bella earl!
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giovedì 28 luglio 2011
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secondo capolavoro di leone.
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- Colonnello Mortimer: Cosa succede ragazzo? -
- Il monco: Niente vecchio, non mi tornavano i conti. Ne mancava uno. -
Il Colonnello Mortimer vuole vendicare la morte della sorella. Il Monco, grande pistolero, arbitrerà il suo duello finale e guadagnera molti, moltissimi dollari.
Il regista italiano per eccellenza ritorna con il secondo capitolo di una trilogia diventata, ormai, leggenda. Le inquadrature lente, i primi piani e i duelli Leoneschi lo consacrano ancora una volta nell'olimpo del cinema mondiale e capomastro del cinema western. Eastwood è grande anche questa volta, nonostante non sia esattamente il protagonista di questo capolavoro. Van Cleef convince e Volonté fa ancora una volta bene la parte del cattivo nonostante non risulti convincente come nel precedente film.
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- Colonnello Mortimer: Cosa succede ragazzo? -
- Il monco: Niente vecchio, non mi tornavano i conti. Ne mancava uno. -
Il Colonnello Mortimer vuole vendicare la morte della sorella. Il Monco, grande pistolero, arbitrerà il suo duello finale e guadagnera molti, moltissimi dollari.
Il regista italiano per eccellenza ritorna con il secondo capitolo di una trilogia diventata, ormai, leggenda. Le inquadrature lente, i primi piani e i duelli Leoneschi lo consacrano ancora una volta nell'olimpo del cinema mondiale e capomastro del cinema western. Eastwood è grande anche questa volta, nonostante non sia esattamente il protagonista di questo capolavoro. Van Cleef convince e Volonté fa ancora una volta bene la parte del cattivo nonostante non risulti convincente come nel precedente film. Il preludio al capolavoro: "Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo."
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alex41
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giovedì 3 giugno 2010
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quando gli eroi sono due....
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Questo film, secondo me, è superiore al precedente "Per Un pugno di dollari", per il fatto che la storia è ancora più interessante, i protagonisti sono due (e che protagonisti!!), cambiano le ambientazioni, cresce la suspense e le emozioni, e la regia di Sergio Leone diventa ancora più maestosa. Per il resto, il cattivo è sempre lo stesso (grandioso Gian Maria Volontè), anche se il personaggio è diverso dal vecchio "Ramon", e forse anche più cattivo. La sceneggiatura colpisce sempre, la musica di Morricone è ancora più grandiosa, e poi...come non ricordare la bellissima canzone del carrilon?...spettacolare. Sergio Leone è davvero il regista numero uno degli western italiani, e forse anche mondiali (insieme a altri grandi maestri, quali John Ford, Howard Hughes e Sam Peckinpah).
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Questo film, secondo me, è superiore al precedente "Per Un pugno di dollari", per il fatto che la storia è ancora più interessante, i protagonisti sono due (e che protagonisti!!), cambiano le ambientazioni, cresce la suspense e le emozioni, e la regia di Sergio Leone diventa ancora più maestosa. Per il resto, il cattivo è sempre lo stesso (grandioso Gian Maria Volontè), anche se il personaggio è diverso dal vecchio "Ramon", e forse anche più cattivo. La sceneggiatura colpisce sempre, la musica di Morricone è ancora più grandiosa, e poi...come non ricordare la bellissima canzone del carrilon?...spettacolare. Sergio Leone è davvero il regista numero uno degli western italiani, e forse anche mondiali (insieme a altri grandi maestri, quali John Ford, Howard Hughes e Sam Peckinpah). Il film è un capolavoro, c'è più violenza, assenza di pietà e romanticismo (che invece compare nell'altrettanto capolavoro "C'era una volta il west"). Stavolta il nostro Eastwood non è il solo a essere l'indimenticabile uomo senza macchia e senza paura; ricordiamoci anche del grande Lee Van Cleef (che poi nel film "Il buono, il brutto e il cattivo" diventerà il cattivo). Spettacolare, travolgente, emozionante, e poi il finale, i personaggi, i luoghi....come essere tornati indietro nel tempo. Eh sì, il vero cinema regala sempre questa magia, grazie a artisti come Leone. W LEONE...Abbasso chi dice di no!!!
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[+] il mito...
(di diabolik)
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inertiatic
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sabato 10 aprile 2010
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un degno seguito
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Vedendo questo film a distanza di quasi 50 anni dalla sua uscita (io che sono nato vent'anni dopo quel 1965), non riesco a togliermi dalla mente quella che è stata la straordinaria carriera di Clint Eastwood. Grande interprete della trilogia del dollaro di Sergio Leone, che qui ha l'idea geniale di affiancargli Lee Van Cleef, portando il film ad avere due protagonisti e non solamente uno come in Per un pugno di dollari. Ma alla fine il migliore è Volontè, che qui interpreta straordinariamente El Indio, contribuendo a fare di questo film uno dei migliori western mai realizzati.
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g. romagna
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martedì 2 febbraio 2010
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per qualche dollaro in più
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Il Monco (Clint Eastwood) e il colonnello Mortimer (Lee Van Cleef), cacciatori di taglie, si coalizzano per catturare El Indio (Gianmaria Volontè) e la sua banda che si apprestano a rapinare la banca di El Paso. Tuttavia El Indio si rivela più astuto di quanto sembri, e Mortimer si accinge ad una resa di conti un cui non sembra che sia proprio il premio della taglia a contare... Come sempre, partendo da una trama spicciola Leone organizza un film con un complesso intreccio e conseguente susseguirsi di nuovi colpi di scena. La raffinatezza stilistica del regista è la solita, così come quella delle musiche morriconiane che riecheggiano le altre melodie caratterizzanti la Trilogia del Dollaro.
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Il Monco (Clint Eastwood) e il colonnello Mortimer (Lee Van Cleef), cacciatori di taglie, si coalizzano per catturare El Indio (Gianmaria Volontè) e la sua banda che si apprestano a rapinare la banca di El Paso. Tuttavia El Indio si rivela più astuto di quanto sembri, e Mortimer si accinge ad una resa di conti un cui non sembra che sia proprio il premio della taglia a contare... Come sempre, partendo da una trama spicciola Leone organizza un film con un complesso intreccio e conseguente susseguirsi di nuovi colpi di scena. La raffinatezza stilistica del regista è la solita, così come quella delle musiche morriconiane che riecheggiano le altre melodie caratterizzanti la Trilogia del Dollaro. Un film avvincente e godibilissimo, inferiore, certo, ai suoi due migliori western (C'Era una Volta il West e Il Buono, il Brutto e il Cattivo) ma pur sempre di grande qualità.
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chriss
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martedì 2 febbraio 2010
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indimenticabili personaggi...
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Il Monco, solitario e spietato pistolero, nonché cacciatore di taglie, si mette sulle tracce dell' Indio, un super criminale fuggito di galera grazie alla sua banda di malviventi. Anche il colonnello Mortimer, un altro formidabile pistolero ( in realtà in cerca di vendetta), aspira alla cospicua taglia dell' Indio che vale circa diecimila dollari. I due si trovano, si studiano, si sparano al cappello, ma alla fine diventano soci: in ballo c' è anche la taglia che pende sulle teste del resto della banda...Il Monco, grazie ad un' idea del colonnello Mortimer, entra a far parte della banda dell' Indio, ma qualcosa va storto e...insomma meglio non dire altro.
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Il Monco, solitario e spietato pistolero, nonché cacciatore di taglie, si mette sulle tracce dell' Indio, un super criminale fuggito di galera grazie alla sua banda di malviventi. Anche il colonnello Mortimer, un altro formidabile pistolero ( in realtà in cerca di vendetta), aspira alla cospicua taglia dell' Indio che vale circa diecimila dollari. I due si trovano, si studiano, si sparano al cappello, ma alla fine diventano soci: in ballo c' è anche la taglia che pende sulle teste del resto della banda...Il Monco, grazie ad un' idea del colonnello Mortimer, entra a far parte della banda dell' Indio, ma qualcosa va storto e...insomma meglio non dire altro. Per qualche dollaro in più è certamente migliore di un Per un pugno di dollari, sia per la trama, più complessa, sia per i meravigliosi personaggi del film, sia per il montaggio e la scenografia. Si ha la sensazione che sia un film ancora più moderno e meglio sviluppato del primo. Insomma, è un film più corposo, più rotondo, più curato. La maestria di Leone, nel girare questo piccolo capolavoro western, lo porterà a sviluppare opere ancora più importanti e mature ( Giù la testa, C'era una volta il West). Le musiche dell' immancabile Ennio Morricone ci accompagnano per tutto il film, duello finale compreso: quello del carillon che scandisce il tempo...Quel che colpisce in Sergio Leone è il nuovo modo di fare cinema: inquadrature ravvicinate, paesaggi sperduti, personaggi scolpiti, duelli epici, musiche penetranti che ti restano dentro per tutta la vita. Per me Leone ha modellato magnifici personaggi per farceli entrare nella mente e nel cuore, cattivi compresi. Sembrano tutti usciti da un ricco fumetto western. Come possiamo dimenticare J.M.Volontè nella parte dell' Indio, un pazzo scatenato che ha in testa soltanto il modo di derubare l' inespugnabile banca di El Paso? Film indimenticabile con indimenticabili personaggi!
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davide di finizio
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lunedì 25 gennaio 2010
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armonia compositiva
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Con l'aiuto del Monco, il colonnello Douglas Mortimer dà la caccia a El Indio, bandito terribile e controverso, sino all'immancabile duello finale. Secondo capitolo della trilogia del dollaro, Leone si svincola dal prezioso ma opprimente modello di Kurosawa per sfornare un film autonomo, in cui mostra di padroneggiare pienamente i migliori strumenti registici e narrativi raggiungendo il vertice dell'armonia compositiva. In un misurato dosaggio di trama e personaggi, con interessante caratterizzazione anche dei ruoli minori, è l'unico caso in cui questo equilibrio persiste, prima di essere accantonato a favore della smisurata portata dei lavori successivi.
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Con l'aiuto del Monco, il colonnello Douglas Mortimer dà la caccia a El Indio, bandito terribile e controverso, sino all'immancabile duello finale. Secondo capitolo della trilogia del dollaro, Leone si svincola dal prezioso ma opprimente modello di Kurosawa per sfornare un film autonomo, in cui mostra di padroneggiare pienamente i migliori strumenti registici e narrativi raggiungendo il vertice dell'armonia compositiva. In un misurato dosaggio di trama e personaggi, con interessante caratterizzazione anche dei ruoli minori, è l'unico caso in cui questo equilibrio persiste, prima di essere accantonato a favore della smisurata portata dei lavori successivi. Bravi gli attori: Eastwood decisamente il meno interessante e il più stereotipato, nella sua ripetitiva filosofia del dollaro; Lee van Cleef, nobile e terribile nella sua aspirazione alla vendetta; Volontè, superlativo nel suo tormento del passato, che qui prende il via per diventare leitmotiv più o meno ricorrente nei films successivi.
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giusepped88
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domenica 14 giugno 2009
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pietra miliare
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Uno dei film più significativi del genere.
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solid_snakes_master
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mercoledì 7 gennaio 2009
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eastwood-van cleef: la coppia perfetta!
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La trama è ancora più avvincente del capitolo precedente, inoltre mettere Lee Van Cleef in coppia col protagonista è stata una scelta felicissima: l'uno esalta le doti dell'altro, e insieme formano una coppia da leggenda. Come sempre eccezionali le musiche di Morricone.
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paride86
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lunedì 5 gennaio 2009
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bello ma senza entusiasmo
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Secondo capitolo della trilogia del dollaro di Sergio Leone.
Di sicuro "Per qualche dollaro in più" è migliore di "Per un pugno di dollari": ha una sceneggiatura ed una trama più complesse e coerenti, è interpretato meglio (a parte la paresi facciale di Clint Eastwood) ed è più suggestivo anche per quanto riguarda le scenografie.
Tuttavia la storia raccontata nel flashback è liquidata sbrigativamente e alcuni eccessi di machismo (il duello con proiettili e cappelli Eastwood-Van Cleef, il mobile della cassaforte sventrato a metà con le pistole dagli scagnozzi di Volontè) mi hanno ridere invece di entusiasmarmi.
Come è successo per il precedente capitolo della trilogia, la musica di Morricone dà carattere alle scene e riesce a regalare un sapore epico al film, nonostante non ci sia nulla, a mio avviso, di indimenticabile.
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Secondo capitolo della trilogia del dollaro di Sergio Leone.
Di sicuro "Per qualche dollaro in più" è migliore di "Per un pugno di dollari": ha una sceneggiatura ed una trama più complesse e coerenti, è interpretato meglio (a parte la paresi facciale di Clint Eastwood) ed è più suggestivo anche per quanto riguarda le scenografie.
Tuttavia la storia raccontata nel flashback è liquidata sbrigativamente e alcuni eccessi di machismo (il duello con proiettili e cappelli Eastwood-Van Cleef, il mobile della cassaforte sventrato a metà con le pistole dagli scagnozzi di Volontè) mi hanno ridere invece di entusiasmarmi.
Come è successo per il precedente capitolo della trilogia, la musica di Morricone dà carattere alle scene e riesce a regalare un sapore epico al film, nonostante non ci sia nulla, a mio avviso, di indimenticabile. Fra i personaggi il più complesso e riuscito è sicuramente Indio, complice un'ottima interpretazione di Gian Maria Volontè; antipatico e saccente, invece, il personaggio del Monco, che si contrappone al neutrale colonnello Van Cleef.
Il film mi è piaciuto, ma senza particolare entusiasmo; il finale, però, merita davvero la lode.
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marzio 54
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sabato 3 gennaio 2009
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cattedera in cultura e cinema
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Ignoro chi abbia stritto i dialoghi nei film di Sergio Leone:chiunque sia stato,se lo stesso Regista o altri (mi scuso della mia ignoranza)merita una ammirazione ed un rispetto imperituro.Mi piace ricordarne solo due...in Per Qualche Dollaro in Più.....ma uno sceriffo non dovrebbe.....cercatevene un altro.Provate a trasportare questa frase....ma un magistrato....ma un medico...ma un insegnante...ma un uomo politico... cercatevene un altro.....
C'era Una Volta in America...nessun uomo ti ha amato come ti ho amato io...Robert De Niro...il dolore del perduto,il dolore senza appello,l'attesa sterile di un passato che non ritorna,anzi che non può ritornare,perchè è irrimediabilmente passato!
Per favore quando sui media commentate "Sergio Leone"non dite più Autore dei Film Spaghetti Western.
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Ignoro chi abbia stritto i dialoghi nei film di Sergio Leone:chiunque sia stato,se lo stesso Regista o altri (mi scuso della mia ignoranza)merita una ammirazione ed un rispetto imperituro.Mi piace ricordarne solo due...in Per Qualche Dollaro in Più.....ma uno sceriffo non dovrebbe.....cercatevene un altro.Provate a trasportare questa frase....ma un magistrato....ma un medico...ma un insegnante...ma un uomo politico... cercatevene un altro.....
C'era Una Volta in America...nessun uomo ti ha amato come ti ho amato io...Robert De Niro...il dolore del perduto,il dolore senza appello,l'attesa sterile di un passato che non ritorna,anzi che non può ritornare,perchè è irrimediabilmente passato!
Per favore quando sui media commentate "Sergio Leone"non dite più Autore dei Film Spaghetti Western.I suoi film sono capolavori di riflessione,di introspezione,di ripiegamento su se stessi,di sfida nella vita;di sfide perse,di sfide vinte.Di rancori,di vendetta,di amore,di passioni,di sentimenti umani resi in modo straordinariamente profondi.Secondo il mio parere questi film andrebbero non solo visti e rivisti nelle scuole ,nelle università,ma studiati,analizzati,parcellizzati,commentati,imparati a memoria.Non ditemi che esagero,ma mi permetto di esprimere il mio pensiero visto che me ne date la possibilità.Quando cadrai tu...farai tanto rumore....quanti scrittori,quali intelluttuali, sono stati capaci di esprimere con una frase così semplice una riflessione eterna...?
Fin ora non ho mai ascoltato commenti in questo senso delle PAROLE di SERGIO LEONE;mi piacerebbe sul Corriere della Sera di domani leggere qualcosa in merito e se le mie considerazioni sono condivise sia dagli Esperti sia dai semplici Spettatori.
Grazie della ospitalità
Antonio Marzano
Bisceglie
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