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kronos
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domenica 30 maggio 2010
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vero gangster film all'italiana
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Udite, udite: contro ogni logica è proprio "mamma" RAI a produrre un esemplare (e raro) modello di gangsteristico italiano contemporaneo.
Forse è un modo per sdebitarsi delle tonnellate d'inutili, prolisse, barbituriche fiction somministrate da lustri a un pubblico demente.
Sta di fatto che lo sconosciuto Ivano De Matteo, coadiuvato dall'eccellente script di Lucarelli, realizza un rimarchevole noir con logica da grande schermo.
Le scelte di regia, la direzione degli attori (tutti bravissimi, a partire da un sorprendente Rolando Ravello), gli accostamenti musicali ... tutto dista anni luce dai tipici prodotti seriali televisivi.
'Niente di personale' si potrebbe accostare nelle tematiche a certi ottimi polizieschi di Damiani, e in questo non rinnega la sua piena italianità, ma stilisticamente ha una viratura corrosiva che potrebbe ricordare Tarantino.
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Udite, udite: contro ogni logica è proprio "mamma" RAI a produrre un esemplare (e raro) modello di gangsteristico italiano contemporaneo.
Forse è un modo per sdebitarsi delle tonnellate d'inutili, prolisse, barbituriche fiction somministrate da lustri a un pubblico demente.
Sta di fatto che lo sconosciuto Ivano De Matteo, coadiuvato dall'eccellente script di Lucarelli, realizza un rimarchevole noir con logica da grande schermo.
Le scelte di regia, la direzione degli attori (tutti bravissimi, a partire da un sorprendente Rolando Ravello), gli accostamenti musicali ... tutto dista anni luce dai tipici prodotti seriali televisivi.
'Niente di personale' si potrebbe accostare nelle tematiche a certi ottimi polizieschi di Damiani, e in questo non rinnega la sua piena italianità, ma stilisticamente ha una viratura corrosiva che potrebbe ricordare Tarantino. Anche grazie alla proteiforme, esemplare interpretazione di Ravello.
Un film da non perdere per gli amanti del genere, peccato solo che rimanga confinato al mondo televisivo: meriterebbe un'uscita in sala.
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algorad
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giovedì 22 aprile 2010
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un killer loquace
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Ottima interpretazione da parte dell'attore Rolando Ravello che impersona un killer dall'aspetto gentile ed innocente, ma in realtà efferatamente senza scrupoli. Nell'interpretazione, Angelo, killer "cattivo" come si definisce lui stesso lavora per la Ndrangheta, ma con uno spirito critico che gli consente di indagare sui suoi datori di lavoro fino a scoprire che complottano anche contro di lui. Così, invece di eseguire uno dei mandati, e cioè quello di uccidere la moglie di un politico per intimidirlo affinché elimini gli intoppi per la concessione veloce di un appalto, utilizza il suo ostaggio come esca per eliminare i membri delle famiglie mafiose di cui è al servizio.
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Ottima interpretazione da parte dell'attore Rolando Ravello che impersona un killer dall'aspetto gentile ed innocente, ma in realtà efferatamente senza scrupoli. Nell'interpretazione, Angelo, killer "cattivo" come si definisce lui stesso lavora per la Ndrangheta, ma con uno spirito critico che gli consente di indagare sui suoi datori di lavoro fino a scoprire che complottano anche contro di lui. Così, invece di eseguire uno dei mandati, e cioè quello di uccidere la moglie di un politico per intimidirlo affinché elimini gli intoppi per la concessione veloce di un appalto, utilizza il suo ostaggio come esca per eliminare i membri delle famiglie mafiose di cui è al servizio. La storia si sviluppa intorno all'inaspettato dialogo che il killer crea con la sua apparente vittima, fino a insinuare possibili similitudini fra i due protagonisti: lui è "cattivo", ma anche l'ostaggio, Mariangela (moglie del politico), impersonata dall'attrice Donatella Finocchiaro, che nel film ha il ruolo di un ufficiale dell'Esercito, in quanto tale se dovesse uccidere un uomo diventerebbe automaticamente "cattiva" e quindi simile a lui. L'originalità della storia sta nel fatto che il killer parla continuamente con la sua vittima, spiegandole passo per passo i propri movimenti e i piani della Ndrangheta fino ad aprirle gli occhi sull'evidente tradimento del marito che, per salvare la propria vita non esita a far uccidere la moglie. In conclusione si viene a creare una certa linea d'intesa e complicità fra Angelo e Mariangela, fino al punto che lei rimasta col cruccio di essere simile a lui viene tranquillizzata dal killer, il quale, in ultima analisi riconosce la profonda differenza fra le due personalità, evidenziando che lei non potrà mai essere come lui, perchè lui è "cattivo".
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il recensore
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giovedì 22 aprile 2010
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niente di personale...
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Che dire.....ottimo.
A mio parere, da amante di Lucarelli ( Ispettore coliandro ecc.)mi ha stupito il suo modo di trattare questo argomento, in modo sempre ironico e divertente, ma anche crudo.
La sceneggiatura, in particolare i dialoghi,erano azzeccatissimi e l'ilarità e la bonarietà del protagonista, che si scontrava con la sua anima "cattiva" era resa in modo superbo.
Quindi, complimenti ancora una volta a Carlo e....niente di personale eh !
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lella53
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mercoledì 21 aprile 2010
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un po' vago...
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Questo secondo film della serie Crimini mi ha entusiasmato un po' meno del precedente, causa qualche momento lento dello svolgersi dei fatti che in alcuni punti, secondo me, arrancava un po'.
Niente da dire su Ravello e Finocchiaro, chapeau!, un po' scettica sull'interpretazione degli altri personaggi, forse strozzati dalla bravura degli interpreti. Molto bravo Sergio Fiorentini, ma su questo non c'è dubbio, lui è un vero cavallo di razza. Ho apprezzato lo studio psicologico del personaggio killer Angelo, alla fine tutto si snoda da lì e si svela da lì Lucarelli. Ottima qualità del prodotto, sempre e comunque, non mi stanco di ripetere che è una boccata di ossigeno.
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Questo secondo film della serie Crimini mi ha entusiasmato un po' meno del precedente, causa qualche momento lento dello svolgersi dei fatti che in alcuni punti, secondo me, arrancava un po'.
Niente da dire su Ravello e Finocchiaro, chapeau!, un po' scettica sull'interpretazione degli altri personaggi, forse strozzati dalla bravura degli interpreti. Molto bravo Sergio Fiorentini, ma su questo non c'è dubbio, lui è un vero cavallo di razza. Ho apprezzato lo studio psicologico del personaggio killer Angelo, alla fine tutto si snoda da lì e si svela da lì Lucarelli. Ottima qualità del prodotto, sempre e comunque, non mi stanco di ripetere che è una boccata di ossigeno...
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