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harloch74
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sabato 22 aprile 2023
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bentornato evil dead
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Fare un film su Evil Dead non è facile. Nato sostanzialmente come un film amatoriale fatto con pochi soldi e tante idee, è riuscito a diventare talmente importante da segnare un intero immaginario, dal 1981 anno di uscita del primo capitolo, il genere horror/ demoni avrebbe fatto inevitabilmente i conti con “La Casa” ( titolo italiano) che però dopo il primo capitolo è virata su un Horror cartonesco e a tratti demenziale, fino a un remake che però non è riuscito in pieno a restituire al pubblico un prodotto degno di rivitalizzare il brand, obbiettivo raggiunto da questo “La Casa il risveglio del male “ dove riesce sostanzialmente a prendere i soliti ingredienti e a farne un piatto diverso. L’azione si svolge in un palazzo e no in un cottage isolato,non ci sono ragazzi ma una famiglia e due sorelle ( personaggi tra l’altro ottimi e ben caratterizzati) il tutto condito con quello che uno spettatore si aspetta da Evil Dead : paura, scene ad effetto e tanto sangue.
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Fare un film su Evil Dead non è facile. Nato sostanzialmente come un film amatoriale fatto con pochi soldi e tante idee, è riuscito a diventare talmente importante da segnare un intero immaginario, dal 1981 anno di uscita del primo capitolo, il genere horror/ demoni avrebbe fatto inevitabilmente i conti con “La Casa” ( titolo italiano) che però dopo il primo capitolo è virata su un Horror cartonesco e a tratti demenziale, fino a un remake che però non è riuscito in pieno a restituire al pubblico un prodotto degno di rivitalizzare il brand, obbiettivo raggiunto da questo “La Casa il risveglio del male “ dove riesce sostanzialmente a prendere i soliti ingredienti e a farne un piatto diverso. L’azione si svolge in un palazzo e no in un cottage isolato,non ci sono ragazzi ma una famiglia e due sorelle ( personaggi tra l’altro ottimi e ben caratterizzati) il tutto condito con quello che uno spettatore si aspetta da Evil Dead : paura, scene ad effetto e tanto sangue. Il film può veramente creare un altro brand del marchio, ci si stacca dalla vecchia saga ma non la si dimentica: tutto rimanda alla serie classica senza per questo copiarla, con continui omaggi donati allo spettatore in modo intelligente ( un esempio: dei ragazzi invitano una delle protagoniste a vedere tutta la saga di Nightmare, film di Craven, già omaggiato nell’originale del 1981 con la locandina de “le colline hanno gli occhi “ appesa alla parete della cantina) e un continuo senso di angoscia e paura che pervade tutta la vicenda.In conclusione, per chi è amante dell’Horror e specie di Evil Dead, il film è consigliato.
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figliounico
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sabato 22 aprile 2023
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oltre la beffa il danno
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Nulla a che vedere con La casa, il cult movie horror di Sam Raimi del 1981, pur ricalcandone lo schema, pedissequamente riprodotto, con la sola novità di spostare l’ambientazione dalla casetta isolata nel bosco in un anonimo appartamento di un fatiscente palazzone popolare prossimo alla demolizione. Ettolitri di sangue finto rischiano di affogare non soltanto le due protagoniste della storia ma anche la credibilità del film stesso che si rivela idoneo tutt’al più per la visione di un pubblico distratto di teenagers sgranocchianti pop corn con la coca cola in una mano e lo smartphone acceso nell’altra. Questo inutile remake di Lee Cronin, rispetto all’originale, è del tutto privo del senso del grottesco e di quella macabra ironia che ha reso celebre il film di Raimi.
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Nulla a che vedere con La casa, il cult movie horror di Sam Raimi del 1981, pur ricalcandone lo schema, pedissequamente riprodotto, con la sola novità di spostare l’ambientazione dalla casetta isolata nel bosco in un anonimo appartamento di un fatiscente palazzone popolare prossimo alla demolizione. Ettolitri di sangue finto rischiano di affogare non soltanto le due protagoniste della storia ma anche la credibilità del film stesso che si rivela idoneo tutt’al più per la visione di un pubblico distratto di teenagers sgranocchianti pop corn con la coca cola in una mano e lo smartphone acceso nell’altra. Questo inutile remake di Lee Cronin, rispetto all’originale, è del tutto privo del senso del grottesco e di quella macabra ironia che ha reso celebre il film di Raimi. Non basta la citazione della famosa cascata di sangue dall’ascensore di Shining per nobilitare un prodotto usa e getta di cui nessuno ricorderà più nulla appena uscito dalla sala, tranne il sottoscritto che sta perdendo tempo a scrivere questa cosa con l’esclusivo intento di salvare qualcuno, appassionato di horror come me, dalla beffa di annoiarsi per un’ora e mezza con il danno del costo spropositato del biglietto.
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fufa78
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venerdì 28 aprile 2023
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ambientazione discutibile
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Il film è ben confezionato, questo sì.
Non trovo pecche da nessuna parte se non nell'idea finale della mostruosa creatura, in pieno stile "la mosca", che rende il tutto un po' ridicolo e grottesco.
Non condivido invece per niente la scelta di fondo di spostare l'atmosfera da un fatiscente chalet isolato fra boschi inquietanti a un condominio metropolitano, per colpire - e demolire dall'interno - la vita di una famiglia già in crisi , per la quale viene voglia di dire " ma che avevano fatto di male?!"
Si può dire che questo fatto mi ha provocato una sorta di amarezza; una gratuità crudeltà che non mi è parsa appropriata o se non altro necessaria ai fini dell'horror.
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Il film è ben confezionato, questo sì.
Non trovo pecche da nessuna parte se non nell'idea finale della mostruosa creatura, in pieno stile "la mosca", che rende il tutto un po' ridicolo e grottesco.
Non condivido invece per niente la scelta di fondo di spostare l'atmosfera da un fatiscente chalet isolato fra boschi inquietanti a un condominio metropolitano, per colpire - e demolire dall'interno - la vita di una famiglia già in crisi , per la quale viene voglia di dire " ma che avevano fatto di male?!"
Si può dire che questo fatto mi ha provocato una sorta di amarezza; una gratuità crudeltà che non mi è parsa appropriata o se non altro necessaria ai fini dell'horror.
Il regista ci tiene a restituire l'idea di una normale ambientazione casalinga: la cameretta dall'arredamento moderno, la pizza da asporto, la ragazza che cerca una felpa da indossare l'indomani discutendo con la madre, la bambina che si mette il "pipistrello" addosso dopo il bagno....tutto talmente normale che anche il ritrovamento improbabile del libro e del vinile pare trovare posto e senso, così come il ragazzo che si lascia tentare e vincere dalla curiosità; diciamo che la dinamica è verosimile.
Questo apparente tono da tipica commedia/dramma americano rende la vicenda fin troppo atroce: vada per i ragazzi che hanno deciso di passare un weekend in un posto sperduto nei boschi che fa già schifo prima ancora di cominciare, ma perché violare così spietatamente il concetto di vita familiare? Perché trasformare quello che sembra l'inizio di una commedia, appunto, in una storia raccapricciante, dove sorelle, fratelli, madre, zia, condomini tentano di massacrarsi per tutto il tempo? Sembra quasi che non già il male assoluto non veda l'ora di accanirsi su tutti quanti, ma il regista e lo sceneggiatore stesso!
E senza pure che ci sia un lieto fine!
Non so, questa scelta a me non ha convinto. Avrebbe potuto se le cose in fondo si fossero aggiustate, ma non cosi.
Sinceramente sono un po' disturbata e stufa di questo cinema horror che cerca di entrare nelle case, di contaminare ciò che all'horror non dovrebbe appartenere pur di stupire, fare drizzare i peli sui bracci e segnare nuovi record.
Assegno tre stelle perché ritengo che, al di là di questa mia opinione, al film non manchi nulla per spaventare o almeno impressionare lo spettatore, senza ricorso tra le altre cose a esasperati effetti speciali.
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