luca g
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martedì 17 dicembre 2024
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senza kurosawa ...
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... si va alquanto giù,
non capisce un bel niente chi dice - inclusi mr. Spielberg e Bogdanovich - che il n° 2 è superiore al n° 1, il capolavoro di L è e sarà sempre il 'pugno',
senonché lo fu perché Sergio aveva la base del film di Kurosawa, copiato in una maniera invereconda, soltanto io nei compiti di matematica ero più bravo a copiare;
L trovò nell'avvocato Grimaldi il nuovo produttore che gli consentì di realizzare il sequel, Valerii riferiva che l'avv gli porse il libretto degli assegni e la penna - 'scriva lei la cifra' - e che L 'signorilmente restituì', in ogni caso pare che almeno un paio di generazioni fossero sistemate e che intanto a L una Rolls non la levasse nessuno, lo vidi io stesso in Via Veneto nel 70, stupenda in verde inglese Roma K2 .
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... si va alquanto giù,
non capisce un bel niente chi dice - inclusi mr. Spielberg e Bogdanovich - che il n° 2 è superiore al n° 1, il capolavoro di L è e sarà sempre il 'pugno',
senonché lo fu perché Sergio aveva la base del film di Kurosawa, copiato in una maniera invereconda, soltanto io nei compiti di matematica ero più bravo a copiare;
L trovò nell'avvocato Grimaldi il nuovo produttore che gli consentì di realizzare il sequel, Valerii riferiva che l'avv gli porse il libretto degli assegni e la penna - 'scriva lei la cifra' - e che L 'signorilmente restituì', in ogni caso pare che almeno un paio di generazioni fossero sistemate e che intanto a L una Rolls non la levasse nessuno, lo vidi io stesso in Via Veneto nel 70, stupenda in verde inglese Roma K2 ...;
è un numero due e i numeri due non sono mai stati superiori ai numeri uno;
ad una analisi critica, non è un granché, ultraspettacolare ma alquanto banale e rozzo,
la sequenza iniziale è entusiasmante, ma banalissima, c'è uno a cavallo, c'è in sottofondo un'altro che fischietta, un colpo di winchester, e parte ... cavoli come si chiama lo strumento 'doing doing' ... scacciapensieri? il fischio, e poi gli spari che frammentano i nomi dei titoli di testa,
ma perché era questo che il pubblico voleva, sparatorie su sparatorie, con il suono caratteristico dei film italiani, una specie di 'tushh tushggg' un suono sordo che mi mandava in visibilio, e morti in quantità industriale, Kezich sul Catalogo Bolaffi ne contò almeno 40, tanti quanti John Ford non ne fece mai in tutta la sommatoria dei suoi film, e si giocava al rialzo, perché Corbucci in Django ne totalizza ben oltre nel solo primo tempo, Kramer col 1° Sartana inutile contare, ce n'è uno a ogni minuto;
questo, e solo questo, fu il western italiano;
L ne soffriva come non mai, non sopportava che Antonioni fosse considerato un grande regista e lui no;
questo western aveva perduto tutta l'originalità del primo, non essendovi più il film di K a far da base, L non sapeva più che pesci pigliare, De Fornari scrive che il soggetto fosse opera di due sconosciuti giovanotti, pagati ben bene per non comparire nei titoli, e che poi Vincenzoni e Donati si misero all'opera con la sceneggiatura del soggetto come base, caricandolo di spari su spari, di scene senza riferimento alla inconsistente trama, tanto per far numero, si poteva sparare anche solo per aver chiesto che ore sono;
la prima parte è un pò statica e ripetitiva, van Cleef che spara a Ringo - lo stesso 'bellissimo' attore di Django - Eastwood che dà colpi di karaté, una scena alquanto forzata, ma tanto sull'onda del 'pugno' si poteva mostrare qualsiasi cosa che agli spettatori andava bene, come per Trinità-2, come capisce bene le cose il pubblico;
il modo in cui E entra nella banda dell'Indio è demenziale, privo di ogni credibilità, 'già amigo perché mi hai liberato?' già appunto perché;
l'unica bella sequenza è quella in rosa di Volontè che osserva i fidanzati - il bellino biondino futuro Peter Lee Lawrence e la venusta Rosemarie Dexter -, lui che si alza e cerca di prendere la colt appesa al muro, partono gli spari e Lawrence che si gira come una trottola, da una parte, dall'altra, il western di L, il suo cinema, fu questo e solo questo, e non è affatto una cosa da poco,
il cinema è spettacolo puro, no matter come il regista lo realizza, con i silenzi Antonioni e Bergman, con gli spari L;
significati nel fim non v'è neanche l'ombra, e a nessuno sarebbe importato niente che vi fossero stati;
senonché la sequenza in rosa di cui sopra è indice della sciatteria di L, Lawrence al termine dei quattro cinque colpi che s'è beccato giace sul pavimento, senza che sul petto in faccia abbia alcun segno, si vede che l'Indio ha sparato a salve, ma come si fa a far così??
ma allora non gliene fregava niente, un capolavoro???
e certo la musica di M fu un capolavoro, con l'organo, ora confesso non so dire il musicista, che ignorante che sono;
un'altra caratteristica di L è la crudeltà della rappresentazione, di una violenza 'inaccettabile',
la sequenza del duello tra V e l'attore_mascotte di L, il gran caratterista sosia di Alan Ladd,
ci sono, nella chiesetta, la moglie col figliuolo in braccio, 'da quanto tempo hai messo su famiglia, parla da quanto?!'
'cinque anni' 'mmm giusto il tempo che ho fatto in galera quindi con la taglia hai messo su famiglia quindi la tua famiglia è mia',
la moglie e il bimbo spariscono dall'inquadratura e si sente ... tuggiùùù tuggiùùùù ... 'nooooooo' 'ecco ora mi odi al punto giusto',
una sequenza oscena nella sua violenza, veramente turpe più di un film porno,
e meno male che avevano appena emanato la nuova legge sulla censura, perché, s'era per me, mandavo L a processo ai sensi dell'art. 529 codice penale;
la sequenza finale della sparatoria nel villaggio messicano è mediocre e priva di grandezza;
è invece meraviglioso lo sviluppo del duello V-van Cleef, dapprima 'spara se ti riesce' e parte il carillon,
poi, quando si va verso la fine, riparte il carillon, 'dovresti stare più attento vecchio',
'Colonnel try this', E porge la 45 a vCleef, in italiano dice 'Indio tu il gioco lo conosci' in inglese è più bello 'now we start';
... non v'è credo molto altro,
eppure L fu un grande regista, un genio del cinema, non un signor mestierante come chessò Monicelli che mi è sempre stato sulle ...,
un grande regista che fece un solo grande film 'per un pugno di dollari', che in sé era tutt'altro che un capolavoro;
rispetto a Ford, Hawks, Aldrich, Peckimpah, L come si colloca?
fuori, eppure fu grande lo stesso, incredibile, ma proprio per il concetto di cinema come divertimento allo stato puro, per il quale non mette conto di giudicarlo artisticamente,
secondo la definizione dell'Ascarell, il cinema era ontologicamente 'la realizzazione in forma industriale di un'opera d'arte'.
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domenico
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martedì 9 febbraio 2021
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al saloon
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Ottimo film ancora più bello del primo c'era da aspettarselo da Sergio Leone film così rimangono nella mente di chi quarda il film ,la frase del saloon e quella che mi ha più colpito e che strano io lo conosco quello è un miracolo se sei ancora vivo ,io di tutti e tre i film conosce tutte le parole a memoria ,ottima la colonna sonora di Ennio Morricone ,con la trilogia Sergio Leone ha dato nuovo slancio ai film western tanto che gli americani si dovettero ricredere e dare il giusto successo ai film ,lo spettatore non si stanchera' mai di vedere i western di Sergio Leone sono film unici e irripetibili, il film per qualche dollaro in più ha nomi dei personaggi che rimangono scolpiti nella mente di chi guarda il film esempio ,il monco ,indio e il col
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Ottimo film ancora più bello del primo c'era da aspettarselo da Sergio Leone film così rimangono nella mente di chi quarda il film ,la frase del saloon e quella che mi ha più colpito e che strano io lo conosco quello è un miracolo se sei ancora vivo ,io di tutti e tre i film conosce tutte le parole a memoria ,ottima la colonna sonora di Ennio Morricone ,con la trilogia Sergio Leone ha dato nuovo slancio ai film western tanto che gli americani si dovettero ricredere e dare il giusto successo ai film ,lo spettatore non si stanchera' mai di vedere i western di Sergio Leone sono film unici e irripetibili, il film per qualche dollaro in più ha nomi dei personaggi che rimangono scolpiti nella mente di chi guarda il film esempio ,il monco ,indio e il colonnello Douglas mortimes ,film da 10 lode, grazie Sergio Leone x aver realizzato film così belli unici e irripetibili grazie
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onufrio
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sabato 21 marzo 2020
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il monco, il colonello e l'indio
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Il Cacciatore di taglie dal sigaro in bocca si scontra con un rivale in affari, il misterioso e taciturno Colonnello Mortimer, i due si uniscono in socia per guadagnare le cospicue taglie che pesano sulla testa dell'Indio e della sua nutrita banda. La verità è che una triste storia passata lega il Colonnello con l'Indio, e la musichetta di un orologio fa da tema sonoro chiave ai fini della trama. E' tutto così bello: Musiche, sceneggiatura, attori, dialoghi. Grazie Sergio Leone.
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riccardo
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domenica 29 aprile 2018
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eee... tu gli hai chiesto perchè ti ha liberato?
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il fascino di "per qualche dollaro in più" è davvero incredibile, lo trovo il migliore della trilogia e uno dei migliori western di sempre, l'atmosfera che sa creare Leone è perfetta e gli attori memorabili, aggiungo che è uno di quei pochi film dove io ho tifato per il cattivo : Indio, sarà per la mimica memorabile di Volontè ma ha delle frasi indimenticabili che si ricordano sempre e si possono ripetere a memoria ogni qualvolta si vede il film, una su tutte : " hai mai sentito parlare di agua caliente? è il posto più lurido e schifoso che ci sia al mondo, gente che non ama lo straniero, vero Groggy?.
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il fascino di "per qualche dollaro in più" è davvero incredibile, lo trovo il migliore della trilogia e uno dei migliori western di sempre, l'atmosfera che sa creare Leone è perfetta e gli attori memorabili, aggiungo che è uno di quei pochi film dove io ho tifato per il cattivo : Indio, sarà per la mimica memorabile di Volontè ma ha delle frasi indimenticabili che si ricordano sempre e si possono ripetere a memoria ogni qualvolta si vede il film, una su tutte : " hai mai sentito parlare di agua caliente? è il posto più lurido e schifoso che ci sia al mondo, gente che non ama lo straniero, vero Groggy?..."
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aristoteles
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domenica 26 luglio 2015
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il leone piu' ruggente
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Della trilogia del dollaro questo e' il capitolo che mi e' piaciuto di piu'.
Qui il cattivo e' veramente cattivo e la coppia dei buoni ,che si forma nello svolgersi nel film e' affascinante e raccoglie simpatie.
La storia e' ben raccontata e fila liscia come l'olio.
Le musiche in sottofondo rafforzano i contenuti e in particolare il suono del carillon entra nella testa dello spettatore per non uscirne piu'.
Splendide le sparatorie e tutta l'ambientazione.
Meravigliosa tutta la sequenza finale.
A mio avviso meno spettacolare ma piu' intenso e piacevole del successivo "il buono il brutto e il cattivo"
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brian77
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lunedì 7 luglio 2014
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restauri digitali
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Ma lo vogliamo dire che questi restauri digitali fanno veramente schifo?
Cpome si può guardare queste proiezioni e dire che sono il film di Sergio Leone?????
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brando fioravanti
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venerdì 20 giugno 2014
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per qualche dollaro in più
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Un ex colonello e un cacciatore di taglie detto il monco si uniscono per dare la caccia ad una banda di fuorilegge con a capo Indio pazzo drogato. Dopo vari tentativi e un pestaggio subito riusciranno ad eliminarli tutti in una vera e propri carneficina. Alla fine si scoprirà che uno dei due nascondeva solo un desiderio di vendetta. Cè poco da aggiungere su una trama poco elaborata se non qualche salto temporale che il regista riutilizzerà più accuratamente in seguito. Il film ricalca molto Per un pugno di dollari. Il protagonista e l'antagonista sono interpretati dagli stessi attori. Anche il resto del cast non cambia molto. Seconda tappa della trilogia del dollaro che per buona parte della critica è stato il meno bello.
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Un ex colonello e un cacciatore di taglie detto il monco si uniscono per dare la caccia ad una banda di fuorilegge con a capo Indio pazzo drogato. Dopo vari tentativi e un pestaggio subito riusciranno ad eliminarli tutti in una vera e propri carneficina. Alla fine si scoprirà che uno dei due nascondeva solo un desiderio di vendetta. Cè poco da aggiungere su una trama poco elaborata se non qualche salto temporale che il regista riutilizzerà più accuratamente in seguito. Il film ricalca molto Per un pugno di dollari. Il protagonista e l'antagonista sono interpretati dagli stessi attori. Anche il resto del cast non cambia molto. Seconda tappa della trilogia del dollaro che per buona parte della critica è stato il meno bello. Gli viene accusato molto la mancanza di originalità. Comunque lo stile è sempre buono e inconfondibile. La ricercatezza delle inquadrature, il cinismo disincantato dei personaggi, l'atmosfera creata dalle musiche rendono Per qualche dollaro in più un film divertente e affascinante.
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laurence316
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giovedì 22 maggio 2014
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sei stato poco attento, vecchio
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2° passo della "trilogia del dollaro", Per qualche dollaro in più è un film più complesso ed articolato del precedente Per un pugno di dollari, ricalcato su La sfida dei samurai di Kurosawa. E' il prototipo dello spaghetti-western, uno dei suoi più alti risultati, insieme col successivo film di Leone, Il buono, il brutto, il cattivo. Qui Leone approfondisce e perfeziona ancora una volta la sua inconfondibile cifra stilistica, la maestria che lo renderà uno dei maestri della storia del cinema. Tutto è magistralmente incastrato, assume toni epici. Accentuati dal consueto ricorso che Leone fa dei primi e primissimi piani, vero e proprio suo marchio di fabbrica, tecnica che raggiunge il suo apice nella strepitosa sequenza finale, abilmente orchestrata dall'altro maestro, Morricone.
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2° passo della "trilogia del dollaro", Per qualche dollaro in più è un film più complesso ed articolato del precedente Per un pugno di dollari, ricalcato su La sfida dei samurai di Kurosawa. E' il prototipo dello spaghetti-western, uno dei suoi più alti risultati, insieme col successivo film di Leone, Il buono, il brutto, il cattivo. Qui Leone approfondisce e perfeziona ancora una volta la sua inconfondibile cifra stilistica, la maestria che lo renderà uno dei maestri della storia del cinema. Tutto è magistralmente incastrato, assume toni epici. Accentuati dal consueto ricorso che Leone fa dei primi e primissimi piani, vero e proprio suo marchio di fabbrica, tecnica che raggiunge il suo apice nella strepitosa sequenza finale, abilmente orchestrata dall'altro maestro, Morricone. La colonna sonora: uno degli altri pilastri portanti della sua filmografia. La sapiente concatenazione delle scene, in continua alternanza fra silenzi, madornali dilatazioni dello spazio e sprazzi di violenza improvvisa, e la sensazione di libertà, di infinto, che trasmettono anche le musiche, fanno il resto. Giustamente campione d'incassi.
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byrne
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sabato 4 gennaio 2014
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cinque buchi in un cappello
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(Voto: due stelle e mezzo)
Tecnica, personaggi, sequenze epiche. Non manca nulla. Leone rifà il colpaccio, e gli incassi non si fanno attendere. La formula cast rimane pressochè invariata (Volontè si fa notare di nuovo). Eastwood è legnoso e torreggiante al punto giusto. Niente che non vada, no, però in qualcosa ritengo debba soccombere al suo predecessore: la satira sferzante di "Per un Pugno di Dollari" qui rischia a volte di cadere nel ridicolo, l'autoreferenziale iconicità di certe scene (vedere quella che da' il titolo alla recensione), a prescindere dai fini narrativi, è sin troppo fine a se' stessa, la narrazione si fa più macchinosa e il risultato è che la noia, a volte, si fa sentire.
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(Voto: due stelle e mezzo)
Tecnica, personaggi, sequenze epiche. Non manca nulla. Leone rifà il colpaccio, e gli incassi non si fanno attendere. La formula cast rimane pressochè invariata (Volontè si fa notare di nuovo). Eastwood è legnoso e torreggiante al punto giusto. Niente che non vada, no, però in qualcosa ritengo debba soccombere al suo predecessore: la satira sferzante di "Per un Pugno di Dollari" qui rischia a volte di cadere nel ridicolo, l'autoreferenziale iconicità di certe scene (vedere quella che da' il titolo alla recensione), a prescindere dai fini narrativi, è sin troppo fine a se' stessa, la narrazione si fa più macchinosa e il risultato è che la noia, a volte, si fa sentire. Di nuovo monumentale la colonna sonora di Morricone. La presentazione del personaggio del Monco (Easwood) rimane comunque scolpita nella mente dell'appassionato. Il peggiore dei grandi western di Leone.
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sissio78
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lunedì 9 settembre 2013
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leggendario
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il piú bel spaghetti western di sempre pieno di colpi di scena e con una colonna sonora stupenda. un capolavoro!
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