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zoncheddu
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mercoledì 18 gennaio 2012
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nostalgia della mia adolescenza
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Primo sceneggiato della tv anni 50. è molto piacevole perchè alcuni interpreti come: Lea Padovani, Vanda Capodaglio, Carla Bizzarri, e Alberto Lupo erano talentosi... Io lo rivedrei volentieri perchè mi ricorda la mia adolescenza, certamente le ragazzine di oggi non possono apprezzarlo!..
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gianni lucini
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domenica 4 dicembre 2011
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arriva lo sceneggiato in tv
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Accade per la prima volta nel 1955. Sono passati solo due anni dall’inizio delle trasmissioni televisive nel nostro paese e sui teleschermi italiani prende il via il primo sceneggiato televisivo a puntate. Si intitola “Piccole donne” ed è tratto dall’omonimo romanzo di Louisa May Alcott. Lo dirige un regista poco più che quarantenne, Anton Giulio Majano e le quattro sorelle protagoniste della vicenda hanno i volti di Lea Padovani (Jo), Emma Danieli (Meg), Maresa Gallo (Beth) e Vira Silenti (Amy). In quel periodo i televisori nelle famiglie non sono molti e la gente si ritrova nei bar o nei circoli ricreativi per guardare affascinata quelle immagini in bianco e nero che raccontano le vicende delle quattro ragazze.
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Accade per la prima volta nel 1955. Sono passati solo due anni dall’inizio delle trasmissioni televisive nel nostro paese e sui teleschermi italiani prende il via il primo sceneggiato televisivo a puntate. Si intitola “Piccole donne” ed è tratto dall’omonimo romanzo di Louisa May Alcott. Lo dirige un regista poco più che quarantenne, Anton Giulio Majano e le quattro sorelle protagoniste della vicenda hanno i volti di Lea Padovani (Jo), Emma Danieli (Meg), Maresa Gallo (Beth) e Vira Silenti (Amy). In quel periodo i televisori nelle famiglie non sono molti e la gente si ritrova nei bar o nei circoli ricreativi per guardare affascinata quelle immagini in bianco e nero che raccontano le vicende delle quattro ragazze. La riduzione televisiva ha i tempi dilatati del teatro, l’incedere tranquillo delle favole raccontate dalle nonne, ma coinvolge milioni di telespettatori. Tutta l’Italia vive in prima persona le vicende di Jo, Meg, Beth e Amy e, quando le quattro puntate finiscono, insorge compatta protestando contro chi si è permesso di sottrarle le sue eroine. I programmatori e il regista, sorpresi dal successo e dalla mobilitazione generale, tentano di obiettare che la vicenda del romanzo ha un inizio e una fine, ma il popolo non vuole sentire ragioni. Non resta che cedere e inventarsi una quinta puntata mai scritta da Louisa May Alcott. Una pazzia raccontata così in prima persona tanti anni dopo dallo stesso Anton Giulio Majano ad Aldo Grasso per la sua “Storia della televisione italiana”: «Con lettere, telefonate e altre insistenze la gente mostrava di non accettare che finisse così presto. Mi son dovuto inventare una quinta puntata un po’ pazza, basata tutta sul flash back, facendo rivivere i morti e tornare in scena quelli che se n’erano andati…».
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[+] una scarlattina con piccole donne.
(di no_data)
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