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jonnylogan
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domenica 19 ottobre 2025
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ares, il dio della guerra
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Ancora Tron. Ancora la narrazione di come il mondo digitale e quello reale siano sempre più vicini, sovrapponibili, fino a essere ormai l’uno parte dell’altro. Ma se la prima pellicola del franchise si trasformò in un flop non capito e figlio di un argomento troppo all'avanguardia per i primi anni '80, venendo ampiamente surclassato dal successo dei videogame che uscirono a traino e per i quali si parla di oltre trenta milioni di dollari d’incasso. Nel 2010 al contrario il successo era prevedibilmente preannunciato dalla digitalizzazione ormai imperante e da effetti speciali attuali e meno rudimentali rispetto al cult, perché nel frattempo Tron era diventato un cult per amanti di PC e fantascienza, di quasi tre decadi prima.
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Ancora Tron. Ancora la narrazione di come il mondo digitale e quello reale siano sempre più vicini, sovrapponibili, fino a essere ormai l’uno parte dell’altro. Ma se la prima pellicola del franchise si trasformò in un flop non capito e figlio di un argomento troppo all'avanguardia per i primi anni '80, venendo ampiamente surclassato dal successo dei videogame che uscirono a traino e per i quali si parla di oltre trenta milioni di dollari d’incasso. Nel 2010 al contrario il successo era prevedibilmente preannunciato dalla digitalizzazione ormai imperante e da effetti speciali attuali e meno rudimentali rispetto al cult, perché nel frattempo Tron era diventato un cult per amanti di PC e fantascienza, di quasi tre decadi prima. Questa volta la nuova sfida annunciata a inizio film è l'impiego dell'Intelligenza Artificiale, sempre più invadente, invasiva, presente nelle nostre vite e usata da Julian Dillinger, nipote ed erede dell'impero creato da suo nonno Ed, protagonista della prima pellicola, per trasferire programmi nella vita reale, capaci di muoversi autonomamente ma sempre guidati da un'intelligenza umana. Capaci di apprendere dalla propria esperienza, facendo affidamento su miriadi di informazioni provenienti dalla rete. Il tutto non per impiegarli a fini benefici ma per scopi militari.
La pellicola, a oggi forse l’anello debole della trilogia, si perde eccessivamente in questo dubbio morale sulla capacità delle macchine di pensare, di provare sentimenti, con il rischio di ribellarsi ai propri creatori. Un dubbio che si alterna però a una trama solida, nella quale gli effetti speciali e le scene di lotta riescono a mischiarsi con la colonna sonora per l’occasione firmata dai Nine Inch Nails senza dare adito a eccessi delle une rispetto alle altre.
Evan Peters nel ruolo di Julian Dillinger, il ritorno di quel che rimane di Kevin Flynn, alias di Jeff Bridges, ancora disperso, come nel primo sequel, all'interno di una memoria virtuale di un PC. E soprattutto Jared Leto, nella parte del programma senziente Ares, danno al regista norvegese Joachim Rønning, che si era già imbattuto in franchise Disney di grande impatto, ci riferiamo a Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar (Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales; 2017), un ventaglio di possibilità recitative non indifferenti, lasciando a fine pellicola lo spettatore con la certezza che nel caso la risposta del pubblico e di tutte le attività connesse a questa nuova pellicola, siano positive, e per adesso non sembra questo il trend degli incassi a livello mondiale, con ogni probabilità ci saranno nuove escursioni all’interno del mondo digitale creato da Steven Lisberger, qui ancora una volta presente in qualità di co produttore.
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mont_blanc
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mercoledì 22 ottobre 2025
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t4on -c.binario- 11 ar3s
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Il soggetto Tron ? un'idea magnifica. I film che ne sono scaturiti hanno un aspetto particolarissimo. Un unicum nel mondo filmico. Ma nessuno dei tre pu? onestamente vantare una analoga sceneggiatura d'eccezione. Il primo Tron ? un film semplice, leggero; per? complessivamente bilanciato. Disco verde. Il secondo film, uscito decadi dopo, doveva servire a rilanciare il brand. Sfortunatamente con una trama ferraginosa e inutilmente complicata, pur contrastata da alcune buone idee e personaggi, non convince pienamente. Un po' in ritardo sul disco verde.
Tron 3. Etica. Perch? la Disney ha la vocazione di certa propaganda. In questo caso lo wokismo ? mascherato nel rapporto fra due sorelle di cui una defunta.
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Il soggetto Tron ? un'idea magnifica. I film che ne sono scaturiti hanno un aspetto particolarissimo. Un unicum nel mondo filmico. Ma nessuno dei tre pu? onestamente vantare una analoga sceneggiatura d'eccezione. Il primo Tron ? un film semplice, leggero; per? complessivamente bilanciato. Disco verde. Il secondo film, uscito decadi dopo, doveva servire a rilanciare il brand. Sfortunatamente con una trama ferraginosa e inutilmente complicata, pur contrastata da alcune buone idee e personaggi, non convince pienamente. Un po' in ritardo sul disco verde.
Tron 3. Etica. Perch? la Disney ha la vocazione di certa propaganda. In questo caso lo wokismo ? mascherato nel rapporto fra due sorelle di cui una defunta. Meglio sul fronte "la donna che avanza". Ci sono personaggi femminili che sanno il fatto loro; in gamba, senza eccedere per? nel supereroismo. Sar? l'effetto Trump. La cifra di Tron 3 ? di essere un film complessivamente riuscito, ma non pienamente: c'? sempre qualcosina non perfettamente centrata, eccetto la colonna sonora. Quella si, spacca senza riserve. La parte meglio riuscita del film sono i personaggi. Hanno carattere e caratteristiche decise. Ciascuno copre egregiamente il proprio ruolo. Con l'eccezione di Dillinger, della madre di Dillinger e proprio di Kevin Flynn. Gli ultimi due per il loro tenore lirico da grandi guru. Con Bridges che non si sa perch? tiene spesso lo sguardo torvo. Dillinger invece ? effettivamente un po' piatto. Ma prometter? bene per il futuro. La storia ? strutturata al solito per essere circolare e far riferimento a se stessa. Di base funziona e c'? un po' di tutto: tensione, ironia, sentimento, riflessioni, e questo tutto ? ben bilanciato; per? fra i suoi asset, alcuni sono poco convincenti: perch? mai Flynn ha lasciato la ENCOM alle sorelle? Motivi personali non ? una risposta, ? una scusa senza tanti sbattimenti per mettere lo spettatore di fronte a questa realt? che volevano impiantare. Nonostante ci?, in genere ? buona la cura per i dettagli, e sono questi a rendere vivo il film. E sono stati accorti a contestualizzare Jeff Bridges, quando c'? il suo momento, con una nostalgica (e migliorata, ma non ditelo) Virtual Machine. D'altra parte alcune delle scene pi? frenetiche tendono ad essere estetiche, pi? artisticamente marcate che pienamente incisive. In altri termini l'intrattenimento c'?, e raggiunge livelli pi? che discreti. Una visione soddisfacente e migliore di quella del suo predecessore. Ugualmente ? evidente che non siamo di fronte ad una storia memorabile per la sua profondit?, n? il regista ha dimostrato di avere le capacit? di imprimere una sua personalit? al film. Vi ha messo una buona cura, quella si. E il film, sotto l'aspetto della concretezza, ? anche migliore del primo Tron.
Un soggetto cos? particolare come Tron, meriterebbe di essere collocato in una storia altrettanto geniale. Dal momento che Tron ? riuscito ad espandersi alle dimensioni di una piccola saga, si pu? sperare che continui e che il prossimo giro ci regali quella marcia in pi?. Il potenziale per espandersi in mille buone direzioni c'?.
Sparsi nel film ci sono i soliti riferimenti ai film precedenti. Coglierli ? divertente. Alcuni sono anche autoreferenziali.
Una nota sul protagonista in questo caso ? obbligata. Ares-Marte. Il dio della guerra e il pianeta rosso. Tutto il film ha una dominanza rossa. Il colore del sangue e il colore di Marte. E il colore dei cattivi. Essendo la rete principale del film, quella della Dillinger, dominata dal colore rosso. Rete di cui Ares ? il programma di controllo principale, il Master Control (Program). C'? un altro programma che lo assiste nei suoi compiti. E' il programma Athena. Ares e Athena nel mito sono entrambi dei della guerra. Ma mentre il primo ne rappresenta il carattere istintivo e furioso, la seconda ? la regina dell'ordine e della tattica. Julian, che per i programmi della Dillinger ? il loro dio, ha due direttive per loro: devono obbedirgli senza fallo e i programmi difettosi devono essere cancellati. Non sono ammessi errori. Ma mentre Athena si ritrova completamente in questo schema, l'intelligenza artificiale Ares ha troppa personalit? per non andarci in conflitto. Non si pu? imbrigliare l'istinto. Eccetto che rispetto al personaggio del mito, il nostro Ares ? mosso da compassione e buoni sentimenti. Ares pensa; non ? indifferente agli altri. E' il ribelle positivo alle regole assolutistiche del suo creatore. E' il buon "Lucifero" del film. Perch? i riferimenti religiosi, ci sono, e sono voluti. Una curiosit?, i programmi assumono aspetto umano, ma anche da uomo Ares tender? a parlare come una IA. Aspetto che in certe situazioni sar? molto evidente, in altre meno.
Colonna sonora. essa riesce da sola a coprire alcune delle debolezze del film e a donargli un boost non indifferente, caricando le scene di energia. Se poi si riesce a vederlo in 3D, questo formato ? proprio l'elemento naturale di Tron Ares e lo fa decollare.
PS ... nel film manca un personaggio...
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