luca
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venerdì 23 novembre 2007
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bellissimo film
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Be trovo che sia normale che quando si deve parlare di critica ci sia sempre qualcuno che deve dirne una e non sempre sono tutti d'accordo, quindi ci sta se a qualcuno non è piaciuto come son piaciuti gli altri.
A parer mio è uno di quei film che non ti stanchi di vedere, nel quale le musiche d'accompagno completano un capolavoro che rimarrà sempre tra i primi.
La storia raccontata è quella di un pistolero che si allea ad un colonnello altrettanto capace che deve vendicare la morte della sorella uccisa da un capo banda spietato che è l'Indio.
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beppe 11
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venerdì 20 luglio 2007
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xkè in spgnolo!!!
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è orribile sentire clint in spagnolo......indio tu il gioco lo conosci!!..
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nicolò
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lunedì 30 aprile 2007
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2° atto della "trilogia del dollaro"
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Nella cittadina di El Paso c’è una banca sicurissima, che solo un criminale pazzo e drogato può pensare di svaligiare. Questi è l’Indio (G.M. Volonté), sulle cui tracce si mettono due bounty-killer: il Monco (C. Eastwood), pistolero abile e senza passato, e il colonnello Mortimer (L. Van Cleef) che deve vendicare la morte della sorella. Dopo Per un pugno di dollari, Leone firma un altro classico dello spaghetti-western, con altrettanto grande successo. Al risultato contribuiscono parecchio l’apporto di Morricone per le musiche, Dallamano per la fotografia e degli attori: sia Van Cleef che Volonté vennero lanciati dal film. Da antologia la sequenza finale con il conteggio dei cadaveri calcolato in dollari.
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Nella cittadina di El Paso c’è una banca sicurissima, che solo un criminale pazzo e drogato può pensare di svaligiare. Questi è l’Indio (G.M. Volonté), sulle cui tracce si mettono due bounty-killer: il Monco (C. Eastwood), pistolero abile e senza passato, e il colonnello Mortimer (L. Van Cleef) che deve vendicare la morte della sorella. Dopo Per un pugno di dollari, Leone firma un altro classico dello spaghetti-western, con altrettanto grande successo. Al risultato contribuiscono parecchio l’apporto di Morricone per le musiche, Dallamano per la fotografia e degli attori: sia Van Cleef che Volonté vennero lanciati dal film. Da antologia la sequenza finale con il conteggio dei cadaveri calcolato in dollari. Figura al 3° posto nella classifica dei film italiani più visti con 14.252.000 spettatori.
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nathan
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mercoledì 14 febbraio 2007
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quando finisce la musica spara,se ti riesce
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Uno dei miei preferiti del grande Leone.Anche se rispetto agli altri film può risultare più carente di invenzioni stilistiche per quanto riguarda la regia,la storia è assemblata in un modo perfetto,coinvolge sempre anche dopo averla vista una ventina di volte.
Ma soprattutto i vari personaggi sono assemblati alla perfezione.
Non c'è n'è uno che si possa dimenticare,oltre i tre protagonisti:dal furbo ragazzino al vecchio pazzo,dal lercio barista alla vecchia battona,e soprattutto la banda dell'Indio,in cui tutti i "cattivi" hanno una caratterizzazione particolare.Una galleria di personaggi così strambi rimarrà nella memoria!Anche la storia è bellissima,le sparatorie ed i duelli si susseguono,le ambientazioni sono affascinanti,l'ironia scorre a fiume come il sangue in un film divertentissimo!Grande la colonna sonora di Leone,e soprattutto l'invenzione del carillon.
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Uno dei miei preferiti del grande Leone.Anche se rispetto agli altri film può risultare più carente di invenzioni stilistiche per quanto riguarda la regia,la storia è assemblata in un modo perfetto,coinvolge sempre anche dopo averla vista una ventina di volte.
Ma soprattutto i vari personaggi sono assemblati alla perfezione.
Non c'è n'è uno che si possa dimenticare,oltre i tre protagonisti:dal furbo ragazzino al vecchio pazzo,dal lercio barista alla vecchia battona,e soprattutto la banda dell'Indio,in cui tutti i "cattivi" hanno una caratterizzazione particolare.Una galleria di personaggi così strambi rimarrà nella memoria!Anche la storia è bellissima,le sparatorie ed i duelli si susseguono,le ambientazioni sono affascinanti,l'ironia scorre a fiume come il sangue in un film divertentissimo!Grande la colonna sonora di Leone,e soprattutto l'invenzione del carillon.Semplicemente grandioso Gian Maria Volontè nella parte dell'Indio,forse il miglior ritratto di cattivo nella storia del cinema!Capolavoro
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beppe
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domenica 7 gennaio 2007
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niente vecchio...nn tornavano i conti!
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Un grandissimo Sergio Leone firma questa fantastica pellicola dove Clint interpreta alla perfezione il ruolo da duro senza nome.
Nient'altro da dire chi nn lo ha visto nn sa cosa si è perso.
Saluto Brista e Mocen
BLAHHHHHHHH
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(di luca9921)
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west
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sabato 18 novembre 2006
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la rinascita di lee van cleef
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"Per Qualche Dollaro in Più" è uno dei film più riusciti di Leone sia per bellezza che per incassi. Nel secondo film della trilogia del dollaro, Leone ha un 'intuizione fondamentale: affianca infatti al buono interessato ai soldi (Clint Eastwood) e al cattivo bandito messicano (Gian Maria Volontè), un terzo personaggio che vuol vendicarsi per la morte della sorella (Lee Van Cleef). Egli era un attore di poca fama che aveva già partecipato a film western americani facendo la parte del cattivo. Per lui, "Per Qualche Dollaro in Più" rappresentò il trampolino di lancio verso il successo internazionale dopo molte ddelusioni. Secondo me è questa l'intuizione di Leone: inserire un personaggio di nobili pretese soddisfando le pretese di quegli anni.
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simomagic90
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venerdì 1 settembre 2006
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per qualche dollaro in più
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Il 2° film western di Leonea mio avviso è senza dubbio un capolavoro. a differenza del primo, film più simile a un qualsiasi western, in questo possiamo notare l'abilità del regista italiano. I protagonisti non sono più 2 come nel primo (joe e Ramon) ma 3. Volontè fa sempre la parte del cattivo, ma questa volta in modo magistrale, infatti è in grado di far emergere soprattutto la follia più assoluta del suo personaggio: el Indio. Clint ha sempre il suo ruolo di cacciatore di soldi con animo buono; poi c'è Van cleef, che interpreta il suo ruolo in modo impeccabile.
la trama ha come punto principale non più una storia base, come in per un pugno di dollari, ma il flashback, che diventa l'elemento intrigante del film.
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Il 2° film western di Leonea mio avviso è senza dubbio un capolavoro. a differenza del primo, film più simile a un qualsiasi western, in questo possiamo notare l'abilità del regista italiano. I protagonisti non sono più 2 come nel primo (joe e Ramon) ma 3. Volontè fa sempre la parte del cattivo, ma questa volta in modo magistrale, infatti è in grado di far emergere soprattutto la follia più assoluta del suo personaggio: el Indio. Clint ha sempre il suo ruolo di cacciatore di soldi con animo buono; poi c'è Van cleef, che interpreta il suo ruolo in modo impeccabile.
la trama ha come punto principale non più una storia base, come in per un pugno di dollari, ma il flashback, che diventa l'elemento intrigante del film. solo alla fine, dopo un'attenta visione, si può comprendere che il Colonnello, interpretato da Van cleef, era fratello della giovane nel flashback. i due infatti nonostante fratelli si amavano.
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cineofilo92
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martedì 22 agosto 2006
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per qualche dollaro in più
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Leone firma il secondo episodio della trilogia del dollaro. E si vede che la sua firma porta bene. Il secondo episodio, all'altezza del primo, ha alcune particolarità: Gian Maria Volontè e Eastwood vengono riconfermati, stavolta il primo sempre nella parte di un eccentrico e irresistibile antagonista, il secondo, dopo il Joe di Per un pugno di dollari, anche se si tiene i suoi vestiti, diventa il Monco.
La struttura della trama è uguale a quella del primo episodio, che viene evidentemente riproposta con ottimi risultato. Musiche sempre di Ennio Morricone. Il western italiano ha un creatore, e questi è Sergio Leone, nella sua fortunata e prodigiosa scalata verso C'era una volta in america.
[+] epopea del west
(di santo)
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marco 91
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sabato 24 giugno 2006
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buon western
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Faccio subito una premessa, non amo il genere spaghetti western e quindi il film non mi ha fatto impazzire. Trovo però che sia un lavoro ottimo di Sergio Leone (autore secondo me del più grande film mai realizzato) e che vada apprezzato per la sua originalità e per il suo distacco dal western ad esempio di John Ford.
La cosa che veramente mi è piaciuta di questo film è però la colonna sonora (di Ennio Morricone credo)che accompagna benissimo il film.
Clint Eastwood è veramente grande.
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valentino
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sabato 15 ottobre 2005
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per qualche "recensione" in più
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Naturalmente le opinioni variano al variare dei gusti personali. Sì, a me anche questo film è veramente piaciuto, il secondo della cosiddetta "trilogia del dollaro", firmata da Sergio Leone. Sono convinto che si possa rivedere tranquillamente anche dopo un secolo, dato che, a mio giudizio, non è invecchiato e non invecchierà.
Bravi gli interpreti: un encomio a Gian Maria Volontè, bravo Lee Van Cleef, anche Clint Eastwood (all'anagrafe Clinton) mi è piaciuto sia con il cappello che senza. Seppur in una piccola (nel senso della durata) parte, Klaus Kinski (il "gobbo") ha fornito un'intensa interpretazione. Un'elogio da parte mia anche a Mario Brega, presente nell'intera "trilogia".
Dunque l'intero film mi è piaciuto; ricordo volentieri, tra le altre, le scene finali, con lo scontro decisivo tra El Indio e il colonnello Douglas Mortimer (scandito, come nell'intera pellicola, dalle formidabili musiche di Ennio Morricone), in cui si intromette il "Senza Nome", però in modo importante per lo svolgimento in favore del colonnello.
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Naturalmente le opinioni variano al variare dei gusti personali. Sì, a me anche questo film è veramente piaciuto, il secondo della cosiddetta "trilogia del dollaro", firmata da Sergio Leone. Sono convinto che si possa rivedere tranquillamente anche dopo un secolo, dato che, a mio giudizio, non è invecchiato e non invecchierà.
Bravi gli interpreti: un encomio a Gian Maria Volontè, bravo Lee Van Cleef, anche Clint Eastwood (all'anagrafe Clinton) mi è piaciuto sia con il cappello che senza. Seppur in una piccola (nel senso della durata) parte, Klaus Kinski (il "gobbo") ha fornito un'intensa interpretazione. Un'elogio da parte mia anche a Mario Brega, presente nell'intera "trilogia".
Dunque l'intero film mi è piaciuto; ricordo volentieri, tra le altre, le scene finali, con lo scontro decisivo tra El Indio e il colonnello Douglas Mortimer (scandito, come nell'intera pellicola, dalle formidabili musiche di Ennio Morricone), in cui si intromette il "Senza Nome", però in modo importante per lo svolgimento in favore del colonnello.
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