con la mano sinistra come se fosse un mancino ma spara con la destra. Ad affiancarlo c’è il Colonnello Mortimer, cacciatore di taglie più per necessità che per scelta se si dà retta alle osservazioni del profeta («...era un gran militare e ora s’è ridotto a fare il bounty killer) o, come si scopre alla fine, in qualche caso anche per vendetta. E proprio per sottolineare l’importanza assoluta del denaro il conteggio finale dei cadaveri viene effettuato utilizzando come unità di misura il valore in dollari delle taglie.
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marco michielis
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lunedì 29 agosto 2011
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aspettando il capolavoro...
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Il grandissimo successo del primo film della trilogia, ottenuto con un budget che non era certo dei più ricchi, permette a Leone di abbellire e rendere ancora più affascinante la sua visione tutta personale del western. "Per qualche dollaro in più" è chiaramente una pellicola superiore dal punto di vista tecnico a "Per un pugno di dollari" (comunque illustre capostipite del genere): oltre alla maggior complessità della trama, bisogna rilevare come lo stesso intreccio sia reso in modo molto più ricercato, vedasi per esempio i numerosi flashback che ci mostrano lo stupro commesso dall'Indio in sequenza, le sparatorie stesse siano sempre più avvincenti e dettagliate e le battute argute e sagaci tipiche degli spaghetti-western non manchino affatto.
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Il grandissimo successo del primo film della trilogia, ottenuto con un budget che non era certo dei più ricchi, permette a Leone di abbellire e rendere ancora più affascinante la sua visione tutta personale del western. "Per qualche dollaro in più" è chiaramente una pellicola superiore dal punto di vista tecnico a "Per un pugno di dollari" (comunque illustre capostipite del genere): oltre alla maggior complessità della trama, bisogna rilevare come lo stesso intreccio sia reso in modo molto più ricercato, vedasi per esempio i numerosi flashback che ci mostrano lo stupro commesso dall'Indio in sequenza, le sparatorie stesse siano sempre più avvincenti e dettagliate e le battute argute e sagaci tipiche degli spaghetti-western non manchino affatto. Leone quindi percepisce la necessità di offrire un'opera ancora migliore della precedente a un pubblico che era rimasto estasiato di fronte all' insolita descrizione di una realtà che forse non aveva mai veramente conosciuto a fondo.
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