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paolp78
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sabato 23 agosto 2025
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ingegnoso e contorto, ma intrigante
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Il thriller-giallo è il genere cinematografico che più ha caratterizzato la produzione artistica di Alfred Hitchcock, non a caso conosciuto col celebre appellativo di “maestro del brivido”. Le pellicole del grande cineasta britannico hanno in comune di non mantenere quasi mai celata l’identità dell’assassino, ma ciò nonostante riescono a creare incertezza e suspense come poche altre; ciò è possibile grazie a delle trame ben costruite che creano interesse e mistero intorno ad altri elementi.
L’esatto schema ora descritto è sublimato da questa celebre pellicola del 1954, che grazie ad una sceneggiatura e dei dialoghi indimenticabili, e con un gioco continuo di aspettative, imprevisti, anticipi e sospensioni tiene lo spettatore completamente avvinto dall’inizio alla fine.
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Il thriller-giallo è il genere cinematografico che più ha caratterizzato la produzione artistica di Alfred Hitchcock, non a caso conosciuto col celebre appellativo di “maestro del brivido”. Le pellicole del grande cineasta britannico hanno in comune di non mantenere quasi mai celata l’identità dell’assassino, ma ciò nonostante riescono a creare incertezza e suspense come poche altre; ciò è possibile grazie a delle trame ben costruite che creano interesse e mistero intorno ad altri elementi.
L’esatto schema ora descritto è sublimato da questa celebre pellicola del 1954, che grazie ad una sceneggiatura e dei dialoghi indimenticabili, e con un gioco continuo di aspettative, imprevisti, anticipi e sospensioni tiene lo spettatore completamente avvinto dall’inizio alla fine.
La grandezza di Hitchcock in questo caso sta nel riuscire a rendere intrigante un cervellotico piano criminale, grazie alla concentrazione della narrazione su un dettaglio (MacGuffin), che diviene la chiave (in senso anche letterale) della buona riuscita del film.
Oltre all’ottima sceneggiatura, non mancano le scene thrilling, su tutte quella topica dell’assassinio programmato durante la telefonata, a cui fa riferimento lo stesso titolo originale del film “Dial M for Murder”.
La regia di Hitchcock è strepitosa; magistrale come al solito l’uso della macchina da presa per mostrare, con la giusta enfasi, i particolari più rilevanti.
Altro elemento stilisticamente notevole della regia è che quasi tutte le scene si svolgono dentro l’appartamento dei protagonisti, che viene ripreso da tutte le angolature e punti visuali.
Gli attori utilizzati sono pochi. Sotto questo aspetto il film si segnala per essere il primo nel quale Grace Kelly recita per Hitchcock: ne seguiranno altri due per colei che sarà individuata dal maestro britannico come l’incarnazione del proprio ideale di attrice per l’aspetto elegante e distaccato.
Altro ruolo fondamentale è quello dell’ottimo Ray Milland, che in età avanzata ricoprirà ruoli simili in alcuni gialli televisivi. C’è poi Robert Cummings, che aveva recitato già per Hitchcock in “I sabotatori”; mentre gli altri due ruoli di maggiore rilievo sono affidati a due caratteristi, il bravissimo John Williams e Anthony Dawson, entrambi impegnati in questo film in quelle che forse saranno le parti più importanti delle rispettive carriere.
Il film ebbe un remake nel 1998, con una trama simile ma non identica e una riuscita sicuramente inferiore.
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eugen
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giovedì 1 maggio 2025
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decir que hitchock es genial es algo de claro
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Se vee siempre como decir y escribir que Hitchock es genial es una verdad clara pero siempre demonstrable si se piensa(solo como ejemplo)a"DIal For a Murder"(La llamada fatal)del 1954, done un marido quiere matar la mujer para volverse herenciero de su rica propriedad. En particualr el final que no trae de una condicion a la condicion opuesta no monstra como del director de pelicula sera capaz de denonstrar, con la pura tecnica filmica, como la perspectiva de la cual o con la cual miramos a la realidad puede ser diferene, Tambien los actores de Ray Milland a Grace Kelly, de John Williams a Robert Cunnings seran extraordinarios/as, a parte la valutacion no muy postiva(eufenismo)que el direcotr de pelicula teia de la categoria actorial en general.
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Se vee siempre como decir y escribir que Hitchock es genial es una verdad clara pero siempre demonstrable si se piensa(solo como ejemplo)a"DIal For a Murder"(La llamada fatal)del 1954, done un marido quiere matar la mujer para volverse herenciero de su rica propriedad. En particualr el final que no trae de una condicion a la condicion opuesta no monstra como del director de pelicula sera capaz de denonstrar, con la pura tecnica filmica, como la perspectiva de la cual o con la cual miramos a la realidad puede ser diferene, Tambien los actores de Ray Milland a Grace Kelly, de John Williams a Robert Cunnings seran extraordinarios/as, a parte la valutacion no muy postiva(eufenismo)que el direcotr de pelicula teia de la categoria actorial en general.... Eugen
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figliounico
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sabato 30 novembre 2024
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il giallo perfetto
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Nella trasposizione di una piece teatrale sono egualmente importanti le performances degli attori ed i tempi di ogni singola inquadratura; nel caso di specie, trattandosi di un giallo di Knott, decisiva è anche l’attenzione per i particolari. In Dial M for Murder ci sono tutte e tre le cose ed espresse in modo sublime dalla regia di Hitchcock e dalla recitazione degli interpreti, in particolare da Ray Milland, che incarna alla perfezione la figura del freddo, subdolo e cinico calcolatore e da Grace Kelly, la dolce ed indifesa creatura, che resta inconsapevole fino all’ultima sequenza di ciò che le sta accadendo e che rappresenta il tipico personaggio femminile, passivo e subordinato, della filmografia del maestro del brivido caratterizzata da un certo tipo di maschilismo bonario e paternalista.
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Nella trasposizione di una piece teatrale sono egualmente importanti le performances degli attori ed i tempi di ogni singola inquadratura; nel caso di specie, trattandosi di un giallo di Knott, decisiva è anche l’attenzione per i particolari. In Dial M for Murder ci sono tutte e tre le cose ed espresse in modo sublime dalla regia di Hitchcock e dalla recitazione degli interpreti, in particolare da Ray Milland, che incarna alla perfezione la figura del freddo, subdolo e cinico calcolatore e da Grace Kelly, la dolce ed indifesa creatura, che resta inconsapevole fino all’ultima sequenza di ciò che le sta accadendo e che rappresenta il tipico personaggio femminile, passivo e subordinato, della filmografia del maestro del brivido caratterizzata da un certo tipo di maschilismo bonario e paternalista. Gli elementi essenziali che muovono il complesso meccanismo nella trama del giallo sono il quadrante dell’orologio, la rotella del telefono, con le lettere associate ai numeri e che offre lo spunto per il gioco di parole del titolo inglese, e la chiave di casa. Da una lettura psicanalitica delle immagini emerge che i primi due elementi rinviano metaforicamente per la loro forma al sesso femminile, mentre l’ultimo è una rappresentazione simbolica dell’organo maschile. Nel gioco tra uomini, il marito, l’amante, l’assassino ed il detective, che si viene a creare alle spalle della ignara poveretta, sarà ovviamente la chiave, che infilata nella toppa dalla persona giusta, risolverà l’enigma e libererà la prigioniera. Il piccolo bilocale in cui si svolge tutta l’azione scenica serve proprio a trasmettere il senso di oppressione della protagonista costretta a vivere in una gabbia dorata con un uomo che non ama più. Splendida ed efficacemente suggestiva una delle sequenze iniziali in cui le ombre dei due coniugi proiettate sulla porta di casa si dividono anticipando ciò che accadrà di lì a poco.
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luca b.
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venerdì 20 agosto 2021
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trama perfetta per un capolavoro
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I film che adoro, e che faccio fatica a trovare nel cinema moderno. Non azione... trama! Studiata nei minimi particolari per arrivare a un intreccio complesso e coinvolgente, colpi di scena studiati, dove servono, mai forzati. Di quei film che metti in pausa per riuscire a riflettere, studiare, fare ipotesi, come in un libro. Per gli amanti del giallo, un film perfetto.
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elgatoloco
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domenica 21 marzo 2021
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super hitchcock
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"DIal M for Murder"(Alfred Htichcock, dalla pièce teatrale di Frederick Knott, che ha scritto anche la sceneggiatura, 1954). Tradito dalla ricca moglie, un martio"avventuriero", ingaggia quale sicario un ex.compagno di college, che si trova in carrive acque per uccidere la moglie, ma le cose vanno diversamente, dato che la moglie riesce a difendersi uccidendo il sicario. Casualmente, ma non del tutto, l'uomo(marito)sente quanto succede al telfono e successivamente cercherà di far riadere ogni colpa sulla moglie, che, effettivamente sembra essere considerata vera colpevole. Ma poi... UN solo set, straordinari giochi di piano.contropiano, giochi di luce incredibili in questo, che è uno dei primi film a colori o meglio integralemnte a colori di sir Alfred, dove il massimo della tensione, proprio grazie al climax dell'illuminazione, tendente al rosso, viene raggiunto nelle sequenze del processo(con condanna a morte)della donna, salvo poi orientarsi verso l'atncilimax.
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"DIal M for Murder"(Alfred Htichcock, dalla pièce teatrale di Frederick Knott, che ha scritto anche la sceneggiatura, 1954). Tradito dalla ricca moglie, un martio"avventuriero", ingaggia quale sicario un ex.compagno di college, che si trova in carrive acque per uccidere la moglie, ma le cose vanno diversamente, dato che la moglie riesce a difendersi uccidendo il sicario. Casualmente, ma non del tutto, l'uomo(marito)sente quanto succede al telfono e successivamente cercherà di far riadere ogni colpa sulla moglie, che, effettivamente sembra essere considerata vera colpevole. Ma poi... UN solo set, straordinari giochi di piano.contropiano, giochi di luce incredibili in questo, che è uno dei primi film a colori o meglio integralemnte a colori di sir Alfred, dove il massimo della tensione, proprio grazie al climax dell'illuminazione, tendente al rosso, viene raggiunto nelle sequenze del processo(con condanna a morte)della donna, salvo poi orientarsi verso l'atncilimax. C'è infine la concentrazione su 4 personaggi(dopo l'jnizio, con in scene il marito e il killer). marito, amante dlela moglie(autore di gialli, tra l'altro e non è un particoalre solo"accidentale"), moglie, ispettore di polizia, se volgiamo sono 3 uomini e una donna, ma la donna è"catalizzatrice"di tutto, ma c'è anche il tema del contrasto tra marito assassino e ispettore di ScotlandYard , dove poi a"rompere le uova nel paniere"ci si mette lo scrittore Usa di libri gialli, amante dlela moglie. Il dramma giallo di Knott è rispettato pienamente dalla regia di Hitchcock, coerentemente con l'"onologia del cinema"di Bazin, ma c'è anche un altro elemento: film USA, ma ambientato a London, con l'"amico americano"in più... Tanti elementi , volendo, che si fondono in un che-d'.ouvre totale, dove anche la scela degli interpreti è straordinaria, da Ray Milland(marito)a Grace Kelly(moglie, grnade attrice htichcockiana, i cui vaolavori interpretativi furono realizzati con i, grande Alfred), John Williams, l'ispettore di Scotalnd Yard, Robert Cummings, l'autore di gialli(doppio sia di Hitch sia dell'autore dlela pièce e della sceneggiatura Knott), ANthony Dwason come sicario. Musiche"perfette"di Dimitri Tomkin, che non era un compositore abituale per i film di sir Alfred. Da studiare, ristuaire, approfonidre in ogni senso, oltre 65 anni dpo. El Gato
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elgatoloco
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lunedì 20 aprile 2020
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hitchock ever hitchcok
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"Dial M for Murder"(Alfredo Hitchock, da un dramma di Frederick Knott, 1954)è una conferma, se ce ne fosse stato bisogno, della grandezza del regista inglese: se non è perfetto il delitto, che vede un uomo coinvolgere un suo ex compagno, più vecchio e abbastanza "losco", nell'uccisione della moglie, in qualche modo"costringedolo"a farlo, bisogna dire che lo è il film: dalla prima inquadratura del telefono nero(uno di quelli di modello"classico-antico")ai giochi della camera quando riprende il marito(Ray Milland)che parla con l'ex compagno , dopo averlo fatto venire a casa con un"trucco", a tutto il seguito della vicenda, passando anche per le luci alternanti che "illuminano"la sentenza che coinvolge la moglie, mai più uccisa ma riuscita a difendersi, uccidendo il sicario, Hitchcock si dimostra ancora una volta il più grande autore filmico di ogni tempo, con la capacità di stupire , di sorprendere, di spaventare(senza bisogno di "terrorizzare"con meccanismi abbastanza banali, come sembra essere di moda almeno da fine anni 1970 ad oggi--soprattutto oggi, si direbbe.
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"Dial M for Murder"(Alfredo Hitchock, da un dramma di Frederick Knott, 1954)è una conferma, se ce ne fosse stato bisogno, della grandezza del regista inglese: se non è perfetto il delitto, che vede un uomo coinvolgere un suo ex compagno, più vecchio e abbastanza "losco", nell'uccisione della moglie, in qualche modo"costringedolo"a farlo, bisogna dire che lo è il film: dalla prima inquadratura del telefono nero(uno di quelli di modello"classico-antico")ai giochi della camera quando riprende il marito(Ray Milland)che parla con l'ex compagno , dopo averlo fatto venire a casa con un"trucco", a tutto il seguito della vicenda, passando anche per le luci alternanti che "illuminano"la sentenza che coinvolge la moglie, mai più uccisa ma riuscita a difendersi, uccidendo il sicario, Hitchcock si dimostra ancora una volta il più grande autore filmico di ogni tempo, con la capacità di stupire , di sorprendere, di spaventare(senza bisogno di "terrorizzare"con meccanismi abbastanza banali, come sembra essere di moda almeno da fine anni 1970 ad oggi--soprattutto oggi, si direbbe...), di interrogare continuamente e intelligentemente lo spettatore. A colori, ma con un uso oculatissimo dello stesso, tanto che se fosse stato realizzato in bianco e nero il prodotto sarebbe stato certo diverso ma non radicalmente, "Dial M for Murder"rispetta l'origine teatrale del film(si vede il viale di casa, il cortile, ma non ci sono"uscite"vere e proprie), seguendo(forse senza saperlo, azni c ertamente ignorandolo, all'epoca)"L'ontologie du cinéma"di Andreè Bazin, uno dei saggi più importanti sull'estetica del cinema mai pubblicati: inoltre Hitchock economizza al massimo tempi, spazi, movimenti nello spazio, che è appunto quello di casa, con una scelta oculatissima degli intepreti. Ray Milland, il marito che vuole sbarazzarsi della moglie, detentrice dei soldi, rende al massimo l'ambiguità, mentre Anthony Dawson, il sicario, caratterizza molto bene il suo ruolo, come l'ispettore di Scotland Yard(siamo a London, England, insomma a casa di Hitch, la casa mai lasciata, dato il regista non prese mai la cittadinanza"nordamericana")e come Robert Cummings, l'"amico americano"della moglie, che è Grace Kelly, per la quale andrebbe fatto un discorso a parte: fa la seducente ma non troppo, l'innamorata dell'"altro"ma anche (un po')ancora del marito, sembra ingenua e "spaesata"quanto basta. Inquadrature dal basso fulminanti,in formato stereoscopico, dove le musiche "classicheggianti-medlodiche"di Dimitri Tiomkin non guastano... El Gato
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chiara
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mercoledì 20 giugno 2018
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recensioni
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Complimenti bellissima recensione!
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samanta
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venerdì 1 giugno 2018
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grace e hitch
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E' un film girato da Hitchcock nelell'estate del 1953 e vide l'incontro tra il regista e Grace Kelly. La trama è tratta da una piéce teatrale che aveva avuto successo a Londra e a New York scritta da Frederick Knott che è anche lo sceneggiatore. Praticamente si svolge quasitutto nel salotto di una casa di Londra, dove vive la ricca Margot (Grace Kelly) con il marito Tony (Ray Milland), Margot ha una relazione con uno scrittore americano Mark (Robert Cummings), per timore del divorzio e di rimanere senza i finanziamneti della ricca moglie, Tony organizza il suo omicidio assoldando un ex compagno di scuola che vive di espedienti e truffe Swann (Anthony Dawson), sembra sulla carta tutto perfetto ma la moglie assalita di notte riesce a uccidere il killer.
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E' un film girato da Hitchcock nelell'estate del 1953 e vide l'incontro tra il regista e Grace Kelly. La trama è tratta da una piéce teatrale che aveva avuto successo a Londra e a New York scritta da Frederick Knott che è anche lo sceneggiatore. Praticamente si svolge quasitutto nel salotto di una casa di Londra, dove vive la ricca Margot (Grace Kelly) con il marito Tony (Ray Milland), Margot ha una relazione con uno scrittore americano Mark (Robert Cummings), per timore del divorzio e di rimanere senza i finanziamneti della ricca moglie, Tony organizza il suo omicidio assoldando un ex compagno di scuola che vive di espedienti e truffe Swann (Anthony Dawson), sembra sulla carta tutto perfetto ma la moglie assalita di notte riesce a uccidere il killer. Ma il marito accorso a casa cambia le carte in tavola e sembra così che Margot abbia ucciso l'amante che la ricattava per questo viene arrestata e condannata a morte. Colpo di scena finale che riaggiusta tutte le cose e Tony viene scoperto. Il film fu anche registrato in 3D anche se poi commercialmente uscì in visione normale, ma "Hitch" " usò molti accorgimenti per fare risaltare la 3D come mettere sempre oggetti tra la macchina da presa e l'attore. Il regista curò molti particolari ad esempio i vestiti di Grace: all'inizio con il marito è in bianco verginale, vestito rosso quando bacia l'amante, marrone spento quando viene arrestata e così via. L'abiltà del regista si vede nel fatto che pur girato in un solo ambiente (vi è un precedente dello stesso regista in Nodo alla Gola) non si avverte claustrofobia, la suspense è continua, non vi sono attimi di calo nella tensione e nello sviluppo della trama. In questo film Grace non solo incontra un regista che la fa crescere come attrice, ma quello che scoprì la natura intima di Grace e che utilizzò nei film successivi:La Finestra sul Cortile e Caccia al ladro: una donna che appare algida e verginale e che invece sotto l'apparenza è passionale. "Ghiaccio bollente" la definì Hitchcock e anni dopo esclamò parlando di Delitto Perfetto esterefatto "Grace si sc... tutti compreso lo scrittore il piccolo Freddy!". In effetti Grace ebbe una relazione con lo sceneggiatore Knott che a New YorK abitava sotto il suo alloggio, con Anthony Dawson che racconta nelle sue memorie di avere passato due notti con Grace, ma poi dovette lasciare il campo a Ray Milland che fu un grande amore, l'attore fu scoperto dalla moglie e cacciato di casa, scoppiò un scandalo anche sui giornali, Milland ritornò dalla moglie che aveva le chaivi della cassaforte e Grace chiedette scusa dicendo che mai più si saarebbe innamorata di un uomo sposato. "Hitch" formò come attrice Grace (non lo avevano fatto né Zinnemann nè Ford) che senza essere particolamente talentuosa aveva temperamento ed era estremamente fotogenica e da questo film partì la carriera dell'attrice che in un anno interpretò 6 film.
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elgatoloco
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mercoledì 26 ottobre 2016
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capolavoro. hitchcock is the best
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Credo che nessun regista in nessun tempo(né Bunuel, né Dieterle, né Ford, né Antonioni né Spielberg né Dennis Hopper né Herzog né Truffaut o Godard né il geniale Kubrick)abbiano mai saputo esprimere mai quella gamma di emozioni che vanno dalla paura allo stupore all'angoscia(l'angoscia, però, la definirei piuttosto un"sentimento"in quanto corrisponde a uno stadio più evoluto della "semplice" paura). Questo"Dial M for Murder"è straordinario per vari motivi:A) Il rapporto con il "3D", allora qualcosa di inedito o quasi, pur se, dovendo vedere il film in TV(sempre che non si sia nati in quegli anni, anzi, per meglio dire, negli anni '30 circa, cosa difficile per molti lettori/molte lettrici-spettatori/spettatrici.
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Credo che nessun regista in nessun tempo(né Bunuel, né Dieterle, né Ford, né Antonioni né Spielberg né Dennis Hopper né Herzog né Truffaut o Godard né il geniale Kubrick)abbiano mai saputo esprimere mai quella gamma di emozioni che vanno dalla paura allo stupore all'angoscia(l'angoscia, però, la definirei piuttosto un"sentimento"in quanto corrisponde a uno stadio più evoluto della "semplice" paura). Questo"Dial M for Murder"è straordinario per vari motivi:A) Il rapporto con il "3D", allora qualcosa di inedito o quasi, pur se, dovendo vedere il film in TV(sempre che non si sia nati in quegli anni, anzi, per meglio dire, negli anni '30 circa, cosa difficile per molti lettori/molte lettrici-spettatori/spettatrici...)il 3D appare quasi sempre"non fruibile";rassegne cinematografiche extra di Hitch non propongono in genere questo film; B)La spazialità comunque, la gestione dello spazio, in questo film derivato dalla pièce di Frederick Knott, è attento all'ontologia del cinema, nel rapporto con la provenienza teatrale di un testo(del testo, volendo)come afferma, per me in maniera inoppugnabile, da André Bazin ne"L'ontologie du cinéma". Tutto si svolge nel salone della casa"incriminata", salvo pochissime sequenze, di cui una quella in cui Grace Kelly, in un"luogo astratto"che invece è l'aula di tribunal rischia la forca. Movimenti di macchina -sequenze da dietro e dall'alto-ribadiscono la priorità dello"spazio scenico"in quel"non luogo"che è comunque il set cinematografico... ;C)Il gioco verità-menzogna praticato da tutti i personaggi è straordinario ed è l'essenza dello spettacolo, filmico ma anche teatrale. Nessun"falsiloquium"(il dire-non dire di certa tradizione cattolica, ancora riaffermato dal classico testo di Peschke, "Teologia morale"...)ma proprio la "spudorata"(?)menzogna che si fa verità o meglio si spaccia per tale. Nessun personaggio ne è esente, inclusa la pluricompianta Grace Kelly, che pure è il"jolly"dell'innocenza, per così dire...altro concetto fortemente messo in crisi. "Play"che si serve di varie"games"e che risulta unico, per cui Hitch is ever the best. ;D)Se Cummings l'americano è volutamente sottotono, quasi"moscio", qui(il britannico Sir Alfred non prese mai il passaporto degli"stupidi"Americans, la polemica traspare in vari film, ma indubbiamente qui in maniera abbastanza marcata), Ray Milland è un vilain perfetto, la Kelly decisamente più che in parte, ma anche John Williams, nella parte del commissario di Scotland Yard è un intrigante efficace"son of a bitch", appunto quale esponente della legge. I paralogismi di Sir A.H., "conservatore"... El Gato
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alessandromaresca
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giovedì 25 febbraio 2016
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un hitchcock minore.
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Film verboso e che risente oltremodo dell'impianto teatrale.
Privo di personaggi memorabili, Grace Kelly risulta ancora acerba dal punto di vista recitativo.
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