|
marco2401
|
lunedì 24 gennaio 2011
|
un'opera sulla diversità e sulle incomprensioni
|
|
|
|
Sul finire del XXI secolo la razza umana è in lenta ma costante espansione nella galassia. Incontra però una razza rettiloide chiamata "Drac" e comincia una guerra interrazziale. Durante una battaglia il pilota terrestre Davidge (Quaid) ed il pilota Drac Jeriba (Gosset Jr) precipitano entrambi su un pianeta deserto, ostile e disabitato e vengono dati per morti dai rispettivi popoli. I due si rendono presto conto che dovranno mettere da parte le loro differenze e collaborare per sopravvivere.
[+]
Sul finire del XXI secolo la razza umana è in lenta ma costante espansione nella galassia. Incontra però una razza rettiloide chiamata "Drac" e comincia una guerra interrazziale. Durante una battaglia il pilota terrestre Davidge (Quaid) ed il pilota Drac Jeriba (Gosset Jr) precipitano entrambi su un pianeta deserto, ostile e disabitato e vengono dati per morti dai rispettivi popoli. I due si rendono presto conto che dovranno mettere da parte le loro differenze e collaborare per sopravvivere.
Girato in economia da un giovane Petersen, "Il mio nemico" risulta forse il suo miglior prodotto. Il film è un'opera sulle diversità e sulle incomprensioni che essa crea, ma suggerisce anche che mettendo da parte le differenze di ogni popolo ed unendosi facendo fronte comune si possono superare difficoltà incredibili e muri che prima sembravano invalicabili. Probabilmente uno dei migliori prodotti della fantascienza anni '80 che, reduce dalla saga di Guerre Stellari, cercava una nuova identità diversa dalla semplice space-opera. Il film è dichiaratamente ispirato all'omonimo (il titolo originale, del film e del racconto, è "Enemy Mine") racconto breve di Barry Longyear, da noi tradotto "Mio caro nemico" (la traduzione letterale sarebbe "Mio nemico"). Effetti speciali a tratti mal realizzati (ma d'altra parte si trattava di una bassa produzione degli anni '80), ma il trucco degli attori è davvero eccezionale, basti pensare a quello adoperato per l'irriconoscibile Louis Gosset Jr; grande interpretazione degli attori e bellissime le scenografie. Un piccolo capolavoro da riscoprire.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a marco2401 »
[ - ] lascia un commento a marco2401 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paolp78
|
sabato 16 maggio 2026
|
fantascienza civica
|
|
|
|
Film di fantascienza che affronta in modo centrale le tematiche dell’accettazione del diverso e del reciproco rispetto e studio tra culture e tradizioni di popolo lontani. Nel genere fantascientifico questi argomenti non sono una novità, con le specie che si sostituiscono alle razze per veicolare messaggi di tolleranza e convivenza nelle diversità, ma questa pellicola si distingue perché ne fa l’oggetto principale della narrazione, confacendo e modellando tutto il resto della sceneggiatura a tale scopo.
L’operazione è sicuramente ben realizzata, anche se il contesto fantascientifico non aiuta a sviluppare in modo profondo i delicati temi di alto valore civico e morale, sicché la narrazione si sviluppa più in una chiave avventurosa, classica del genere.
[+]
Film di fantascienza che affronta in modo centrale le tematiche dell’accettazione del diverso e del reciproco rispetto e studio tra culture e tradizioni di popolo lontani. Nel genere fantascientifico questi argomenti non sono una novità, con le specie che si sostituiscono alle razze per veicolare messaggi di tolleranza e convivenza nelle diversità, ma questa pellicola si distingue perché ne fa l’oggetto principale della narrazione, confacendo e modellando tutto il resto della sceneggiatura a tale scopo.
L’operazione è sicuramente ben realizzata, anche se il contesto fantascientifico non aiuta a sviluppare in modo profondo i delicati temi di alto valore civico e morale, sicché la narrazione si sviluppa più in una chiave avventurosa, classica del genere. Anche i risvolti emotivi della storia, non riescono a generare reazioni sentimentali veramente forti e autentiche.
La regia è del tedesco Wolfgang Petersen, che dopo essersi imposto in patria si cimenta qui nella sua prima pellicola di produzione interamente americana a cui ne seguiranno molte altre. Petersen se la cava bene nel riprodurre l’ambientazione in un mondo alieno, aiutato in questo dalla fresca esperienza fatta con la celebre pellicola di genere fantastico “La storia infinita”, nella quale si era già cimentato nel mettere in scena scenografie e effetti speciali simili; benché con le tecniche moderne si possano ottenere risultati più importanti, la veccia manifattura artigianale adoperata per creare mostri e creature varie, resta assolutamente affascinante e di notevole effetto visivo, soprattutto se ben eseguita come in questo caso.
I due attori principali, gli unici in scena per tutta la parte centrale della pellicola, sono Dennis Quaid, che interpreta l’umano, e Louis Gossett Jr. a cui invece va la parte dell’alieno e che quindi recita tutto il tempo sotto un pesante trucco che lo rende assolutamente irriconoscibile. Per il resto si ricorda il caratterista dal fisico imponente Brion James, nella solita parte del cattivo, e l’attore bambino Bumper Robinson, rimasto semisconosciuto.
Le scene d’azione sono ben realizzate.
L’opera è tratta da un romanzo breve dell’americano Barry Longyear, di cui la pellicola nella versione originale mantiene il suggestivo titolo, “Enemy Mine”.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paolp78 »
[ - ] lascia un commento a paolp78 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|